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Approfondimenti

I miei nonni paterni si chiamavano Cosimo Boccadamo e Consiglia Boccadamo…

Storia di una famiglia salentina entrambi nati nel rione “Ariacorte” di Marittima

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I miei nonni paterni si chiamavano, rispettivamente, Cosimo Boccadamo e Consiglia Boccadamo.


Erano nati, entrambi, nel rione “Ariacorte” di Marittima, secondo i registri di stato civile dell’epoca in via Acquaviva, a distanza di sette anni l’uno dall’altra, precisamente, lui nel 1879 e lei nel 1886, dalle coppie di coniugi Generoso Silvestro/Eva e Domenico/Cosima. Accanto a Cosimo, in famiglia, esisteva la sorella Salvatora, insieme con Consiglia, invece, il fratello Luigi.


Esatta parità, perciò, circa il numero di componenti dei due nuclei, fra i quali non è dato di sapere se intercorressero nodi di parentela: verosimilmente, no, almeno di genere stretto, mentre non sono da escludere rapporti di grado lontano, nell’ambito del centinaio abbondante di Boccadamo all’epoca viventi a Marittima.


Sicuramente, i miei ascendenti in discorso dovevano conoscersi sin da bambini. Generoso faceva di mestiere il contadino, Domenico, da parte sua, il pescatore, in tale attività coadiuvato, una volta divenuto grandicello, dal figlio Luigi e, anche, per determinate incombenze sulla terraferma, dalla figlia Consiglia. Analogamente, Cosimo fu condotto a seguire le orme paterne nei lavori in campagna, attività che perpetuò durante l’intera esistenza, ovviamente fino a quando si mantenne abile.


A parte gli anzidetti dettagli operativi/occupazionali, ebbero a porsi, Generoso e Domenico, alla stregua di vere e proprie pietre miliari e di preziosi indicatori. Nel senso, che gli appellativi impostigli all’atto del battesimo giungevano puntualmente a comparire e a risuonare non solo con diretto riferimento alle loro persone, ma pure, indirettamente, ai fini dell’identificazione e della chiamata in causa, da parte della comunità paesana, dei rispettivi discendenti.


In tal guisa, le definizioni di Cosimo e Tora ‘u (di) Generosu in seno al primo nucleo famigliare e di Consiglia e Luigi ‘u (di) Minicone (questo accrescitivo dialettale, giacche Domenico era un uomo molto alto, precisamente, un omone) in seno al secondo. Analogamente, le denominazioni aggiuntive, ‘u Generosu e ‘u Minicone seguitavano, e ancora adesso, diffusamente seguitano, vieppiù, ad accompagnare i nomi propri originali delle generazioni succedutesi nel tempo, figli, nipoti e pronipoti.


Lui ebbe un’altra fidanzata, ma non andò buon fine


Vigendo gli ultimi calendari del XIX secolo, Cosimo già giovanotto e Consiglia adolescente e giovinetta, la conoscenza e, poi, la frequentazione fra i due si accrebbero. Per la verità, lui ebbe per prima fidanzata (zita, in dialetto) un’altra ragazza dell’Ariacorte, Marta, ma detto legame non si consolidò definitivamente, proprio, forse, perché Cosimo provava maggior piacere e interesse nel concentrare gli sguardi sulla personcina di Consiglia, nonostante quest’ultima non si appalesasse affatto dolce di sale o accondiscendente o adesiva con facilità.


Dai suoi racconti o aneddoti, è tratta la scenetta del giovane Cosimo, intento, insieme con il padre, a zappare in un fondo agricolo limitrofo all’insenatura “Acquaviva”, denominato “Oscule” (bosco) e di Consiglia che, in quel mentre, saliva a piedi dalla rada, recando sul capo una cassetta di specialità ittiche appena pescate e sbarcate dal padre e dal fratello, per portarle a Marittima e venderle a qualche famiglia abbiente.


Spontanea l’iniziativa verbale di Cosimo: “Dai, Consiglia, lasciaci due/ tre pesci, così ce li arrostiamo sulla brace e potremo accompagnare le nostre friselle, a colazione”. E, però, spontanea e pure decisa fu la reazione, della ragazza, di non dare minimamente ascolto e di tirare dritto. Il nonno trovò occasione, nell’arco di decenni, di rispolverare ripetutamente questo episodio, non senza rinfacciarlo scherzosamente alla controparte protagonista.


Non più “zitu” di Marta, Cosimo si fidanzò “in casa” con Consiglia, la quale, tuttavia, data anche la fresca età, specialmente nei primi tempi del loro sodalizio sulla carta, non dimostrava di attribuire soverchia importanza e assiduità al nesso meramente sentimentale e di vicinanza e contatto con il partner, preferendo seguitare a frequentare le sue amiche del rione e attendendo, unitamente a loro, ai rituali giochi di quei periodi.


“Consiglia, ancora in giro sei? Perché non torni a casa e facciamo l’amore?” (Ovviamente nel significato e col correlato contenuto di fine 1800), la esortava la sera Cosimo, e lei a replicare: “Guarda, prima, devo finire questa partita a campana con le mie compagne”.


Giunse il giorno delle Nozze


Sia come sia, giunse il giorno delle nozze e, dalla casa della sposa, si mosse il tradizionale corteo, attraverso l’Ariacorte, per dirigersi verso la parrocchia. Se non che, sempre a quanto resomi in racconto, nell’atto di transitare davanti all’abitazione di Marta, la ex zita di nonno Cosimo, per rabbia e ripicca, pensò  di disotturare lo scarico di una grande vasca lapidea, in dialetto pila, presente nel proprio cortile e ricolma di acque sporche (sciotte), residuo di un grosso bucato, lasciando defluire il non trasparente  e non olezzante liquido, a modo di cascatella, sulla strada in quel momento percorsa dal corteo nuziale e dalla processione di parenti e invitati, con indosso eleganti abiti da festa.


Completamente diversi di carattere, sotto l’aspetto intellettivo, nelle tendenze e preferenze, Cosimo e Consiglia vissero lungamente e intensamente, in ogni senso, generando una numerosissima prole; in aggiunta ai sei figli sopravvissuti, Silvio, Eva, Maria, Vitale, Lucia e Rocco, considerato, del resto, che, un secolo fa, erano frequentissimi i casi di mortalità infantile, furono in realtà fautori, perlomeno, di altrettante nascite.


Donna forte, dotata di una spiccata memoria (teneva perfettamente a mente, ricordo io, le date di arrivo al mondo, matrimonio e morte di tutta la parentela e non solo), la nonna non intendeva essere da meno nel confronto col consorte, il quale, magari, si lamentava di rientrare a casa, la sera, esausto per la fatica nei campi, sicché, di sovente, lo attendeva a bella posta sull’uscio tenendo in braccio uno dei figlioletti, piangente: “Tieni, prendilo un po’ tu, ha passato in questo modo l’intero giorno, facendomi disperare”.


Al che, l’uomo, così nella sua narrazione a noi nipotini e anche ad altre persone, celiava che fosse lei a regalare ai pargoli qualche pizzicotto, ovviamente foriero di strilla e lacrime. A parte qualche piccola sceneggiata della specie, chi, sostanzialmente, comandava in casa, era la nonna Consiglia soprannominata ‘u Miniconenaturale riflesso, in seguito, fu quel nomignolo aggiuntivo famigliare e non l’altro inerente al nonno Cosimo, ossia dire ‘u Generoso, a cadere e perpetuarsi sia in capo ai loro figli, sia sui discendenti dei medesimi, sia, infine, in termini estesi, nell’ambito della comunità di Marittima.


Consiglia, dunque autorevole, forte e in gamba, fisico e portamento ben eretto sino all’età avanzata malgrado le sopra accennate innumerevoli gravidanze/maternità, stimata e rispettata dai parenti e dai compaesani, a partire dal fratello Luigi che, in segno di attaccamento e di omaggio, volle chiamare Consiglio il suo unico figlio maschio che, oltre a fare il contadino, il frantoiano, il nachiro, capo dei frantoiani, si sarebbe dedicato anche alla pesca, come il padre e il nonno Domenico.


Piccola rimembranza risalente alla mia remota fanciullezza, nel cortile della attigua abitazione di zio Luigi e di zia Amalia (sua moglie), salitasene al cielo, guarda caso, nel giorno dell’Ascensione del 1950, campeggiava un grosso manufatto/parallelepipedo in pietra viva, non molto largo ma alto e cavo all’interno, detto in dialetto “stompu”, utilizzato per versarvi cereali, sia grano che orzo, di propria produzione, e frantumarli mediante la mazza, lunga e robusto attrezzo in legno terminante in forma ovoidale, cereali che sarebbero stati successivamente cotti e consumati a tavola come minestra.


Mio padre Silvio fu il primo sposarsi


Ambedue i miei nonni paterni in discorso, essendo mio padre Silvio il loro primogenito e il primo, in ordine temporale, a sposarsi, avevano un intenso e più consolidato legame giusto con la mia diretta famiglia, volevano, in particolare, un bene dell’anima a mia madre Immacolata e noi ragazzini, spesso, ci trattenevamo, nel pomeriggio o alla sera, nella loro vicina abitazione, d’inverno scaldandoci, insieme con il nonno, all’interno del focalire (camino) e, talvolta, consumavamo la cena frugalissima, una minestra posta a tavola in un unico grande piatto, in compagnia, appunto, dei nonni e degli zii e zie.

Come pure, verso la prima la fine della Seconda Guerra Mondiale, erano questi ultimi, ancora giovani, che correvano a casa nostra, di notte, nell’avvisaglia del passaggio di aerei militari nemici, con potenziale rischio di bombardamenti, caricandosi in spalla noi piccoli nipoti e conducendoci al buio nel vicino appezzamento agricolo di Monticelli, per attendere che il pericolo fosse superato.


Pur trovandomi in così stretta vicinanza e frequentazione con loro, raramente mi è capitato di assistere a dissapori o litigi fra i nonni Cosimo e Consiglia, tranne che in un’isolata occasione. Correva il 1953, ci trovavamo nella stagione fredda, di lì a poco, la prima domenica di marzo, si sarebbe svolta, a Marittima, la rituale fiera/mercato della Madonna di Costantinopoli, una sera, nonno Cosimo con la pipa in bocca, io e un mio fratello, ce ne stavamo seduti, al solito, nel focalire e nonna Consiglia, lì vicino, era intenta a filare, col fuso, batuffoli di lana accanto alla figlia Lucia e al di lei fidanzato Peppino.


In un dato momento, l’anziana donna si mise a dire: “Fra poco, si terrà la fiera e quest’anno, in vista del matrimonio di Vitale (altro figlio), ci toccherà fare una serie di acquisti”. Passando poi a un lunghissimo elenco di oggetti, magari tutti necessari e utili.


Il nonno ascoltava e, forse, man mano, conteggiava approssimativamente il costo richiesto da tali compere, col rischio anche di dover indebitarsi; a nota non ancora completamente esaurita, fu un attimo, non potendone più, egli interruppe bruscamente la moglie con un solenne, autoritario e ultimativo invito, ad alta voce, a piantarla.


Risultato, la nonna proruppe in un pianto dirotto, in ciò imitata anche dalla zia Lucia. Riguardo ai matrimoni dei figli, qualche anno prima, esattamente nel 1948, era stato celebrato quello di zia Maria, andata sposa a zio Vittorio, marittimese trasferitosi per lavoro a Francavilla Fontana nel brindisino, dove, per ciò, la coppia era andata a mettere su casa.


La nonna Consiglia, senza nulla togliere all’intensità del suo trasporto materno verso gli altri discendenti, dimostrava ed aveva una certa predilezione per Maria e Vittorio; probabilmente, mi vien da pensare, perché era stata vicina alla figlia durante i lunghi anni di assenza del suo fidanzato per vicende di guerra e di prigionia e, in aggiunta, perché, da sposati, i due erano andati ad abitare lontano da Marittima.


Mio nonno andava a piedi fino a Brindisi


A conferma di ciò, la nonna, che mai si era prima allontanata dal paesello, a differenza del marito che di viaggi  ne aveva compiuti (in tradotta sino a Belluno, per partecipare alla Grande Guerra, a piedi, non possedendo una bicicletta e non potendosi permettere di pagare il biglietto del treno, sino a Brindisi, due volte l’anno, per lavorare negli stabilimenti vinicoli e nei frantoi, a Napoli, infine, nel 1935 o 1936 per accompagnare il figlio Silvio partente volontario per l’Africa Orientale), iniziò a far su e giù da Francavilla Fontana, anche trattenendosi  lì per brevi periodi, non solo in occasione della nascita di due nipoti ma pure in altri momenti dell’anno, immancabilmente intorno a metà settembre, nella ricorrenza della festa della Protettrice di quella cittadina, la Madonna Fontana.


Analogamente, la vigilia della già ricordata fiera della Madonna di Costantinopoli a Marittima, quando zio Vittorio, che collaborava con un commerciante all’ingrosso ma anche ambulante di tessuti, si accingeva a venire nel nostro paese per allestirvi la baracca di esposizione e vendita, la nonna si prodigava in mille preparativi per non far mancare, a lui al suo “principale” (datore di lavoro) una cena speciale.


Sempre in tema di sposalizi, a nonna Consiglia, toccò purtroppo di essere protagonista/vittima di un episodio, se non propriamente drammatico, certamente non lieto; la mattina del giorno stabilito per le nozze della figlia Lucia (1953), a mezzo di una scala di legno, l’anziana donna sì portò su una scansia (ripostiglio), ricavata alla sommità di una parete di casa, per prelevare un oggetto o qualcosa che serviva.


Sfortunatamente, la poveretta ebbe a scivolare, non ricordo se sul ripostiglio o sulla scala, precipitando rovinosamente sul pavimento, con notevoli ammaccamenti fisici, per fortuna, almeno, senza necessità di ricovero in ospedale.


Di primo acchito, si pensò di rimandare lo sposalizio, poi prevalsero le riflessioni sui preparativi già fatti e sulle relative spese e, quindi, fu egualmente festa, sebbene pervasa da un rigurgito di tristezza e da qualche lacrima specialmente nel sentire della sposa, zia Lucia, con la nonna, dolorante, costretta nel suo letto.


Consiglia sopravvisse all’incidente, si riprese bene e resto con i suoi cari, sino al raggiungimento, nel 1974, dell’apprezzabile età di ottantotto anni.


Nonno Cosimo campò fino a 102 anni


Traguardo, invero, non confrontabile con quello che ebbe l’avventura di raggiungere la sua metà, nonno Cosimo, il quale campò fino al 1982, ossia a dire oltre centodue primavere, accudito, nell’ultimo lungo periodo, dalle figlie e dalle nuore.


Notazione leggera, la sera delle esequie di nonna Consiglia, familiari e parenti stretti riuniti in casa nostra per consumare la cena, nella circostanza preparata, secondo l’usanza, da una famiglia del paese amica o legata da vincoli di parentela,bisunia” in dialetto, rammento che, in una pausa del pasto, una mia sorella pensò di chiedere all’avo: “Nonno, visto che tu hai molti anni più di lei, non ti dispiace che, per prima, sia mancata la nonna? Non avresti preferito che si rispettasse l’anzianità, compiendo tu, adesso, i tuoi giorni al posto suo?”.


Il vecchio uomo restò qualche istante in silenzio, per poi rispondere: “Nipote mia, sia sempre fatta la volontà di Dio, ma la vicenda d’oggi sta bene così com’è andata”.


Mi piace terminare questa semplice e, insieme, sentita rievocazione in ricordo dei miei ascendenti per via paterna, soffermandomi su due ultimi particolari relativi a nonna Consiglia. Ella era fortemente affezionata a un gatto, rimastole accanto per lunghissimi anni e che alla fine era divenuto enorme, guai a chi lo toccasse o non lo trattasse bene.


Inoltre, amava, anche in questo caso gelosamente, i fiori, il piccolo cortile di casa sua si presentava sempre arricchito da molte varietà semplici ma variopinte, dalle zinnie agli astri cinesi, ai garofani, alle rose e alle calle, queste ultime svettanti in un angolo di terriccio adiacente all’imboccatura di una cisterna per la raccolta d’acqua piovana, a lato di una parete muraria interamente ricoperta da un rampicante sempreverde e per lunghi periodi fiorito in una gradevole tonalità lilla.


Rocco Boccadamo


Alessano

25 novembre: tutto il Salento contro la violenza sulle donne

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Un videomessaggio con i volti e la voce degli amministratori salentini che lanciano l’hashtag #noallaviolenza sulle donne, una marcia simbolica che partirà in contemporanea in numerosi Comuni, l’inaugurazione di nuove panchine rosse dipinte con gli studenti delle scuole locali e, ancora, palazzi municipali illuminati di rosa e rosso, la realizzazione di murales tematici, flashmob, incontri e dibattiti, spettacoli teatrali e musicali.

Il 25 novembre il Salento si mobilita per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con un ricco programma di iniziative presentato oggi, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce. Ad illustrare i dettagli del progetto sono intervenuti Andrea Romano, capo di Gabinetto della Provincia di Lecce, Filomena D’Antini, consigliera di Parità della Provincia di Lecce, Teresa Chianella, presidente della Cpo provinciale, Fabio Tarantino, consigliere provinciale e sindaco di Martano, i sindaci, gli assessori, i consiglieri e le presidenti delle Cpo dei Comuni aderenti all’iniziativa. Alla conferenza stampa, inoltre, è intervenuto il viceprefetto e commissario prefettizio del Comune di Squinzano Beatrice Mariano, che ha portato il saluto del prefetto di Lecce Maria Rosaria Trio.

A lanciare l’idea di realizzazione di una campagna di sensibilizzazione attraverso un videomessaggio, organizzare una marcia simultanea e costruire un cartellone unico di eventi è stata la consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini, nell’ultima seduta del Tavolo istituzionale per le Pari Opportunità (TPO), istituito presso la Provincia di Lecce, al quale hanno partecipato numerosi sindaci, assessori, consiglieri e Cpo comunali.

Hanno, quindi, aderito all’iniziativa 56 Comuni salentini: Alessano, Alezio, Andrano, Aradeo, Arnesano, Bagnolo del Salento, Botrugno, Calimera, Campi Salentina, Cannole, Caprarica, Carpignano salentino, Casarano, Castrignano del Capo, Cavallino, Collepasso, Copertino, Corigliano, Cursi, Gagliano del Capo, Galatina, Galatone, Gallipoli, Guagnano, Lecce, Leverano, Lizzanello, Maglie, Martano, Martignano, Melendugno, Melpignano, Minervino, Monteroni, Montesano Salentino, Nardò, Novoli, Otranto, Palmariggi, Parabita, Poggiardo, Porto Cesareo, Salve, San Cesario, Santa Cesarea, Seclì, Specchia, Squinzano, Supersano, Surbo, Taviano, Trepuzzi, Tricase, Tuglie, Ugento, Uggiano La Chiesa.

Tra questi, oltre 30, hanno partecipato alla realizzazione del video con il messaggio  #noallaviolenza sulle donne, che è stato presentato questa mattina nella sala consiliare. Il corto sarà pubblicato online sul Portale della Provincia di Lecce (www.provincia.le.it) con il Cartellone unico di tutti gli eventi organizzati e, inoltre, sarà disponibile sui siti istituzionali dei Comuni coinvolti. La marcia contro la violenza sulle donne si svolgerà giovedì 25 novembre, alle ore 17, nei diversi centri urbani del Salento.

La consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini ha dichiarato: «Ringrazio tutti i sindaci e gli amministratori che hanno condiviso e accolto le indicazioni fornite nella seduta del Tavolo istituzionale per le pari opportunità e partecipato alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione con il videomessaggio #no alla violenza sulle donne. Sono tantissime le iniziative che si stanno già svolgendo nei Comuni in questi giorni».

«La Provincia è orgogliosa del percorso che stiamo facendo insieme. Le marce che partiranno in contemporanea in tanti Comuni sono anche il simbolo di un cammino che stiamo tentando di fare in modo unitario. E’ veramente un segnale incoraggiante. Dopo la pandemia c’è ancora più voglia di fare e di fare rete. E’ arrivato davvero il tempo di mettere in pratica azioni concrete volte al miglioramento della condizione di vita delle donne e, più in generale, delle nostre comunità», ha dichiarato il capo di Gabinetto Andrea Romano, che ha portato il saluto del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva.

«La partecipazione di tanti Comuni, ben 56,  la dice lunga sul grado di sensibilità dei nostri amministratori rispetto al tema della violenza di genere», ha evidenziato Teresa Chianella, presidente della Cpo provinciale, che ha ricordato le conseguenze negative della pandemia sulle donne ed evidenziato l’importanza della collaborazione con le scuole.

I rapporti con i Comuni, la raccolta delle informazioni sugli eventi e del materiale video è stato curato e coordinato dall’Ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Lecce, Servizio Risorse umane e Pari opportunità. Il montaggio del videomessaggio è stato realizzato dal Servizio Sistemi informatici e Innovazione tecnologica della Provincia di Lecce.

TUTTE LE INIZIATIVE PAESE PER PAESE

Alessano: 25 novembre, Installazione panchina rossa in piazzetta dei Caduti, a Montesardo, frazione di Alessano  (Comune di Alessano, in collaborazione con  Istituto Comprensivo Alessano – I.I.S.S. “G. Salvemini” – I.I.S.S. “Don Tonino Bello” e con il coinvolgimento delle associazioni Progetto Riesco, Niente scuse, Pro-Montesardo, Donnapopa); ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne.  Partenza da via Rimembranze nello spazio antistante l’Istituto Comprensivo Statale, arrivo presso la panchina rossa ubicata in via Fiume.

Alezio: 21 novembre ore 18, Auditorium Via Alighieri, “Mai più”, rappresentazione teatrale (Comune di Alezio, Cpo, Centro Antiviolenza); 25 novembre 2021, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Andrano: 24, 27, 28 novembre, Spongano-Diso-Andrano, “La pioggia e le foglie” (Unione dei Comuni di Andrano, Spongano, Diso, in collaborazione con Associazioni locali); 25 novembre, Piazza Unicef, Andrano, Installazione panchina rossa (Comune di Andrano, con Istituto comprensivo di Andrano); 25 novembre, ore 17, Andrano, Marcia contro la violenza sulle donne.   Partenza da Istituto Comprensivo Andrano, Via del Mare, arrivo presso Municipio, in Via Michelangelo (Comune di Andrano-Gus-Associazioni Locali). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Aradeo: novembre-dicembre: “Diciamo no alla violenza sulle donne”, Incontri e dibattiti di sensibilizzazione sul tema violenza contro le donne (in collaborazione con il CAV di Galatina); 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Viale delle Libertà, arrivo in Piazza San Nicola (Comune di Aradeo, Consulta giovanile del Comune di Aradeo, Consiglio dei ragazzi e delle ragazze, Misericordia e Protezione Civile Aradeo, Polizia Municipale, Carabinieri di Aradeo, Parrocchia San Nicola e San Rocco). A seguire, in Piazza San Nicola, incisione su panchina rossa di una frase simbolica a tema, selezionata dai ragazzi della scuola media dell’Istituto Comprensivo Aradeo). Partecipazione al videomessaggio  #Noallaviolenzasulledonne.

Arnesano: 25 novembre, Incontro dibattito a tema (Comune di Arnesano-Assessorato Pari Opportunità); ore 17,  Piazza S. Pertini, Marcia contro la violenza sulle donne. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Bagnolo del Salento: 25 novembre, ore 16, atrio antistante edificio scolastico via P. Nenni,  Installazione Panchina rossa con il contributo delle scuole Primaria e Secondaria di I grado Bagnolo del Salento; ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza dalla scuola, arrivo in Piazza San Giorgio (deposizione fiore o nastro rosso, o candela, o scarpetta). A seguire, presso la Biblioteca Comunale “Angelo Salvatore”, presentazione del libro “Come frammenti di stelle” con l’autrice Antonella Tamiano (Assessorato ai Servizi Sociali-Comune di Bagnolo del Salento, in collaborazione con Consiglio Comunale dei Ragazzi). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Botrugno: Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Calimera: 25 novembre, Installazione panchina rossa, presso Villa comunale Calimera (Comune, Scuola Secondaria Istituto Comprensivo); ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, da Piazza del Sole (Comune, Consigliere con delega alle P.O., Associazioni, Scuola). Realizzazione di un videomessaggio su una storia reale da pubblicare su Facebook.

Campi Salentina: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, Piazza Libertà presso la sede della Commissione.

Cannole: 25 novembre, ore 17, Marcia  contro la violenza sulle donne, partenza da via Aldo Moro (sede del Comune di Cannole), arrivo in via Bagnolo, luogo in cui è collocata la panchina rossa. Il percorso sarà allestito con fiocchi rossi su tutte le panchine e sugli alberi. Sul luogo di ritrovo saranno disposte le scarpette rosse, adottate dal Comune per l’occasione, per dare voce all’invisibilità delle donne vittime di violenze e saranno accese delle candele. L’Amministrazione comunale ha deciso di coinvolgere nell’iniziativa donne di tutte le generazioni e nazionalità, che saranno invitate a leggere alcuni estratti di opere letterarie e di frasi in tutte le lingue sul tema della violenza sulle donne. Le bambine saranno coinvolte nella preparazione dei cartelloni da esporre nell’iniziativa. Parteciperà la Commissione comunale Pari Opportunità, la prima istituita nel Comune di Cannole. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Caprarica di Lecce: 25 novembre, ore 16, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza Largo San Marco, arrivo in Piazza Vittoria dove sarà rispettato un minuto di silenzio in onore delle donne vittime di violenza; ore 16.30, intervento di un’operatrice del CAV Il Melograno convenzionato con l’ambito di Martano. A seguire la testimonianza delle donne afghane, organizzata in collaborazione con il circolo Arci (parteciperanno il sindaco con l’Amministrazione comunale, il Consiglio comunale dei ragazzi e  le associazioni locali).

Carpignano Salentino: Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Casarano: 25 novembre, “La violenza sulle donne non ha confini…Fermiamola”, a seguire realizzazione di un murales a tema ed eventi, viale Francesco Ferrari (Comune di Casarano in collaborazione con Cap e Fat); 25 novembre, “Stop alla violenza sulle donne”, Concorso allestimento a tema, atrio scolastico (Comune di Casarano con Scuole Secondarie II grado); ore 17, Piazza San Domenico, Marcia contro la violenza sulle donne. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Castrignano del Capo: 24-26 novembre, Proiezione del videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne sulla facciata del Municipio (Assessorato Pari Opportunità); 25 novembre, ore 16.30, presso Piazza Mercato, incontro commemorativo di sensibilizzazione sul fenomeno della violenza (Assessorato Pari Opportunità). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Cavallino: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne,  Castromediano,  partenza da Piazza Mater Ecclesiae, arrivo a Parco Adele Savio (Comune di Cavallino, in collaborazione con Centro Sociale Castromediano); ore 17, Parco Adele Savio, Installazione panchina rossa (Comune e Scuola Leonardo Da Vinci). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Collepasso: 27 novembre, Auditorium Scuola Primaria, Convegno “Donna: il diritto al rispetto”; 25 novembre, ore 17, Via Dante, Marcia contro la violenza sulle donne. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Copertino: 25 novembre, Piazza del Popolo, Riflessioni – Testimonianze collettive intorno alla panchina rossa con sottofondo musicale a cura di Marina Conte (Comune, Assessorato al Welfare, Cpo, in collaborazione con Associazione Il Melograno, Scuole, Accademia Belle Arti Scuola di Decorazione); allestimento con scarpette rosse, drappi, rose e palloncini rossi, Piazza del Popolo, intorno alla panchina rossa (Comune, Assessorato al Welfare, Assessore Cultura, CPO, in collaborazione con Scuole di ogni ordine e grado, Fidapa sez di Copertino e CIF); ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Piazza Umberto I, arrivo a Piazza del Popolo (Comune, Assessorato al Welfare, CPO comunale, Scuole di ogni ordine e grado, Associazioni Volontariato, Associazioni Sportive). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Corigliano d’Otranto: 26 novembre, Castello di Corigliano, Proiezione film “Santa Subito” di Alessandro Piva (Associazione Arches in collaborazione con Comune di Corigliano); 25 novembre, Villetta Via Trieste, Installazione panchina rossa (Comune di Corigliano con il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo “E. Bianco”); 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Piazzetta Vittime di Mafia, arrivo al Castello. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Cursi: Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Gagliano del Capo: 25 novembre, Centro polivalente (Sportello Cav), breve rappresentazione “Libera Puoi” (Comune con Associazione “Li Vagnoni”); ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Centro polivalente, arrivo al Parco Rimembranze, Corso fratelli Ciardo – Corso Umberto I (Comune, Assessorato Pari opportunità). A seguire, presso la panchina rossa nel Parco delle Rimembranze, flashmob “Che non avvenga mai più” (Koros Danza e movimento); a conclusione, spettacolo di teatro e musica “Oltre il silenzio”, a cura di Indisciplinati Cooperativa Sociale.

Galatina: 22 – 28 novembre, presso il Comune di Galatina, iniziativa #Io ci sono (promossa da assessorato Pari Opportunità e Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con scuole di ogni ordine e grado e associazioni del territorio, Cav “Malala Yousafzai”, ATS  Galatina); 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, Piazza Alighieri (assessorato P.O.) Riflessioni sul tema della violenza di genere nei pressi della Panchina Rossa (assessorato Pari Opportunità e Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con scuole di ogni ordine e grado); 28 novembre,  presso impianto sportivo Via Cuneo, Galatina, Torneo di Padel alla pari (assessorato Pari Opportunità e Commissione Pari Opportunità, Cav “Malala Yousafzai”,ATS  Galatina, in collaborazione con le associazioni del territorio). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

 Galatone: 22 novembre,  via Pacifico Nico, Murales “Il coraggio delle donne” (assessorato alle Pari opportunità e Cpo comunale); 25 novembre, ore 17, Piazza S.S. Crocefisso, Marcia contro la violenza sulle donne (Comune, Cpo, Pro Loco); 25 novembre, nelle varie piazze della città, Flashmob al maschile (assessorato alle Pari opportunità, Cpo comunale, in collaborazione con le scuole). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Gallipoli: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne; ore 18, Biblioteca Sant’Angelo, presentazione libro “Via le mani dagli occhi” di Sandro Mottura, intermezzi musicali del Maestro Maria Fino e performance teatrale a cura di Giulia Manco. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

 Guagnano: 25 novembre, Flashmob “No alla violenza sulle donne” e letture a cura di Maria Irene Vetrano, sceneggiatrice cinematografica e docente (Cpo comunale); 25 novembre, ore 17, Piazza S.S. Madonna del Rosario, Marcia contro la violenza sulle donne (Cpo comunale). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Lecce: 25 novembre, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Porta Napoli, arrivo in Piazza Sant’Oronzo (assessorato Pari opportunità, Casa della donne di Lecce, FreeD.A. Collettivo Universitario Femminista, G.U.S. Gruppo Umana Solidarietà, Camera a Sud APS, AICS Lecce, Udu – Unione degli Universitari Lecce, Collettiva, CGIL UIL CISL Lecce, Io ci provo, Le ali di Pandora, Soroptimist, Sentinelli del Salento, Ra.Ne. – Rainbow Network, Amnesty International, Unicel Lecce, Arci Provinciale, Arci Lecce Solidarietà Cooperativa Molto più di Zan – Coordinamento). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Leverano: 25 novembre, ore 17, area Mercatale, Marcia contro la violenza sulle donne (assessorato Servizi Sociali e Pari Opportunità, in collaborazione con le scuole, associazioni e le parrocchie del territorio).

Lizzanello: 20 novembre, Lizzanello e Merine, “Noi diciamo no alla violenza sulle donne”, short-video finalizzato a promuovere una corretta cultura della relazione uomo-donna e a rafforzare il messaggio che una società libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere è una società migliore (Comune di Lizzanello, Consigliera comunale con delega alle Pari opportunità); 25 novembre, piazza San Lorenzo, Lizzanello e piazza Maria SS Assunta, Merine, installazione e inaugurazione panchina rossa, con il contributo delle scuole (Comune di Lizzanello con Istituto scolastico comprensivo “C. De Giorgi”); 28 novembre, ore 11.30, Piazza San Lorenzo, “Una donna che vale fa paura a chi non vale” , spettacolo di musica e teatro con la partecipazione di diversi artisti locali che, attraverso le loro esibizioni, sensibilizzeranno i cittadini sul tema della tutela dei diritti delle donne e contro ogni forma di violenza. Parteciperà anche Ester Nemola, in rappresentanza del Centro antiviolenza “Renata Fonte” (Comune di Lizzanello, consigliera comunale con delega alle Pari opportunità, in collaborazione con Associazione Licyanellum, MiglioriAmo Insieme Asd/Aps). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Maglie: Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Martano: 25 novembre, Villa Comunale, installazione e inaugurazione panchina rossa (Comune di Martano, con il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo IISS “Salvatore Trinchese” di Martano); 25 novembre, ore 17, presso le varie strade del centro di Martano, Marcia contro la violenza sulle donne.

Martignano: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, da Piazza della Repubblica a Via Chiesa, Via San Pantaleo, Via Roma (Comune di Martignano); 26 novembre, Inaugurazione strada comunale “Renata Fonte” (Comune di Martignano). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Melendugno: 25 novembre, ore 17, Piazza Risorgimento, Marcia contro la violenza sulle donne (associazione Anna Elisa Prete e associazione Giusy Doria); 25 novembre, Incontro-dibattito con la giornalista Fabiana Pacella presso il Laboratorio Urbano Koinè – Centro Culturale Rina Durante (in collaborazione con associazione Giusy Doria). Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Melpignano: 25 novembre, Palazzo Marchesale, Sono un albero nel Sole”- spettacolo teatrale sul tema della violenza sulle donne, con riferimento alla drammatica situazione delle donne afghane.  (Comune di Melpignano, Soroptimist Club Maglie Sud Salento); 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Piazza Antonio Avantaggiato (sede del Comune di Melpignano), arrivo in via Roma. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Minervino: 25 novembre, aula Consiliare del Comune, “L’arte è donna” (iniziativa promossa da assessorato Pari Opportunità); 25 novembre, Specchia Gallone (luogo del recente femminicidio del 1-2-2021), Installazione “Albero delle donne per le donne” (iniziativa promossa da CPO comunale). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Monteroni: 25 novembre, ore 11, via Mazzini (piazzetta con aiuola, antistante l’edificio scolastico) #neancheconundito, piantumazione alberi di melograno all’interno dell’aiuola esistente che gli alunni presenti e coinvolti orneranno con nastrini di colore bianco e Affissione  targa su panchina rossa. L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con associazione FIDAPA e gli alunni  dell’Istituto Comprensivo “Salvatore Colonna” e dell’Istituto Comprensivo “Vittorio Bodini” che, nella medesima giornata, dipingeranno di rosso la panchina e la orneranno con nastrini di colore bianco. Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Montesano Salentino: 25 novembre, Palazzo Bitonti, Donne al quadrato (iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con i volontari); 25 novembre, Giardini di Palazzo Bitotti, Inaugurazione panchina rossa; 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne con partenza da Piazza IV Novembre (iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con i volontari). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Nardò: 25 novembre, Centro storico, “Ogni donna è un’opera d’arte, rispettala!” (iniziativa promossa dall’Assessore alle pari opportunità); 25 novembre, Piazza Salandra, Intervento di promozione e divulgazione dei servizi offerti dal Centro per la famiglia Il Melograno di Nardò (iniziativa promossa dal Comune, Assessore alle pari opportunità, in collaborazione con  Centro per la famiglia Il Melograno); 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da Piazza Castello e arrivo in via XX Settembre. Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Novoli: Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Otranto: dal 20 al 28 novembre, Porta Terra Otranto, Mostra “Era solo uno schiaffo” (iniziativa promossa da Consulta Giovanile di Otranto in collaborazione con Comune di Otranto); 27 novembre ore 17.30, auditorium Porta d’Oriente, “Vietato morire” (evento promosso da Associazione Astrea).

Palmariggi: 25 novembre, ore 17, Centro Storico, Fiaccolata di sensibilizzazione. Successivamente, nei pressi della panchina rossa, ubicata sulla villetta di piazza Garibaldi, si procederà all’accensione di lumini, alla sistemazione di un “tappeto di scarpette rosse” e al lancio di palloncini per ricordare tutte le donne vittima di violenza.  Verranno letti dei “liberi” pensieri per dire “No alla violenza”, a cura dei presenti.  Nell’iniziativa saranno coinvolti i bambini e i ragazzi delle scuole.

Parabita: 25 novembre, Castello di Parabita, Illuminazione del Castello; 25 novembre, Largo della Costituzione, Palo dell’illuminazione tinto di rosso.

Poggiardo: Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Porto Cesareo: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne. Partenza da Istituto Comprensivo, via Piccinni  (iniziativa promossa dal Comune di Porto Cesareo con Ambito di Nardò e rete Centri Antiviolenza Comunità San Francesco); 25 novembre, ore 18, auditorium Scuola Media Via Piccinni Spettacolo teatrale “Di risate straziami” (iniziativa promossa dal Comune di Porto Cesareo, in collaborazione Centro Antiviolenza Comunità San Francesco). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Salve: 25 novembre, Proiezione film a tema (Iniziativa promossa dal Comune di Salve, con la collaborazione dell’Associazione Pari Opportunità); 25 novembre, Piazza Renata Fonte, iniziativa “La Casa Comunale si illumina di rosso. Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

San Cesario: dal 25 al 28 novembre, Piazza Garibaldi (accesso Palazzo Ducale sede comunale), Installazione panchina rossa.

Santa Cesarea: 21 novembre, Installazione panchina rossa (iniziativa realizzata dal Comune, in collaborazione con Associazione Metoxè).

Seclì: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne con letture, fiocchetti, cartelloni. Partenza da Palazzo Ducale, Piazza S.Paolo fino a rotatoria di Viale San Paolo, luogo dedicato alla non violenza (iniziativa promossa dal Comune, in collaborazione con Associazioni e Scuola Media di Seclì).

Specchia: dal 4 al 25 novembre, iniziative varie di informazione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere presso l’Istituto comprensivo di Specchia; 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza da via Roma (scuola elementare) fino a Piazza del Popolo, con una breve sosta presso la panchina rossa in Piazza Sant’Oronzo; 25 novembre, ore 20.30, Convento dei Francescani Neri, Spettacolo teatrale “La fraternità dei folli”, omaggio ad Alda Merini, Accademia della Minerva (iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura, in collaborazione con Pro Loco). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Squinzano: 25 novembre, ore 17.30-19.30, Piazza Vittoria, Percorso realizzato con scarpe rosse, fiori e biglietti con messaggi sulla violenza contro le donne, promosso da Comitato cittadino “Squinzano Bene Comune”; Piazza Vittoria, sarà riverniciata la panchina rossa, già dipinta dal  Comitato cittadino “Squinzano Bene Comune” nel 2019; dal 25 novembre al 12 dicembre, Orange the world, Illuminazione di arancione del Palazzo municipale in via Matteotti (iniziativa promossa con adesione del Comune di Squinzano e il sostegno dell’associazione Soroptmist International d’Italia).

Supersano: 25 novembre, Piazza IV Novembre,  “La violenza sulle donne non ha confini… e spesso ha le chiavi di casa”, allestimento della panchina rossa con messaggi di sensibilizzazione; 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, con partenza da Corso Vittorio Emanuele.

Surbo: dal 13 al 18 novembre, “La Panchina rossa itinerante”, iniziativa promossa  da Comune di Surbo, consigliera delegata alle Pari Opportunità, Cpo, in collaborazione con Associazione culturale Metoxè di Sannicola (il Comune di Surbo ha installato una  panchina rossa in Piazza Unità Europea, il 25 novembre 2020); dal 13 al 30 novembre, Illuminazione di rosso del Palazzo di Città; 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne con partenza dalla Casa Comunale di Surbo (via Codacci Pisanelli 23) e arrivo in Piazza Unità Europea; dal 29 novembre al 3 dicembre, Casa Comunale, via Codacci Pisanelli 23, “Guardami. Cronache di quotidiana violenza”, iniziativa promossa da Comune di Surbo, consigliera Delegata alle Pari Opportunità, Cpo comunale, in collaborazione con  Associazione La Girandola OdV; novembre, iniziativa “Questo non è amore”, Istituto Comprensivo Statale “Elisa Springer”, via Del Mare, in collaborazione con Questura di Lecce. Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Taviano: 25 novembre, ore 18.30, auditorium Comunale “A. Tundo”, incontro dal titolo: “Stop alla violenza sulle donne…diamo voce alla nostra esperienza”, resoconto Progetto “Educare per Prevenire la Violenza di Genere”, realizzato dal Comune di Taviano (iniziativa promossa da assessorato Politiche Sociali e Pari Opportunità, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità, in collaborazione con l’Associazione Salento Ballet Art Studio). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Trepuzzi: 25 novembre, Villa comunale ed aula consiliare, Matinée nelle scuole secondarie di I grado. Ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, Villa Comunale – Centro storico, a seguire performance teatrali, riflessioni e letture (Comune di Trepuzzi, Presidenza del Consiglio Comunale, CPO in collaborazione con Associazione Spazio Teatro); dal 21 al 28 novembre, inoltre, si svolgeranno tre iniziative nel centro storico, villa comunale e aula consiliare, promosse da Comune di Trepuzzi, Presidenza del Consiglio Comunale, CPO, in collaborazione con Associazione Tommaso Caretto, Balletto del Salento, nello specifico: 21 novembre, inaugurazione Murales “Donne di Scienza, a seguire reading in Piazza;  24 novembre, presentazione libro “Una stella a mezzanotte” di Paola Tafuro; 28 novembre rappresentazione teatrale “Neanche con un dito”, associazione Nordsalentoteatro. Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Tricase: 25 novembre, ore 17, partenza Piazza Cappuccini, Marcia  simbolica  contro la violenza sulle donne, parteciperanno 4 uomini e 1 donna (Comune, Assessorato al Welfare, CPO, in collaborazione con varie associazioni). Partecipazione al videomessaggio: #Noallaviolenzasulledonne.

Tuglie: 25 novembre, installazione artistica della Panchina Rossa in Piazza Garibaldi, in collaborazione con Associazione Flow-Libere espressioni; letture in Biblioteca per la sensibilizzazione dei piccoli alle tematiche di genere in occasione del progetto #ioleggoperché; flashmob in Piazza Garibaldi, a cura dell’Associazione Tuglie Cultura; mostra di pittura sulle tematiche di genere e sulla violenza delle Donne, presso la Biblioteca Fiore Gnoni di Tuglie, a cura dell’Associazione Compagnia del Libro; sensibilizzazione e promozione nel territorio dello Sportello Antiviolenza “Venere”, situato presso il Comune di Tuglie.

Ugento: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, partenza dalla Casa Comunale  in Piazza A. Colosso, arrivo alla panchina rossa, nella zona 167, in via Pasteur; 26 novembre, ore 18.30, Convegno sulla violenza contro le donne, Ex Chiesa di Santa Filomena con la partecipazione della consigliera di Parità della Provincia di Lecce. Partecipazione al videomessaggio #Noallaviolenzasulledonne.

Uggiano La Chiesa: 25 novembre, ore 17, Marcia contro la violenza sulle donne, Piazza V. Emanuele, Casamassella; inaugurazione Panchina rossa, in collaborazione con Istituto comprensivo – Villa comunale,  Casamassella.

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Approfondimenti

Mega parco eolico galleggiante: c’è chi dice si

Alfredo De Giuseppe: «La salvaguardia dell’ambiente passa anche per l’eolico. L’opposizione al parco eolico marino si concentra su tre obiezioni fondanti ma tutte facilmente smontabili»

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«Ho partecipato anch’io al Consiglio Comunale di Castro (foto grande in alto, NdR) sul tema “Parco eolico marittimo nel tratto di mare che comprende Porto Badisco, Santa Cesarea e Castro”. È stata l’occasione per la solita passerella di politici in cerca di gloria, di personaggi para televisivi che si vestono un giorno da ambientalisti e un altro da pragmatici dell’esistente.

Alfredo De Giuseppe

Politici che non hanno esitato anni fa a produrre uno scempio come la Maglie-Otranto che ha di fatto modificato il paesaggio e l’intero ecosistema per una strada già esistente e per nulla problematica. Per inciso sono gli stessi che ogni giorno si esprimono a favore dell’ulteriore stupro del Basso Salento con l’invenzione di un nuovo tratto della strada 275, mentre non amano mettere in sicurezza e ristrutturare quella già percorribile. Sono sempre questi politici, quasi tutti, che hanno chiuso gli occhi sullo scempio edilizio perpetrato sulla costa che da Otranto arriva fino a Brindisi, dove la criminalità l’ha fatta da padrone, con la consuetudine dei “cittadini onesti” che non hanno esitato a costruire brutture indicibili a 20 metri dalla battigia (poi abbandonate e spesso diroccate).

Sono i diretti e devoti discendenti di quella classe politica che quando all’epoca qualcuno cercò di bloccare la centrale a carbone di Cerano, come immenso mostro inquinante, fu bollato come “inutile ambientalista”. Erano presenti i berlusconiani doc, quelli che mettono le imprese al primo posto, anche quando hanno costruito male, anche quando hanno richiesto zone industriali a iosa, anche quando hanno inquinato il sottosuolo (male necessario di uno sviluppo scriteriato). C’erano a Castro leghisti e meloniani, quelli che alle frasi “rispetto della bellezza e dell’ambiente” si facevano grasse risate, si compravano il SUV più potente e prendevano la parte di palazzinari e speculatori edilizi di ogni ordine e grado. C’erano naturalmente quelli che hanno svenduto le spiagge a imprese senza storia, se non quella dell’improntitudine e del clientelismo, dove il concetto di Libero si sposa solo con quello del giornale fondato da Vittorio Feltri e diretto oggi da Alessandro Sallusti.

Tutta questa compagnia, è assecondata naturalmente anche da uomini e intellettuali di sinistra, che ormai, quando la destra si muove, non si contrappone con altre idee, ma cerca di trovare il giusto compromesso, si accontenta di non perdere consenso nei sondaggi di pancia, di rimarcare al ribasso una qualsiasi ipotesi di “nuovi bisogni”. In assenza di una vera cultura ambientalista (e di un partito dei Verdi) siamo nelle mani dei nuovi ecologisti, quelli dell’ultim’ora, che erano i negazionisti per principio, i dileggiatori per diletto».

Obiezioni… smontate!

In sostanza l’opposizione al parco eolico marino si concentra su tre obiezioni fondanti.

Si deturpa la bellezza del nostro mare, del nostro skyline, e quindi le ricadute sul turismo, la nostra prima industria, saranno disastrose.

«Qui non si capisce come un parco eolico posto fra i 10 e i 23 km dalla costa possa disturbare la quiete, il sonno e la vista dei turisti, che invece paradossalmente ci accusano di altre cose (uso eccessivo delle auto, scarsità di mezzi pubblici anche per brevi distanze, abusivismo edilizio, assenza di un piano comune su una serie di servizi essenziali). Del resto parchi eolici in Svezia o in Danimarca sono in funzione da decenni e non ho mai sentito nessuno dire che non va a Copenaghen perché nel Mare del Nord ci sono le pale eoliche».

La costruzione di queste pale, produttrici di energia elettrica, è affidata a multinazionali, di cui poco sappiamo e poco ci dicono.

«Ecco qui entra in gioco la politica che contrattando davvero i bisogni generali (e non quelli di un singolo Comune) potrebbe ricevere in cambio una sostanziale riduzione della bolletta energetica, un impiego massiccio non solo di operai ma anche di tecnici, economi, studiosi del mare ed ingegneri. La storia della TAP che è stata vissuta per anni come una iattura per il paesaggio è finita per essere un’ecatombe solo da un punto di vista economico, proprio per quei Comuni che avrebbero potuto ricevere notevoli benefici (e sanare quegli abusi decennali che davvero deturpano il paesaggio). In ogni caso, se invece di una multinazionale, trovate qualche italiano (o salentino) disponibile ad investire, fatemelo sapere, oppure potete sempre accomodarvi su un’Alitalia qualsiasi o sulle famigerate locomotive ad idrogeno della Sud-est».

La Puglia produce già una quantità di rinnovabili sufficiente per il proprio fabbisogno, addirittura superiore a tutte le regioni italiane.

«Questa è chiaramente una fake che come tutte le bugie ha un fondo di verità storpiato a favore di una tesi precostituita. Partiamo dalla fake: le rinnovabili in Puglia non coprono il fabbisogno energetico della regione, da un report molto dettagliato di Legambiente (formulato su dati Terna) si apprende che al 2018 il fabbisogno energetico della Puglia è pari a circa 33mila GWh/anno di cui ‘solo’ 9940 prodotti da fonti rinnovabili. Pur essendo una rispettabile percentuale vicina al 30% siamo ancora ben lontani dal poterci dichiarare indipendenti da combustibili fossili e molto resta ancora da fare se vogliamo raggiungere tale risultato. Il fondo di verità, invece, è che la Puglia si configura come prima regione al Sud per produzione di energia alternativa, ma non è certo capolista Nazionale. Dal Sole24Ore si apprende che “a livello di potenza installata, la regione al top resta la Lombardia che da sola vale il 15,6% di quanto complessivamente installato, mentre la Toscana, grazie principalmente allo sfruttamento della risorsa geotermica, è invece la regione con maggior potenza installata nel Centro Italia (13%). In questo quadro, nel Mezzogiorno la prima regione per potenza installata è la Puglia (10,2% della potenza nazionale), seguita a distanza dalla Sicilia (6,4% del totale nazionale) e dalla Campania (5,2%). Spesso ci dimentichiamo di dire che “…Nonostante tutto, la Puglia è al contempo la Regione con la più alta intensità di emissioni di CO2: 32 Mton nel 2017 (21 in Lombardia), vale a dire 9 Mton per ogni cittadino pugliese. Quasi il triplo di un cittadino siciliano”.

Le emissioni di CO2 stanno continuando a crescere: il pianeta si salverà solo con le rinnovabili al 100% e quindi se la Puglia e il Salento possono contribuire con il vento ben vengano i parchi eolici marini, il cui impatto sarà davvero limitato. Non si può pensare che tutto cambi lasciando l’esistente così com’è. L’eolico probabilmente sarà a sua volta una transizione, poi verranno altre modalità per l’accumulo di energia, intanto è meglio di una centrale a carbone che oltre all’inquinamento globale procura morte e malattie».

Alfredo De Giuseppe

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Approfondimenti

CCCP, la storia si fa murales. A Melpignano, dove tutto ha avuto inizio…

«È stato il modo più improbabile di avvicinarci al mondo sovietico», raccontò all’epoca Massimo Zamboni, chitarrista dei CCCP, «partire non dalla rossa Emilia, ma dal lontanissimo Salento: era quello che avevamo sempre sperato di fare e lo abbiamo fatto grazie alla piccola Melpignano, che era stata in grado di vedere così lontano»

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Che cosa significa valorizzare le tradizioni culturali di un territorio? Vuol dire innanzitutto conservare e tramandare la memoria di quelli eventi che ne hanno segnato la storia. E tra questi eventi c’è un viaggio incredibile: quello che portò dall’Italia in tour in Unione Sovietica i gruppi rock CCCP e Litfiba, insieme ai modenesi Rats e i pugliesi Mista & Missis.

Ed è un viaggio iniziato proprio da Melpignano e che cambierà la storia della musica e non solo.

UN SALTO INDIETRO NEL TEMPO…

È il luglio del 1988 e alla guida del Comune di Melpignano c’è il sindaco comunista Antonio Avantaggiato. Al suo fianco un giovane collaboratore, Sergio Blasi. Insieme hanno l’idea di organizzare un festival di musica rock sovietica. Il titolo: “Le idi di marzo“.

A Melpignano arrivano, per l’occasione, i gruppi russi Televizor, Igre, Sekret, New Collection, il gruppo estone Justament e quello sloveno Demolition Group. Si esibiscono insieme a loro anche alcuni gruppi italiani, CCCP, Litfiba, Mista & Missis, insieme ai baresi Circo Braille e ai romani Downtowners.

Terminata quell’esperienza l’amministrazione propone all’ambasciata sovietica in Italia di organizzare, a sua volta, un tour di gruppi italiani in URSS: una sorta di “scambio culturale”.

Il responso, positivo, non tarda ad arrivare: «Il presidente Michail Sergeevič Gorbachev ha visto il vostro progetto: è molto interessante e ha intenzione di finanziarlo» si legge nella nota ufficiale di risposta.

E così Litfiba e CCCP, che erano stati gli ospiti locali dell’evento melpignanese, nella primavera dell’89 a Fiumicino si imbarcano su un aereo diretto a Mosca.

In un momento di smottamenti epocali, quel viaggio segna un cambio radicale nella carriera e nella vita di entrambe le band.

Per i CCCP il tour in URSS rappresenta una sorta di sublimazione per un gruppo che diceva di fare punk filosovietico.

Il concerto di Leningrado

«È stato il modo più improbabile di avvicinarci al mondo sovietico», raccontò all’epoca Massimo Zamboni, chitarrista dei CCCP, «partire non dalla rossa Emilia, ma dal lontanissimo Salento: era quello che avevamo sempre sperato di fare e lo abbiamo fatto grazie alla piccola Melpignano, che era stata in grado di vedere così lontano».

Seguiranno la caduta del muro di Berlino, il tracollo del mondo comunista e una nuova vita per due delle band più importanti della musica italiana degli anni ’80 e ’90.
«Sull’aereo al rientro in Italia», racconterà Zamboni, «chiacchierando con Maroccolo, sono nati i CSI. Lui cominciava a essere stanco dei Litfiba, noi stavamo cambiando rotta musicalmente e, dopo i concerti in Unione Sovietica, è stato chiaro che per alcuni musicisti suonare a Mosca e Leningrado era stata una tortura. Dopo un po’ di mesi abbiamo registrato l’ultimo album dei CCCP, Epica Etica Etnica Pathos, in cui c’era una consistente presenza di fuggiaschi dai Litfiba. Le storie che nascono in viaggio sono le più forti, cose che se fossi rimasto a casa nella tua vita ordinaria, per quanto stramba, non sarebbero mai successe».
I CCCP si reincarneranno così nei CSI, la “Comunità di Suonatori Indipendenti”.

16 e 17 OTTOBRE: DUE GIORNI ALLA STORIA

Sarà dedicato proprio ai CCCP il murales che l’artista poliedrico melpignanese, Enea Polimeno, ha scelto di donare alla sua comunità.

Lo realizzerà domenica 17 ottobre, in piazza Avantaggiato, su due facciate della sede del Comune, alla presenza dei cittadini che vorranno assistere all’evento.

«È un tributo al quel periodo storico, a quel concerto a cui ho assistito quando avevo solo 8 anni e che mi ha fatto capire, nel tempo, da che parte volevo stare», racconta l’artista, «Tramite la street art rivivrà la cultura e la filosofia di questo gruppo, la storia, il contesto culturale in cui ha affondato le radici e le belle emozioni che ha saputo trasmettere».

“Epica Etica Etnica Pathos” è il quarto e ultimo album del gruppo, pubblicato nel 1990. Poi i “CCCP-Fedeli alla linea” si reincarneranno nei CSI. «Il murales trae ispirazione proprio dal titolo di quest’ultima opera», conclude Polimeno, «che sancisce la fine di un’esperienza e  l’avvio di un nuovo inizio, segnato dalla collaborazione con i Litfiba. Al momento questo è in assoluto il primo murales dedicato al gruppo, in tutta Italia».

A metà mattinata, ad arricchire l’appuntamento, Danilo Fatur si esibirà in una performance teatrale dedicata proprio al viaggio in Unione Sovietica dell’89, raccontato nel suo ultimo libro che a breve sarà in edicola. Assoldato nel gruppo in qualità di “Artista del Popolo Italiano“, Fatur svolgeva il ruolo di ballerino trasformista nei concerti dal vivo del gruppo. Diventò,  assieme ad Annarella Giudici, il volto scenografico dei CCCP, incarnando la faccia più delirante della band, dimenandosi instancabilmente sul palco e portandosi dietro un improbabile armamentario di oggetti e insolite sculture create con oggetti recuperati dai rottamai vicino a casa sua.

A seguire il giornalista di “MondoradioLucio del Casale dialogherà con lo stesso Fatur e con Zamboni , ma anche con alcuni testimoni di quel viaggio incredibile, come Sergio Blasi.

Sabato 16 ottobre, alle 19, a Palazzo Marchesale Massimo Zamboni, chitarrista e principale compositore dei CCCP e dei successivi CSI, presenterà il suo libro La trionferà”, dialogando con il giornalista Francesco Costantini. Nel libro Zamboni racconta cosa è stato il comunismo nella sua regione, l’Emilia Romagna, attraverso la storia di Cavriago, paesino a due passi da Reggio. La presentazione dell’opera, alla quale si potrà partecipare su prenotazione (gratuitamente) e se in possesso di Green Pass, sarà arricchita da altre testimonianze preziose di chi ha vissuto quell’esperienza in prima persona.

Valentina Avantaggiato: «Nostra storia legata a quella dei CCCP»

«Abbiamo accolto con entusiasmo il progetto di un’artista nostro concittadino, Enea Polimeno, volto a celebrare i CCCP, a quasi 40 anni dalla nascita, con una rappresentazione grafica da donare alla comunità», ha dichiarato il sindaco di Melpignano Valentina vantaggiato, «abbiamo scelto di dedicare a quest’opera uno dei muri della Casa Comunale, per testimoniare quanto la storia politica e culturale di Melpignano sia legata a doppio filo alla storia dei CCCP, a questa esperienza straordinaria che ci ha permesso, grazie alla musica, di varcare un confine fisico e ideologico che nessuno, o quasi nessuno, poteva al tempo oltrepassare. Tanto di quell’esperienza è rimasto nella storia politica che in questa terra si è continuato a scrivere e negli esperimenti artistici confluiti in eventi anche di portata internazionale. Quella necessità di rompere gli schemi predefiniti, culturali, sociali e ambientali, per andare oltre: è questo lo spirito che, da allora, ha accompagnato l’evoluzione di Melpignano. Non non si tratta di nostalgia», conclude Valentina Avantaggiato, «si tratta di continuare a coltivare e tramandare la consapevolezza di questa bellezza».

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