Connect with us

Attualità

Anche nel Salento Lega in piazza per il Made in Italy

Sabato e domenica i gazebo del carroccio saranno a Lecce (Piazza Napoli), Galatone (Piazza Padre Pio), Presicce-Acquarica (Corso Dante), San Cesario di Lecce (Piazza X Settembre), San Donato di Lecce (Piazza Garibaldi), Specchia (Via Roma) e Taviano (Corso Umberto)

Pubblicato

il

Nell’ambito delle iniziative per la campagna tesseramenti 2020-2021,   sabato 29 e domenica 30, la Lega «torna nelle piazze per difendere il Made in Italy e le produzioni agricole della regione», coinvolgendo circa 50 città nelle 6 provincie di Bari, Bat, Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi.


In provincia di Lecce il gazebo del carroccio sarà a Lecce (Piazza Napoli), Galatone (Piazza Padre Pio), Presicce-Acquarica (Corso Dante), San Cesario di Lecce (Piazza X Settembre), San Donato di Lecce (Piazza Garibaldi), Specchia (Via Roma) e Taviano (Corso Umberto)


Quella del partito di Matteo Salvini è una campagna nazionale finalizzata a raccogliere adesioni a sostegno del disegno di legge della Lega “Promozione e tutela della dieta mediterranea e divieto dell’uso degli insetti e farine di insetti nelle mense pubbliche e scolastiche“.

La raccolta firme, chiamata #mangiacomeparli, è attiva da domani anche su legaonline.it/mangiacomeparli .


«La nostra e’ una vera e propria battaglia per la tutela del Made in Italy e del duro lavoro delle aziende agricole pugliesi. Dobbiamo difendere i nostri confini ma soprattutto le eccellenze dei nostri territori»,  ha dichiarato il segretario regionale della Lega sen. Roberto Marti, «la nostra produzione km0 è una risorsa da valorizzare. Le nostre comunità agricole hanno dovuto difendere per generazioni le colture e i paesaggi costruiti nel tempo con impegno e dedizione, raggiungendo un livello di eccellenza che abbiamo il dovere non solo di tutelare ma di rilanciare nel segno di uno sviluppo inteso sia come progresso che come tutela dell’ambiente. Su questa proposta siamo certi di raccogliere migliaia di adesioni perché», si dice convinto il segretario regionale, «la Lega rappresenta la vera voce degli italiani e si muove solo nell’interesse dei territori e della gente».


Alessano

Strade da rifare: ecco quanto arriva ad ognuno dei Comuni

Cento milioni per le strade pugliesi. L’ammontare del finanziamento paese per paese. Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale

Pubblicato

il

Si è spesso discusso della difficoltà (eufemismo) dei Comuni a riassestare le disastrate vie dei nostri paesi per l’assenza totale di finanziamenti dedicati dopo lo stop al contributo statale.

Ora la svolta perché parlare di vie disastrose sarà anche poco… intellettuale ma è esattamente ciò in cui ci imbattiamo ogni santo giorno.

È notizia di questi giorni che la Regione Puglia, ha stanziato 100 milioni di euro da distribuire ai Comuni pugliesi con un contributo a fondo perduto.

Con quei soldi si punta a rendere più sicure le strade (almeno una parte di loro) martoriate da buche di ogni forma e dimensione, spesso anche causa di incidenti e molte volte di cadute e infortuni delle persone, con ulteriore dolore e indubbio danno ulteriore sui bilanci comunali (quando si dice la beffa oltre il danno!).

Ogni Comune riceverà il contributo calcolato sulla base di due criteri: il 55% sulla base della popolazione residente; il 45% sulla base dell’estensione territoriale.

Il contributo in euro per ognuno dei centri della provincia di Lecce

Alessano 153.063,69

Alezio 117.632,05

Alliste 145.076,34

Andrano 101.093,42

Aradeo 146.180,71

Arnesano 86.807,02

Bagnolo del Salento 40.674,99

Botrugno 59.668,70

Calimera 121.032,20

Campi Salentina 244.529,43

Cannole 70.083,25

Caprarica di Lecce 57.858,77

Carmiano 219.264,60

Carpignano Salentino 164.349,25

Casarano 363.709,89

Castrì di Lecce 68.847,50

Castrignano dei Greci 74.728,62

Castrignano del Capo 120.272, 56

Castro 43.042,22

Cavallino 227.261,63

Collepasso 109.797,90

Copertino 461.645,24

Corigliano 144.711,41

Corsano 94.421,89

Cursi 74.887,73

Cutrofiano 253.227,52

Gagliano del Capo 108.540,99

Galatina 554.851,39

Galatone 319.122,65

Gallipoli 376.525,46

Giuggianello 39.719,33

Giurdignano 59.252,83

Guagnano 165.181,63

Lecce 1.860.880,43

Lequile 204.058,50

Leverano 307.110,31

Lizzanello 221.119,42

Maglie 245.468,18

Martano 173.459,42

Martignano 37.261,14

Matino 217.478,36

Melendugno 329.756,14

Melissano 124.632,33

Melpignano 55.904,84

Miggiano 65.417,63

Monteroni 228.774,45

Montesano Salentino 56.121,83

Morciano di Leuca 75.115,80

Muro Leccese 106.303,03

Nardò 872.910,91

Neviano 108.058,81

Nociglia 56.113,05

Novoli 149.262,32

Ortelle 55.543,01

Otranto 258.849,30

Palmariggi 40.551,50

Parabita 170.857,65

Patù 42.856,13

Poggiardo 128.215,49

Porto Cesareo 167.574,19

Presicce-Acquarica 232.832,09

Racale 206.009,92

Ruffano 223.702,72

Salice Salentino 249.853,91

Salve 139.471,34

San Cassiano 47.812,32

San Cesario di Lecce 129.748,65

San Donato di Lecce 126.923,76

San Pietro in Lama 67.243,08

Sanarica 50.309,42

Sannicola 143.480,78

Santa Cesarea Terme 102.595,94

Scorrano 176.090,05

Seclì 45.845,87

Sogliano Cavour 67.478,75

Soleto 144.229,05

Specchia 122.480,87

Spongano 77.754,21

Squinzano 259.249,10

Sternatia 69.495,59

Supersano 143.100,52

Surano 42.642,69

Surbo 250.933,12

Taurisano 215.164,69

Taviano 213.988,17

Trepuzzi 249.787,37

Tricase 339.814,24

Tuglie 91.376,36

Ugento 401.134,49

Uggiano La Chiesa 93.888,07

Veglie 333.688,49

Vernole 237.686.01

Zollino 49.305,41

Continua a Leggere

Attualità

Lupi, furfanti e cortigiani a Casarano

Che succede a Palazzo dei Domenicani? Che qualcosa non giri per il verso giusto nell’amministrazione De Nuzzo e per la precisione proprio nello schieramento di maggioranza, lo si è capito da tempo…

Pubblicato

il

Un vecchio adagio di fine ’800 dice che, oltre ai lupi ed ai furfanti, solo i cortigiani sono in grado di fiutare una preda.

Tanti anni dopo, a parte i furfanti che sono inestinguibili ed i lupi che invece sono ormai rarissimi, ad aver mutato nome e costumi ma non certo la loro intima essenza, sono indubbiamente i cortigiani.

Certo oggi non si inchinano al passaggio del re (questo dipende, in realtà, solo dal tipo di re) ed hanno cambiato il loro aspetto esteriore mettendo la cravatta al posto dei parrucconi, ma non hanno cambiato certo alcuni comportamenti distintivi.

L’ambiente ed il fare da cortigiano lo si trova ovunque ed ovviamente anche in ogni amministrazione pubblica, e quella di Casarano non è da meno, con il suo nuovo sindaco-re e con lo stuolo di cortigiani fratelli-coltelli che lo circonda.

Che qualcosa non giri per il verso giusto nell’amministrazione De Nuzzo e per la precisione proprio nello schieramento di maggioranza, lo si è capito da tempo; a partire da quella presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla (solo apparente) banalità delle fioriere in piazza (riempite di cartoncini colorati in occasione della festa del papà, con quel patetico stile da scuola materna ma con l’aggravante di avere degli autori decisamente adulti), passando poi alle ben più serie posizioni relative alla gestione ed ai permessi per i locali della movida.

La notte casaranese

Su di essi conviene però spendere due parole in più perché, come sempre, la verità sta nel mezzo. I locali rivendicano la possibilità di poter tornare ad organizzare periodicamente delle serate evento, magari anche con musica dal vivo: appuntamenti questi che, nella Casarano pre-covid, erano diventati un vero e proprio punto di riferimento per i giovani del sud Salento con buona pace dei residenti che, almeno una volta a settimana, erano costretti a chiudere occhio solo dopo le tre del mattino.

Ad onor del vero c’è da dire che un qualsiasi locale da intrattenimento, per esser definito tale, deve avere precise caratteristiche e autorizzazioni ad hoc, frutto proprio della valutazione e del rispetto di tali caratteristiche.

Mediamente più facile, invece, ottenere autorizzazioni per aprire una comune attività di somministrazione di alimenti e bevande (categoria alla quale appartengono quasi tutti i locali in questione) che però, capite bene, è cosa ben diversa da un locale di intrattenimento. Detto questo, però, soprattutto dopo lo stop forzato durato più di un anno e con un centro città economicamente agonizzante, non sarebbe stato tanto sbagliato trovare un bel compromesso fra il diritto al riposo dei condomini ed il diritto ad esistere e a lavorare (e a riportare vita e movida) degli esercenti.

L’opposizione che fa?

L’ultimo esempio di qualcosa che si è rotto all’interno della maggioranza, fra Fratelli d’Italia ed il Sindaco e i suoi fedelissimi (ammesso che ci sia mai stata coesione al di là delle belle parole da campagna elettorale) lo si è avuto al momento del voto del bilancio di previsione 2021/23 in cui le diatribe ed i mal di pancia si sono evidenziati tutti, proprio davanti ai cittadini presenti al Consiglio ed agli occhi increduli dell’opposizione.

Già… in tutto questo bailamme, l’opposizione che fa? Per il momento, a parte qualche irreprensibile iniziativa, come la richiesta di cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, la veemente protesta contro l’intitolazione di una via ad Almirante, l’erba sui marciapiedi o la netta e fiera presa di posizione circa il colore dei basoli di piazza San Giovanni, ha avuto finalmente  il concreto merito di portare a Casarano, a vedere di persona le carenze dell’ospedale, uno stuolo di politici regionali, tra cui l’assessore Pier Luigi Lo Palco (anche se, quel giorno, avvisare il sindaco, anche se di parte avversa, non sarebbe stata poi una cattiva idea; anzi, in genere si chiama correttezza istituzionale).

Ma una cosa è certa: l’opposizione non è composta da donne e uomini sprovveduti e quindi, se ancora non stanno dando una spallata al governo De Nuzzo, forse è solo perché non sarebbero ancora pronti a gestire il day after.

Intanto però, nonostante gli sgambetti politici, l’attività amministrativa (qui senza distinzioni) va avanti con misure anche concrete, come gli oltre 360mila euro stanziati dalla Regione per rifare (finalmente) le strade, la realizzazione di una bretella per decongestionare il traffico di via Ombrone o il rifacimento del mercato coperto di via Matino.

Noi non sappiamo quale sarà il futuro di questa amministrazione, ancora troppo giovane per poterla valutare ma con ancora troppi riferimenti più o meno velati al recente passato da cui doversi liberare (ammesso che davvero lo si voglia).

Il tempo cambia i contesti e “nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo”. (cit.)

Antonio Memmi

Continua a Leggere

Attualità

Salento a Cinque Vele dallo Jonico all’Adriatico

“Il mare più bello – Guida Blu 2021” del Touring Club Italiano di Legambiente: massimo riconoscimento per i comprensori Alto Salento Jonico (Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale) e Alto Salento Adriatico (Otranto, Melendugno e Vernole)

Pubblicato

il

Presentata questa mattina a Bari nella sala stampa della Legambiente Puglia la pubblicazione “Il mare più bello – Guida Blu 2021” del Touring Club Italiano di Legambiente.

Con l’occasione sono stati consegnati i riconoscimenti delle “Cinque Vele” agli amministratori dei Comuni dei comprensori turistici premiati.

ALTO SALENTO ADRIATICO

Le 5 vele sono andate ai comprensori Alto Salento Adriatico formato dai Comuni di Otranto, Melendugno e Vernole, che si confermano anche quest’anno grandi attrattori turistici per le politiche di educazione ambientale e la forte attenzione alla tutela dei beni paesaggistici e culturali del territorio. Premiata non solo la scelta di investire sulla mobilità sostenibile attraverso l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ma anche quella di spingere verso l’istituzione dell’Area Marina Protetta Capo d’Otranto – Grotte Zinzulusa e Romanelli – Capo di Leuca.

Tra i Comuni premiati Otranto che, dunque, anche quest’anno conferma la sua posizione tra le località in vetta alla classifica.

Gli amministratori otrantini hanno da sempre a cuore l’ambiente e promuovono iniziative volte alla sua salvaguardia e alla sensibilizzazione: pulizia dei fondali, delle coste e delle spiagge, in collaborazione con Legambiente e altre associazioni presenti sul territorio.

OTRANTO

Il sindaco Pierpaolo Cariddi: «Le azioni di tutela del nostro patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale, fondamentali per preservare contesti che garantiscono un’alta qualità  della vita dei nostri concittadini, sono un punto di forza per costruire un’offerta turistica esperenziale per i numerosi ospiti che giungono nella nostra città anche non in estate. Per vivere appieno le bellezze del nostro territorio bisogna però passare a una mobilità lenta. Abbiamo già ottenuto dal Ministero delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili un finanziamento di 3.542.000,00 di Euro per realizzare una nuova pista ciclabile in sede propria che collegherà l’area portuale di Otranto con il borgo di Porto Badisco».

«Mi sento altresì di affermare»,  ha concluso il primo cittadino, «che i risultati raggiunti sono da attribuire a una importante sinergia tra amministrazione, operatori economici e cittadini, che ha fatto di Otranto meta ambita dei flussi turistici nazionali ed internazionali».

ALTO SALENTO JONICO

L’altro comprensorio a 5 vele è quello dell’Alto Salento Jonico con Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale che per il terzo anno consecutivo può fregiarsi dell’ambito riconoscimento.

Importanti sono stati ritenuti la bonifica di siti sia a Nardò che Porto Cesareo e il rifacimento dunale a Gallipoli, oltre ai lavori di riqualificazione lungo la litoranea di Racale.

Per Nardò, in particolare, dopo la Bandiera Blu, un anno da incorniciare per quanto riguarda i riconoscimenti in materia ambientale.

Nella motivazione del riconoscimento si evidenziano, in particolare, le attività dei Comuni del comprensorio Alto Salento Jonico su gestione sostenibile dei rifiuti, mobilità lenta, politiche di efficientamento energetico e valorizzazione delle torri costiere. Altro riferimento è quello relativo alla istituzione dell’Oasi Blu di Portoselvaggio (prima in Puglia assieme a quella di Ugento) quale opportunità di tutela e protezione delle risorse marine.

Infine, si spiega come nella valutazione generale hanno avuto un ruolo anche le azioni di bonifica dell’ultimo anno compiute nello specchio acqueo di Torre Squillace, liberata da centinaia di corpi morti illegalmente abbandonati in decenni di ormeggio abusivo.

NARDÒ

«Anche quest’anno», dice con orgoglio il sindaco Pippi Mellone, «il nostro mare è nel “club” esclusivo di quelli più sani e cristallini di Puglia e d’Italia, un premio non solo al contesto in quanto tale, ma anche al lavoro della mia amministrazione e di quella degli altri Comuni del comprensorio e allo sforzo corale di tutta la comunità. Le Cinque Vele ci sono state confermate per il terzo anno consecutivo perché, tra le altre cose, tuteliamo l’ambiente su più fronti, abbiamo percentuali di raccolta differenziata molto alta, difendiamo il patrimonio storico-culturale, costruiamo le piste ciclabili. Il 2021, da questo punto di vista, è un anno indimenticabile con questa “doppietta” Bandiera Blu e Cinque Vele, mai accaduto nella storia di Nardò».

«Mi pare che la motivazione del riconoscimento parli chiaro», sottolinea l’assessore all’ambiente Mino Natalizio, «e racconti della bontà e della utilità di tante scelte che abbiamo compiuto in questi anni. Legambiente e Touring Club, ad esempio, hanno espressamente citato sia l’Oasi Blu che la bonifica della baia di Torre Squillace, tessere di un mosaico più ampio che ci hanno portato sin qui. Cioè, ad essere tra le migliori località italiane per tutela dell’ambiente e per i servizi turistici. Nello stesso tempo, una fortuna e un merito che è giusto condividere con ogni neretino».

«Dobbiamo essere fieri e orgogliosi della nostra città», aggiunge l’assessore al turismo e allo sviluppo economico Giulia Puglia, «delle crescenti potenzialità turistiche ed economiche e quindi delle infinite opportunità che si stanno aprendo per i nostri concittadini e per chiunque viene ad investire nei servizi, nel commercio, nell’accoglienza, nella ricettività o nella ristorazione. Dietro al riconoscimento preziosissimo delle Cinque Vele, così come per quello della Bandiera Blu, c’è un lavoro enorme sull’ambiente, sulle politiche di gestione energetica, sulla mobilità, sulla storia e la cultura. È un premio straordinario a un impegno altrettanto straordinario, di cui tutti possono raccogliere i frutti».

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus