Connect with us

Dai Comuni

Conduttura Aqp rotta a Supersano: lavori e interruzione idrica in vista

Pubblicato

il


Lavori in vista a Supersano martedì 2 febbraio. Causa conduttura Aqp da riparare il paese subirà dei disagi nell’erogazione dell’acqua. Segue il comunicato del Comune.





Casarano

Boom Sonico, un’onda d’urto sulle coscienze

Il boato che ha attraversato il Salento ha ricordato a tutti che la sicurezza non è mai un bene scontato, che la comunicazione istituzionale deve essere limpida e tempestiva, che la fiducia collettiva è un organismo delicato, da custodire con rigore

Pubblicato

il

di Dolores Ancora

Boato nel Salento: quando un’eco improvvisa squarcia il velo dell’ordinario e rivela le fragilità del presente: “ex abrupto, sicut fulmen”, all’ improvviso come un fulmine.

Così si potrebbe descrivere il fragoroso boato che, nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 17, ha scosso la quiete del basso Salento, propagandosi come un’onda d’urto da Galatone fino alle marine di Santa Caterina, da Gallipoli a Casarano, lambendo le campagne tra Taviano e Alliste ed estendendosi a gran parte del Capo di Leuca.

Un tremore secco, un colpo d’aria violento, un suono che ha fatto vibrare vetri, infissi, persiane.

Per alcuni un’esplosione, per altri un terremoto, per tutti gli altri un mistero.

Le segnalazioni si sono moltiplicate in pochi minuti, rimbalzando sui social come scintille in un campo di stoppie.

La Protezione Civile ha avviato una ricognizione immediata, mentre i cittadini, ancora col cuore in gola, cercavano spiegazioni.

L’ ipotesi più accreditata è quella di un boom sonico, probabilmente generato da un velivolo militare in fase di manovra ad alta quota.

Ma il punto non è solo cosa sia accaduto. Il punto è perché un singolo boato sia bastato a incrinare la percezione di sicurezza di un intero territorio.

UN TERRITORIO IN TENSIONE TRA CRONACA, INQUIETUDINI E METAMORFOSI SOCIALI

Il Salento, terra di luce e di vento, negli ultimi mesi vive una fase di trasformazione complessa.

Le forze dell’ordine hanno intensificato le operazioni “ad alto impatto”, identificando migliaia di persone e intervenendo su episodi di microcriminalità, stalking, violenze giovanili e spaccio.

Nel centro storico di Lecce, le cosiddette baby gang – fenomeno ormai nazionale – hanno acceso un dibattito sulla responsabilità educativa, sulla solitudine dei giovani e sulla fragilità delle famiglie.

Il boato di ieri, dunque, non è solo una questione acustica: è un simbolo. Un detonatore emotivo.

Un segnale che si innesta in un clima già saturo di interrogativi.

TRA CULTURA E IDENTITÀ: IL SALENTO CHE RESISTE

Eppure, parallelamente, la provincia di Lecce continua a essere un laboratorio culturale vivissimo. Il Maggio del Libri, le rassegne teatrali, le iniziative nelle biblioteche civiche, i festival musicali che già scaldano i motori per l’estate: tutto questo racconta un territorio che non si arrende alla paura, che continua a produrre bellezza, che difende la propria identità come un faro nella tempesta.

È proprio in questa dialettica – tra fragilità e splendore, tra inquietudine e creatività- che si colloca il boato del 13 maggio: un evento, minimo forse. Ma rivelatore.

Il boato che ha attraversato il Salento è stato un richiamo acustico che ha incrinato, per un istante, la superficie dell’abitudine.

Ha ricordato a tutti che la sicurezza non è mai un bene scontato, che la comunicazione istituzionale deve essere limpida e tempestiva, che la fiducia collettiva è un organismo delicato, da custodire con rigore.

In un’epoca in cui il rumore del mondo è incessante, quel fragore isolato ha sventrato la quiete come una fenditura improvvisa, rivelando quanto sia sottile il confine tra stabilità e inquietudine. E ci ha rammentato (“Historia magistra vitae”) che ogni evento, anche il più effimero, può diventare una lente attraverso cui osservare il presente con maggiore lucidità.

Il Salento, con la sua bellezza adamantina e la sua sottile fragilità, oggi ci insegna questo: che basta un boato per far tremare i vetri, ma serve una comunità vigile, consapevole e coesa per impedire che a crollare siano le fondamenta.

In questa tensione tra rombo e silenzio, tra luci e ombre, si gioca il destino di un territorio che non vuole essere semplice spettatore, ma protagonista indomito della propria storia: sicut saxum in tempestate, come una roccia nella tempesta.

Segui il GalloLive News su WhatsApp  clicca qui 

Condizioni meteo che hanno agevolato la propagazione del boato illustrate dalla Protezione Civile Salento

 

Continua a Leggere

Castrignano del Capo

Leuca senza Bandiera Blu: il commento del sindaco Petracca

Il primo cittadino di Castrignano del Capo spiega: “Attendiamo motivazioni ufficiali, ma ci aspettiamo che il mancato funzionamento del depuratore abbia inciso sulla decisione”

Pubblicato

il

Un’importante fetta del litorale del Basso Salento è assente oggi a Roma, alla consegna del riconoscimento della Bandiera Blu. I Comuni di Patù e Castrignano del Capo, che l’anno scorso l’avevano conseguita con le marine di Felloniche e San Gregorio la prima, e di Santa Maria di Leuca la seconda, non sono tra i 257 Comuni marittimi insigniti.

Apprendiamo del mancato riconoscimento della Bandiera Blu al nostro litorale“, commenta il sindaco di Castrignano del Capo Francesco Petracca, che spiega: “Attendiamo le motivazioni ufficiali della decisione, che con tutta probabilità sono legate al mancato funzionamento del depuratore che serve gli abitati di Patù e Castrignano. Non a caso, anche le marine di Patù, quest’anno, non hanno ricevuto il vessillo“.

Ad ogni modo“, conclude il sindaco, “continueremo a lavorare per il miglioramento e la crescita del nostro territorio e, non appena saranno rese pubbliche, per ovviare alle ragioni che hanno impedito il conseguimento del riconoscimento“.

Continua a Leggere

Attualità

Tricase conquista la prima storica Bandiera Blu

Il riconoscimento assegnato dalla FEE al CNR di Roma segna l’ingresso del comune, per la prima volta, nel circuito internazionale delle località costiere certificate

Pubblicato

il

Segui il GalloLive News su WhatsApp  clicca qui

di Sefora Cucci

Oggi a Roma, nella sede del CNR, la cerimonia della FEE ha segnato una data destinata a restare nella memoria di molti tricasini.

Per la prima volta Tricase entra nell’elenco delle località Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale che premia la qualità delle acque, la gestione sostenibile delle coste e l’attenzione ai servizi e all’ambiente.

L’edizione 2026 conta complessivamente 257 comuni premiati in tutta Italia, undici in più rispetto ai 246 dello scorso anno. Tra i 14 nuovi ingressi figurano anche i comuni salentini di Morciano di Leuca e Tricase. Sale così a 27 il numero delle Bandiere Blu assegnate alla Puglia, confermando la regione tra le più rappresentate a livello nazionale.

Alla cerimonia nella capitale erano presenti il sindaco Antonio De Donno e la vicesindaco Francesca Longo, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.

«Per la prima volta nella nostra storia, ritiriamo per le nostre marine uno dei riconoscimenti internazionali più importanti per qualità del mare, servizi e sostenibilità ambientale. È un grande giorno per la nostra città. Un giorno che Tricase sognava da tempo e che finalmente diventa realtà perché abbiamo smesso di aspettarlo e abbiamo deciso di lavorare affinché potesse davvero accadere. Un obiettivo in cui abbiamo creduto e che abbiamo scelto di costruire passo dopo passo» commenta il sindaco.

Il riconoscimento valorizza uno dei tratti più rappresentativi della costa adriatica salentina, da anni punto di riferimento per il turismo balneare e per la valorizzazione del paesaggio costiero del Capo di Leuca.

Non è un riconoscimento che arriva all’improvviso.

La Bandiera Blu, assegnata dalla FEE, si basa su criteri molto rigidi: qualità delle acque, depurazione efficiente, raccolta differenziata, sicurezza, accessibilità, educazione ambientale. È un insieme di elementi che, messi insieme, raccontano molto più di una semplice “bella spiaggia”. Raccontano un sistema.

Il riconoscimento arriva al termine di un processo di adeguamento ai criteri richiesti dalla FEE, che includono la qualità delle acque, la gestione dei servizi costieri, la depurazione, la raccolta dei rifiuti e la sicurezza dei bagnanti. Parametri tecnici monitorati periodicamente e che contribuiscono alla valutazione complessiva delle località candidate.

Per Tricase si tratta del primo ingresso nella rete delle località Bandiera Blu.

Un risultato che assume anche un valore simbolico per la comunità e per il territorio, come occasione di crescita e di consolidamento dell’identità costiera del comune nel contesto turistico e ambientale del Salento.

 

Continua a Leggere
Pubblicità
Pubblicità

Più Letti