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Tricase

Dolcemente vincenti

Salvador Dalì: i salentini Antonella Biasco e Andrea Ferraro: dolcezze ispirate al grande pittore surrealista

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Si è svolto questi giorni a Lecce il primo concorso nazionale a quattro mani che vedeva protagonista per la prima volta in Italia la coppia pasticcere – cake designer insieme… Il concorso si chiamava “Bello è Buono” e l’intento era proprio quello, dimostrare che una torta monumentale in pasta di zucchero può non essere solo bella, ma soprattutto buona… È partito così questo contest che vedeva sfidarsi tre coppie, ciascuna con la propria opera da realizzare in 7 ore ispirata al maestro del surrealismo Salvador Dalì.  La giuria composta da pasticceri e cake designer di fama nazionale ha vigilato l’intera giornata sull’operato dei partecipanti, sotto l’occhio acuto e vigile del grandissimo campione mondiale di pasticceria Leonardo Di Carlo. Il concorso ha visto trionfare la coppia formata dai due giovanissimi Andrea Ferraro (pasticcere) e Antonella Biasco (decoratrice), che hanno sbaragliato tutti aggiudicandosi il premio assoluto della giuria, il premio giuria per il gusto e anche quello per l’estetica. Per loro anche l’importantissima qualificazione alla Coppa Italia del Cake Design che si terrà al Sigep di Rimini nel prossimo gennaio. In quell’occasione dovranno portare un’altra opera ispirata questa volta al “Rinascimento Italiano”. I due ragazzi, titolari della pasticceria “Dolcemente” (in corso Roma a Tricase), hanno voluto portare in gara uno dei loro cult, una torta molto fresca composta da pan di spagna tradizionale senza lievito, crema chantilly, fragoline di bosco e croccante al cioccolato bianco e cocco. E pare proprio che la giuria abbia voluto premiare questa loro ricerca dei sapori rispetto alle altre due torte che richiamavano di più i gusti anglosassoni maggiormente in voga nel cake design.

Andrea ed Antonella (26 e 28 anni), coppia nel lavoro ma soprattutto coppia nella vita mettono sempre grande passione in tutto quello che fanno. Hanno frequentato molti corsi importanti di pasticceria, hanno studiato tantissimo e hanno voluto aprire, giovanissimi, una pasticceria in un periodo in cui tutti gli dicevano di non fare nulla “perché non è il momento”. Loro caparbi e fermi nelle loro idee ci hanno provato ugualmente e pare proprio che i fatti gli stiano dando ragione. Il loro locale infatti sembra essersi ben affermato a Tricase.
“Dolcemente” non è solo cake design: offre una pasticceria di qualità a 360°. Crede molto nell’utilizzo di materie prime di qualità quali panna fresca e non vegetale, burro e non margarina, cioccolato e non surrogato, etc… Tutto ciò si tramuta nell’alta digeribilità dei loro prodotti, dai meravigliosi croissant al burro, al pasticciotto, alle delicatissime parigine…  Qualità e freschezza, insomma: e per Natale arrivano i panettoni artigianali, con gusti personalizzati e soprattutto con la possibilità di averli all’olio extra-vergine di oliva per chi ha problemi di colesterolo. E subito dopo, a gennaio, c’è la Coppa Italia a Rimini: neanche a dirlo faremo il tifo per questi due giovanissimi salentini che porteranno i nostri sapori sul tavolo del più prestigioso concorso nazionale di pasticceria.


Cronaca

Danno in escandescenze al ristorante: a Tricase Porto intervengono i carabinieri

Dalla convivialità all’ira: si scagliano contro una porta, parte la chiamata al 112

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Attimi di follia quelli registrati in riva al mare nel pomeriggio di venerdì, prima del tramonto, a Tricase Porto. Momenti di tensione ed uno scatto d’ira per motivi futili. Ed i carabinieri che son dovuti intervenire in un ristorante per riportare alla calma dei clienti.





Ben 3 le pattuglie accorse nella marina tricasina. Qui, una comitiva aveva da poco finito di mangiare. Il momento di convivialità, finalmente concesso all’aperto in questi giorni dalla zona gialla, era improvvisamente sfociato in un battibecco col personale del locale. Dalle parole, si è presto passati ai fatti: uno dei clienti della tavolata in questione, tutti giovani tra i 25 ed i 35 anni, non di Tricase ma comunque del Capo di Leuca, si è scagliato contro la porta dell’attività ristorativa.




Non è chiaro se la chiamata al 112 sia scattata in quel momento o se fosse partita già prima. Resta il fatto che le divise han dovuto raggiungere Tricase Porto per riportare la calma ed identificare i presenti. La discussione, sorprendentemente degenerata, è rientrata poco dopo grazie al lavoro dei carabinieri.





L. Z.


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Attualità

Gli Attivisti di Tricase senza più… le 5 Stelle!

Francesca Sodero: “In atto un processo di autodistruzione mascherato da evoluzione, innescato sol perché la leadership naturale del M5S, incarnata da figure quali Alessandro Di Battista, avrebbe creato qualche problema agli equilibrismi di palazzo! Non ho voluto essere parte di tutto questo e sono giunta alla decisione dolorosa di disiscrivermi, come molti altri hanno fatto negli ultimi mesi”

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Tempo di divisioni, distanze difficilmente colmabili e riflessioni sul futuro non solo a livello nazionale negli ambienti di quello che è o forse era il MoVimento 5 Stelle.

Non solo a livello nazionale. Ad esempio è facilmente riscontrabile come il Gruppo Attivisti di Tricase sulla propria pagina ufficiale Facebook non esponga più alcun vessillo che richiami al MoVimento 5 Stelle. Piuttosto campeggia come foto di copertina un’immagine neutra che richiama all’attivismo politico e sociale ma non dà più riferimenti ad alcuna appartenenza.

Circostanza confermata dalla ex consigliera comunale Francesca Sodero, storica e battagliera attivista dei pentastellati: “È in atto un tentativo di liquidazione dell’identità 5 stelle, nel modo più aggressivo e scorretto che si potesse pensare”, spiega la ex consigliera, “dall’estate 2020 è stato un crescendo di decisioni politiche calate dall’alto prese da un manipolo di soggetti non legittimati da alcuna elezione interna che hanno, nell’ordine: disconosciuto e contrastato le richieste dei territori di proseguire su un binario autonomo rispetto alle altre forze partitiche e in un campo post-ideologico; rinnegato il metodo della democrazia diretta, passando al mantra “la politica la fanno gli eletti” (peccato non averlo detto prima di essere votati); cancellato in un sol colpo tutto il patrimonio di principi e valori che il M5S ha portato nella politica, fino a mettere in discussione il vincolo dei due mandati, regola aurea per contrastare quel professionismo che in politica da sempre affossa il rinnovamento e crea mostri di consenso interessati solo al proprio orticello e all’auto-conservazione”.

Francesca Sodero consigliera comunale del MoVimento 5 Stelle



Per non parlare dei contenuti politici identitari, disintegrati da una miriade di giravolte”, aggiunge”, spiega la ex consigliera, “l’ultima delle quali riporta addirittura in auge il ponte sullo Stretto!”.

Oggi gli iscritti vengono trattati come sacchi di patate”, insiste la Sodero, “nell’illusione che la popolarità di Giuseppe Conte possa far apparire candida una manovra scorretta e inaccettabile, ossia quella che vuole cancellare le decisioni dal basso assunte tramite gli stati generali di fine 2020, anch’essi manipolati dall’alto e mediante la formulazione di quesiti ingannevoli”.

Per la tricasina trattasi di “un processo di autodistruzione mascherato da evoluzione, innescato sol perché la leadership naturale del M5S, incarnata da figure quali Alessandro Di Battista, avrebbe creato qualche problema agli equilibrismi di palazzo!”.

”Non ho voluto essere parte di tutto questo” spiega, “e sono giunta alla decisione dolorosa di disiscrivermi, come molti altri hanno fatto negli ultimi mesi”.

Per fortuna”, conclude Francesca Sodero, “ai territori resta l’interlocuzione con alcuni eletti che non si sono piegati a questa deriva democristiana che li condannerebbe ad essere spettatori impotenti dinanzi alla restaurazione dei personaggi e dei metodi della vecchia politica. Da questo si spera che possa nascere un movimento più simile a quello originale, seppure maturato in tanti aspetti, di cui il nostro Paese ha ancora fortemente bisogno, soprattutto nella ricostruzione post pandemia”.

Giuseppe  Cerfeda

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Approfondimenti

Tutti sani e in forma con la dieta mediterranea pugliese

Sono passati dieci anni da quando la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO

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La Puglia è famosa per la sua natura incontaminata, i borghi ricchi di storia, le località turistiche, ma anche per la sua cucina. Ed è proprio qui, in questa regione, che è possibile assaporare il gusto di piatti preparati con ingredienti freschi e salutari, per ritrovare la forma fisica, ma anche per imparare cos’è la cultura del cibo e riscoprire una convivialità legata al mangiar bene. 

Il regime alimentare più famoso del mondo

Sono passati più di dieci anni da quando, nel 2010, la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Un importante riconoscimento dovuto sia all’eccellenza degli ingredienti, che a tutto ciò che ruota intorno ad una tradizione del cibo. La dieta mediterranea, infatti, oltre ad essere apprezzata dai palati più esigenti, è anche considerata universalmente come un mezzo per prendersi cura della propria salute e migliorare la qualità della vita.

La Puglia è una regione dove la varietà e la freschezza degli ingredienti permettono di “declinare” al meglio questo regime alimentare, che si basa su un consumo elevato e regolare di frutta e verdura (sono consigliate cinque porzioni al giorno), ma anche sull’apporto bilanciato dei nutrienti di pesce, legumi, carni, latticini e, dell’olio d’oliva, come base dei condimenti.

Oltre a questo, però, ciò che rende davvero diversa la dieta mediterranea è il contesto in cui viene adottata. I pasti devono essere cucinati e consumati in modo da esaltarne i valori e i sapori, senza fretta e possibilmente in un’atmosfera conviviale. Il cibo diventa quindi condivisione di una tradizione.

In questo modo, assaporando i piaceri della tavola con i giusti tempi, sarà anche più semplice ridurre le porzioni e ritrovare, gradualmente una forma fisica più sana e in armonia con il nostro essere. La maggior parte delle diete in cui l’obiettivo è solo quello di perdere peso, sono spesso destinate a fallire. Invece, imparare a gustare il buon cibo, nelle giuste quantità, è un’abitudine che può diventare la più preziosa alleata del nostro benessere.

Gli ingredienti principali della dieta mediterranea pugliese

Una dieta equilibrata è alla base di uno stile di vita salutare. Se si mangiano cibi preparati con ingredienti buoni e genuini, ci saranno ripercussioni positive non solo sulla forma fisica, ma anche sui livelli di attenzione, concentrazione e lucidità mentale, che tenderanno ad aumentare. Ciò non può che avere positivi effetti sia in ambito lavorativo che personale.

Gli ingredienti principali della tradizione culinaria pugliese hanno un tratto in comune, ovvero la freschezza. D’altronde, questa regione produce una grande quantità di prodotti eno-gastronomici, forte di aziende radicate nel territorio e di un clima e di una conformazione territoriale che favorisce raccolti abbondanti e diversificati. 
Tra le eccellenze pugliesi troviamo, naturalmente, una grande varietà di oli d’oliva, di cui la regione è una delle principali produttrici ed esportatrici e che comprende prodotti unici come l’olio DOP Terra d’Otranto, di recente al centro di un’intensa campagna per la tutela del suo rinomato marchio. Anche nella panificazione, la Puglia si è ritagliata un posto di primo piano grazie al famoso pane di Altamura. Per quanto riguarda la frutta e la verdura, anche qui non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Tra i più noti prodotti della terra, troviamo la varietà di cetriolo denominato “carosello, uve pregiate, il melone, le fave di Zollino e le carote di Polignano. I mari pescosi e limpidi che lambiscono la lunga costa della regione, sia sul versante ionico che su quello adriatico, permettono di acquistare praticamente ovunque dell’ottimo pesce azzurro, gustosi polpi, orate, branzini e cernie, con cui preparare freschissime zuppe o sfiziosi fritti. 

Alcune ricette deliziose per non rinunciare alla buona tavola

Chi l’ha detto che mangiare sano equivale a nutrirsi di pietanze prive di sapore? Per sentirsi bene, non c’è alcun motivo di mortificare il palato. Quindi, una volta che abbiamo a disposizione la materia prima, non resta che metterci al lavoro per preparare piatti memorabili, ma che apporteranno i giusti nutrienti e non appesantiranno l’organismo. 

Cominciamo con un primo piatto, ovvero le classiche orecchiette con le cime di rapa. Si tratta di un piatto della tradizione pugliese celebre in tutto il mondo. Si prepara cuocendo le orecchiette insieme alle cime di rapa. Poi si scola la pasta e la verdura e si ripassa nel condimento ottenuto facendo rosolare l’aglio triturato e le acciughe in un tegame. Servire con parmigiano grattugiato e un po’ di pepe. 

Per i secondi, ecco il classico polpo alla pignatta, un altro piatto che affonda le sue radici nell’antica tradizione. Si cucina lentamente, mettendo a cuocere in un po’ d’olio extravergine gli ingredienti, ovvero un polpo, qualche pomodoro spezzettato, foglie di alloro, prezzemolo, aglio, cipolla e qualche grano di pepe. Un piatto buonissimo e anche abbastanza semplice da preparare. Bisognerà solo stare attenti ai tempi di cottura, per evitare che il polpo diventi troppo duro. 

Se volete preparare un dolce semplice, che può essere consumato anche in piccole porzioni, provate con le mandorle al cioccolato. È sufficiente tostare in forno le mandorle, precedentemente scottate in acqua bollente.

Poi, si scioglie il cioccolato fondente e vi si immergono le mandorle con cura, un po’ alla volta. Successivamente, si estraggono dalla cioccolata, posizionandole su un ripiano e lasciandole freddare: intorno alle mandorle si creerà un “involucro” croccante. Si possono conservare anche per diversi giorni (se riuscirete a non mangiarle tutte!), sono uno snack sano e, naturalmente, gustosissimo. 

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