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Attualità

Tricase, sigari y rum

Non solo l’idea, “rivoluzionaria”, di produrre a Tricase sigari cubani e rum, ma una lunga intervista in cui il sindaco, Antonio Coppola, parla a trecentosessanta gradi dell’attività amministrativa, dei progetti in ballo, del (non certo amichevole) rapporto con l’opposizione ed anche di temi scottanti, come le denunce penali a suo carico e la diffida pervenutagli nientemeno che dal procuratore antimafia Cataldo Motta

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Una lunga intervista con Antonio Coppola nella quale il primo cittadino spiega tutto quanto è stato intavolato per il futuro di Tricase e cosa dovremo aspettarci da qui in avanti. Non tirandosi indietro su nessun argomento, neanche quelli più scottanti.


Sigari e rumInnanzitutto l’Acait per la quale pare ci siano novità importanti: “Abbiamo già a disposizione circa 300 mila euro per due progetti che serviranno a ristrutturare una delle parti più antiche, la capriata a sinistra, quella crollata, che serviva per la pesa delle merci. I lavori sono già stati appaltati”. Un primo passo, perché sull’Acait sono in ballo numerosi progetti. E un’idea stuzzicante, che farebbe diventare Tricase un polo di produzione di… sigari cubani! Ma è proprio vero? “Da novembre dell’anno scorso”, ammette vistosi scoperto il primo cittadino, “ne sto parlando con l’Ambasciata di Cuba a Roma. Ci sono già stati 6-7 incontri, spero che la cosa possa andare a buon fine, anche se le problematiche legate alla commercializzazione del sigaro cubano sono complesse perché ci sono di mezzo delle multinazionali. Noi però ci proveremo con tutte le nostre forze perché non ci va di trasformare l’Acait nel solito posto buono solo per mostre, conferenze, musei, ecc.”. Abbandonata ogni resistenza, Coppola spiega il suo progetto: “Riuscire a produrre un sigaro di altissima qualità come quello cubano, senza pretendere di averne il marchio e senza impelagarci nella coltivazione del tabacco che, è assodato, non conviene più. L’idea è quella di acquistare da Cuba il “semilavorato” da rifinire a Tricase. All’Ambasciata cubana ho chiesto anche di metterci a disposizione le maestranze, perché ci istruiscano sulla corretta lavorazione. Vorremmo realizzare, nella parte antica dell’Acait (circa 2 mila mq), un prodotto con il fascino di ciò che si realizza da secoli da collocare in una fascia di qualità alta, praticamente senza concorrenza in loco… Solo sentire di nuovo l’odore del tabacco nel centro di Tricase sarebbe una gran cosa”.


Ovviamente intorno al sigaro potrebbero esserci un contorno di attività di contorno “di spettacolo, intrattenimento, cultura eristorazione. Senza escludere le produzioni locali, quelle che caratterizzano Tricase e il Salento. Una serie di attività che in definitiva creino attrazione per quel turismo di qualità sul quale continuiamo a puntare”. Il primo risultato sarebbe quello “della riqualificazione degli operai espulsi dal mondo del lavoro”. Ma come si finanzierebbe un’impresa di tal genere? “Il Comune farebbe da volàno, ma è impensabile che sia un Ente pubblico a reggerne il peso. Dopo l’avviamento andrebbe realizzato un bando pubblico per l’ingresso dei privati”.


Nel progetto il Sindaco ha “coinvolto la Regione Puglia (“con una richiesta di partecipazione attiva che ci consenta di accedere ai fondi”) e al Ministero del Lavoro. Ho chiesto in modo formale un interessamento anche al Nunzio Apostolico a Cuba, don Bruno Musarò, di Andrano: persona gentilissima e disponibilissima che ha compreso la portata del progetto. Con la buona volontà da parte di tutti potremmo anche riuscirci, ma è bene non illudere nessuno e sottolineare che al momento è tutto in embrione. Sigari o no, però, quel che conta è la nostra strategia che va in questa direzione: cercare delle attività produttive che dovranno essere sostenute da privati (“senza il loro intervento i Comuni costruiscono solo carrozzoni che favoriscono clientelarismi”)”.


Sempre “mirando” al “paraiso” caraibico, Coppola svela di aver “intavolato un discorso con i Musei civici di Firenze. Stiamo valutando di utilizzare il Castello non soltanto come freddo contenitore di mostre sporadiche che non lasciano tracce. Mi piacerebbe poter creare degli appuntamenti di livello che possano invertire quanto avvenuto finora: non il turista che viene da noi e visita la mostra ma nuovi turisti che arrivano perché c’è la mostra”. Perché i Musei civici di Firenze? “Dopo l’alluvione del 1966 e l’appello al mondo dell’allora Sindaco gigliato di aiutare Firenze, Fidel Castro donò alla città 100 opere d’arte, d’alto pregio e valore, di pittori cubani post rivoluzionari. Opere che, per un motivo o per l’altro sono sempre rimaste chiuse nei depositi fiorentini e mai esposte: ce le daranno e noi le esporremo da giugno a settembre in assoluta esclusiva mondiale in una mostra organizzata in modo altamente professionale. Tutto ciò”, continua Coppola, si inquadra “nella strategia di turismo di qualità e di destagionalizzazione già avviata con manifestazioni come il Salento International Film Festival (quest’anno a giugno), il film con Claudia Gerini che sarà girato in loco, la produzione indiana che sta per iniziare a girare qui a Tricase, il Convegno internazionale sulla protezione dei dati informatici, previsto dal 30 maggio al 1° giugno e organizzato dalle industrie del software che ruotano intorno ad IBM. Il Castello dovrà diventare sempre di più il luogo della promozione e dello sviluppo del territorio”.


E qui arriva un’altra ghiotta anticipazione: “Esiste un problema di logistica generalizzato: dagli uffici comunali alla Compagnia dei Carabinieri, dalla Tenenza della Guardia di Finanza alle strutture sanitarie. Una delle ipotesi prevede la Guardia di Finanza a Campo Verde in una struttura nuova (“ristrutturare l’ex tribunale costerebbe molto di più”) e i Carabinieri nella sede di Caprarica del Tribunale ormai dismesso (“per il Giudice di Pace troveremo una sede idonea”). A questo punto resta l’edificio che attualmente ospita i Carabinieri e che potrebbe essere il luogo ideale per metterci gli uffici comunali. Demolendo un muro di 20 metri, lo metteremmo in comunicazione con il parco dell’Acait, con un parcheggio per almeno 100 auto, in più avremmo un complesso municipale che comprende la sede della Polizia Locale, i Servizi Sociali, la Biblioteca e il resto del Comune, tolte le sale della rappresentanza che resterebbero in uno spazio ridotto del Castello: una cittadella pubblica che ruota intorno alla parte produttiva della città”.


AcaitE il Parco dell’Acait? “Si farà regolarmente di fronte alle nuove costruzioni di Andrea Bentivoglio. Nell’incontro tenuto in Regione si è raggiunto un accordo siglato da tutte le parti: rispetto al precedente progetto quei duemila metri ora occupati dal nuovo fabbricato verranno recuperati intorno al parco, a ridosso della scuola: un polmone di verde con i collegamenti realizzati ad un’altezza di quattro metri. Partendo dal parco basso della Zona Lama, saranno realizzati dei percorsi che diventeranno una sorta di passeggiata fruibile anche dai diversamente abili che si collegherà anche al grande complesso dell’Acait”. Anche qui, i tempi? “Manca solo il parere definitivo della Regione sulla riqualificazione urbanistica”. Abbiamo lasciato fuori le strutture dell’Asl… “Raggiunto un accordo per la famosa “Città della Salute”, che sorgerà a Campo Verde”. Dopo il Villaggio Arcobaleno e il CIM quindi non dovremo temere altre perdite di servizi? “No. Ho presentato personalmente richiesta al Presidente della Regione, Nichi Vendola, all’assessore Elena Gentile e al direttore generale dell’Asl di una rivisitazione totale delle problematiche della salute sul territorio. Non è possibile svuotare i territori di servizi, solo perché dobbiamo utilizzare dei fabbricati vuoti. Ho chiesto, trovando risposta positiva, di sospendere ogni decisione. L’accordo con l’Asl prevede che noi mettiamo a disposizione gli immobili di Campo Verde e loro ci restituiscano quello dove era ospitato il Villaggio Arcobaneo, quello di via Santo Spirito dove ora c’è la Guardia Medica (Fabbricato di valore storico, già domicilio di Carlo Minoli, primo direttore d’orchestra della Banda di Tricase), e quelli dove sono ospitati gli ambulatori in Zona Draghi”. Tra le novità auspicate “una struttura che possa garantire l’assistenza diurna agli anziani malati di Alzheimer o patologie simili. Un luogo dove poter effettuare terapie di gruppo ed interagire con gli altri per ritardare il più possibile gli effetti degenerativi della malattia”.


Il “gusto del proibito”, detto con assoluta leggerezza e un discreto senso degli affari, sembra proprio aver coinvolto Coppola che vorrebbe fare “dei capannoni ex Adelchi della Zona Industriale un luogo di produzione di rum, importando il semilavorato di canna da zucchero”. La cosa potrebbe strappare un sorriso, così come del resto accade anche allo stesso Coppola che, però, spiega: “Basta piangersi addosso, sappiamo benissimo che nei periodi di maggior crisi i prodotti più attrattivi restano quelli di alta qualità. Se dessimo l’opportunità a chi vuole di bersi un gustoso rum, fumarsi un buon sigaro e magari ascoltare della buona musica, non sarebbe una cosa buona? Io credo proprio di si”. Poi il primo cittadino si lancia in un paragone solo all’apparenza azzardato: “Sarebbe un po’ come accadeva per la produzione delle scarpe: si comprava il semilavorato e da noi si finiva il lavoro. Perché col rum e con i sigari non potremmo fare lo stesso?”.


Il porto, il museo, il piano parcheggi


PortoUn aggiornamento sul porto: “L’idea non è quella di una megastruttura ma di salvare e valorizzare l’esistente, un porto rifugio unico in Italia. Insieme al Parco Otranto-S.M. di Leuca, la Facoltà di Biologia dell’Università di Lecce, l’Istituto Agronomico del Mediterraneo (“ormai diventato collaboratore ufficiale e costante del Comune”), Magna Grecia Mare e la Provincia, siamo riusciti finalmente a sbloccare il Laboratorio di Biologia Marina, ora nella fase di progetto esecutivo con l’appalto per 250 mila euro circa che dovrà essere subito assegnato. Prevista la realizzazione di un laboratorio permanente, per lo studio di ciò che accade nel nostro mare e la verifica della sua evoluzione, e finalizzato alla formazione con collegamenti con le scuole”. Poi ci sono le grotte, quelle vicino alla spiaggetta, da salvare: “Nell’ottica del Porto-Museo, abbiamo un finanziamento di un milione e 150 mila euro per restaurale per intero e consolidarle. Verranno rimesse esattamente com’erano; in più con quei soldi saranno effettuati il consolidamento del costone che dava segni di cedimento e il rifacimento della banchina fino a Punta Cannone”. La novità più ghiotta però riguarda la piazzetta che affaccia sul porto “Sempre con quei soldi abbatteremo quell’orrendo “muro del pianto” rivestito in “Pietra di Trani” (finalmente!), e al suo posto ci saranno dei blocchi di pietra con una ringhierina in alto che consenta l’affaccio senza alcun pericolo”. Oltre ai lavori, però, “saremo chiamati ad avviare i processi per delle attività permanenti che riguardano il porto. Dovremo formare delle persone che siano in grado di gestire quegli ambienti, oppure dare in affidamento a chi sia in grado di favorire l’attrazione turistica, un ritorno economico e l’autosostentamento”.


Resta l’annoso problema dei parcheggi giù al porto… “Questa settimana renderemo pubblico il nuovo “Piano parcheggi” che riguarderà tutta Tricase e sarà di ampio respiro. Prevede un periodo decennale per garantire a chi investirà di rientrare delle spese. Tra le premialità ci sono tutte quelle attività per garantire il parcheggio a Tricase Porto, Marina Serra e in zona Ospedale”.


Arrivano le navette


minibusNo a nuovi parcheggi, chiederemo servizi come navette, locazioni in affitto di terreni vicini, ecc. Nei pressi del Liceo Comi, ad esempio, ci sono centinaia di posti macchina che saranno raddoppiati con la lottizzazione della zona di fronte e che potranno essere utilizzati. Prevedendo anche la chiusura al traffico del centro storico, un servizio navetta potrebbe agevolare sia la fruizione delle marine che di Piazza Pisanelli e dintorni. Questo razionalizzerebbe il traffico nelle marine anche perché, come previsto dal Piano Coste, chi eventualmente vincerà il bando per realizzare stabilimenti balneari,dovrà garantire il suo parcheggio o un servizio di parcheggio per i suoi utenti”. Per gli stabilimenti balneari resta il concetto chiaro a Coppola e ampiamente condivisibile: “Non potranno essere realizzati in zone già fruibili per la balneazione, ma solo in posti oggi non agevolmente accessibili”. Già da quest’anno? “Non ci vorrà molto tempo, credo però che per quest’anno sarà difficile”. A proposito di Piano Coste, come mai è stato depositato a maggio 2012 e fino ad oggi non se ne è saputo nulla? “È un fatto fisiologico, siamo nei tempi previsti. È stato presentato alla fine del mandato del Commissario prefettizio, noi ci siamo insediati, lo abbiamo studiato e sottoposto al Parco Otranto – Leuca per le coste a rischio di friabilità e per le specie vegetali presenti sulle nostre rocce. Gli esperti del Parco, in primis il biologo, Francesco Minonne, hanno effettuato dei sopralluoghi ed elaborato la mappa delle zone utilizzabili. Abbiamo poi avviato la discussione per la partecipazione del piano con l’Ente Parco e la Regione in previsione del Piano Paesaggistico regionale, in modo che quest’ultimo sia sovrapponibile. In questo senso l’assessore regionale, Angela Barbanente, ha raggiunto un accordo con il Demanio e con i Comuni per uniformare le norme per i Comuni in condizioni simili, come possono essere tutti quelli che ricadono nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca. Assodato questo, avremo tempo fino al 30 giugno prossimo per ultimare il Piano Coste comunale”.


Insieme al Parco


La collaborazione con il Parco intanto è sempre più proficua. “Con i Servizi Ambiente e Cultura (SAC), recentemente approvati, il ruolo di Tricase assume notevole importanza per il patrimonio monumentale di cui dispone. È stato inserito con varie strutture: la Chiesa dei Diavoli, la Torre del Sasso e Casa Comi a Lucugnano che potrà diventare Parco Letterario. Non vogliamo creare vincoli, ma trovare il modo perché il patrimonio sia anche produttivo. Ci sarà un bando pubblico per associazioni o imprenditori che proporranno il loro progetto che verrà finanziato per i primi due anni ma che poi dovrà autosostenersi. Come? Creando delle attività che siano di stimolo ai laboratori e che valorizzino il Parco e i monumenti inseriti in un circuito turistico di alto livello”.


L’impianto di compostaggio


Da un anno ci stiamo proponendo per un grosso impianto di Compostaggio nella nostra Zona Industriale”. Vale la pena tranquillizzare chi pensa possa arrecare danni: “Si tratta di umido compostabile, vale a dire quegli scarti da cucina che solitamente mettiamo nelle piccole compostiere a casa. Sarà un impianto controllatissimo che non comporterà alcun rischio di inquinamento né di cattivi odori”. D’altro canto, invece, “porterà vantaggi con il compostaggio, che ci consentirà di abbassare i costi del singolo cittadino per lo smaltimento e di creare occupazione diretta (“anche se con numeri ristretti comunque non disprezzabili”) e soprattutto un indotto che ruota intorno al compost anche proveniente da ramaglia, così come previsto dalle norme. Nell’ultima Assemblea dei Sindaci abbiamo ottenuto di stralciare la posizione di Lecce rispetto al resto del Salento (“Loro manterranno Cavallino”). Se ci riuscissimo sarebbe davvero una gran cosa per Tricase”.


“Con la partecipazione di tutti”


image descriptionNon c’è progetto di un certo livello che non sia stato partecipato. Il Piano Paesaggistico Tematico Regionale è stato oggetto di assemblee, tavoli di lavoro, raccolte di osservazioni, ecc. Sul sistema rifiuti abbiamo già tenuto un’assemblea e ne terremo un’altra martedì 22 aprile(Sala del Trono, ore 18, estesa a tutti i Comuni dell’Aro e trasmessa in diretta anche sul sito internet comunale), per l’illustrazione del modello di gestione del ciclo rifiuti e della centrale di compostaggio. Ne discuteremo ed ascolteremo quello che ci diranno i cittadini. Parteciperà all’assemblea anche l’ingegnere consulente per il Biocomposter di Capannoli (Pisa), il Comune italiano con la più alta percentuale di riciclaggio”. Eppure una delle accuse più feroci dell’opposizione è proprio quella di non coinvolgere la cittadinanza… “Se parliamo di partecipazione credo che siamo stati i primi ad introdurre il Bilancio partecipato. Vogliamo far conoscere ai cittadini tutte le problematiche che dobbiamo affrontare. Ci siamo trovati di fronte un milione di euro di debiti maturati dalla fine degli anni ’70 ad oggi. Con un bilancio in cui noi possiamo gestire 3-400 mila euro significa ritrovarsi in ginocchio. Mercoledì 16 aprile (sempre Sala del Trono, alle 18) ci sarà la seconda assemblea per il Bilancio partecipato in cui renderemo edotti tutti dei parametri di spesa, delle entrate da Tares, Imu e Tise (trasferimenti statali prossimi ormai allo zero”). Chiederemo, in base a questi parametri, come distribuire il carico su ogni cittadino di Tricase e se vogliamo spendere ognuno un po’ di più, magari per sistemare le strade e la pubblica illuminazione o se preferiamo starcene fermi senza avere un euro per fare alcunché. Per i rifiuti, poi, preferiamo che si contribuisca in base alla grandezza dell’immobile, o al numero dei componenti il nucleo familiare e quindi sull’effettiva produzione? Preferiamo che un fruttivendolo arrivi a pagare 24mila euro, cioè molto di più di altre attività che producono maggiori rifiuti? Vogliamo la Tise distribuita in egual misura o vogliamo aumentare l’Imu sulla seconda casa? Sono scelte che dovremo fare e per quanto possibile vorremmo effettuarle insieme alla gente. Martedì 29 aprile (Sala del Trono, ore 18) si terra l’assemblea definitiva, nel corso della quale diremo qual è stato l’orientamento maturato dai tavoli operativi, dalle sezioni di studio, a cui noi vorremmo partecipassero le parti datoriali, i sindacati, la consulta delle associazioni, i commercialisti, i cittadini e quanti vorranno partecipare”.


Il Piano Urbanistico Generale


Lo stesso sistema partecipativo lo adotteremo anche per il PUG che dovrà essere portato avanti con la consultazione quotidiana della città e degli operatori del settore”. A proposito di PUG, tante le polemiche per l’affidamento di un incarico all’Università. “La diatriba tra professionisti ed Università è datata. Gli atenei possono svolgere attività di progettazione alla stregua di professionisti. Per uno studio approfondito della situazione generale, per  raccogliere tutti i dati sullo stato dell’arte ad oggi, per avere la cartografia più aggiornata, i servizi più aggiornati, la sovrapposizione normativa più aggiornata, per avere i controlli sul territorio realizzati in modo professionale da un numero molto alto di persone; per avere contributi di scambi di opinione non solo nel settore della progettazione urbanistica, perche il PUG è uno strumento di sviluppo che coinvolge tutti i settori, quale luogo più dell’Università può darci di più?”.


Eppure quell’incarico dato all’Università è contestato in una delle quattro denunce del Collegio dei Revisori dei Conti alla Procura della Corte dei Conti a vostro carico. E siete accusati di danno erariale… “Ci sono modi diversi di fare politica: chi la fa contrapponendo ad un’idea e strategica per il territorio, un’altra idea e lo fa nel tentativo di cercare la soluzione migliore e chi la fa con un’azione che mira soltanto a demonizzare e distruggere chi è stato eletto dai cittadini”. Il riferimento è alle opposizioni? “Alcune delle denunce come quelle dei debiti fuori bilancio sono degli atti dovuti, gli altri…”. Atti dovuti? “Certo. Quello che invece non è tanto normale è che un gruppo, un’Associazione scriva alla Procura della Corte dei Conti regionali per temuto danno all’erario. Intanto si ha danno all’erario quando invece di guadagnare 10, guadagni 5 o invece di spendere 5 spendi 10. Ma se io con una gestione simile guadagno circa il 13% in più dando un servizio uguale… Se questo è un danno, qualcuno me lo deve spiegare. Tornando al PUG, premesso che se avessi interessi personali mi tornerebbe sicuramente più comodo un incarico al privato, qualcuno mi dovrebbe spiegare perché un incarico all’Università, adottato con la stessa procedura da un Commissario straordinario, che è un funzionario dello Stato, viene tranquillamente portato avanti senza che nessuno dica nulla, mentre quando lo facciamo noi si scatena il pandemonio. Se quando c’era il Commissario tutto andava bene, perché gli stessi uffici comunali che hanno eseguito le due pratiche avrebbero dovuto cambiare?”. Tra le denunce anche i 25mila euro riconosciuti alla vice segretaria comunale. “Alla fine del mio primo mandato il segretario generale se ne andò ed io affidai l’incarico alla vice di assolvere anche a quelle funzioni con il riconoscimento di un’indennità in più. Questo incarico provvisorio fu portato avanti anche nel secondo mio mandato per oltre un anno e mezzo. Perché? Nei Comuni piccoli come il nostro un Segretario Generale ha un ruolo limitato e costi molto alti perché è un dirigente dello Stato che percepisce molto di più di un dipendente comunale e senza avere alcuna responsabilità, concretamente non firma nessun atto. In più può liberamente decidere di andare in qualunque momento mentre se il Comune volesse cacciarlo lo potrebbe fare solo in caso di dolo provato. Credevamo di essere nel giusto anche perché stavamo facendo risparmiare all’ente Comune dei bei soldini. Sollevata l’obiezione, ho ritenuto comunque che il lavoro in più svolto dalla vice segretaria andasse pagato, così, con un mio personale provvedimento, ritenni opportuno riconoscerle quanto dovuto, applicando le tariffe approvate. Il responsabile dell’Ufficio ragioneria ritenne ammissibile questa mia richiesta ma non compilò nessun provvedimento definitivo in attesa di eventuali controdeduzioni dei Revisori dei Conti. In effetti quest’ultimi hanno sollevato delle obiezioni sulla legittimità della procedura, io ho revocato per autotutela quanto avevo disposto ed invitato il segretario generale a recuperare quelle somme. Ovviamente la diretta interessata ha tutto il diritto di ricorrere con gli strumenti che le fornisce la legge. Detto questo, però, mi sembra strano criminalizzare un Comune che ha risparmiato in un anno e mezzo più di 90 mila euro e, poi, ne ha pagati appena 25 mila, Non è stata forse un’oculata gestione pubblica? Non spetta a me, però, dirlo e, se ho sbagliato, mi assumo tutte le mie responsabilità”.

L’infantilismo della politica


L’altra denuncia riguarda l’arrivo in Consiglio comunale di una variazione di Bilancio da parte della Giunta, quattro mesi dopo a fronte dei 60 giorni previsti dalla legge. “Una cosa che è sempre successa! Questo è l’infantilismo della politica. Il Consigliere comunale (il Sindaco non lo nomina mai ma è chiaro che l’obiettivo dei suoi strali è il capogruppo all’opposizione, Nunzio Dell’Abate, suo rivale alle elezioni) deve svolgere un compito di confronto politico su programmi politici e sui progetti o deve svolgere il ruolo del vecchio comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali? Se vuole fare il funzionario pubblico lo faccia… Qui si sta facendo l’opposizione non al Sindaco e alla maggioranza ma ai funzionari. In questo modo, cosa gravissima, si sta minando la serenità burocratica, attivando un processo che mette i funzionari in una situazione di fortissimo disagio psicologico. Non vorrei che alla fine si attuasse una sorta di sciopero bianco che provocherebbe un grave danno alla comunità. Per fortuna abbiamo funzionari bravi e serissimi e sulla cui onestà metterei le mani sul fuoco”.


Capitolo denunce penali. Giorni fa l’avviso di proroga delle indagini per aver concesso il permesso a due esercizi commerciali di mettere delle pedane asportabili nel periodo estivo a ridosso delle attività nel centro storico. “Questo rientra in quello che dicevo prima. Non avendo capacità di esporre progettualità politica ci si attacca a che cosa? A nulla… Si tratta di pedane che non superano i 10 metri quadrati in totale… si voleva andare incontro alle esigenze dei bar vicino al Castello e vicino al Municipio per dare al contempo anche una parvenza di accoglienza migliore ai turisti presenti in città. E per questo finiamo sotto inchiesta?”. Anche se “un’inchiesta penale per due pedane da neanche 10 metri quadri per due bar mi sembra francamente eccessiva”, tutto ciò non toglie al primo cittadino “la mia fiducia nella giustizia. Sono e siamo convinti di dimostrare nelle sedi opportune la nostra correttezza amministrativa”.I reati contestati sono abuso in atti d’ufficio e falso ideologico. Se la prossima estate le chiederanno ancora di mettere le pedane? “Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto e lo dico con grande convinzione. Per quale motivo non dovrei fare ciò che ritengo giusto in un momento di grande difficoltà per tutte le attività? Devo assumermene la responsabilità? Lo farò!”.


La diffida del Procuratore Antimafia


MottaÈ vero che ha ricevuto una diffida nientemeno che dal procuratore antimafia Cataldo Motta? “Il Giudice Motta a cui vanno tutta la mia stima e riconoscenza totale per tutto quello che fa, è una persona di una serietà straordinaria. Come qualunque Magistrato ha il dovere di esaminare qualunque azione penale. Ciò non significa ci sia per forza un comportamento fraudolento, ma lui ha il dovere di indagare. È arrivato un quesito alla Procura della Repubblica dal Comandante della Polizia Locale, riguardante una deliberazione con cui si da incarico ad un’agenzia di assicurazioni di verificare in anticipo se gli incidenti per cui si chiedono i danni prevedano delle responsabilità dell’ente pubblico. È un ausilio tecnico. Motta mi ha scritto di non affidare all’agenzia alcuni incarico nel caso in cui in un incidente ci fosero feriti o morti. Nulla da eccepire, questo non è mai avvenuto e nella delibera c’è anche scritto che l’operatore interviene con l’ausilio della Polizia Locale e dell’Ufficio tecnico. Quindi…”.


Il Concorso per la Polizia Locale


Altra bega, per il concorso della Polizia Locale. Ci spiega? “Escluso il Comandante, dai primi anni ’70 non si registravano assunzioni. Siamo riusciti a concludere un concorso pubblico per l’assunzione di tre unità senza alcuna interferenza politica, tant’è che uno dei candidati, che ha partecipato sia al concorso per vice comandante che a quello di polizia municipale e non ha superato il più importante, il primo, alla fine di quella prova si è complimentato con il sottoscritto perché non ha “visto mai un concorso così serio”. Inutile dire che la cosa mi ha riempito di soddisfazione. In più si è verificato che il Comandante della Polizia Locale abbia fatto ricorso al TAR perché noi abbiamo affidato l’incarico di esperto al Comandante della Polizia Locale di Poggiardo e non a lui. Prima di prendere una decisione abbiamo chiesto un parere legale e ci è stato risposto che non si è mai visto che un caposettore scelga il suo vice. E poi, se si fosse presentato (come puntualmente  avvenuto) qualcuno che avesse partecipato al concorso per comandante e fosse stato escluso non avrebbe potuto pensare male? Non era certo per mancanza di fiducia verso il nostro Comandante, tant’è vero che a lui è stato affidato, in quel concorso, il ruolo di Presidente della Commissione per i Vigili”.


Conflitto di interessi?


Cambiando argomento: continua ad essere additato di conflitto di interessi: Sindaco, ingegnere e per tanti anni a capo dell’Ufficio Tecnico. Secondo qualcuno ci sarebbero stati dei progetti approvati che porterebbero la sua firma. “Io svolgo l’attività di ingegnere per l’Ospedale di Tricase dal 1990 e per quest’attività ho avuto tutte le autorizzazioni del caso. La legge sugli amministratori locali lo dice espressamente altrimenti non potrebbero lavorare la maggior parte dei sindaci-ingegneri: “Non possono svolgere attività professionale gli assessori all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici. Io non ho queste deleghe, per cui di che parliamo? In più la mia progettazione a Tricase e per il 99 per cento, se non di più, legata all’Ospedale”.


 “Abbiamo fatto…”


Il sindaco vuole ricordare l’impegno della sua Amministrazione per “dare buoni lavoro per 13mila euro a chi aveva reddito vicino allo zero ed era in graduatoria; realizzare un servizio civico con tre giovani, compreso un diversamente abile, che lavorano per 400 euro al mese”.


E poi tanta attenzione all’agricoltura: “Abbiamo messo a disposizione degli agricoltori gli immobili sulla via di Martina Serra, ex deposito dei mezzi comunali per fare il mercato a km zero. Ed il tutto è in fase di avanzata progettazione. Ed è continua e proficua la collaborazione con la Confederazione Italiana Agricoltori”.


E sui lavori in Largo Sant’Angelo: “Di pari passo con la Soprintendenza, di cui godiamo di una costante collaborazione, abbiamo scoperto nel corso dei lavori la vecchia Chiesetta di Sant’Angelo, una stanza con un Cristo pitturato di azzurro che è il primo impianto della chiesa. Stiamo restaurando il tutto e recuperando tutti gli scantinati con ossari e granai e che saranno ricoperti con una lastra in fase di pavimentazione della piazza. Puntiamo anche a togliere quei tre alberi di pino  le cui radici potrebbero minacciare tutta Largo Sant’Angelo”.


I soldi per la scuola


Il Sindaco rivela che “abbiamo un finanziamento di 300 mila euro che ci servirà per risanare la Scuola Pisanelli di Tutino; di 135 mila per la Scuola Media Dante Alighieri ed altri 150 mila per la Scuola di via Apulia”.


Una variante alla 275


CosiminaMentre continuano le polemiche per i temuti espropri in vista della realizzazione della Statale 275 Coppola, svela che “abbiamo sottoposto alla Regione Puglia una variante al progetto che coinvolga la “Cosimina” (la tangenziale che collega Montesano Salentino a Tiggiano) ma non nel modo in cui era stato inizialmente pensato per non danneggiare Tiggiano e Corsano. L’idea è quella di demolire la “Cosimina”, fare una strada in galleria, cioè sottoterra, che arrivata al sovrappasso verso Tiggiano, devi verso ovest, passi sotto la collina di Caprarica e si colleghi con Alessano”. Non le sembra che tale progetto possa avere un costo eccessivo? “La mia ipotesi pare stia trovando accoglienza in Regione anche perché l’appalto è previsto con un 42% di ribasso, quindi 80-90 milioni di euro, che per dispositivo di aggiudicazione di gara dovranno essere utilizzati per il risanamento ambientale. Se noi riusciamo a fare un’opera che ci restituisce la continuità paesaggistica tra Tricase centro e marina (oggi bloccata dalla barriera della “Cosimina”) e realizzare questo tratto evitando di costruire ex novo 8 km di strada, con relativa strage di alberi di ulivo, non è forse risanamento ambientale? Così si, che sarebbe una strada nel parco, non come previsto dal progetto iniziale”.


Tricase morta? “Chi lo dice si guardi allo specchio!”


C’è qualcosa che il sindaco Coppola vuole proprio dire e ci chiede di scriverlo a chiare lettere: “Se qualcuno dice che Tricase è morta, si guardi allo specchio perché è morto lui! O forse semplicemente non vuole partecipare, visto che le opportunità ci sono. E non parliamo di carri allegorici…! Sto lavorando per Tricase con entusiasmo rinnovato e sto macinando incontri con tanta gente che ha voglia di sapere, fare e migliorare. E mai come in questo periodo c’è unità di azione tra Comune, tutte le parrocchie, la consulta delle associazioni, ecc. Stiamo lavorando tutti insieme anche, e forse soprattutto, per quanto il disagio sociale e la povertà. C’è un rapporto di collaborazione nel tessuto sociale enorme di cui vado particolarmente fiero”.


Giuseppe Cerfeda


Attualità

Cambio di guardia al Rotary Club Tricase-Capo di leuca

Federica Mitolo De Donno cede il collare ad Antonio Cotardo che sarà il presidente per l’anno 2021-22

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Due importanti eventi, per il Rotary Club Tricase-Capo di Leuca, si sono svolti a Tricase, giovedì scorso: la visita del Governatore Gianvito Giannelli, e il “Passaggio del Martelletto” che ha visto darsi le consegne fra, il presidente uscente Federica Mitolo De Donno e quello entrante, per l’anno 2021-2022, Antonio Cotardo. 

Tante le autorità presenti: rotariane, civili, religiose, militari, soci e relative consorti. Il sindaco Antonio De Donno ha salutato ed augurato buon lavoro mostrandosi  come sempre vicino alle iniziative del Club.  

Insieme al Governatore erano presenti alla cerimonia Francesco Mariano Mariano, assistente del Governatore Distretto 2120 a.r. 2021-2022, oltre alle autorità rotariane, fondamenta del Rotary della Provincia di Lecce e padrini del nostro giovane Club: Mario Massa, Past President Rotary Club Lecce, già Assistente del Governatore e socio onorario del Club tricasino, Ginetto Mariano Mariano e Marco Torsello entrambi Past District Governor. Durante la serata il Club, per esprimere loro gratitudine per il costante supporto, ha voluto nominarli soci onorari omaggiandoli di una targa. 

Inoltre,  alla cerimonia hanno partecipato gli ex Presidenti Luciano Ancora, Ascanio Carlucci, Sergio Mancarella, Claudio Marra, Valerio Quarta, tutti insigniti dal Past Governor Giuseppe Seracca Guerrieri (anche lui socio onorario del R.C. Tricase-Capo di Leuca), dell’ambito riconoscimento Paul Harris Fellow per il lavoro svolto nel loro anno rotariano.

Una proficua progettualità è stata augurata ai “nuovi” Presidenti salentini per l’anno 2021-2022, e sono: Giovanna Caggiula per Gallipoli; Marcello Falconieri per Nardò; Ivana Melo per Lecce; Immacolata Tempesta per Lecce Sud; Livio Cesare Ziani  per Galatina, Maglie, Terra d’Otranto. 

Presente anche una rappresentanza dell’Inner Wheele Tricase- S.M. Leuca con Anna Aprile, Angela Cicolella, Lucia Piscopiello e Lino De Santis, magistrato a Dubai.

Non poteva mancare all’evento Suor Margherita, Direttore Generale dell’Ospedale Panico e socia onoraria del R.C. di Gallipoli, accompagnata da Suor Graziella Zecca, coordinatrice del Corso di Laurea in infermieristica.

Sempre gradita la partecipazione di Don Totò Mileti, amico storico, nonché compagno di banco, di don Tonino Bello.

Nonostante il momento storico che tutti siamo vivendo, il Club ha accolto tre nuovi soci: Stefania Palmieri, Imprenditrice; Vittorio Tassi, Direttore U.O. Medicina di Laboratorio; Isabella Bianco, Centro Pedagogico e di Formazione Cochlea.

A seguire la Past President Federica Mitolo De Donno ha illustrato i tanti progetti portati a termine nel suo anno rotariano. A conclusione della relazione Federica ha insignito Gina Morciano, Past Presidente, della Paul Harris Fellow, la  massima onorificenza rotariana, riconoscendole, in accordo con il Direttivo, l’impegno e la dedizione mostrata verso il Club fin dai primi passi della sua costituzione.

Lo stesso presidente uscente, Federica Mitolo De Donno, ha ricevuto l’agognata onorificenza, la Paul Harris Fellow, da parte del governatore uscente per la particolare attenzione prestata verso i bisogni della comunità nell’anno della sua presidenza.  

A seguire il nuovo presidente, Cotardo, ha illustrato il suo programma soffermandosi sui punti chiave che sono: riscoperta delle radici rotariane, la famiglia, il rispetto verso il territorio, il servizio al prossimo e la continuità del service avviato negli anni precedenti, tutto volto a sottolineare il lavoro di squadra.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Governatore Gianvito Giannelli, docente di Diritto commerciale all’Università “Aldo Moro” di Bari, il quale si è complimentato per la fervida  progettualità, il clima di amicizia e collaborazione riscontrato in un gruppo coeso e motivato. 

Giudizio questo condiviso dalla consorte Isabella Ginefra Giannelli, Magistrato  e Presidente dell’Associazione Donne Magistrato. 

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Attualità

TIM, una telefonata allunga la vita. Corre sul filo il disservizio

Il telefono, la tua voce o la tua croce? Un disservizio raccontato passo passo, durato 15 giorni fra telefonate, sms, attese al telefono…

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Premetto che in casa internet serve come il pane: 2 studenti Uni in periodo esami, due che lavorano in smart working. 

Detto questo: un forte temporale, il 24 agosto 2021, ha colpito e messo fuori uso i modem di diverse abitazioni della mia zona, compreso il mio della TIM. 

Segnatevi questa data,  da quel giorno inizia il gioco dell’oca. 

Chiamo il 187 (com’era il claim di anni fa? una telefonata allunga la vita, e la perdita di tempo, aggiungo io), faccio presente del problema e ricevo il primo messaggio SMS (che conservo) “prevediamo la risoluzione del disservizio entro il 27-08-2021”. 

A seguire:Stiamo lavorando alla tua segnalazione sarai contattato dalla nostra assistenza”. 

E ancora:Confermiamo l’apertura della segnalazione 0065888636,  proveremo a contattarti il 2021-08–26 12:30:00”. Nessuna chiamata! Passa quell’ora e tramonta la speranza di risolvere in tempi brevi.. Trascorre anche il 27 agosto e muore la vana speranza; il 28 richiamo, perdita di tempo stimata 2 ore ca, e ricevo un altro sms: “Ci scusiamo per il protrarsi del disservizio causato da problematiche complesse e ti confermiamo massimo impegno per la risoluzione…“.

Siamo al 30 agosto altra telefonata, altro giro, altra corsa, altro msg: “Abbiamo provveduto ad inoltrare ai nostri tecnici il tuo sollecito per velocizzare la risoluzione(?)“. Nulla neanche quel giorno.

Mercoledì 1° settembre, dopo una settimana senza internet assillo ancora il 187, altro sollecito, altro sms, ore 12,51: “Abbiamo provveduto ad inviare ai nostri tecnici…“.

Nel primo pomeriggio della stessa giornata, senza avviso, arriva in casa un tecnico e mi spiega che il ritardo è dovuto al fatto che sia in ferie la maggior parte dei tecnici, che lui è venuto da Gallipoli (55 km da casa mia), che vista l’insistenza e la delicatezza del mio problema (2 figli all’Uni e lo smart working)… ecc. ecc.,  mi conferma che il modem è da cambiare.

Lui non può farlo, mi apre un ticket per modem guasto, io dovrò solo chiamare il 187 per farmi rilasciare un codice, con quel numero vado in un negozio TIM e risolvo il problema. 

Grazie, rispondo. Tempi? 24 ore (era mercoledì 1 settembre 21).

Alle 16,32 mi arriva un messaggio, che mi avvisa:Abbiamo risolto il disservizio relativo alla tua linea ecc.”.

Gioco dell’oca, tiro i dadi e ritento con gli sgarbati del 187, spiego del tecnico, del guasto, del numerino per il cambio modem, ecc..

Mi risponde una signora saccente che non funziona così, che  mi deve rimandare un tecnico per verificare che il modem non funzioni, ecc. ecc..

Basito le ribadisco che il tecnico è già stato a casa e che mi ha suggerito quello che ho scritto.

Per tutta risposta mi chiude il telefono in faccia (!) e riparte il valzer degli sms: “Gentili cliente, i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza… prevediamo la risoluzione del disservizio il 02-09-2021”.

Il 2 settembre, ore 09,30, dopo aver invano riprovato a contattare il servizio clienti, mi arriva un altro messaggio: “Ti informiamo che stiamo lavorando alla tua segnalazione e che potresti essere contattato dalla nostra assistenza…” .

E’ impossibile, lunare, pazzesco, ragiono, dopo il danno la beffa: sono passati 10 gg dalla data del disservizio, dieci giorni di danni causatimi dalla TIM  e sono al punto di partenza??

Penso sia difficile essere ubriachi già alle 9,30! Penso che, forse, a quell’ora le sinapsi dei centralinisti non siano ancora collegate, che non abbiano seguito o non abbiano saputo impartire agli ‘sbadati’ avventori del ‘call center’ tutte le regole del bon ton e, desumo, che non sappiamo o non vogliano sapere cosa sia l’asserto: “Il cliente ha sempre ragione!”.

Impensabile per una azienda nazionale che macina soldi come la pula, che ha un esercito di yes man, non riuscire a rispondere (è un eufemismo) al telefono educatamente e fornire un servizio degno di questo nome e risolverlo. E poi, tutto questo pagando!

Non me ne faccio una ragione: vado oltre, cercando di risolvere questo maledetto problema di internet, e così ricomincia, come gli innamorati, la giravolta dei messaggini.

Arriviamo a venerdì 3 settembre, ore 13:39, ne ricevo un altro: “E’stato risolto il disservizio della tua linea relativo alla tua segnalazione (??!!). Verifica nelle prox 24 ore il funzionamento…”. 

E attimi dopo un altro: “A seguito della tua verifica, i nostri tecnici hanno ripreso in carico la tua segnalazione di assistenza e stanno intervenendo per ripristinare il corretto funzionamento del disservizio…”.  

La mano destra non sa cosa fa la sinistra!

E a seguire: ore 17,10, dopo l’ennesima mia telefonata al 187: “Ti informiamo che stiamo chiudendo la segnalazione. Verifica il funzionamento dei tuoi apparati (che non sono riuscito ad avere!)…).

E due secondi dopo ancora: “A seguito della tua verifica, ti informiamo che i tecnici hanno ripreso in carico la Tua segnalazione di assistenza…”.

Mi vergogno per loro, ma non è finita, sono seguite altre telefonate, altre cornette attaccate in faccia non appena spiegavo alle zelanti signorine quanto era accaduto, che non avevo risolto nulla e che ero al punto di partenza.

E così 14 giorni dopo l’interruzione del servizio, lunedì 6 settembre, ore 18,32, ricevo l’ultimo tombale sms: “Gentile cliente ti informiamo che i nostri tecnici stanno verificando quanto ci hai segnalato nella richiesta di assistenza di cui sopra…, prevediamo la risoluzione del tuo disservizio entro il 07-09’-2021, salvo complessità (!?)”.

Una gabbia di matti! Stento a crederci anch’io che mi sia successa una cosa simile, non so se i signori del call center, svogliati, mal pagati, scocciati, accaldati, lavorino senza aria condizionata!

Non so se queste zelanti aziende nazionali, che quotidianamente ci perseguitano con telefonate indesiderate ed inopportune ai cellulari e ci propinano offerte non richieste, si rendano conto del disgusto che monta nei consumatori nei confronti del loro marchio; non so se scientemente tutta questa guerra al ribasso provochi una tale concorrenza che è meglio (più conveniente) distruggere quanto appena acquisito, facendo pagare delle penali agli ignari sottoscrittori, che tenerseli buoni e cari il più possibile.

Quello che so, e che voglio condividere con quanta più gente possibile (considerata la mia posizione di direttore di un giornale locale), con quanti non hanno una vetrina, una bacheca dove affiggere tutte le proprie lagnanze, se non quella del numero 187 (campa cavallo!), è che questi signori vanno messi alla gogna per il disservizio che offrono, vanno banditi, denunciati, smascherati, spernacchiati (anche se serve a poco), nella speranza che il coro sollevato dalle proteste scalfisca, almeno un poco, questo muro di gomma, si assumano le loro responsabilità e ci offrano un servizio (pagato) degno di questo nome.

Ah, dimenticavo: il 7 settembre, ore, 09:21, dopo una telefonata al 187 per disdire il contratto, ho cambiato gestore telefonico.

Il 9 settembre, ora di pranzo, ricevo una telefonata dalla centrale della Telecom. Una signora, con fare garbato, mi chiede come mai questa disdetta repentina dopo poco più di un mese? Mi informa (per caso), sempre con un tono di voce latte e miele, che ho sottoscritto un contratto per 24 mesi, con una tariffa che dovrò rispettare e pagare.

Spiego, cercando di trattenere la rabbia ed il disgusto di cui sopra, alla paziente e dolce signora, le mie vicissitudini.

Dopo avermi ascoltato senza profferire parola, laconica arriva la risposta: “Mi vergogno per loro, la capisco, Le chiedo scusa a nome dell’azienda; ha tutte le ragioni, ma mi raccomando ora si faccia assistere da una associazione dei consumatori e, le suggerisco di chiedere i danni”. 

Parola profetiche? messaggio subliminale? Vedremo, io vorrei solo ricevere un adeguato servizio, all’altezza di quello che queste multinazionali decantano in ogni informazione che ci arriva, spesso indesiderata, e che ci offrono.

Spero solo, e mi auguro, che il prossimo gestore telefonico non sia un copia incolla del primo. Nel caso vi terrò informati.

Luigi Zito 

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Attualità

Tricase e l’affaire ‘zona Lama’

Via Pirandello. Avviati i lavori per la costruzione di uno stabile che accoglierà il nuovo Eurospin La cronistoria di una vicenda già fonte di polemiche e destinata a far discutere ancora

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ESCLUSIVA

In via Pirandello da qualche giorno sono stati avviati i lavori per la costruzione di un nuovo stabile. Com’era facile prevedere si è alzato un gran polverone e non è solo quello causato dalle ruspe.
È un segreto di pulcinella: in quella zona sarebbe prevista la nuova sede dell’Eurospin che nulla centra con quelle già in città.

Così la Zona Lama, in origine immaginata, sognata, come il polmone verde della città, rischia di diventare tutt’altro. Secondo alcuni legittimamente, secondo altri meno. Ovvio, dipende dal punto di vista. Così la polemica, già deflagrata sul piano politico, promette di finire nelle aule di tribunale con Andrea Musio, amministratore della Redo s.r.l. e gestore degli Eurospin tricasini, che ha già dato mandato ai suoi legali per procedere con le carte bollate.La vicenda è assai intricata e dalle nostre colonne proveremo a fare chiarezza, ricordando tutte le tappe che hanno portato all’attuale situazione e ospitando i pareri delle parti in causa.

Partiamo da lontano e dal Piano di Fabbricazione di Tricase del 1977 che classifica quella porzione di città come “zona bianca”, caratterizzata dall’accumulo e dallo scorrimento delle acque piovane, stabilendo un vincolo di inedificabilità per 25 anni, con la prospettiva di adibirla a servizi, parcheggi e verde pubblico, attraverso un nuovo Piano generale.

Conti alla mano il vincolo è scaduto nel 2003 quando, in mancanza di un Piano Regolatore Generale, restato una chimera, il proprietario della zona, dopo tanti tira e molla, ottiene dal TAR la nomina di un Commissario ad acta che deve sostituire l’amministrazione comunale per indicare la destinazione da dare all’area.
Amministrazione e Regione Puglia giungono ad un punto di incontro ratificato da un Accordo di Programma che prevede i seguenti punti: l’area viene resa edificabile in analogia con i volumi stabiliti nelle lottizzazioni adiacenti; oltre ai parcheggi e all’allargamento di Via Pirandello, rimane a uso pubblico un’area centrale da adibire a parco, estesa per un terzo della superficie totale. Questo spazio, nelle previsioni, sarebbe stato collegato con la zona verde dell’Acait da un grande varco corrispondente all’area del palazzo, situato di fronte al Parco.

L’accordo viene ratificato dalla Regione Puglia e dal Consiglio Comunale nel 2007 evidenziando come il Parco sarebbe stato a carico del proprietario della zona.
Nonostante i solleciti della Regione quell’accordo non trova attuazione. Così nel 2009 il privato ritira la disponibilità e ottiene il permesso di costruire le palazzine in Via Pirandello, restringendo così l’accesso all’area dell’Acait.

Nel 2010, sempre su richiesta del privato, il TAR nomina un nuovo commissario con lo stesso scopo: definire in sostituzione dell’A.C. l’uso della zona Lama.
Nel 2013 il Commissario presenta alla Regione il suo piano che prevedeva un palazzo di 5 piani nella zona dell’attuale Parco.
Con la mediazione dell’amministrazione guidata da Antonio Coppola, rieletta nel 2012, e le prescrizioni della Regione, si giunge a un accordo (recepito dalla Giunta Regionale con la delibera n. 1112 del maggio 2015): un terzo della Zona Lama sarà adibito a Parco Cittadino, a est e a ovest dello stesso sono previste edificazioni con finalità residenziali, direzionali e commerciali. Gli indici volumetrici sono simili a quelli delle lottizzazioni vicine.

L’Amministrazione si impegna ad armonizzare questo progetto con le altre lottizzazioni già stabilite nella zona a sud del parco. In questa direzione va la ritipizzazione del comparto che prevede una strada che da via Vittorio Emanuele si inoltra verso l’entrata retrostante della Scuola Elementare per sfociare in Via Apulia. L’accordo viene recepito con due deliberazioni del Consiglio Comunale: la prima del 20 maggio 2017 (sindaco Coppola), la seconda del 19 luglio 2019 (sindaco Carlo Chiuri).

Le prescrizioni evidenziate dalla delibera regionale del 2015 stabiliscono che: «La superficie da assoggettare a riqualificazione venga rideterminata in una misura almeno pari al 50% della superficie catastale; la tipizzazione della superficie in questione sia rideterminata in zona C1 («destinazioni ammesse: residenziali, associazione sociali, culturali, religiose e politiche, commerciali e direzionali di quartiere, servizi ex art. 3 D.M. n. 1444/68»)».

Sempre secondo la delibera regionale «detta area dovrà essere oggetti di specifico Piano Urbanistico Esecutivo (mai realizzato, NdR)» per indicare «le aree di cessione gratuita da destinare a spazi pubblici». Quanto deciso a carattere regionale viene ratificato dal consiglio comunale nel febbraio 2017 con una delibera che sottolinea come in quella zona deve essere garantito: «Il corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo; la limitazione dei movimenti di terra (sbancamenti, sterri, riporti) per non modificare l’attuale assetto geomorfologico d’insieme e conservare nel contempo l’assetto idrogeologico complessivo delle aree oggetto di intervento».

Antonio Coppola insieme al gruppo di opposizione già nel 2011 aveva prodotto delle “osservazioni avverso la variante al PdF in zona Lama proposta dal Commissario ad Acta della regione Luigi Maniglio, mettendo in risalto come l’area fosse «individuata come depressione altimetrica. Per tale sua caratteristica di area con evidenti problemi di tipo idrogeologico in essa è stata indicata possibile da redattori del PdF esclusivamente la destinazione a parco e parcheggio». Situazione perdurata fino agli anni ‘90 e al completamento dei lavoratori per la fognatura pluviale.

E siamo ai giorni nostri quando (6 agosto 2021) la Perrotta Group (committente Percon, direttore dei lavori ing. Fernando Dell’Abate) chiede al Comune un permesso a costruire per «una media struttura di vendita di tipo M2» (inferiore a 1500 mq), nella parte ovest che si affaccia su via V. Emanuele. Permesso a costruire concesso il 2 settembre (a firma del dirigente dell’Ufficio Tecnico, ing. Vito Ferramosca) e propedeutico al nulla osta del Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive). Richiesta alla Suap inviata il 22 gennaio 2021 a cui fa seguito il parere positivo dell’allora responsabile del servizio Cosimo D’Aversa (oggi in aspettativa non retribuita, al suo posto Antonio De Iaco) in data 26 gennaio. Parere positivo, però, «subordinato al possesso del titolo edilizio, al rispetto degli standard di parcheggi previsti per la specifica attività commerciale (rapporto di uno a uno tra superficie di vendita e superficie a parcheggio)».
Sul piano politico ha fatto molto rumore… il silenzio del sindaco Antonio De Donno che, al momento, preferisce non entrare nel dibattito e, come ci ha detto a denti stretti, attende la decisione definitiva del Suap in merito al Titolo Unico da concedere al nuovo insediamento commerciale.

Allo stesso modo abbiamo provato ad avere anche la posizione dell’amministrazione della Perrotta Group, senza, però, ottenere udienza.

Giuseppe Cerfeda

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