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Tricase: ZTL area pedonale o un modo per far cassa?

L’Ufficio del Giudice di Pace è stato investito di 364 ricorsi e le sentenze sino ad oggi emesse hanno dato ragione ai contravventori

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Il 17 maggio dello scorso anno è stata attivata l’area pedonale urbana intorno a piazza Pisanelli.

Da quel giorno e sino al 31 gennaio scorso sono stati elevati 7.049 verbali di infrazione al divieto di transito che hanno portato nelle casse comunali 223.561 euro, da cui vanno detratte le spese di notifica per ben € 85.680 ed il costo di noleggio dei tre varchi di videosorveglianza per circa 35.000 euro annue.

L’Ufficio del Giudice di Pace è stato investito di 364 ricorsi e le sentenze sino ad oggi emesse hanno dato ragione ai contravventori.

Questi numeri ci inducono ad una severa riflessione: o siamo un popolo di indisciplinati oppure l’area pedonale urbana non è percepita come tale.

Siamo sempre stati sostenitori di un centro pedonalizzato o ZTL (zona a traffico limitato) che dir si voglia ed il futuro non può che andare in quella direzione. Ma non basta il contenitore, occorre programmare e costruire il contenuto; in caso contrario, si risolve in una “trappola” per -il più delle volte- ignari automobilisti.

Nello specifico, per chi scende da via Toma o si accorge del segnale prima di impegnare piazza Pisanelli oppure è spacciato. Difatti nulla altro gli fa ipotizzare che sta attraversando un’area inibita alla circolazione, trova per lo più il deserto davanti.

Diversamente dalle ZTL di altre città, dove si è portati naturalmente a deviare la marcia in quanto si incontrano di fronte tanti di quei contenuti, dinamici ed effervescenti, che inducono talvolta anche a fermarsi ed a prenderne parte.

Immaginiamo per un attimo come cambierebbe il contesto e la percezione dell’area pedonale urbana di piazza Pisanelli se solo quella serie di locali a pian terreno di Palazzo Gallone fossero vivi e partecipati? Per non dire altro.

Forse è il caso di aprire un sereno dibattito in merito, altrimenti l’area pedonale urbana tricasina si distinguerà solo per il palmares dei numeri di verbali e giudizi, per la stizza dei visitatori e per la gioia delle casse comunali.

Nunzio Dell’Abate

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Attualità

Test rapidi, l’ok di Lopalco al progetto pilota di Tricase

Il professore, epidemiologo e coordinatore della task force per l’emergenza della Regione Puglia scrive al sindaco Chiuri: “Leggo con interesse la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto pilota di screening con test sierologici rapidi sul vostro territorio…”

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Si arricchisce di una nuova puntata l’infinita discussione sui cosiddetti test rapidi o precoci.

L’ultimo capitolo l’ha firmato il professor Pier Luigi Lopalco, mostrando particolare interesse per il progetto di sperimentazione dei test rapidi proposto dal Comune di Tricase.

L’epidemiologo e coordinatore della task force per l’emergenza della Regione Puglia ha manifestato il proprio apprezzamento in una lettera indirizzata al sindaco Carlo Chiuri, congedandosi con un esplicito “restiamo pertanto in attesa di risultati del progetto pilota“, che vale più di un’approvazione.

Leggo con interesse la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto pilota di screening con test sierologici rapidi sul vostro territorio“, si legge nella lettera indirizzata al primo cittadino e già protocollata al Comune di Tricase.

A tal proposito“, chiarisce Lopalco, “torniamo a sottolineare, come è come anche indicato nel vostro protocollo allegato, che i test in questione non hanno validità diagnostica per identificare la presenza del virus, ma possono indicare esclusivamente la presenza di anticorpi specifici contro il virus e quindi i risultati possono essere principalmente utilizzati per valutazioni statistiche“.

D’altro canto“, aggiunge l’esiomio epidemiologo, “i risultati del progetto proposto possono far emergere interessanti spunti scientifici, anche perché effettuati su una popolazione che non è stata particolarmente colpita dall’epidemia. Restiamo, pertanto“, conclude il prof. Lopalco, “in attesa di risultati del progetto pilota“.

Il sindaco Chiuri: “Orgoglioso del parere favorevole di Lopalco”

È con orgoglio che posso comunicare di aver ricevuto dal Prof. Pier Luigi Lopalco, Responsabile Coordinamento Emergenze Epidemiologiche della Regione Puglia, il parere favorevole all’avvio nella nostra città del “progetto pilota” di screening con test sierologici rapidi”, ha postato su facebook il sindaco Carlo Chiuri, “sulla falsariga della sperimentazione condotta presso l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari sugli operatori sanitari, della quale nei giorni scorsi sono stati anticipati i risultati“.

Il sindaco Carlo Chiuri

Il primo cittadino ribadisce, “come già indicato nel progetto predisposto con la collaborazione del Consigliere (e medico) Vincenzo Chiuri e sottoposto all’attenzione del Prof. Lopalco, che si tratta di uno screening di tipo epidemiologico volto a valutare la circolazione del virus sul territorio del nostro Comune e che mai èi è voluto dare a questo esame il vsalore di test diagnostico in grado di rilebvare la presenza del virus nell’individuo testato“.

Come già anticipato, il progetto “riguarderà le categorie di persone del nostro Comune potenzialmente a rischio di esposizione al virus COVID-19 in relazione alla loro attività svolta nei servizi di pubblica utilità. Ciò permetterà anche di avere a disposizione un campione di osservazione più composito ed eterogeneo (rispetto a quello omogeneo dell’Istituto Tumori di Bari, costituito solo da operatori sanitari), dunque potenzialmente più rappresentativo delle varie categorie di persone a rischio di esposizione al virus e delle differenti strade di possibile circolazione dello stesso“.

“Ora”, conlude il sindaco Chiuri, “continueremo a lavorare in silenzio al fine di ottenere le successive autorizzazioni per organizzare la fase operativa del progetto“.
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Decreto scuola, ok dal Consiglio dei Ministri: tutte le novità

Il 18 maggio deadline per l’eventuale (poco probabile) rientro in classe. Nel caso così non fosse, esame di maturità con un unica prova orale a distanza e niente esame di terza media

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Via libera al decreto legge sulla scuola dal Consiglio dei Ministri.

Il decreto varato dal Cdm dovrà essere ora recepito da una o più ordinanze per divenire operativo.

Confermato che tutti gli studenti saranno promossi all’anno successivo.

Esami di maturità e terza media

Come anticipato dal ministro Lucia Azzolina (foto grande in alto), restano due le ipotesi per la maturità e altrettante per gli esami di terza media, a seconda che si torni in classe il 18 maggio o non si torni fino a settembre.

Se, cosa ad oggi assai poco probabile, alunni e studenti torneranno in aula entro il 18 maggio, per la maturità ci sarà una prova nazionale di italiano e la seconda prova sarà preparata dalla commissione interna.

Se invece come pare assai più probabile non si tornasse a scuola si terrà un’unica prova orale telematica.

Da più parti la precisazione tutti ammessi ma l’esame si farà sul serio e la promozione bisognerà guadagnarsela.

Nle caso di mancato rientro niente esame di terza media e solo valutazione dei prof.

Le altre novità

Le commissioni per i quasi 500 mila maturandi saranno tutte interne.

Potrà essere modificata la data di inizio delle lezioni per il prossimo anno scolastico, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti relativi a questo anno scolastico nell’anno scolastico successivo.

Potranno essere confermati i libri di testo adottati quest’anno anche per il prossimo.

Diventa obbligatoria la didattica a distanza.

Se, come pare, non si rientrerà a scuola, anche gli scrutini quest’anno saranno a distanza.

Nuove assunzioni

Prevista anche l’assunzione di 4.500 docenti per coprire parte dei posti lasciati vacanti nell’estate del 2019 dai “Quota 100”. I posti dovranno essere coperti dai vincitori di concorso o da chi è nelle graduatorie ad esaurimento.

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Tornano a salire i contagi in provincia di Lecce

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 22.059 test. Sono 134 i pazienti guariti. Il totale dei casi positivi di Covid 19 in Puglia è di 2.444, di cui nella provincia di Lecce 378

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Oggi lunedì 6 aprile, in Puglia, sono stati registrati 1.979 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 127 casi, così suddivisi:

17 nella Provincia di Bari;

39 nella Provincia Bat;

11 nella Provincia di Brindisi;

41 nella Provincia di Foggia;

10 nella Provincia di Lecce;

8 nella Provincia di Taranto;

1 fuori regione

Sono stati registrati oggi 13 decessi: 6 in provincia di Bari, 4 in provincia di Foggia, 2 nella provincia Bat, 1 in provincia di Taranto.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 22.059 test.

Sono 134 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 2.444 così divisi:

807 nella Provincia di Bari;

177 nella Provincia di Bat;

257 nella Provincia di Brindisi;

605 nella Provincia di Foggia;

378 nella Provincia di Lecce;

190 nella Provincia di Taranto;

25 attribuiti a residenti fuori regione;

5 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

LA MAPPA DEL CONTAGIO

Cambia il colore sulla mappa anche per Minervino di Lecce che regista la sua prima volta con il primo tampone positivo.

 

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