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Tricase

Ufficio postale di Depressa: “Sia aperto 3 giorni la settimana”

Tricase. I consiglieri di minoranza scrivono alla Direzione di Poste italiane (Filiale di Lecce): “Si eviterebbero disagi all’utenza e possibili assembramenti, tenuto conto che negli stessi uffici convergono anche utenti di Castiglione”

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Nel rispetto nella tutela della salute dei lavoratori e clienti/utenti la direzione di Poste italiane valuti la possibilità di portare a tre giorni settimanali l’apertura dell’ufficio della frazione di Depressa”.


È la richiesta che i consiglieri tricasini di opposizione Dario Martina, Nunzio Dell’Abate, Federica Esposito, Fernando Dell’Abate, Giuseppe Peluso e Vito Zocco, contenuta in una lettera inviata al direttore di Poste italiane, Filiale di Lecce, Giuseppe Stanisci, e al responsabile della gestione operativa, Marino Massari.


La sua riapertura, limitata temporalmente ad un solo giorno”, si legge ancora nella missiva, “sta portando comprensibili disagi all’utenza”.


Secondo i firmatari, poi, i tre gorni di apertura eviterebbero “ogni possibile rischio legato ad assembramenti, considerato che proprio sull’ufficio in oggetto si riversa anche l’utenza della vicina Castiglione d’Otranto” (frazione di Andrano).

I consiglieri di minoranza hanno comunque espresso alla Direzione di Poste Italiane il loro apprezzamento per la scelta di riaprire gli Uffici Postali delle frazioni di Depressa e Lucugnano: “Si è andati incontro all’istanza che nasceva dall’ascolto, in particolare, di quelle persone anziane e spesso non automunite che oggi rappresentano, nelle due frazioni, la fascia numericamente più significativa e quella più debole ed esposta all’emergenza sanitaria”.


Allo sforzo di Poste Italiane e ai suoi dipendenti va il nostro sentito ringraziamento”, concludono i consiglieri che, con l’occasione, chiedono a Direzione Poste Italiane di “valutare la possibilità, per l’ufficio di Depressa, di portare a tre giorni a settimana la sua apertura”.


Appuntamenti

Confermata seconda giornata di vaccinazoni a Tricase

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Confermate le anticipazioni riportate ieri dal nostro giornale: sarà sabato la prossima giornata di vaccinazioni presso l’ex Acait di Tricase.





Ecco quanto riportato dal sindaco De Donno.





“Sabato 17 aprile, dalle ore 9 alle ore 20, il Centro Vaccini “Ex-Acait” di Tricase verrà riattivato – secondo le disposizioni sanitarie – per la 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐨 𝐀𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐞𝐧𝐞𝐜𝐚 ai cittadini 𝐎𝐕𝐄𝐑 𝟕𝟎 (nati entro il 31 dicembre 1951) 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.





✅ Potranno presentarsi al Centro i cittadini che non hanno ancora ricevuto la prima somministrazione, con o senza prenotazione.




✅ Per motivi logistici, gli ingressi al Centro vaccinale saranno scaglionati nel seguente modo:





Dalle ore 9 alle ore 14: dai 74 anni in su;
Dalle ore 14 alle ore 20: dai 70 anni compiuti ai 73 anni;





Invitiamo i cittadini a 𝐫𝐞𝐜𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐕𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 solo se rientranti nelle categorie indicate, 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐝’𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀.





Qui il 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 che può essere scaricato, stampato e compilato prima della seduta vaccinale, al fine di rendere più veloci le attività previste sabato presso il Centro Vaccini: clicca qui.


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Cronaca

Depressa calcio&padel, l’assessora risponde alla polemica: “Nessuna incompatibilità, non mi dimetto”

L’architetto Serena Ruberto interviene dopo gli attacchi dell’opposizione sulla questione variante che ha interessato il campo sportivo della frazione di Tricase

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A cura di Lorenzo Zito





Botta e risposta a Tricase tra amministrazione e opposizione sulla questione della variante al campo sportivo di Depressa.





La vicenda, messa in risalto dalla minoranza in questi giorni, riguarda la decisione della Società Sportiva Dilettantistica affidataria della gestione dell’impianto dal 2017 di modificare il progetto di rifacimento del campo di gioco. Il vecchio campo di calcio a 11, da lungo tempo abbandonato a sé stesso e di cui rimane traccia ormai solo nei ricordi dei tricasini, avrebbe dovuto, secondo il primo progetto presentato dalla società sportiva dilettantistica, esser rimpiazzato da: un campo di calcio a 8, un campo di calcio a 5 ed un campo multifunzionale in sabbia.





La variante: calcio + padel





Di recente, però, la stessa SSD ha presentato una variante al progetto nella quale il campo di calcio a 8 lascia il posto a 4 campi da padel (uno sport di derivazione tennistica, ultimamente molto in voga e che si gioca in 4 in uno spazio chiuso da pareti laterali). La variante è stata dapprima approvata ma poi l’Ufficio Tecnico del Comune di Tricase ha fatto un passo indietro, revocando la determina in autotutela.





La novità ha destato la perplessità della politica tricasina all’opposizione, passata subito all’attacco con contestazioni riguardanti forma e merito dell’accaduto. Dopo le prime polemiche, sull’onda soprattutto del romanticismo e in nome dell’antica tradizione calcistica di Depressa che decenni fa calcò quei terreni di gioco, è stato evidenziato il fatto che sul progetto presentato per la variante vi fosse la firma dell’assessora Ruberto, in qualità di architetto. Nel frattempo, in Comune è scattata la revoca in autotutela della determina che approvava la stessa variante. Fatto colto al balzo dall’opposizione ed interpretato, soprattutto nel suo tempismo, come ammissione di colpe da parte dell’amministrazione.





A finire quindi, in un battibaleno, nell’occhio del ciclone l’architetto Serena Ruberto, assessore al comunale con le deleghe ad Ambiente e Salute pubblica, Decoro urbano e piano del verde, valorizzazione del patrimonio culturale, Rigenerazione urbana.





Ruberto: “Becera strumentalizzazione”





La Ruberto è intervenuta così sull’accaduto: “Preme, anzitutto, precisare che la gestione del Campo Sportivo fu messa a bando pubblico nel gennaio del 2017”, scrive l’architetto. “L’affidataria della gestione (peraltro, per quanto è dato sapere, l’unica partecipante all’avviso pubblico) presentò, nel novembre dello stesso anno, un progetto definitivo, a firma di mio padre, Arch. Geremia Ruberto, che prevedeva, tra l’altro, la realizzazione di un campo di calcio a otto, un campo di calcio a cinque, entrambi in erbetta sintetica, nonché un campo in sabbia polifunzionale, oltre alla sistemazione dell’area antistante quella destinata allo sport per attività ludiche, così come previsto dalla convenzione sopracitata. Convenzione che che all’art. 1 recita: “L’impianto potrà essere utilizzato parzialmente anche per altre attività, compatibili con l’uso dell’impianto sportivo. In questo caso il concessionario dovrà ottenere preventivamente il nullaosta dall’Amministrazione comunale, attraverso gli uffici competenti”.
Tale progetto, quindi-, continua la Ruberto-, già nel 2017 ebbe esito favorevole dall’U.T.C. e, di seguito, previa autorizzazione del CONI, l’approvazione della Giunta Comunale dell’epoca.
Pur non competendomi, perché estranea al richiamato intervento, le considerazioni in merito alle ragioni che condussero i responsabili dell’epoca a simili modifiche, ritengo fossero state originate dalla intervenuta evoluzione delle pratiche sportive, sempre più caratterizzata dalla diffusione di competizioni amatoriali su terreni di gioco di ridimensionata estensione rispetto a quella tradizionale, e, nel contempo, al fine di rendere polifunzionale un’area non più rispondente alle esigenze della collettività. Ed è proprio in quest’ottica che la concessionaria ha deciso di trasformare una limitata area, già destinata ad allocare uno dei campi di calcio a otto, in 4 campi di “padel” (sport affiliato CONI), presentando un progetto di variante, a mia firma, e tanto, per il semplice motivo che mio padre, firmatario dell’originario progetto, era ed è impossibilitato a sottoscrivere la variante, in quanto attualmente all’estero!”.





Sul polverone alzatosi, poi, la Ruberto non usa mezzi termini definendolo “frutto di becera strumentalizzazione, che non ha nulla da condividere con la Politica! È stato sufficiente”, incalza, “apporre sulla variante la mia firma, nella qualità, affinché si svegliassero “coscienze” dal nostalgico passato de “La leva calcistica della classe ‘68”, ovvero per paventare chissà quali corsie preferenziali nell’approvazione del progetto. Ma mi chiedo: dov’erano questi nostalgici e/o dietrologi quando il progetto ebbe l’irreversibile imprinting definitivo nell’ormai lontano 2017?
Ogni ulteriore commento risulterebbe superfluo, se non offensivo dell’altrui intelligenza”, punge l’assessora, “come pure, del tutto gratuiti e non meno biasimevoli, risultano gli accostamenti della vicenda amministrativa di che trattasi con il periodo emergenziale che da oltre un anno attanaglia l’intero globo terrestre”.




“Vizio di competenza, non conflitto d’interesse”





“In ogni caso, l’intervenuta determinazione, in autotutela, di annullamento della originaria approvazione del 05.03.2021, ha come motivazione il vizio di competenza, e non già il fatto che a firmare la variante è stata l’Arch. Serena Ruberto, la cui delega assessorile assegnatami dal Sindaco, “Ambiente e Salute Pubblica, Decoro urbano e Piano del verde, Valorizzazione del
patrimonio culturale, Rigenerazione urbana”, non risulta affatto incompatibile con l’esercizio della professione sul territorio comunale.
Da più parti leggo il richiamo all’art. 78 del TUEL. È opportuno, anzitutto, precisare”, prosegue l’architetto Ruberto, “che il TUEL non prevede alcuna disposizione sull’incompatibilità, in astratto, tra la carica di assessore e l’esercizio di una libera professione nello stesso territorio del Comune amministrato.
Il richiamato art. 78, terzo comma, del TUEL prevede il dovere di astensione dall’esercizio di attività libero professionale in materia di edilizia privata e pubblica per i soli assessori comunali competenti
in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici. La carica assessorile inerente il decoro urbano non può essere annoverata tra quelle previste nel più volte richiamato terzo comma dell’art. 78 del TUEL”.





Le polemiche dei giorni scorsi





Gli attivisti: “Dimissioni subito”





Il primo fendente dall’opposizione era arrivato dal Meet-up Attivisti di Tricase che chiedeva le dimissioni immediate della Ruberto. “Noncurante delle norme sul conflitto d’interessi, sull’incompatibilità e sulla deontologia che riguardano la sua carica, continua a curare con dovizia d’impegno le proprie pratiche professionali in carico all’Ufficio Tecnico, tanto da ottenere in soli 4 giorni l’approvazione di una variante di progetto che riguarda un bene del patrimonio comunale inalienabile, il campo sportivo di Depressa, ossia una vera e propria opera pubblica”, scrivevano gli attivisti. L’attacco, diretto e pesante, faceva riferimento al fatto che sul progetto presentato dall’Ssd comparisse, appunto, la firma dell’assessora. Sostenendo che la decisione avrebbe dovuto “necessariamente ripassare dal vaglio degli organi politici e forse anche da una nuova gara”, dal Meet-up veniva sbandierato il conflitto d’interesse e si chiedevano le dimissioni non solo alla Ruberto ma anche al sindaco De Donno, per quello che veniva definito “un atto spregiudicatezza, uno schiaffo ai cittadini sprovvisti di santi in paradiso, ai colleghi professionisti tecnici dell’Assessora e alla comunità tutta”.





“Tricase, che fare?” rincarava la dose





Dopo un intervento del sindaco Antonio De Donno a difesa dell’operato della Ruberto, il gruppo consiliare “Tricase, che fare?” rincarava la dose. La presidente Sonia Sabato definiva “inconcepibile e tragicomica” la vicenda. Puntava il dito contro quello che definiva un “goffo tentativo di correre ai ripari” da parte del primo cittadino e sosteneva che “la revoca della determina in autotutela, se da un lato mira a preservare l’Ente comunale, dall’altro diventa prova provata di un abuso delle funzioni assessorili o, stando alle parole del sindaco, di manifesta incompatibilità. Pertanto non resta che attendere le opportune dimissioni che, bontà sua, qualcuno avrebbe già dovuto rassegnare”.





Reazione social: “Persa altra opportunità?”





Attoniti, i tricasini hanno assistito all’ennesima bagarre politica consumatasi sui social. Lo stomaco della cittadinanza ha reagito all’unisono. Ok legalità, chiarezza e trasparenza burocratica. Ma quella del padel è apparsa ai più come una piacevole sorpresa ed una scelta lungimirante. Viene descritta da molti come una opportunità di crescita ed una occasione per ampliare l’offerta sportiva, alquanto limitata sul territorio del Capo di Leuca (non pochi da Tricase e dintorni si recano nel Leccese per praticare questo sport). Lasciarsela sfuggire, col rischio di cadere in un altro lungo periodo di impasse che consegnerebbe il campo di Depressa nuovamente alle erbacce, è il peggiore degli scenari che in tanti già prefigurano. L’auspicio corso sui social, quindi, è quello di una rapida soluzione alla questione.


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Cronaca

Tricase prepara seconda tornata di vaccinazioni: esclusa ipotesi giovedì 15

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Non sarà domani ma sabato la prossima giornata di vaccinazioni a Tricase.





In attesa di conferma ufficiale, la data selezionata sarebbe quindi quella del 17 aprile. Se ne parlerà oggi stesso. Di certo c’è il fatto che l’idea iniziale, quella di fissare un appuntamento per giovedì 15, è stata accantonata.




Amministrazione ed Asl sono al lavoro per stabilire con esattezza la fascia d’età interessata. Con tutta probabilità saranno disponibili 500 dosi Astrazeneca per gli over 75.





Leggi qui il riepilogo della prima giornata di vaccinazioni nell’ex consorzio Acait.


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