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Casa di appuntamento ad Alezio: denunciato colombiano

Nel tardo pomeriggio di ieri, ad Alezio, i Carabinieri dello locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un 30enne colombiano, residente a Roma, per favoreggiamento

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Nel tardo pomeriggio di ieri, ad Alezio, i Carabinieri dello locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un 30enne colombiano, residente a Roma, per favoreggiamento alla prostituzione. L’operazione era iniziata giorni addietro, a seguito di un via vai eccessivo, ad ogni ora del giorno e della notte, di cittadini di ogni età, nei pressi di un appartamento di campagna del Comune di Alezio. Nel tardo pomeriggio di ieri, l’irruzione. A seguito di quest’ultima, all’interno dell’abitazione i militari operanti accertavano la presenza di una ragazza colombiana, intenta a prostituirsi con un cittadino brindisino, e un ragazzo colombiano, transessuale. A seguito della perquisizione domiciliare, i Carabinieri rinvenivano, oltre a vario materiale utile per la prostituzione, anche della sostanza stupefacente: all’interno di un cassetto del comodino di una stanza da letto, un involucro in cellophane contenente gr. 0,7 di marijuana, occultati in un cestino e in un porta frutta, rispettivamente  ulteriori gr 1.2 e 1,9 di marijuana. Dietro ad una stufa a gas presente nell’appartamento e dentro ad una scatola di riso i Carabinieri recuperavano e sottoponevano a sequestro, inoltre, la somma contante di € 2.120,00, denaro ritenuto provento dell’illecita attività di prostituzione. Ai cittadini stranieri veniva proposto foglio di via obbligatorio. Sostanza stupefacente, denaro e materiale utile per la prostituzione veniva sottoposto a sequestro. Indagini in corso allo scopo di verificare se, oltre alla prostituzione, si agevolasse anche l’utilizzo di sostanza stupefacente.

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Palpeggiava figliastra minorenne: condannato 34enne

Accusato di aver molestato la figliastra di 11 anni, arriva il secondo verdetto
Arriva la condanna a un anno e 8 mesi nel processo d’appello per il 34enne di Alezio accusato di aver palpeggiato la figliastra

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Arriva la condanna a un anno e otto mesi di reclusione dalla Corte d’appello di Lecce per il 34enne di Alezio accusato di violenza sessuale ai danni della figliastra che all’epoca (dicembre 2017) aveva undici anni.

Sentenza alleggerita dunque di due anni e due mesi rispetto a quella dei giudici di primo grado, i quali avevano considerato il fatto di lieve entità, respingendo la richiesta di cinque anni avanzata dalla pubblica accusa.

L’inchiesta era partita dalla denuncia della madre della minorenne, allertata telefonicamente dalla figlia a causa di palpeggiamenti da parte del patrigno, il quale non era riuscito a spingersi oltre perché questa riuscì a divincolarsi e ad allertare per telefono la madre.

Durante l’interrogatorio, l’uomo, assistito dagli avvocati Rocco Vincenti e Lanfranco Leo, respinse le accuse, sostenendo che il fatto non sussiste e che il presunto tentativo di palpeggiamento non sarebbe mai avvenuto. Ed è questa la tesi sostenuta anche in sede processuale.

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Denunciato perchè non ha sottoposto i dipendenti a sorveglianza sanitaria

Controlli dei carabinieri nel gallipolino: contestate ammende per 4.900 euro, scoperti 4 lavoratori irregolari e pizzicato titolare di una ditta non iscritto alla camerra del commercio che ha fatto anche domanda per il reddito di cittadinanza!

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Dopo la riapertura parziale delle attività produttive proseguono i controlli dei carabinieri per verificare se sono state attuate le misure di contenimento del contagio previste.

I carabinieri della Compagnia di Gallipoli insieme a personale del Nucleo Carabinieri Tutela Lavoro, hanno effettuato le ispezioni tra Gallipoli ed Alezio.

Un uomo di 45 anni, socio amministratore di una società è stato denunciato perché non ha sottoposto i lavoratori dipendenti a sorveglianza sanitaria.

Nel corso dei controlli su attività produttive, industriali e commerciali sono state controllate tre aziende, individuati 16 lavoratori (di cui 4 irregolari) e contestate ammende per un importo totale di 4.900 euro.

Scoperto anche il titolare di una ditta individuale non iscritto alla camera commercio e che, il 21 aprile scorso, aveva presentato istanza Inps per percepire il reddito cittadinanza.

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Cocaina, marijuana ed hashish: tre arresti in provincia

Tre distinte operazioni dei carabinieri tra Lecce, Leverano e Alezio

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Il lockdown vale per (quasi) tutti ma non evidentemente per chi gravita nel mondo della droga e vorrebbe continuare a fare soldi facili con lo spaccio.

I carabinieri hanno fermato tre persone in provincia beccate a smerciare a droga.

A Leverano tratto in arresto in flagranza di reato Antonio Casaluce, 37 anni, trovato in possesso di 1.820,00 euro, di cui non era in grado di dare una giustificazione. Nella successiva perquisizione presso la sua abitazione rinvenuti: 70,4 grammi di marijuana; 26,25 grammi di cocaina; 27 grammi di sostanza da taglio, due bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento. Rivenuti anche altri 2.295 euro in contanti.

Casaluce è stato posto ai domiciliari a disposizione delle autorità giudiziarie.

A Lecce, arrestato in flagranza Mirando Roshaj, 31enne di nazionalità albanese ma residente nel capoluogo salentino, trovato in possesso di 24 grammi di cocaina, 39 grammi di hashish, una sigaretta confezionata artigianalmente contenente marijuana e materiale per il confezionamento, tutto posto sotto sequestro. Anche Roshaj è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso propria abitazione in attesa di citazione diretta a giudizio.

Infine ad Alezio fermato il ventenne F.G.: a seguito perquisizione personale e domiciliare i carabinieri hanno rinvenuto 300 grammi di marijuana, un bilancino precisione e 400 euro in contanti. Anche in questo caso l’arrestato è stato accompagnato presso la presso propria abitazione agli arresti domiciliari.

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