Attualità
Comunali, la diretta: i risultati dello spoglio da tutti i Comuni
Presicce: vince Monsellato. I risultati definitivi di Surano
Ore 20,28. Definitivi anche i risultati dei due Comuni rimasti: Presicce e Surano. A Presicce vince Riccardo Salvatore Monsellato (Amiamo Presicce, 1.377 voti, 37,07%). A seguire: Anacleto Tamborrini (Realtà da vivere, 880 voti, 23,69%); Andrea Orlando (Scegli Presicce, 768 voti, 23,69%); Martino De Giorgi (Per Presicce, 689 voti, 18,55%).
A Surano, come già anticipato, ha vinto Carlo Giuseppe Galati (Surano Futura) con 656 preferenze (52,81%). Per Angela Giovanna Sacchi (Progetto Surano) 586 voti (47,18%).
Ore 20,19 . I dati definitivi di Corsano. Come anticipato il centrodestra lascia il Municipio a Biagio Martella a capo di “Noi per Corsano”, civica dell’area del PD. Martella ha ottenuto 1.808 voti pari al 48,47%. Per Biagio Cazzato (Impegno Comune), sindaco uscente, 1.525 voti (48,47). Alla maggioranza andranno 8 seggi in Conisglio comunale, gli altri 4 saranno tutti appannaggio del centrodestra perché né Corrado Russo con il Movimento 5 Stelle (377 voti e 10,10%) né Luigi Russo con Alternativa Proletaria (20 voti, 0,53%) hanno ottenuto la possibilità di esprimere un Consigliere comunale.
Ore 20. A Surano vince Carlo Giuseppe Galati. Non sono ancora stati diffusi i dati definitivi ma è ufficiale la vittoria di Galati (Surano Futura) su Angela Giovanna Sacchi (Progetto Surano).
19,48. Sanarica: Vittorio Aprile (Tutti per Sanarica) è il nuovo sindaco ha ottenuto 539 voti pari al 50,46% delle preferenze. Appena 10 voti in più di Salvatore Rametta (Uniamo Sanarica): 529 preferenze e 49,53%
19,48. I dati definitivi di Botrugno. Come anticipato, Pasquale Barone (Uniti per Botrugno) si è aggiudicata la sfida con Simona Schiattino (Apertamente) ed è il nuovo Sindaco. Il candidato del gruppo uscente, facente capo all’assessore provinciale Silvano Macculi ha ottenuto 1.038 voti (50,63%) contro i 1.012 (49,36%) della sua rivale.
19,45. Pasquale Barone (Uniti per Botrugno) si è aggiudicata la sfida con Simona Schiattino (Apertamente) ed è il nuovo sindaco di Botrugno. Non si conoscono ancora i dati definitivi ma è confermata la vittoria del candidato del gruppo uscente, facente capo all’assessore provinciale Silvano Macculi.
19,40. Luciano Aprile si aggiudica le amministrative a Martignano. Il candidato di Insieme per Crescere ha ottenuto 750 preferenze (59,47%) contro le 511 (40,52%) di Luigi Giannuzzi, candidato sindaco di Uniti per cambiare.
19,32. Massimo Stamerra vince a Tuglie. Il candidato di Insieme per Tuglie ha ottenuto 1.851 preferenze (52,12%) contro le 1.700 (47,87%) di Antonio Vincenti, candidato sindaco di Bene Comune
19,29. Graziano Vantaggiato è il nuovo sindaco di Soleto: il candidato di Per Soleto vince con 1.587 voti (41,75%). 1.160 preferenze (30,51%) per Maurizio Luchena (Soleto è di tutti); Maria Teresa Cagnazzo (Il paese che vogliamo) ha ottenuto 787 voti (20,70%); Serena Fiorentino (Movimento 5 Stelle) 267 (7,02%)
19,17. A Cursi vince Antonio Melcore (Insieme per Cursi) con 1.534 voti (54,01%). 1.306 preferenze (45,98%) per Luigi Chilla (Uniti per la rinascita).
19,08. Avevamo detto di un rush finale all’ultimo voto ad Andrano. Allo sprint ha trionfato Mario Accoto (Bene Comune) che al secondo tentativo è riuscito a riportare il centrosinistra al governo della città. Accoto ha beneficiato di 1.406 voti pari al 41,78% delle preferenze. Per Mimmo Balestra (Impegno Comune) onorevole piazza d’onore con 1.192 voti (35,42%). Delusione tra il gruppo uscente: appena 505 voti (315%) per Fabio Accogli ex vicesindaco. 262 voti. Infine, per Cesira Guida (Andrano Castiglione rinascono).
Ore 19,02. A Miggiano conferma per il sindaco uscente Giovanni Damiano (Uniti per Miggiano) con 1.496 voti e il 59,43% delle preferenze; per Maurizio Cafiero (Miggiano Cambia) 1.021 voti e 42,54%.
19,13. A Tiggiano, conferma per Antonio Ippazio Morciano (Democrazia per Tiggiano) con 1.169 voti (57,41%). 867 preferenze (42,58%) per Massimiliano Nuccio (Unione per Tiggiano)
Ore 19. Antonio Donno (Uniti X Muro) è il nuovo sindaco di Muro Leccese con 1.256 voti e il 35,81%. 947 preferenze (27%) per Bruno Tunno (Vivere Muro); per Xenia Maggiulli (Muro Liber@città) 910 voti e il 25,94%; per Sergio Pedio (Progetto Città) con 394 voti e il 11,23%
Ore 18,50. A Supersano tracollo del sindaco uscente Roberto De Vitis, addirittura ultimo tra i candidati. Il nuovo sindaco è Bruno Corrado (Obiettivo Supersano) con 1.110 voti (39,57%); per Lucia Brocca (Fuori dal Comune) 940 preferenza (33,51%) e per De Vitis appena 755 26,91%)
A Specchia vince Rocco Pagliara (Una specchia di Tutti) con 1.450 voti (43,16%); Carolina Giorno (Specchia Futura ha raccolto per ora 1.179 preferenze (35,09%); Vincenzo Scarcia (Progetto Specchia) 588 (17,50%) e Gianluca Rizzo (Belloveramente) 142 (4,22%)
Giuggianello conferma il sindaco uscente Giuseppe Pesino (Giuggianello in Comune) con 573 voti (61,81%); Il suo rivale Giuseppe Gennaccari (Viviamo Giuggianello) si è fermato a 354 voti (38,18%).
Ore 18,37. Dati non ancora ufficiali ma a Corsano fa già festa Biagio Martella (Noi per Corsano) che a sorpresa ha riportato il centrosinistra al governo della città spodestando Biagio Cazzato sindaco uscente e candidato del centrodestra. Staccati Corrado Russo (Movimento 5 Stelle) che comunque dovrebbe riuscire a conquistare un seggio in Consiglio comunale e Luigi Russo (Alternativa Proletaria)
Ore 18,25. Palmariggi elegge Franco Zezza (Lavoro, partecipazione, famiglia) con 598 voti (51,73%); per il sindaco uscente Anna Elisa Stifani 40 voti in meno.
Con 4 schede scrutinate su 5, ad Andrano si conferma in testa Mimmo Balestra (Impegno Comune) con 952 voti (38,54%). Appena un voto in meno per Mario Accoto (Bene Comune), 951 voti, 38,50%. Staccati gli altri: Fabio Accogli (Si Cambia) 313 voti e 12,67%; Cesira Guida (Andrano e Castiglione rinascono) 254 voti e 10,28%.
Ore 18,15. Antonio Chiga (Bene Comune) è il nuovo sindaco di Zollino con voti 816, il 54,36% delle preferenze; Carlo Catalano (Nuove idee in Comune) ha raccolto 685 voti, pari al 45,63%.
A Tiggiano, quando le sezioni scrutinate sono due su tre, sembra aver preso il largo il sindaco uscente Antonio Ippazio Morciano (Democrazia per Tiggiano) con 742 voti (57,43%). 550 preferenze (42,56%) per Massimiliano Nuccio (Unione per Tiggiano)
Rush finale a Botrugno dopo lo scrutinio della seconda sezione (su 3): per ora, a sorpresa, in vantaggio Simona Schiattino (Apertamente) con 678 voti (51,01); 651 preferenze (48.98%) per Pasquale Barone (Uniti per Botrugno)
Ore 18. Bagnolo conferma Sonia Mariano (Impegno per Bagnolo) con 768 voti (55,39%). 621 preferenze (44,70%) per Gaetano Giovanni Leone (La Bagnolo Migliore)
A Specchia, quando le sezioni scrutinate sono 4 su 5, è in vantaggio Rocco Pagliara (Una Specchia di Tutti) con 1.206 voti (45,28%); Carolina Giorno (Specchia Futura ha raccolto per ora 896 preferenze (33,64%); Vincenzo Scarcia (Progetto Specchia) 447 (16,78%) e Gianluca Rizzo (Belloveramente) 114 (4,28%)
Ore 17,45. Paolo Fiorillo (Progetto democratico) è il nuovo sindaco di Carpignano con 1.297 voti e 50,31%. Mario Bruno Caputo (Libertà & Democrazia) ha invece raccolto 1.291 e il 49,68%.
Risultato definitivo a Minervino di Lecce. Vince Fausto De Giuseppe (La Svolta) 982 voti e 36,86%. Giuseppe Foscarini (Andiamo oltre) sconfitto di 43 voti, ha ricevuto 939 preferenze e il 35,24%; Angelo Guglielmo a capo della lista La Locomotiva 479 voti (17,98%); Giorgio Bandello (Le Messi) 264 voti e 9,90%;.
A Muro Leccese in vantaggio Antonio Donno (Uniti X Muro) con 466 voti e il 36,01%. Seguono: Bruno Tunno (Vivere Muro) con 335 voti e il 25,88%; Xenia Maggiulli (Muro Liber@città) 315 voti e il 24,34% e Sergio Pedio (Progetto Città) con 178 voti e il 13,75%
Ore 17,30. Arrivano i primi dati definitivi. Ad Acquarica del Capo trionfo del sindaco uscente Francesco Ferraro a capo della Lista Cittadini protagonisti con 2.275 voti (71,51%); per Bruno Ricchiuto è fermo a 906 voti (28,48%). A Miggiano quasi fatta (2 seggi su tre) per il sindaco uscente Giovanni Damiano (Uniti per Miggiano, 989 voi e 60,04%) su Maurizio Cafiero (Miggiano Cambia 331, 42,54).
Risultato dello scrutinio del primo seggio (su 4) ad Andrano con Domenico Balestra (Impegno Comune) in vantaggio con 195 voti (40,88%). A seguire: Mario Accoto (Bene Comune), 177 voti, 37,10%; Fabio Accogli (Si Cambia) 55 voti e 11,53%; Cesira Guida (Andrano e Castiglione rinascono) 50 voti e 10,48%.
Ore 17,15. Primi risultati anche da Miggiano dove dopo lo scrutinio completato del 1° seggio elettorale (su 3) sembra già aver preso il largo il sindaco uscente Giovanni Damiano (Uniti per Miggiano, 447 voti e 57,45%) su Maurizio Cafiero (Miggiano Cambia 331, 42,54).
Anche a Presicce un solo seggio elettorale scrutinato (su 7). In vantaggio per ora Riccardo Salvatore Monsellato (Amiamo Presicce, 151 voti, 32,19%). A seguire: Andrea Orlando (Scegli Presicce, 140 voti, 29,75%); Salvatore Monsellato (Amiamo Presicce, 151 voti, 32,19%); Martino De Giorgi (Per Presicce, 91 voti, 19,40%); Anacleto Tamborrini (Realtà da vivere, 87 voti, 18,55%).
Già brinda ad Acquarica del Capo (3 seggi su 4) il sindaco uscente Francesco Ferraro a capo della Lista Cittadini protagonisti con 1802 voti (71,36%); il suo avversario Bruno Ricchiuto è fermo a 723 voti (28,63%)
Ore 17. Spoglio iniziato alle 14 per le elezioni comunali. I primissimi risultati arrivano da Acquarica del Capo e Minervino di Lecce. In entrambi i casi una sola sezione scrutinata ma risultati che già danno una chiara indicazione.
Ad Acquarica del Capo in vantaggio il sindaco uscente Francesco Ferraro a capo della Lista Cittadini protagonisti con 852 voti (69,09%); il suo avversario Bruno Ricchiuto è fermo a 381 voti (30,90%)
A Minervino di Lecce con due seggi elettorali scrutinati su 4, è in vantaggio Angelo Guglielmo (La Locomotiva) 370 voti e 36,52%; Giuseppe Foscarini a capo della lista Andiamo Oltre (lo stesso gruppo dell’ex sindaco Ettore Caroppo) 297 voti (29,31%); Fausto De Giuseppe (La Svolta) 283 voti e 27,93%; Giorgio Bandello (Le Messi) 63 voti e 6,21%;.
Attualità
La verità sotto attacco
Stampa sotto pressione: prepotenze politiche, querele temerarie, fake news e social network stanno restringendo lo spazio della libertà di stampa in Italia. Un clima ostile che indebolisce il giornalismo, confonde i cittadini e mina la fiducia democratica
di Giuseppe Cerfeda
La libertà di stampa è davvero in pericolo in Italia?
Non è una domanda astratta.
Riguarda la qualità della nostra democrazia, la salute del dibattito pubblico, il diritto di ciascuno a essere informato.
Le prepotenze politiche sono una prima crepa.
Attacchi diretti ai giornalisti, delegittimazione sistematica, tentativi di trasformare il controllo dell’informazione in propaganda.
Non serve sempre la censura esplicita: basta creare un clima ostile, in cui fare domande diventa un atto di coraggio.
Poi ci sono le querele temerarie: denunce costose, spesso infondate, usate come strumento di intimidazione.
Anche quando finiscono nel nulla, producono un effetto chiaro: spaventano, fanno tacere, inducono all’autocensura.
Chi non ha grandi mezzi economici ci pensa due volte prima di pubblicare una verità scomoda.
E infine il rumore assordante delle fake news e dei social. Un flusso continuo di informazioni non verificate, emotive, polarizzanti.
In questo caos, il lavoro serio del giornalismo rischia di essere sommerso, confuso con l’opinione, screditato come “una versione tra le tante”.
Le conseguenze sono pesanti.
Un’informazione più debole, cittadini più disorientati, una fiducia che si sgretola.
Senza una stampa libera e credibile, cresce la paura, cresce la rabbia, cresce la distanza tra chi governa e chi è governato. Cresce l’astensionismo quando ci sono le elezioni.
Servono regole chiare contro le querele abusive.
Serve protezione per chi racconta i fatti.
Serve investire nel giornalismo indipendente e nella formazione.
E serve, soprattutto, l’impegno di scegliere fonti affidabili, premiare la qualità, non condividere tutto, subito, senza pensare.
Perché la libertà di stampa non è una bandiera da sventolare solo quando conviene.
È un bene fragile.
E quando smette di essere difesa, a perdere la voce… siamo tutti.
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Alessano
Fondazione De Francesco: premiati 19 ragazzi
Grande successo per la seconda edizione della cerimonia di consegna per le Attestazioni di Merito – Pietro De Francesco. L’evento è stato organizzato per onorare la memoria del fondatore del gruppo DFV, e presieduta dai figli Tina, Franco e Luciano. Da quest’anno l’ente fa anche parte di AssiFero – Associazione Italiana Fondazioni ed Enti Filantropici
Durante la serata, i 19 studenti premiati hanno ricevuto l’Attestazione di Merito Pietro De Francesco del valore di tremila euro.
I PREMIATI
I ragazzi provengono da sei istituti del sud Salento: IISS “Don Tonino Bello” di Tricase e Alessano, IISS “G. Salvemini” di Alessano, Liceo “G. Stampacchia” e Liceo “G. Comi” di Tricase, Liceo “Leonardo da Vinci” e IISS “Cezzi – De Castro – Moro” di Maglie.
I riconoscimenti sono stati assegnati a: Alessandra Buccarello (Castrignano del Capo), Benedetta D’Amico (Tricase), Emma Baglivo (Lucugnano), Laura Zocco (Tricase), Alessandro Borlizzi (Corsano), Grace Martella (Tiggiano), Manuel Ponzo (Presicce-Acquarica), Alessandro Stefanelli (Alessano), Diego Ponzetta (Barbarano del Capo), Sofia Tornese (Morciano di Leuca), Francesco Gavino Merola (Ortelle), Luca Alfarano (Presicce-Acquarica), Maria Pizzolante (Tricase), Alessandro De Iaco (San Cassiano), Amela Hoxha (Soleto), Aurora Omini (Castrignano dei Greci), Antonio Rini, Nicole Di Santo (Diso) e Letizia De Cagna (Scorrano).
Ogni studente ha ricevuto il riconoscimento in presenza dei dirigenti e dei docenti dell’istituto di provenienza.
«FIDUCIA AI GIOVANI, INVESTIRE NEL LORO FUTURO»
«La Fondazione è nata per contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio attraverso azioni concrete nei settori dell’istruzione e dell’imprenditoria», ha dichiarato Tina De Francesco, presidente della Fondazione, «premiare il merito ha significato dare fiducia ai giovani e investire nel loro futuro».
I fondatori sottolineano come il legame con la comunità sia profondo e condiviso anche dai ragazzi premiati.
Dai colloqui conoscitivi è emerso come lo studio, il miglioramento personale, i viaggi e le relazioni siano elementi fondamentali di crescita: ogni esperienza insegna qualcosa e può trasformare anche sogni che sembrano irraggiungibili in obiettivi realizzabili.
L’ospite di quest’anno è stato Oscar Di Montigny, presidente della Grateful Foundation e Managing Partner di Grateful Sphere.
Ha moderato l’incontro la giornalista Barbara Politi.
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Unione dei Comuni Terre di Leuca e di Unitelma – Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (sede di Alessano).
Alla realizzazione hanno contribuito DFV Group, FDS Italy, EMMEGIEMME Shoes, LW Gas e Luce, AGB, Master, Ensinger, Technoform e Vito Martella Impianti Industriali.
Il coordinamento dell’iniziativa e la comunicazione sono stati gestiti da Mariangela Martella, Segretario Generale della Fondazione, Tamara Dongiovanni consulente marketing e Luana Prontera giornalista e specialista della comunicazione.
La presidente Tina De Francesco ha preannunciato ai ragazzi il loro futuro coinvolgimento nelle attività della Fondazione.
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- Luciano, Tina e Franco De Francesco
- Oscar Di Montigny durante la serata
- Pubblico in sala all’Auditorium Benedetto XVI
Alezio
Disagio socioeconomico, Salento che fatica!
Ecco chi sta messo peggio: Salve, Presicce-Acquarica, Cannole, Alezio, Ruffano, Giurdignano, Castro, Uggiano, Sanarica, Racale e Melendugno i Comuni più fragili finiti in fascia alta di disagio. L’indice definisce i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali per riqualificare le scuole, costruire o potenziare infrastrutture formative, sostenere comunità e territori fragili
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La mappa del disagio socioeconomico in Puglia racconta come nel 2025 la provincia di Lecce sia attraversata da forti squilibri interni, con diversi Comuni collocati nelle fasce più alte di fragilità.
A certificarlo è l’Indice comunale di disagio socioeconomico per l’istruzione e la formazione, elaborato dall’Osservatorio Regionale dei Sistemi di Istruzione e Formazione (ORSIF) e dall’ARTI Puglia, strumento chiave per la programmazione dei fondi europei FESR-FSE+ 2021-2027.
I COMUNI PIÙ COLPITI
Secondo l’ultima classificazione, 16 comuni della provincia di Lecce (vedi tabella con indice di disagio) rientrano nella fascia di Alto disagio, ovvero quella che segnala le condizioni socioeconomiche più critiche in relazione ai servizi educativi e formativi.
Si tratta di realtà molto diverse tra loro: centri dell’area urbana leccese, comuni costieri a forte stagionalità turistica e piccoli paesi dell’entroterra.
Un dato che conferma come il disagio non sia legato solo alla marginalità geografica, ma a una combinazione di fattori strutturali.
COSA MISURA L’INDICE
L’indice non fotografa un singolo problema, ma sintetizza più indicatori: andamento demografico, livelli di reddito, occupazione, spesa sociale e capacità dei territori di sostenere servizi educativi e formativi.
Il metodo statistico utilizzato (Mazziotta-Pareto Index) penalizza gli squilibri: anche una sola criticità grave può far salire il livello complessivo di disagio.
PERCHÉ È UN DATO DECISIVO
La collocazione in fascia alta non è solo una classificazione statistica.
Da questo indice dipende, infatti, la priorità di accesso ai finanziamenti regionali per: edilizia scolastica, infrastrutture per l’istruzione, poli per la formazione e l’educazione.
In altre parole, i Comuni con maggiore disagio sono anche quelli che avranno più possibilità di intercettare risorse per colmare divari storici nei servizi educativi.
Dai dati ufficiali del Rapporto sull’Indice comunale di disagio socioeconomico 2025 (ORSIF/ARTI), possiamo identificare i comuni della provincia di Lecce che si collocano nella fascia “medio-alta” dell’indice, ossia con valori dell’indicatore più elevati rispetto alla media regionale ma non così estremi da rientrare nella fascia “Alta”, quindi non ancora ai limiti più elevati del disagio.
Più vicini alla parte rossa della classifica sono: Galatone (poco meno di 5 punti sotto la fascia alta) e, a seguire: Tricase (-6,3), Gallipoli (-6,6), Montesano Salentino (-7,8) e Nociglia (-7,9).
UN SALENTO A DUE VELOCITÀ
Accanto ai comuni in fascia “Alto”, la provincia di Lecce presenta anche numerosi centri in fascia media o medio-bassa, segno di un territorio non omogeneo, dove le opportunità educative e socioeconomiche cambiano sensibilmente nel raggio di pochi chilometri.
La sfida per la Regione, come evidenziato dai tecnici ARTI-ORSIF, è trasformare questo indice da strumento diagnostico a leva di riequilibrio reale, affinché investimenti su scuole e formazione diventino un motore di sviluppo locale e non solo una misura compensativa.
Tralasciato il limbo della fascia che comprende tutti i centri a medio basso rischio, notiamo come i Comuni messi meglio e lontani dal declassamento siano, in ordine, Poggiardo, Soleto, Corigliano d’Otranto, Matino, Galatina, Spongano, Supersano, Parabita, Scorrano, Corsano, Cutrofiano, Campi Salentina, Calimera, Sogliano Cavour, Zollino, Collepasso, Tuglie, Taurisano, Martano e Giuggianello.
COME SI COSTRUISCE L’INDICE
L’indice è un indicatore composito, cioè, derivato da più variabili statistiche rilevanti per misurare “disagio” in senso ampio.
Componenti principali: decremento demografico; spesa sociale nei territori; reddito medio e livelli di occupazione.
Questi dati sono principalmente tratti da fonti ISTAT e altri archivi statistici ufficiali.
Metodologia statistica: si utilizza il metodo Mazziotta-Pareto Index (MPI), che combina gli indicatori senza compensare un valore alto con uno basso e mantiene la comparabilità spaziale tra territori.
Per ogni Comune viene calcolato un punteggio complessivo di disagio che tiene conto non solo del valore medio degli indicatori, ma anche del loro squilibrio tra loro.
TARGETING DEGLI INVESTIMENTI
L’indice serve a definire i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali, soprattutto per: riqualificazione delle scuole; costruzione o potenziamento di infrastrutture formative; sostegno alle comunità e territori più fragili.
In particolare, le aree con indice di disagio più alto hanno priorità nell’accesso ai finanziamenti della programmazione FESR-FSE+.
POLITICHE REGIONALI
L’indice è uno dei criteri tecnici ufficiali utilizzati dalla Regione Puglia per: monitorare le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’istruzione e formazione; supportare piani di intervento su scuole e strutture educative; valutare l’efficacia delle misure di coesione sociale legate all’istruzione.
CONTESTO SOCIOECONOMICO
Per comprendere meglio il quadro in cui si inserisce l’indice: la Puglia registra, come altre regioni meridionali, livelli significativi di disagio socioeconomico, con tassi più alti di rischio di povertà/esclusione sociale rispetto alla media nazionale oltre il 37 % nel 2024).
Occorre poi tenere conto che ci sono persistenti disparità nell’accesso all’istruzione e nella formazione, che l’indice contribuisce a rendere quantificabili a livello locale.
*Fonti: Osservatorio regionale dei sistemi di istruzione e formazione in Puglia
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