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Copertino

L’Associazione Sara fa gli auguri con “I tre moschettieri del Re”

L’associazione Sara Famiglie Bambini Cardiopatici onlus di Copertino presenta il nuovo, simpatico calendario in un contesto del tutto eccezionale, una giornata

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L’associazione Sara Famiglie Bambini Cardiopatici onlus di Copertino presenta il nuovo, simpatico calendario in un contesto del tutto eccezionale, una giornata formativa sulle cardiopatie congenite. L’associazione “Sara” nasce a Copertino sei anni fa, formata da un gruppo di amici con in comune lo spirito di solidarietà verso chi soffre, in particolare verso le famiglie e i bambini che hanno problemi di cardiopatie congenite ed acquisite. Per molto tempo l’impegno maggiore dell’associazione è andato verso la riapertura del reparto di cardiochirurgia pediatrica presso l’ospedale Giovanni XXIII di Bari, Centro regionale di riferimento per la diagnosi e la cura delle cardiopatie congenite. Ed è proprio di qualche tempo fa la notizia della riapertura a pieno regime del reparto.


Nel frattempo, tutto il comparto della sanità pugliese ha anche organizzato un percorso formativo itinerante, rivolto ai medici di base, che fa tappa il 16 dicembre a Lecce. Ed è proprio in occasione del corso di cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite “Dal feto all’adulto con cardiopatia congenita” che si svolgerà presso la Sala Congressi dell’ospedale oncologico a Lecce, che l’associazione Sara presenterà il nuovo e coloratissimo calendario 2011. Con un tema certamente simpatico ma anche significativo.

“Per noi”, sottolinea Massimo Severino, presidente dell’associazione Sara, “è un’occasione davvero molto importante, anche per dimostrare la nostra stima e l’apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessorato regionale alla salute e dalla direzione del reparto dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari. I tre moschettieri del re proprio questo stanno a significare: ‘tutti per uno, uno per tutti’. Solo con la solidarietà e l’impegno si conquistano gli obiettivi più importanti. Ora – conclude soddisfatto Severino – possiamo dire che le nostre battaglie e gli sforzi profusi in questi anni non sono stati affatto vani: davvero un bel modo per fare il Natale!”. L’associazione Sara presenterà alla stampa e ai presenti il calendario giovedì 16 dicembre alle ore 12,30 presso la sala conferenze dell’Ospedale Oncologico di Lecce.


Copertino

Omicidio carabiniere a Copertino: sotto sequestro furgone e vestiti degli indagati

Colpito da proiettili di diverse dimensioni: 30 le ferite refertate

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L’ultimo step dell’inchiesta sull’omicidio del carabiniere in quiescenza ucciso a fucilate la sera del 3 maggio scorso davanti casa della sorella a Copertino, vede il sequestro di furgone e indumenti in uso agli indagati. Si tratta dei genitori di una donna con cui Nestola aveva avuto una storia, troncata a fine estate scorsa. Le attenzioni della Procura si sono rivolte a madre e padre della ex compagna perché in possesso di un’arma che potrebbe essere compatibile con quella usata nell’agguato al 45enne.





L’autopsia





Si è tenuta invece avantieri l’autopsia sul corpo della vittima. Nestola è stato sparato nel buio, da una distanza pari all’incirca ad una dozzina di metri, il 45enne. Non se l’aspettava. Al punto che, oltre ad accompagnarsi al figlio di 10 anni (che ha poi fatto rientrare nella villetta) non ha indietreggiato dopo aver udito il primo colpo, ma è avanzato per capire cosa stesse accadendo, probabilmente non nutrendo sospetti circa un possibile agguato nei suoi confronti.




Agguato che si stava invece consumando e che lo avrebbe strappato alla vita in pochi secondi. Quattro i colpi sparati dal suo omicida con pallini di diverse dimensioni. Una trentina le ferite refertate nell’esame autoptico tenuto dal medico legale Roberto Vaglio presso il “Vito Fazzi” di Lecce, tra fianco, torace e addome.





A sparare un fucile calibro 12. Da qui ha mosso i primi passi l’indagine che, ora, segue una pista dal movente passionale.


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Copertino

Carabiniere ucciso a Copertino: si segue pista passionale

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Muove i primi passi l’indagine sull’omicidio del carabiniere di Copertino in congedo per motivi di salute, Silvano Nestola.





Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati. I loro nomi compaiono nell’avviso di notifica dell’autopsia, fissata per la mattinata di venerdi 14 maggio.





Si tratta dei genitori di una donna di San Donaci con cui la vittima avrebbe avuto una storia terminata a margine della scorsa estate. Sia Nestola che la donna venivano da una separazione ed avrebbero intrattenuto un rapporto che non si sarebbe concluso serenamente.




Per ora, l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori della donna in questione è un mero atto formale. I due sono gli stessi presso cui i carabinieri si erano recati nelle ore seguenti l’omicidio del 4 maggio scorso. Presso la loro abitazione, infatti, i militari avevano inteso appurare una eventuale coincidenza tra l’arma usata per il delitto, un fucile i cui spari han colpito 4 volte Nestola, e l’arma da loro detenuta.





Al momento infatti restano ancora tanti nodi da sciogliere. In primis il ritrovamento proprio dell’arma del delitto. Poi l’auto con cui il responsabile, o i responsabili, hanno raggiunto contrada Tarantino, dove Nestola è stato freddato dinanzi al figlioletto mentre lasciava la casa della sorella.


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Copertino

Carabiniere ucciso nella notte: la prima ricostruzione

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Aveva lavorato fino al settembre scorso il carabiniere freddato nella serata di ieri a Copertino, ma la sua uccisione non sarebbe collegata al suo impiego.





È questo uno dei primi sviluppi che starebbero prendendo le indagini avviate nella notte sull’omicidio di Silvano Nestola, maresciallo in quiescenza del nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Lecce.





Aveva appena 46 anni. È stato attinto da colpi di arma da fuoco nella notte trascorsa, in contrada Tarantino.





La ricostruzione





Nei primi concitati minuti seguiti all’omicidio, è partita la caccia ad un uomo incappucciato. Ora emerge che il killer non sarebbe stato da solo. È quindi partita la ricerca anche di un eventuale complice.




La vittima è morta sul colpo. Sono 10 i colpi di fucile che lo hanno colpito mentre raggiungeva la sua vettura parcheggiata nei pressi di casa della sorella. Là dove ieri sera si era recato, in compagnia del figlio di 10 anni, per cena.





Gli spari





Dalle prime testimonianze raccolte, sarebbe emerso anche che Nestola avrebbe udito degli spari già uscendo dall’abitazione della sorella. Non sarebbe quindi stato colto del tutto alla sprovvista. Avrebbe, anzi, fatto indietreggiare e rientrare in casa suo figlio prima di avanzare per capire cosa stesse accadendo. Ignaro di andare incontro alla morte.





Ancora non chiaro il movente, anche se l’indagine propende per una scissione tra l’accaduto ed il precedente impiego del 46enne.


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