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Cronaca

Ordigno a Specchia: “Atto gravissimo”

Antonio Buccoliero: “Esprimo piena vicinanza al comandante della Polizia Municipale di Specchia, Luigi Scupola, vittima di un grave atto di intimidazione”

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Esprimo piena vicinanza al comandante della Polizia Municipale di Specchia, Luigi Scupola, vittima di un grave atto di intimidazione”. È quanto dichiara il consigliere e capogruppo di Moderati e Popolari alla Regione Puglia, Antonio Buccoliero, dopo il rinvenimento, nella serata di ieri di un ordigno inesploso sul balcone dell’abitazione del comandante della Polizia Municipale di Specchia, Luigi Scupola. “Si tratta di un atto gravissimo”, prosegue Buccoliero, “perché solo il caso ha voluto che la bomba non esplodesse, evitando così danni gravi. Si tratta, tuttavia, di un gesto vile, che va a colpire non solo un rappresentante istituzionale, ma anche la sua famiglia, determinando un clima di paura e di incertezza. Conoscendo personalmente il comandante Scupola, sono certo che continuerà a portare avanti il suo impegno con la consueta passione, così come son certo che i carabinieri riusciranno a fare piena luce su questo ennesimo atto intimidatorio ai danni di un rappresentate istituzionale. Al comandante Scupola, alla sua famiglia e all’intero comando della Polizia Municipale di Specchia”, conclude Buccoliero, “vanno la mia stima e la mia vicinanza umana”.

Cronaca

Colpi di pistola a gambe e addome, 62enne in ospedale: è mistero

Uomo di Presicce-Acquarica ricoverato al “Panico” di Tricase: l’agguato sarebbe stato teso da due uomini in moto

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Un uomo di 62 anni di Presicce-Acquarica è ricoverato in ospedale a Tricase da ieri sera a causa di una vicenda avvolta, al momento, da contorni misteriosi.

L’uomo si è presentato in ospedale con delle ferite di arma da fuoco all’addome e ad una gamba. Lui stesso avrebbe spiegato di essere stato raggiunto da pistolettate nella serata di ieri, ma non è chiaro chi gli avrebbe teso l’agguato.

I carabinieri, al lavoro per ricostruire la vicenda, sono in azione tra Torre San Giovanni e Taviano. Nella marina di Ugento potrebbero celarsi indizi in merito all’accaduto: qui, il 62enne gestirebbe un’area di sosta.

A sparare sarebbe stato un uomo in sella ad un motociclo assieme ad un’altra persona, entrambi a volto coperto.

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Andrano

Luigi, dove sei?

Il 39enne scomparso da lunedì mattina: al momento di andare in stampa (mercoledì 7 dicembre) ritrovati cellulare e auto, poi una macchia di sangue e nulla più…

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Sull’edizione cartacea de “il Gallo” in stampa in queste ore abbiamo riavvolto il nastro delle due giornate di ricerche per il 39enne Luigi Musarò scomparso ad Andrano. Questo il punto, al momento di andare in stampa, nella speranza che presto possano sorgere sviluppi positivi.

a cura di Lorenzo Zito

È un lunedì qualsiasi per il Basso Salento, lunedì 5 dicembre. Un lunedì di fine autunno, un lunedì come un altro. Non per tutti, si scoprirà. C’è un’auto che ogni mattina percorre la stessa strada, ma che stavolta cambia percorso. È quella di Luigi Musarò, 39 anni, di Andrano. Lui, tutti i giorni, dal suo paese si reca a Gagliano del Capo per lavoro. Ma questa volta no, la sua Opel Corsa non punta Tricase, non muove verso sud, ma si dirige sulla provinciale per Castiglione d’Otranto. Appena fuori dal centro abitato di Andrano svolta a sinistra, in una via per un tratto asfaltata, tra le campagne. La Corsa percorre poche centinaia di metri, addentrandosi tra gli appezzamenti, poi si ferma e resta lì.

LE RICERCHE

Luigi Musarò scompare così, scompare presumibilmente da quel punto, proprio la mattina del 5 dicembre, senza alcuna indicazione su dove possa esser finito. L’allarme è tardivo, scatta nel pomeriggio. Proprio perché quella mattinata doveva essere una mattinata qualsiasi, una mattinata di lavoro, i suoi genitori, con cui vive, attendono il suo rientro a casa solo per il pomeriggio, come al solito, dal distretto Asl di Gagliano del Capo, dove lavora presso l’Ufficio Igiene.

Il sole è già tramontato quando è chiaro a tutti che Luigi non farà ritorno. Dopo la denuncia di scomparsa, scatta subito il tavolo per le operazioni di soccorso. La Prefettura ne affida il coordinamento ai vigili del fuoco (con il posto di comando che mercoledì mattina è stato spostato presso la sede operativa della Protezione Civile di Marittima). Viene lanciato un messaggio pubblico: si cerca Luigi, un uomo con occhiali da vista, pantaloni scuri e giacca blu, allontanatosi a bordo di una Opel Corsa blu (che poi, in realtà, si scoprirà esser grigia). Non passano molte ore e l’auto viene ritrovata. Al lavoro dei vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase e del Comando di Lecce si affianca subito quello della protezione civile di Marittima e di Tricase, assieme a tutte le altre squadre inviate sul posto dal coordinamento provinciale.

L’auto è un indizio importante: fornisce il punto da cui muovere le ricerche via terra, a macchia d’olio. In breve, però, appare subito chiaro come occorrano rinforzi. Arriva l’unità cinofila del 115 (Nucleo Cinofili Puglia) e si mettono in atto anche le tecniche speleo alpino fluviali: i pozzi e gli anfratti da scandagliare sono più di quanti se ne possano immaginare. Nell’auto, le squadre di soccorso trovano il cellulare di Luigi. Quello che probabilmente ha usato per cancellare il suo profilo Facebook poche ore prima di sparire.

TANTE DOMANDE, POCHE RISPOSTE

Poi un altro elemento importante, preoccupante e tutt’altro che risolutivo. Accanto alla vettura, parcheggiata sulla terra, una macchia di sangue. Circoscritta ma corposa. Poche altre piccole tracce ematiche su delle rocce a qualche centimetro di distanza, poi nulla più. Nessuna scia in nessuna direzione, nulla che possa indicare se si sia spostato a piedi e verso dove. Nel frattempo, diventa di dominio pubblico una notizia giunta da casa. Sono stati ritrovati alcuni messaggi scritti. Lettere di Luigi, indirizzate alla famiglia ed alla fidanzata, una ragazza di Ruffano. Il contenuto fa temere il peggio: tra le righe, anche dei desideri post-mortem. Le ricerche continuano e si intensificano. Ai droni, arrivati anche da Matera e già operativi, si unisce un elicottero dei vigili del fuoco. Alle operazioni, ovviamente, prendono parte anche i carabinieri della Compagnia di Tricase e la polizia locale. L’area da battere è ampia, ma circoscritta. A guardarla su mappa se ne percepisce la singolarità: è una zona delimitata dagli abitati di Andrano, Depressa e Castiglione d’Otranto. Un triangolo racchiuso tra tre strade provinciali, per una superficie grossomodo di un chilometro quadrato.

LA SPERANZA

Dov’è finito Luigi? Possibile si sia spinto oltre a piedi? Possibile sia sparito nel nulla dopo aver perso tutto quel sangue? Le ricerche sul posto non danno risposta. È ora quindi di cercarle altrove: vengono disposte delle analisi per appurare che quello accanto all’auto sia sangue umano. I carabinieri chiedono aiuto agli occhi elettronici: alle videocamere di sorveglianza più vicine l’onere di chiarire se con la Opel di Luigi vi fossero altre vetture, o se ve ne siano transitate poco dopo.

Il sole tramonta per la seconda volta senza esito. È mercoledì e (al momento di andare in stampa) di Luigi non ci sono ancora tracce. Le evidenze raccolte lasciano più domande che risposte.

La tenacia delle squadre di soccorso tiene accesa la speranza di trovarlo in vita. Ma le ore che passano pesano come macigni. Intanto, come accade in questi casi, qualcuno inizia a parlarne al passato. Il ricordo però è condiviso: un ragazzo mite, riservato, tranquillo. Una vita “senza ombre”, spesso partecipe alle attività parrocchiali.

Andrano lo attende con il cuore in gola, assieme ai suoi genitori ed a suo fratello e sua sorella. Chissà che le risposte ai tanti interrogativi difficilmente spiegabili non possano arrivare dalla più bella delle notizie: quella di un suo ritorno a casa. Mai come stavolta, l’auspicio di chi scrive è che, non appena andate in stampa, queste righe, questo appello del 115, possano diventare obsoleti, cancellati da un abbraccio.

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Cronaca

Sul treno senza biglietto, poi picchia la polizia: fermato 22enne

Nei guai giovane del Gambia: discute col controllore delle ferrovie e poi malmena gli agenti. Una settimana fa protagonista di un episodio simile a Scorrano

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Nel pomeriggio di ieri 6 dicembre, gli agenti della Polizia di Stato in servizio presso Sezione Volanti del
Commissariato di Pubblica Sicurezza di Otranto hanno tratto in arresto un uomo per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento.

Si tratta di un 22enne del Gambia, già noto alle forze dell’ordine, con precedenti anche per stupefacenti.

Il ragazzo ieri, mentre viaggiava a bordo del treno locale Maglie-Otranto, ha avuto un acceso diverbio col personale delle Ferrovie del Sud Est perché sorpreso senza biglietto, tanto da indurre il capotreno a chiedere l’ausilio degli
agenti della Polizia di Stato.

All’arrivo del treno presso la stazione di Otranto, difatti, sono intervenuti gli agenti in servizio di Volante del
Commissariato di Otranto. Hanno tentato di identificare il giovane che, nel tentativo di sottrarsi
all’identificazione, assestava una violenta testata ad uno dei due agenti ferendolo al volto ed ingaggiando
una colluttazione, sferrando calci e pugni e causando anche la rottura degli occhiali da vista all’altro
poliziotto intervenuto.

Immobilizzato a fatica, il 22enne è stato tratto in arresto per resistenza a PU, lesioni, danneggiamento ed
accompagnato presso la Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce.
Dagli accertamenti esperiti a carico del giovane è emerso che la sua condotta è recidivante, infatti, poco più
di una settimana fa, il 28 novembre scorso, è stato arrestato dal Reparto Radiomobile Carabinieri di Maglie
per gli stessi reati all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Scorrano.

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