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La nuova Expo 2000: settorializzata e… turistica

A Miggiano torna rinnovata la fiera, dedicata ad industria artigianato agricoltura e turismo del Salento

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Rinnovata nel nome, con l’aggiunta del riferimento al turismo, nell’allestimento, nelle iniziative collaterali, torna a Miggiano Expo 2000Industria, artigianato, agricoltura e turismo del Salento, la storica fiera regionale promossa dal Comune di Miggiano, con il patrocinio della Provincia di Lecce.

L’edizione 2019 è stata presentata questa mattina, nella sala conferenze stampa di Palazzo Adorno a Lecce, da: Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce; Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia; Michele Sperti, sindaco di Miggiano; Maria Antonietta Mancarella, assessore comunale agli eventi fieristici; Angelo Mancarella, consigliere comunale delegato alla cultura; Francesca Giaccari, Pasquale Zonno della band leccese The Lesionati; Stefania Mandurino di Pugliapromozione.

In programma dal 17 al 20 ottobre nel quartiere fieristico di Miggiano, Expo 2000 si presenta quest’anno con tante novità, a partire dal nome stesso della Fiera a cui è stato aggiunto un riferimento al turismo perché si punta a farne un modello di sviluppo anche in questo settore. Rinnovato e migliorato anche l’allestimento degli spazi espositivi. La Fiera, allestita in un’area complessiva di 42mila mq, con 150 espositori, è stata ulteriormente settorializzata, concentrando la specificità dei prodotti e dislocando meglio gli spazi, così da realizzare un itinerario più armonioso e fruibile.

Il presidente Minerva: «La vetrina più importante della nostra terra»

Il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva ha evidenziato che «Miggiano conferma ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, la sua centralità e il suo protagonismo per il tessuto produttivo ed economico della provincia di Lecce».

«Una realtà, quella di Expo», sottolinea Minerva, «capace di essere la vetrina più importante della nostra terra, grazie ad una sinergia consolidata fra pubblico e privato. Per la prima volta mi ritroverò a visitare i padiglioni della fiera da presidente: sarà per me un onore e un privilegio. Lo farò tenendo a mente quanto sia importante credere in progetti come questi, perché abbiamo bisogno di raccontare esempi virtuosi. E Miggiano», conclude il presidente, «è senza dubbio l’esempio della laboriosità salentina».

Il Quartiere del Gusto

Altra novità dell’edizione 2019, il neonato “Quartiere del Gusto”, circa 40 gazebo dedicati alle eccellenze agroalimentari locali e non solo, disposti su un’area di 1500 mq.

Per accogliere al meglio le famiglie con bambini, inoltre, nel quartiere fieristico sarà installata una ruota panoramica alta 27 metri adiacente ad un’area giochi dedicata più piccoli, con gonfiabili e giostrine di ogni tipo.

Educational Tour

Tra le novità di questa edizione, l’educational tour, finanziato dalla Regione Puglia, con giornalisti, blogger e fotografi stranieri che, dopo aver visitato la Fiera e conosciuto alcuni dei luoghi più significativi del Sud Salento, porteranno l’evento fieristico e non solo oltre i confini nazionali.

Loredana Capone: «Format vincente»

L’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone ha evidenziato il «un nuovo volto per Expo Miggiano 2019. Da quest’anno punterà anche sull’arte e sulla musica. Un format vincente perché chi partecipa alle fiere vuole innanzitutto sentirsi parte della comunità e, in questo senso, gli artisti locali sono fondamentali, perché l’arte consente di tracciare una connessione emotiva con luoghi e tradizioni. Miggiano, insieme a tantissimi altri Comuni del Capo di Leuca, sta lavorando con impegno alla “Destinazione turistica del Sud Salento” e in questa scommessa la Regione è al fianco, ma è importante strutturare un’offerta il più variegata possibile capace di rispondere a tutte le esigenze. Dall’entroterra al mare, ai paesaggi, al talento», conclude la Capone,  «è l’insieme di tutte queste cose che ci rende unici. Valorizzarlo è nostro diritto e dovere».

Convegno sul turismo

Venerdì 18 ottobre, alle 19, Expo 2000 ospiterà un importante convegno sul turismo dal titolo Destinazione turistica Sud Salento – Le ricchezze del territorio”, con gli interventi di Loredana Capone, assessore regionale ad Industria turistica e culturale, Massimo Lecci, sindaco di Ugento e presidente dell’Assemblea dei sindaci Destinazione turistica Sud Salento, Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto e presidente del partenariato pubblico – privato Destinazione turistica Sud Salento, Antonio Zunno, della Soprintendenza di Lecce, che relazionerà sulla preziosa iconografia dell’Albero di Jesse del ‘700 scoperta nella Chiesa madre di Miggiano,  Stefania Mandurino di Puglia Promozione.

La musica

Nel programma di Expo 2000 ci sarà spazio anche per la musica e l’intrattenimento nell’Arena spettacoli, con un cartellone curato da Salvatore Cafiero, noto chitarrista di Raf, Umberto Tozzi, Gianluca Grignani, Eros Ramazzotti e Dolcenera. Giovedì 17 ottobre è prevista l’esibizione della band leccese The Lesionati, mentre venerdì 18 ottobre sarà la volta di Kooky Brown, artista di dance e soul music dal respiro internazionale. Sabato 19 ottobre sul palco saliranno Cafiero and Friends. Domenica 20 ottobre, concerto finale con Nando Popu dei Sud Sound System e Bundamove.

Scuolainfiera con Don Antonio Coluccia

Sabato 19 ottobre, alle 10.30, nell’ambito dell’iniziativa “Scuolainfiera”, don Antonio Coluccia, fondatore e presidente dell’Opera Don Giustino Onlus di Roma, conosciuto come prete di frontiera, incontrerà una rappresentanza di studenti delle scuole del circondario.

Il sindaco di Miggiano: «Nuove ed esaltanti prospettive»

Il sindaco di Miggiano Michele Sperti ha spiegato come «sentiamo profondamente la responsabilità che abbiamo raccolto dalle amministrazioni precedenti e che hanno fatto grande Expo 2000. Non è facile cercare di interpretare le esigenze del mercato e cogliere le continue evoluzioni che provengono dal mondo dell’imprenditoria e del commercio, ecco perché è sempre molto arduo tracciare nuove direttrici».

«L’entusiasmo, però», avverte, «non ci manca e dunque siamo pronti a scommettere su nuove ed esaltanti prospettive. L’aggiunta di Turismo nel paradigma del nome della nostra fiera è dovuta al fermo intendimento di puntare su un settore strategico per lo sviluppo del territorio, consapevoli che ciò può avvenire soltanto creando strumenti permanenti di attrazione dei flussi».

«La nostra Fiera», conclude Sperti, «può davvero rappresentare un’occasione rilevante, volendo favorire intorno ad essa una serie di attività e sinergie utili a tutto il Salento».

L’assessore Mancarella: «Attenzione ai minimi particolari»

L’assessore comunale agli eventi fieristici, Maria Antonietta Mancarella: «Dal punto di vista organizzativo è stato completamente rivisitato arricchito ed abbellito ogni singolo spazio espositivo. L’attenzione ad ogni minimo particolare credo che abbiano fatto di questa edizione una delle più belle mai viste prima. Con coraggio abbiamo osato certi di aver fatto anche questa volta scelte vincenti. Oltre alla famosissima sagra del maiale, che ci riporta alla storia e alle abitudini dei nostri avi, è nato un vero e proprio Quartiere del Gusto, all’incirca 40 gazebo su un’area espositiva di 1.500 mq dove poter degustare i prodotti tipici locali e quelli di altre regioni. Maggiore settorializzazione e cura dei dettagli  hanno permesso di creare un Expo più ordinata, maggiormente fruibile e di più ampio respiro».

Poi l’assessore illustra le altre novità: «Per la gioia dei grandi e dei piccini un settore interamente dedicato ai giochi e al divertimento e novità assoluta la magnifica ruota panoramica. Con luci d’artista si potrà godere della bellezza di Expo da un’altra punto di vista dall’alto dei suoi 27 metri. Abbiamo dedicato la giusta attenzione al settore dell’arredamento e delle cucine, di cui Miggiano è patria. Uno spazio dedicato all’agricoltura, alle colture biologiche, settore ahimè sofferente a causa del dramma che stanno vivendo i nostri ulivi. Molte le aziende che si occupano di energie alternative e rinnovabili. Tutto questo e tanto altro ad Expo con i suoi 42 mila mq e circa 250 espositori».

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Bach is Back: Redi Hasa anche a Patù

Incontro di frontiera tra musica classica e polifonia albanese. In prima assoluta in quattro chiese pugliesi, due salentine: venerdì 22 presso la Chiesa di San Giovanni Battista a Patù e sabato 30 presso la Chiesa di San Matteo a Lecce

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Le armonie celestiali di Johann Sebastian Bach e il patrimonio antico del canto polifonico albanese: “Bach is Back” è l’esperimento di un incontro di frontiera fra tradizioni musicali, quella colta occidentale e quella popolare del Mediterraneo, due colossi della storia culturale profondamente estranei l’uno all’altro, eppure sorprendentemente vicini, entrambi custodi del misterioso e incantevole prodigio della polifonia.

Quattro concerti in quattro chiese pugliesi per un omaggio inedito al genio di Bach ideato dal musicista Redi Hasa, con uno spettacolo che riporta nei luoghi originariamente deputati alla loro esecuzione alcune delle composizioni di musica sacra più note di tutti i tempi.

“Bach is Back” è un progetto di Ponderosa Music & Art sostenuto dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma straordinario 2018 in materia di cultura e spettacolo, realizzato in partnership con Polo Bibliomuseale di Lecce, SAC Terre di LupiaeDelegazione Fai Andria Barletta Trani, associazione culturale Le 3 C e con il patrocinio del Comune di Bisceglie.

Protagonista della scena Redi Hasa, violoncellista dell’ensemble di Ludovico Einaudi, albanese di base in Puglia da oltre vent’anni, che ha fatto dell’ibridazione tra generi musicali la propria cifra d’artista, fondendo il rigore della formazione classica con l’immediatezza delle tradizioni popolari in un rapporto liquido e meticcio con il suono, che lo caratterizza negli anni. A Bach e all’influenza che ha avuto sulla propria musica Hasa dedica uno speciale tributo nel live che unisce senza soluzione di continuità l’esecuzione di alcune Suite a brani ispirati al Maestro e firmati dal violoncellista albanese, in un approccio contemporaneo ed eclettico che collega passato e presente, omaggio e sperimentazione.

Un esperimento che si fa radicale grazie alle voci femminili di “Jehona” (Irini Qirjako, Fiqirete Kapaj, Sabahet Vishnja, Irena Saraci, Nevila Hasa Matjà), coro polifonico albanese di tradizione popolare diretto dalla maestra Irini Qirjako, una delle cantanti folk più popolari dell’Albania.

Gli arrangiamenti inediti sono composti da Ekland Hasa, già pianista solista al Teatro dell’Opera di Tirana, che sarà anche sul palco insieme al percussionista Vito De Lorenzi.

Un’inedita e audace intersezione di codici dal potente impatto è la sfida di questo progetto che viene presentato per la propria volta assoluta in quattro tra le più pregevoli chiese pugliesi: la Chiesa di San Giovanni Battista a Patù, la Chiesa di Santa Margherita a Bisceglie (Bt), l’Auditorium Vallisa a Bari e la Chiesa di San Matteo a Lecce.

Giovedì 21 novembre, alle 18,30, presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce è in programmaBach is back. Tutta un’altra musica per i luoghi della cultura in Puglia”, incontro pubblico di presentazione del progetto a cui partecipano l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Polo bibliomuseale di Lecce Luigi De Luca, Redi Hasa ed Ekland Hasa. Modera l’incontro Giorgia Salicandro, giornalista, curatrice del progetto.

Le date di Bach is Back

I quattro concerti sono in programma negli ultimi due weekend di novembre.

Venerdì 22 novembre, alle ore 20,30, presso la Chiesa di San Giovanni Battista di Patù e sabato 23, alle ore 20,30, presso la Chiesa di Santa Margherita di Bisceglie (Bt) è in programma l’omaggio in solo firmato da Redi Hasa.

Venerdì 29, alle ore 20,30, presso l’Auditorium Vallisa di Bari e sabato 30 novembre, alle ore 20,30, presso la Chiesa di San Matteo a Lecce va in scena il live show con Redi Hasa, Ekland Hasa, Vito De Lorenzi e il coro “Jehona”.

Dal live show verrà tratto un documentario breve di Meditfilm, che verrà accompagnato dal booklet con lo storytelling del progetto firmato da Giorgia Salicandro.

Bach is Back – i protagonisti

Redi Hasa. Nei primi anni duemila contribuisce a portare nel Salento i ritmi della musica balcanica.

Nel 2012 incontra Ludovico Einaudi, maestro concertatore della Notte della Taranta, che lo include stabilmente nella sua ensemble con cui si esibisce sui palchi di centinaia di città in tutto il mondo.

Parallelamente porta avanti il progetto in duo Hasa-Mazzotta con la cantante Maria Mazzotta. Nel 2017 Robert Plant, fondatore dei Led Zeppelin, lo invita a incidere tre tracce del suo ultimo disco, Carry fire. Nello stesso anno registra una traccia dell’ultimo disco dei Blonde Redhead. Nel corso di un carriera ventennale ha suonato tra gli altri con l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico. È in uscita il suo primo disco in solo.

Ekland Hasa. Si diploma in pianoforte classico a Tirana nel 1989, quindi inizia un’intensissima carriera internazionale.

Ekland Hasa

Ha suonato per la prima volta in assoluto in Albania la Rapsodia in blue e il Concerto in FA  di Gershwin, è stato diretto da grandi direttori come David Andre,Vittorio Parisi,Vito Clemente, Ermir Krantia, Francesco Ledda, Andrea Morricone, con il quale ha eseguito la colonna sonora del film La leggenda del pianista sull’Oceano al Palazzo dei Congressi di Tirana.

Ha partecipato più volte al festival internazionale Pianocity a Milano. In Giappone ha partecipato a Kitakyiusciu Oper Haus come concert maestro nelle opere Gianni Schicchi e Cavalleria Rusticana.

Ha accompagnato cantanti lirici di fama come Leo Nucci, Giuseppe Gipali, Monserat Cabalet, e inoltre Albano Carrisi per venticinque anni.

È stato direttore artistico dell’Accademia lirico pop presso la Tenuta Albano Carrisi Produksion.

In Italia ha suonato tra gli altri per 11/8 records con Cesare Dell’Anna, Raffaele Casarano, Marco Bardoscia.

Irini Qirjako. Irini Qirjako è una delle più note e apprezzate cantanti tradizionali dell’Albania.

Con alle spalle una carriera ultradecennale, attualmente con il coro “Jehona” interpreta e custodisce il repertorio del canto iso-polifonico albanese, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio orale e intangibile dell’umanità nel 2005.

La musica iso-polifonica è una forma sofisticata di canto di canto a cappella, fa parte del repertorio musicale di un’area che copre quasi tutto il meridione dell’Albania e dal punto di vista etno-culturale, è tipico di due grandi aree, quella di  Toskëria e quella di Labëria.

Chiesa di San Giovanni Battista a Patù

La deliziosa cittadina di Patù e la sua frazione di Torre di San Gregorio si trovano in uno splendido territorio caratterizzato dalla macchia mediterranea con i cespugli di mirto e timo e delimitato dallo stupendo mare Ionio.

Nei tempi antichi il mare però costituì il lato più pericoloso a causa delle frequenti incursioni Saracene sempre alla ricerca di estendere il proprio controllo nella penisola salentina e un esempio è proprio la Chiesa di San Giovanni Battista che risale al X secolo.

Di fronte al monumento delle Centropietre, la chiesa venne realizzata in ricordo della famosa e cruenta battaglia del Campo Re tra i Saraceni e l’esercito del re di Francia Carlo il Calvo nel 24 giugno 877 proprio ai piedi della città messapica di Vereto, oggi Area Archeologica di Vereto.

La chiesa è a pianta rettangolare a tre navate ed è uno degli esempi più caratteristici dell’arte romanica-bizantina pugliese dove però purtroppo degli affreschi all’interno rimangono solo poche tracce, mentre molto bello è l’ampio rosone nell’abside, e la facciata principale esprime il carattere di essenzialità tipico dell’arte romanica con la bifora situata al di sopra del portale d’ingresso.

Chiesa di San Matteo a Lecce

La chiesa di San Matteo è particolarmente importante nel panorama leccese per la sua facciata, che, con la linea curva del prospetto, in parte concavo, in parte convesso, si differenzia dai canoni del Barocco leccese, richiamando invece il barocco romano del Borromini ed in particolare la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane.
Progettista del tempio fu Achille Larducci, architetto proveniente dall’ambiente lombardo, al quale il vescovo Pappacoda commissionò la fabbrica che fu realizzata tra il 1667 e il 1700, nell’area di un preesistente convento di Terziare Francescane (XV secolo).

Probabilmente i lavori furono ultimati da Giuseppe Zimbalo a causa della morte dell’architetto lombardo.
Il prospetto è convesso al piano inferiore, concavo al secondo, il fastigio, in mezzo a pinnacoli, si innalza verso il cielo. Non si ritrovano qui le ridondanze decorative delle facciate della gran parte delle chiese cittadine: un portale piuttosto ampio sul quale è posta una trabeazione con sopra una nicchia vuota e, più in alto, lo stemma dell’Ordine dei Francescani.

Il secondo ordine, convesso, ha al centro una trifora, sulla quale corrono decorazioni con pigne e fiori.
L’interno è a pianta unica ellittica, con le pareti laterali scandite da brevi cappelle con altari, generalmente attribuiti al Cino e alla sua bottega.

Al piano superiore si aprono 10 bifore una volta protette da grate, dietro le quali le religiose assistevano alle funzioni. Quello maggiore è sicuramente opera di Giuseppe Cino (1684), con al centro la statua lignea di San Matteo realizzata alla fine del Seicento da Gaetano Patalano (1691).

Intorno alla navata si ergono, su un piedistallo, le dodici statue degli apostoli, opere di Placido Buffelli di Alessano (1691-1692).

Di non poco conto le numerose tele, alcune di Serafino Elmo, che sono inserite su diversi altari.

Una Pietà in legno, lavoro veneto databile fra il XV e il XVI secolo, orna il 5° altare a sinistra.
Due coppie di santi scolpiti in pietra locale forse da Mauro Manieri nei riquadri degli altari.
La chiesa presentava un soffitto ligneo rimosso ai primi del secolo per far posto a quello attuale in cemento. La Chiesa è conosciuta dai locali anche come Santa Maria della Luce.

Questo titolo parrocchiale fu qui trasferito nel 1812, insieme ad un bellissimo affresco raffigurante la Vergine col Bambino, proveniente da una chiesa diroccata fuori dalle mura e oggi collocato nella cappella alla sinistra dell’altare maggiore.

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Gli stranieri in Puglia e nel Salento

26.646 residenti stranieri in provincia di Lecce: il Dossier statistico immigrazione 2019, presentazione a Unisalento giovedì 21 novembre

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Si terrà a cura dell’International Centre of Interdisciplinary Studies on Migrations (Icismi) del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento, in collaborazione con i corsi di laurea in Scienze Politiche e in Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie, la presentazione salentina del Dossier Statistico Immigrazione 2019 curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS: appuntamento giovedì 21 novembre, alle ore 9,30, nel Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani (viale san Nicola, Lecce).

Dopo i saluti dell’assessora comunale al Welfare Silvia Miglietta, del Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi Sull’Uomo Mariano Longo, del Presidente del corso di laurea in Scienze Politiche Daniele De Luca, del Presidente Corso di Laurea in Governance Euromediterranea delle Politiche Migratorie Luigi Nuzzo e di Salvatore Labriola della CGIL Lecce, la presentazione dei contenuti del Dossier avverrà a cura del Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS Luca Di Sciullo e del professor Antonio Ciniero dell’Università del Salento, componente della redazione regionale del Centro IDOS.

Interverranno poi rappresentanti di associazioni e realtà del terzo settore impegnate sul tema dell’inclusione e della promozione dei diritti dei cittadini stranieri.

Presiederà l’incontro il professor Vitantonio Gioia (Presidente Icismi); introduzione a cura del professor Luigi Perrone (coordinatore scientifico Icismi).

Il Dossier Statistico Immigrazione 2019 sarà in distribuzione fino a esaurimento copie.

Giunto alla 29novesima edizione, il Dossier rappresenta la più longeva e importante pubblicazione statistica sul tema migratorio in Italia.

I dati di quest’anno sottolineano la strutturalità del fenomeno in Italia e in Europa: i residenti stranieri in Europa sono 39,9 milioni, in Italia 5.255.503, l’8,7 per cento della popolazione residente (2018); 2.445.000 sono gli occupati stranieri in Italia, il 10,6 per cento del totale lavoratori e 602.180 le imprese condotte da stranieri in Italia, il 9,9 per cento delle aziende complessive.

I dati del 2018 parlano tuttavia anche di un annus horribilis per l’immigrazione: su 68.845 arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo, i morti e dispersi nella rotta centrale sono stati 1.314; una drastica riduzione degli arrivi via mare a cui si è accompagnato l’aumento della probabilità di morire lungo la traversata, in uno scenario dove si registra la sostanziale chiusura dei canali regolari di ingresso.

Puglia – Rapporto immigrazione 2019. I dati salienti

a cura di Antonio Ciniero, Università del Salento

La popolazione straniera. I cittadini stranieri residenti in Puglia al 31 dicembre 2018 sono 138.811, il 3,4% della popolazione pugliese, un dato pressoché stabile da 4 anni.

La provincia che registra il maggior numero di residenti stranieri è Bari (43.058), seguita da quelle di Foggia (31.709), Lecce (26.646), Taranto (14.446), Brindisi (11.761) e Barletta Andria Trani (11.191).

Gli stranieri pugliesi sono una popolazione molto giovane: solo il 3,9% ha più di 65 anni, i minori sono 18,2%, il 78% è in età attiva (18-64 anni).

A livello regionale, si registra un sostanziale equilibro di genere: le donne sono il 49,6%.

La componente femminile è prevalente per alcune comunità dell’Est Europa, per il Brasile, la Georgia e le Filippine, mentre gli uomini sono la maggioranza in molte comunità di provenienza africana (Sudan, Nigeria, Senegal, Tunisia, Gambia, Mali, Ghana) e asiatica (India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh).

Le provenienze geografiche

Roughly five hundred migrants from sub-Saharan African arrive at Augusta port in Sicily, Italy, September 14, 2014.
Since the beginning of 2014, roughly 120,000 refugees have landed in Italy, more than double the total for the entire year of 2013. (Credit: Lynsey Addario for The New York Times)

Sono 168 i paesi di origine dei cittadini stranieri residenti in regione, ma la migrazione in Puglia è prevalentemente europea: oltre la metà dei residenti è originaria infatti di un paese del Vecchio continente (il 56,6%), il 35,5% dei residenti è un cittadino comunitario.

Il 22,5% proviene dal continente africano, il 17,8%, dall’Asia e il 3,0% dalle Americhe.

Rispetto ai singoli paesi di provenienza, i primi cinque per numero di residenti sono Romania (con una quota del 26,0% sul totale stranieri), Albania (16,4%), Marocco (7,2%), Cina (4,4%) e Senegal (3,2%).

Significativa nella provincia di Brindisi la presenza di cittadini inglesi che l’hanno scelta come luogo in cui trascorrere il periodo della pensione.

Permessi di soggiorno

I cittadini non Ue in possesso di un permesso di soggiorno a fine 2018 sono 88.720. Nel 50,1% dei casi si tratta di pds di lungo periodo. Il 58,5% dei pds rilasciati nell’ultimo anno sono per motivi umanitari e/o asilo politico, il 35,3% per motivazioni familiari e il 5% per motivi lavorativi.

Acquisizione della cittadinanza

I dati del 2018 indicano una crescita del 9,8% del numero di acquisizioni della cittadinanza italiana rispetto al 2017. Nel 2018 sono diventati cittadini italiani 1.561 individui, negli ultimi dieci anni 14.342.

I figli dei cittadini stranieri e l’inserimento scolastico

I figli dei cittadini stranieri nati nel 2018 sono 1.499 e rappresentano il 5,2% di tutti i nuovi nati in Puglia (28.921). Nelle scuole pugliesi, nell’anno 2017/2018, risultano iscritti 17.526 studenti stranieri, il 2,9% della popolazione studentesca complessiva. Di questi, quasi la metà è nata in Italia (8.355).

Il lavoro dei cittadini stranieri

Nel 2018 gli occupati stranieri sono circa 57mila, il 4,7% del totale degli occupati pugliesi (1.219.576), dei quali il 44,1% donne. L’84,8% degli occupati stranieri sono lavoratori dipendenti e il 15,2% lavoratori autonomi. La maggioranza (64,7%) è inserita nel settore dei servizi (il 24,5% nei servizi domestici e il 22,0% nel commercio), il 24,4% nel settore dell’agricoltura e l’11,0% nell’industria (tra cui il 6,2% nelle costruzioni).

L’imprenditoria e il lavoro autonomo

Il 5,1% delle imprese attive in Puglia al 31/12/2018 sono gestite da cittadini nati all’estero, per un totale di 19.321 imprese. Relativamente al paese di origine, il 14,6% dei titolari di queste ditte è nato in Marocco, il 13,8% in Svizzera, l’11,7% in Senegal, il 10,5% in Germania e l’8,8% in Cina. Molto probabilmente i titolari di imprese nati in Svizzera e Germania sono i figli dei pugliesi emigrati in passato in quei paesi e poi rientrati in Italia.

Richiedenti asilo, sistema di accoglienza

Nel sistema di accoglienza pugliese, al 31/12/2018 erano presenti 7.129 persone, il 5,0% di tutte le presenze registrate a livello nazionale. In Puglia, dal 2017 al 2018 il numero dei migranti in accoglienza è calato di circa 5mila unità (-41,2%). Tra le persone in accoglienza, il 55,1% è inserita nel sistema di prima accoglienza e/o accoglienza straordinaria (Cas), la restante parte risiede in strutture di seconda accoglienza (Siproimi).

Minori Stranieri non Accompagnati

Secondo i dati del Ministero del Lavoro al 30 giugno 2019, i minori stranieri non accompagnati presenti nelle strutture pugliesi sono 209 (il 3,9% dei 7.272 Msna presenti in tutte le strutture italiane).

I processi di stabilizzazione

Al contrario di quanto emerge nella gran parte del discorso pubblico, concentrato quasi esclusivamente sugli aspetti emergenziali, i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2019 confermano anche per la Puglia il progressivo stabilizzarsi delle presenze straniere sul territorio. La quota dei permessi di soggiorno di lungo periodo, il sostanziale equilibrio di genere, l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza, così come la presenza dei figli dei cittadini stranieri nelle scuole pugliesi sono importanti indicatori del processo di stabilizzazione delle presenze straniere sul territorio regionale. A queste presenze stabili sul territorio si aggiungono i nuovi ingressi che, nell’ultimo anno, sono soprattutto legati a motivi umanitari e asilo (58,8%) e ricongiungimento familiare (35,5%). La Puglia dalla fine degli anni Ottanta a oggi è divenuta sempre più poli-culturale. Abbiamo praticamente il mondo in casa. Sono oltre 160 i paesi di provenienza dei cittadini stranieri residenti nella nostra regione: un patrimonio che, se giustamente valorizzato, può rappresentare una straordinaria ricchezza in termini culturali, economici e sociali per tutto il territorio.

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Festival Internazionale della Public Hystory, chiusura a Tricase

All’IC di via Apulia la serata finale del fetsival insignito da una Medaglia dal Presidente della Repubblica

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Seconda edizione, dopo un numero zero dello scorso anno, del Festival Internazionale della Public History, l’appuntamento che riunisce nel Salento storici e divulgatori da ogni parte d’Italia e d’Europa e che, proprio nei giorni scorsi, ha ricevuto una medaglia dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quale suo premio di rappresentanza.

Il Festival con durata di quattro giorni (dal 13 al 16 novembre) ha attraversato Lecce, Nardò, Copertino, Gallipoli e si conclude questa sera a Tricase.

L’evento è organizzato dal Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee di Lecce che, in collaborazione con la prefettura di Lecce e numerosi partner è attivo sul territorio da quasi cinque anni. Più di 40 relatori, quattro giorni di seminari scientifici e quasi 70 eventi collaterali che hanno declinato la storia nell’arte, nella poesia, nel teatro, attraverso mostre, spettacoli, tavole rotonde e musica.

Il Festival si è svolto secondo un programma che ha alternato e integrato eventi, mostre, laboratori e performance artistiche integrandole all’interno di un seminario itinerante di riflessione sull’innovativa metodologia della public history.

Il tema conduttore di quest’anno è stato “Storie di comunità e comunità di storia” e si è occupato delle comunità nelle loro diverse declinazioni: comunità vecchie e nuove, nel contesto della valorizzazione delle differenze e dei processi inclusivi, con particolare attenzione a quelle comunità ormai scomparse, come la Lecce medievale ebraica, o alle comunità nuove che si sono integrate nel tessuto sociale, con riferimento al concetto di “comunità” come chiusa/aperta, ospitale/inospitale; del mare come cerniera di civiltà, luogo di incontro di comunità differenti, ma anche di divisione e di separazione; il rapporto tra comunità culturali e le tradizioni (linguistiche, musicali, gastronomiche, artigianali, ecc.) che permangono e quelle modificate o scomparse a seguito dell’avvento dell’innovazione.

In corso di svolgimento la serata conclusiva: tra gli appuntamenti quello di Tricase presso l’Istituto comprensivo di via Apulia (“L’anima della comunità rumena nel cuore della comunità tricasina”) e di Botrugno, presso il museo delle forze armate con visite guidate e mostra figli iconica “I santini militari tra prima e seconda guerra mondiale”.

Al centro delle quattro giornate, dunque, le comunità nelle loro declinazioni, con attenzione alle vecchie e nuove comunità, e ai processi inclusivi.

In particolare nell’appuntamento di Tricase (vedi foto), si è sottolineata la vicinanza tra il popolo tricasino e del Capo di Leuca a quello rumeno, l’unico del comparto dell’Est che ha una lingua che deriva appunto dal latino come la nostra; riscontrate anche assonanze, similitudini ed in alcuni casi addirittura uguaglianza tra il dialetto tricasino e la lingua rumena. Si tratta di alcune parole messe in evidenza durante lo spettacolo messo su dai ragazzi della I A dell’Istituto Comprensivo di via Apulia e che racconta la comunità rumena.

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