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Appuntamenti

Zapatos Rojos ad Otranto

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Domenica 9 marzo: giornata dedicata alla prevenzione della salute delle donne e al grave tema della violenza di genere. Zapatos Rojos è un progetto itinerante, viaggia per il mondo, nutrendo in maniera sempre più consistente la rete di solidarietà che il progetto mira a creare.

La cronaca riporta quotidianamente storie di donne uccise da uomini che sostenevano di amarle. Gli autori di reato sono spesso fidanzati, compagni, ex-compagni, mariti, ex-mariti, conviventi, ex-conviventi. Le storie di queste donne sono tutte accomunate dalla fine di un amore, perché l’amore può anche finire. Ma la fine di un amore non può diventare l’inizio di una serie di violenze e di maltrattamenti che talvolta, anzi troppe volte, terminano con la morte della vittima. Il femminicidio è un’emergenza sociale che assume dimensioni sempre più inaccettabili.

L’iniziativa, Zapatos Rojos (Scarpe Rosse), promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce, ha lo scopo di scuotere le coscienze, di informare, formare e prevenire la degenerazione di un sentimento amoroso che può trasformarsi in disturbo psicopatologico e sfociare nell’omicidio. È un messaggio di protesta contro un male sociale, un modo per dire basta al dilagante fenomeno del femminicidio.

In occasione della Festa della Donna, in collaborazione con l’ASL/LE, lo sportello SOS Sanità e la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce, l’Assessorato alle Pari Opportunità di Otranto ha organizzato, domenica 9 marzo, una giornata dedicata alla prevenzione della salute delle donne e al grave tema della violenza di genere.  Presso i giardini pubblici, dal mattino, sarà allestito un gazebo con la partecipazione di Antonio Carriero, responsabile di “Senologia” al Vito Fazzi di Lecce e di Elisabetta Canitano, Dirigente medico della Direzione sanitaria Asl/Le, dove sarà possibile avere informazioni, prenotare lo screening mammario e il Pap-Test.

scarperosse5Presso Largo Porta Alfonsina sarà realizzata un’installazione artistica per dire “Basta alla violenza di genere”. Ogni paio di scarpe rosse (reperito attraverso l’attivazione di una rete di solidarietà tra donne, sia con il passaparola sia attraverso i social network) rappresenta una donna, la traccia di una violenza subita e la volontà di continuare insieme, con sempre più donne, il cammino per combattere la violenza di genere. Le scarpe, sistemate ordinatamente lungo un percorso, visualizzano una marcia di donne assenti, una camminata che sottolinea il dolore che provoca tale mancanza tanto a livello sociale che familiare. Zapatos Rojos è una chiamata rivolta a tutti i cittadini per manifestare la propria solidarietà verso quelle donne che, nel mondo, hanno subito violenza, per le donne che sono state uccise e per quelle rapite e di cui si sono perse le tracce. La mostra sarà incrementata durante il giorno dell’esposizione: si invitano tutti a portare un paio di scarpe rosse da donna. L’installazione è stata realizzata per la prima volta il 20 agosto 2009, nella Città di Ciudad Juárez, nel nord del Messico, dove moltissime donne vengono stuprate dalle numerose gang criminali e centinaia assassinate e rapite sotto l’indifferenza del governo locale e federale, come denunciato dalle inchieste portate avanti dal 2001 da alcuni organismi internazionali. Zapatos Rojos è un progetto itinerante, viaggia per il mondo, nutrendo in maniera sempre più consistente la rete di solidarietà che il progetto mira a creare.

Nel tardo pomeriggio di domenica 9, sempre a Otranto, sarà presentato un video, realizzato dalla Commissione Pari Opportunità, che ripercorrerà le tappe dell’emancipazione femminile, e richiamerà anche ai casi di violenza e femminicidio.

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“Tre donne e un Vescovo” a Montesano

Appuntamento a Palazzo Bitonti col giornalista Zavattaro

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Decimo appuntamento con Palazzo d’autore a Montesano Salentino, sabato 24 agosto, ore 21.00, con Fabio Zavattaro, autore del libro “Tre donne e un Vescovo”.
Giornalista Vaticanista, Zavattaro è stato il giornalista italiano (Avvenire – RAI) più a contatto con la Santa Sede durante gli ultimi anni di pontificato di Papa Giovanni Paolo II, così come per il conclave successivo, che nel 2005 ha visto l’elezione al soglio di Pietro del Cardinale Joseph Ratzinger (Benedetto XVI); tutt’ora impegnato nel pontificato di Papa Francesco. Autore e regista di molti documentari e di saggi letterari.
Interverranno il Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba d’Egitto, nonché delegato presso l’Organizzazione della Lega degli Stati Arabi, Mons. Bruno Musarò, e il Vescovo della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli.

L’appuntamento si terrà in piazza IV novembre presso palazzo Bitonti.

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Una Rock Room per i ragazzi in ospedale

Una serata in memoria di Fabrizio Aspromonte, il dj tricasino prematuramente scomparso nel gennaio 2018. L’incasso sarà totalmente utilizzato per la realizzazione di una Rock Room, una stanza musicale in ospedale per adolescenti e giovanissimi che affrontano cure oncologiche

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Al Mamma Li Turchi di Tricase Porto, una serata in memoria di Fabrizio Aspromonte, il dj tricasino prematuramente scomparso nel gennaio 2018. Suoneranno tutti i Dj (non solo) del Salento.

Un motivo in più per partecipare alla serata di domani mercoledì 21 agosto: l’incasso sarà totalmente utilizzato per la realizzazione di una Rock Room, una stanza musicale in ospedale per adolescenti e giovanissimi che affrontano cure oncologiche.

L’iniziativa è in collaborazione con l’Associazione Lorenzo Risolo con in testa la presidente Sonia Chetta che ha accettato con entusiasmo la proposta dell’Associazione Fabrizio Aspromonte.

Domani sera, al Mamma Li Turchi, si alterneranno alla consolle: Frank Di Rienzo, Marcello Melica, Steven The Prince, Giuseppe Scarlino, Elvix Dj, Julian Mc Cain e Diego Riveira.

Presteranno la loro voce Marco Abati, Sandro Cosi, Gianty, Andrew The Voice e Gianfranco Frakatame.

«Per ricordare un grande amico e un grande Dj»

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Vent’anni senza Roberta

Corteo a Torre San Giovanni in occasione dell’anniversario della misteriosa scomparsa della ragazza di Ugento

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Non è mai tornata, ma non è mai stata dimenticata.

Compie 20 anni l’incredibile storia della scomparsa di Roberta Martucci, uscita di casa la sera del 19 agosto 1999, a bordo di una Fiat Uno bianca per raggiungere una comitiva di amiche a Gallipoli.

La ragazza, di Ugento, all’epoca 28enne, non fece più ritorno. Le sue amiche quella sera non la videro arrivare. E, allo stesso modo, i familiari non la videro rientrare.

Qualche giorno dopo l’auto riapparve a Gallipoli. Abbandonata senza chiavi, senza libretto di circolazione e, soprattutto, senza più Roberta.

Il corteo

Due decenni di mistero e ricordi che oggi confluiranno in una fiaccolata in sua memoria. Un corteo, alle 19, si snoderà per le strade di Torre San Giovanni e, passando per le vie Monte Everest, Colleoni, Doria, Giusti e corso Annibale, raggiungerà Piazza del Porto. Hanno già annunciato la loro presenza la criminologa Isabel Martina, che sta seguendo il caso; l’avvocato Fabrizio Ferilli e le sorelle di Roberta, Sabrina e Lorella.

Domani alle 9, invece, Roberta verrà nuovamente omaggiata con la deposizione di una corona floreale presso la sua gigantografia ad Ugento, in piazza Colosso.

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