Aria fresca di montagna in barattolo, l’ultima invenzione “made in China”

Sui prodotti venduti in Cina se ne sentono e se ne leggono da tempo di tutti i colori, ma l’ultima ha davvero dell’incredibile. Nella Contea di Luanchuan è stato inventato un nuovo modo per far soldi: imbottigliare l’aria salubre della zona per venderla, con delle etichette del tipo “Aria fresca di montagna”, in barattolo o lattina, ai residenti delle metropoli cinesi oppressi dallo smog urbano.

E dato che quello dell’inquinamento è uno dei problemi più gravi al momento in Cina, come anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto, gli autori di questa invenzione pare vogliano distribuire il loro “prodotto” a tutta la nazione. La situazione ambientale, in effetti, sta rapidamente degenerando, come dimostrano i crescenti ricoveri di bambini con problemi respiratori, i seri problemi di visibilità per gli aerei, spesso lasciati a terra, e tutti quegli altri effetti dell’inquinamento atmosferico che, oltre ad essere ormai visibili anche dallo spazio, nello scorso ottobre hanno addirittura costretto la metropoli Harmin a “chiudere per smog”, dopo aver raggiunto un livello di inquinamento ben 40 volte la norma.

Insomma, la situazione è tale da costringere coloro che vogliono respirare aria pulita ad acquistarne un barattolo. L’alternativa? La risposta più sensata sembrerebbe lasciare al più presto le strade di quelle città coperte da una cappa di veleni. Ma appare sempre meno scontata in un Paese dove la tutela della salute dei cittadini ha ceduto il passo allo sviluppo industriale. Tanto da trasformare l’aria in un prodotto, un po’ come la carne in scatola o le pesche sciroppate.

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