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Cronaca

Caccia vietata: due denunce

Due uomini beccati fucile in braccio in località “Chiusurelle” a Porto Cesareo, all’interno della riserva naturale “Palude del Conte e Duna Costiera”

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In località “Chiusurelle”, i carabinieri della forestale di Gallipoli hanno denunciato a piede libero P.G., 66 anni di ed E.M., nato a 55 anni, entrambi di  San Pancrazio Salentino (Br), ritenuti responsabili di violazione della normativa sull’attività venatoria ed esercizio dell’attività venatoria in area vietata.

Sono stati sorpresi a cacciare all’interno del perimetro della riserva naturale “Palude del Conte e Duna Costiera”, area protetta in cui l’attività venatoria è vietata dalla legge.

La pattuglia operante, allertata dal personale delle Guardie Zoofile Agriambiente di Lecce (sezione di Nardò), giunta sul posto ha individuato subito i due uomini, accertando che gli stessi stavano effettivamente cacciando. Oltre alla denuncia, sequestrati fucili e munizioni.

Cronaca

Schianto in serata, soccorsi sulla statale

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Incidente in serata sulla strada statale 101 che da Lecce porta a Gallipoli.

Alle 21.30 circa una Clio è finita contro (e poi letteralmente sopra) il guardrail per motivi ancora da chiarire. Forse più d’una le auto coinvolte.

L’incidente è avvenuto in direzione Lecce nei pressi dello svincolo per il porto gallipolino.

Necessari soccorsi sul posto. L’ambulanza si è diretta a sirene spiegate verso l’ospedale mentre le forze dell’ordine si sono occupate di gestire il traffico congestionato.

Foto di Protezione Civile Salento.

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Cronaca

Terremoto: l’Albania ringrazia i nostri vigili del fuoco

“Grazie a nome di tutta l’Albania”. Lo stato Maggiore del PAese delle Aquile ringrazia i soccorritori italiani. Tra loro anche gli uomini dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Lecce che si sono imbracati per far ritorno a casa

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Ufficialmente chiusa la prima fase dell’emergenza in Albania i nostri Vigli del fuoco dopo una cinque giorni (e notti) di duro lavoro passata a scavare tra le macerie e ad aiutare dove possibile si apprestano a tornare a casa.

Un funzionario dello Stato Maggiore albanese (Ministero della Difesa) si è intanto recato sul posto per ringraziare personalmente a nome di tutto il Paese delle Aquile i soccorritori italiani sottolineando come i “nel momento del bisogno si vedono i Paesi amici“.

Questa sera anche gli uomini dei distaccamenti di Tricase, Maglie e Lecce (foto in alto) con i loro mezzi si sono imbarcati per fare ritorno in Italia. Sbarcheranno a Bari da dfaranno ritorno ognuno nella sua sede di appartenenza.

Nel frattempo dal Belpaese è arrivato il cambio: forze fresche che parteciperanno alle operazioni di sopralluogo e verifica statica degli edifici danneggiati ma rimasti in piedi.

Confermato che sono terminate le ricerche di eventuali superstiti o corpi senza vita tra le macerie, il bilancio al momento è di 50 morti, circa 2mila feriti e, secondo i dati preliminari, circa 900 edifici a Durazzo e oltre 1.465 nella capitale Tirana con gravi danni strutturali.

 

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Cronaca

Lei nei locali, i figli in auto a dormire: condannata mamma

Confermata condanna in appello ai danni di 40enne del basso Salento

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Lasciava in auto i figli mentre trascorreva le serate in locali e discoteche.
Dopo la condanna in primo grado, viene confermata dalla Corte d’appello di Lecce la sentenza contro una donna del basso Salento, già condannata ad un anno di reclusione per abbandono di minori. Con unica eccezione il fatto che non dovrà risarcire il padre dei bambini (costituitosi parte civile) come invece era stato stabilito in primo grado quando era stata condannata a corrispondergli 1000 euro.
La difesa della signora, oggi 40enne, ha vanamente provato a far valere il fatto che l’interessata avesse comunque sotto controllo la situazione, monitorando i bambini dalle vetrate dei locali che frequentava o recandosi di tanto in tanto in auto a verificare che fosse tutto a posto.
Gli episodi riscontrati dalla polizia nel 2012 però, tra locali di Ruffano e Gallipoli, hanno restituito ai giudici sufficienti elementi per stabilire che le modalità adottate dalla donna non fossero sufficienti a garantire l’incolumità dei figli.
I bambini infatti, pur potendo beneficiare delle ravvicinate (nel tempo) rassicurazioni della madre, per la Corte d’Appello sarebbero stati comunque messi in pericolo, stante il rischio di una possibile aggressione da parte di terzi o di un sinistro stradale che avrebbe potuto veder coinvolta la vettura nella quale dormivano.

La decisione definitiva dunque arriva a distanza di 7 anni dalle prime indagini avviate a carico della donna, quando i minori in questione avevano 6 e 10 anni.

A darne il là, i sospetti dell’ex marito che ingaggiò un investigatore privato. Inizialmente infatti l’uomo accusava la ex moglie di lasciare i figli a casa da soli nottetempo per uscire in compagnia di amici. Furono proprio questi sospetti quindi a spingere la donna a portare con sé i bambini durante le sue uscite, lasciandoli però in macchina a dormire.

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