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Cronaca

Dà fuoco alla compagna: un messaggio Facebook il movente

Lei gli avrebbe negato di vedere il suo cellulare per nascondere una chat: sarebbe scoppiata così l’ira del 24enne rumeno finito in arresto

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Di certo nulla giustifica la violenza. Figurarsi un messaggio su Facebook.

Eppure dietro alla triste storia di Tuglie, dove un uomo ha dato fuoco alla consorte lo scorso weekend, c’è proprio la chat del più cliccato dei social network.

È quanto emerge dall’ordinanza del gip Maritati che ha disposto l’arresto per il 24enne rumeno Alexander Edec Inuc. L’uomo sarebbe esploso in una incontenibile ira quando la compagna gli avrebbe negato di vedere il telefono cellulare. Probabilmente, per nascondere un messaggio ricevuto proprio su Facebook.

Da lì, il litigio culminato nella follia: l’uomo ha cosparso la consorte di liquido infiammabile e le ha dato fuoco davanti ai figli. La donna è finita al “Perrino” di Brindisi con ustioni di secondo e di terzo grado.

Copertino

Copertino: ritrovato uomo scomparso

Sano e salvo Mario Vangeli che era scomparso da questa mattina, quando si era allontanato da casa con la sua Fiat Punto

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Ritrovato sano e salvo l’uomo di 80 anni scomparso di casa da questa mattina a Copertino.

Mario Vangeli, 80 anni, era uscito dalla sua casa a bordo della sua Fiat Punto e di lui si erano perse le tracce.

Fino al ritrovamento di cui ha dato notizia la Protezione Civile Salento dalla propria pagina Facebook.

La stessa protezione civile aveva lanciato precedentemente l’allarme.

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Cronaca

Coronavirus: audio fake su whatsapp

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Di virale nel Salento, grazie a Dio, c’è solo questo audio fake che è rimbalzato di telefonino in telefonino (clicca sotto).

Una voce femminile che informa come «al pronto soccorso di Lecce è stato ricoverato un cinese molto grave per il coronavirus, era rientrato da 10 giorni dalla Cina ed è affetto. Quindi se si può evitare ed andare in altri ospedali…».

Lo stesso fake è circolato anche con due varianti maschili. La prima recita: «Non so se vi è stato comunicato, l’ho saputo adesso ora: fate attenzione quando andate in pronto soccorso portate le mascherine, hanno appena portato un cinese che dieci giorni fa è stato in Cina: sta malissimo».

Più o meno dello stesso tenore anche l’altro audio registrato con tono maschile: «Sto andando a Taranto con un collega del 118, mi ha detto che al pronto soccorso di Lecce hanno ricoverato un cinese che sta malissimo e che dieci giorni fa era in Cina, evitate di andare al pronto soccorso di Lecce».

La smentita è arrivata direttamente dal primario del Pronto Soccorso dell’ospedale Fazzi di Lecce, dott. Silvano Fracella che, dai microfoni di Telerama ha dichiarato: «Si tratta di un falso allarme, ci sono stati solo degli accertamenti su un professore di musica da poco rientrato dalla Cina per un concerto che ha voluto, per precauzione, sottoporsi a tutti gli accertamenti, anche al tampone per il Coronavirus. Sta bene ed è stato rimandato a casa».

Resta da capire se il caso del musicista di ritorno dall’Oriente abbia innescato l’equivoco o se, invece, qualcuno con dolo abbia voluto innescare la psicosi su tutto il territorio.

Quindi se sul vostro smartphone arriverà un audio di un cinese infetto da coronavirus ricoverato in un ospedale salentino cancellate pure.

E ditelo a tutti: è un fake!

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Cronaca

Aggressione in strada: tre arresti

Galatone: in tre e armati di coltello ridussero in fin di vita il 21enne Dario Potenza. Il GIP: «Un’aggressione bestiale, connotata da una ferocia inaudita»

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Avevano accoltellato un giovane in strada e sono stati catturati dopo un mese.

È il risultato dell’indagine condotta dalla Stazione Carabinieri di Galatone, con l’ausilio del NOR dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Gallipoli, conclusasi con l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP presso il Tribunale di Lecce, Dott.ssa Giulia Proto, su corrispondente richiesta del Sost. Proc. Dott.ssa Francesca Miglietta.

Gli arrestati sono i galatonesi Giuseppe Marzano, 53 anni, già condannato nel 2014 per tentato omicidio, Vincenzo Lanzillotto, 40 anni, con precedenti per stupefacenti e Marco Colazzo, 24 anni, incensurato. I tre fermati dovranno rispondere di tentato omicidio.

I fatti risalgono alla notte tra l’11 ed il 12 dicembre scorso, quando la vittima, Dario Potenza, 21 anni, venne raggiunta dai suoi aggressori, a volto scoperto, all’interno di un bar di Galatone. Tentò la fuga dalla porta posteriore e cercò di  nascondersi, invano, dietro una macchina. L’intera sequenza è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza di un’abitazione prospicente al luogo del delitto. I tre, in particolare, dapprima colpirono la giovane vittima con calci e pugni, per poi sferrargli alla schiena 3 fendenti con un arma da taglio non meglio identificata. Non contenti, uno dei tre decise di sferrare anche un calcio al volto del giovane, ormai a terra agonizzante. Come ha sottolineato il GIP: «Un’aggressione bestiale, connotata da una ferocia inaudita da parte di tutti gli indagati».

Il raid punitivo terminò solo grazie all’intervento di un poliziotto, libero dal servizio, che dalla finestra della propria abitazione, udito il trambusto in strada, urlò agli aggressori per poi scendere in strada mettendoli in fuga.

La vittima venne trasportata in codice rosso prima all’ospedale di Gallipoli, poi a Lecce, dove, dopo la constatazione della perforazione del polmone con una perdita di ben 2 litri di sangue, a notte fonda subì un arresto respiratorio e fu salvato solo grazie al supporto di un rianimatore.

Intanto a Galatone i carabinieri avevano acquisito i filmati di videosorveglianza.

La spregiudicatezza dei tre aggressori, tutti a volto scoperto, non è rimasta impunita. Tutti, infatti, sono stati riconosciuti e compitamente identificati dai militari dell’Arma, che ben conoscevano la realtà sociale e delinquenziale galatonese. Catturati all’alba presso le proprie abitazioni, sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Lecce con l’accusa di tentato omicidio.

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