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Cronaca

Lite per un parcheggio. Tre morti a Cursi

Ha estratto la pistola ed ha sparato prima contro Andrea Marti, che era da poco arrivato in auto

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Tutto nasce da un litigio per un parcheggio davanti casa. Tre persone sono morte e una rimasta gravemente ferita. Il fattaccio è avvenuto a Cursi.

Le vittime sono Franco e Andrea Marti, rispettivamente padre e figlio di 63 e 36 anni. Gravemente ferita la madre del giovane, mentre la zia, Maria Assunta Quarta che era stata portata in ospedale in gravissime condizioni, è morta poco dopo.

A sparare è stato Roberto Pappadá, 57 anni, ex operaio, disoccupato, che si prendeva cura della sorella disabile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Sembra che la lite sia nata per strada, in via Tevere, dove Pappadà abita di fronte all’abitazione della famiglia Marti.

Pappadà ha estratto la pistola ed ha sparato prima contro Andrea Marti, che era da poco arrivato in auto, i parenti che erano in casa sono usciti non appena hanno sentito gli spari e così la furia omicida si è abbattuta contro il padre, la madre e la zia di quest’ultimo. I rapporti tra le due famiglie erano molto tesi per ripetuti contrasti. Pappadà é stato arrestato dai carabinieri.

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Castrignano del Capo

Coronavirus: bufala in chat anche a Castrignano del Capo

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Anche a Castrignano del Capo, così come ad Andrano, il comune interviene per smentire un falso allarme coronavirus diffuso mediante whatsapp.

Ecco il comunicato su Facebook:

“In queste ore su Whatsapp sta girando un audio con voce femminile in cui si parla di un allarme Coronavirus a Castrignano del Capo.
Smentiamo ufficialmente tali voci messe in circolo da qualche incosciente ed irresponsabile solo per creare inutilmente panico.
Le autorità competenti sono già al lavoro per risalire all’autore di questo gesto”

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Andrano

Incidente litoranea Tricase-Andrano: un morto

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Tragico schianto nel pomeriggio di oggi sulla litoranea Andrano-Tricase, in territorio della marina di Andrano.

Un uomo di Specchia, Salvatore Serafino, 64 anni, è finito con l’auto contro un palo. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare.

La vittima avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di un infarto. Il decesso, secondo i primi riscontri dei sanitari, potrebbe essere avvenuto prima dello schianto.

Sul posto anche carabinieri e polizia locale.

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Andrano

“Sfuggiti a quarantena per tornare in Salento”: bufala semina panico ad Andrano

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Cresce l’allarme, cresce la psicosi.

Il coronavirus è sulla bocca di tutti, anche su quella di chi talvolta farebbe meglio a riflettere prima di parlare: si susseguono infatti le storie inventate e le fake news.

Le app di messaggistica pullulano di notizie che poco hanno di veritiero. E tra le numerosissime false testimonianze di presunti infermieri di vari ospedali d’Italia che ne avrebbero viste di cotte e di crude, spunta un messaggio audio che racconta di una coppia che sarebbe sfuggita alla quarantena del lodigiano per raggiungere Castiglione d’Otranto.

Lo mettiamo in chiaro subito, è una bufala.

Una informazione non vera che ha messo oggi scompiglio nel territorio di Andrano. Nell’audio una voce femminile racconta che la coppia avrebbe un figlio. Quest’ultimo frequenterebbe la scuola dove lavora una insegnante, presunta moglie di uno dei contaminati.

Il panico ha iniziato a correre tra i telefonini e le famiglie della zona. In tanti, in breve, si sono convinti che la coppia in questione fosse sfuggita alla quarantena consigliata loro dai medici e che “era in chiesa per festeggiare il 50esimo di matrimonio dei genitori di uno dei due”.

Nel pomeriggio è arrivata una nota ufficiale del sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, che ha gettato acqua sul fuoco.

Il primo cittadino, specificando che sono state informate le autorità competenti, ha affermato che le persone in questione non risiedono nei comuni della Lombardia sottoposti a misure cautelari.

E inoltre, la famiglia attorno alla quale è stata costruita la falsa storia, è rientrata in Salento ben prima del periodo in cui sono scattate le misure anti coronavirus in Lombardia.

Il sindaco infine invita a “non diramare notizie allarmistiche e prive di fondamento”.

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