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Andrano

Non fa rientro a casa: ritrovato senza vita forse per una caduta

Un uomo di Spongano, di 76 anni, è deceduto in sua proprietà ad Andrano dove si recava nel tempo libero. Causa sospetta una caduta provocata da un malore

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Non aveva fatto rientro a casa, facendo scattare l’allarme tra i familiari che, dopo qualche ora, lo hanno ritrovato senza vita.

È deceduto, forse a causa di un forte colpo alla testa, un uomo di 76 anni, A. P., uscito di casa nella giornata di ieri per raggiungere una sua proprietà ad Andrano.

È qui, dove spesso si recava per dedicarsi a degli hobby e per trascorrere del tempo libero, che è stato trovato il suo corpo, privo di vita.

Era su una scala in pietra, con una evidente ferita alla testa che potrebbe essere la causa del decesso. Per chiarire l’accaduto, l’autorità giudiziaria ha disposto il trasferimento della salma al “Fazzi” di Lecce, dove verrà effettuata una ispezione cadaverica.

Le ipotesi in ballo sono due: un malore che potrebbe avergli fatto perdere l’equilibrio e battere fortemente la testa, oppure uno scivolone a causa del quale si sarebbe verificato il forte impatto con la pietra.

Gli altri dati raccolti dai carabinieri hanno escluso l’ipotesi aggressione: il 76enne aveva con sé i suoi effetti personali, portafogli compreso, e non vi era traccia del passaggio di altri sul posto.

Immagine di repertorio.

Andrano

“La vita rovinata per un piatto di alici”

L’odissea di Edoardo Esposito, 54enne commerciante tricasino, da sei anni in cura per infestazione da Anisakis dopo una cena a base di pesce in un ristorante di Andrano. Al processo si costituisce parte civile e chiede un risarcimento danni di centomila euro

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Dopo sei anni che per il protagonista della vicenda sono stati un autentico calvario, il processo per lesioni gravi che coinvolge il 50enne ristoratore di Andrano (G. R. difeso dall’avv. Francesco Accoto) è arrivato in Tribunale.

L’involontario e sfortunato protagonista della vicenda è Edoardo Esposito, commerciante di Tricase, oggi 54enne.

La sera di Ferragosto del 2014 insieme alla famiglia decise di festeggiare in un ristorantino della zona e gran parte del gruppo scelse di farlo a base di frutti di mare e pesce crudo. A tavola arrivarono anche delle alici marinate, destinate a cambiare per sempre la vita di Esposito.

Furono proprio quelle alici, servite a tavola nonostante il ristorante fosse sprovvisto dell’abbattitore per neutralizzare le larve, a provocargli l’infestazione da Anisakis, e la conseguente colite ulcerosa che da allora l’hanno costretto ad un continuo via vai tra ospedali e medici provocandogli effetti collaterali tutt’altro che trascurabili.

Presente ieri in aula, il commerciante tricasino, assistito dall’avvocato Stefano Stendardo ha raccontato la sua odissea al giudice: «A Tavola eravamo in dodici e il giorno dopo in otto ci sentimmo male», ha detto, «mia moglie non ebbe problemi e subito mi fece riflettere il fatto che lei non avesse mangiato pesce. La preoccupazione aumentò quando seppi che i miei commensali stavano meglio mentre io continuavo ad avere la febbre a 40° ed oltre». Il problema persisteva e così Esposito cominciò a girovagare tra medici, ospedali e centri di cura per una terapia che ancor oggi, sei anni dopo, è costretto a continuare. Gli fu diagnosticata quasi subito da un gastroenterologo dell’ospedale di Poggiardo l’infezione da Anisakis. Le cure non sembravano avere effetto così si rivolse al “Gemelli” di Roma dove si è sottoposto per quattro  anni, con continui viaggi da Tricase fino alla Capitale, ad una terapia sperimentale. Terapia a cui ancora oggi Esposito deve sottoporsi. Fortunatamente, però, il tragitto per potersi curare è decisamente più breve perché uno specialista del Policlinico romano si è trasferito nel Salento, più precisamente a Galatina, ed è lui a seguire l’andamento clinico del paziente.

La cura attuale consiste nell’assunzione quotidiana di 12 pastiglie ed una terapia biologica con flebo ogni 8 settimane esatte.

Tante medicine, soprattutto il tanto cortisone assunto nel primo anno di cura, però, hanno avuto degli effetti collaterali come il diabete di Tipo 2 e, nel caso dei medicinali assunti per la colite ulcerosa, problemi di tipo cardiaco.

Il commerciante tricasino che, a domanda del giudice, ha risposto di aver speso in questi sei anni «tra i 15 e i 16mila euro» ha anche ricordato come quella sera di Ferragosto «provai a fare assaggiare le alici a mia figlia che all’epoca aveva appena nove anni. Fortunatamente era troppo presa dai suoi giochi e non ne volle sapere…».

Nel processo Esposito si è costituito parte civile ed ha formulato una richiesta di risarcimento danni pari a 100 mila euro.

La prossima udienza con l’ascolto di altri testimoni è prevista per il prossimo 10 marzo.

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Andrano

La cucina naturale contro il cancro

Con la biologa nutrizionista Annamaria Pasquadibisceglie, domani (ore 18) presso il Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto

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L’alimentazione naturale come alleata della salute, soprattutto in chiave anticancro. Un legame che è verità: l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci.

È questo il tema del primo dei laboratori “Orti, panificazione e cucina etnobotanica” di Scuola delle Agriculture del 2020, organizzati da Casa delle Agriculture Tullia e Gino nell’ambito del progetto “Il Vivaio dell’Inclusione”, vincitore del bando Puglia Capitale Sociale 2.0.

L’appuntamento si terrà domani venerdì 7 febbraio, alle ore 18, presso il Mulino di Comunità di Castiglione d’Otranto (strada provinciale 167, n. 3) e vede come ospite la dottoressa Annamaria Pasquadibisceglie, biologa specializzata in Genetica Medica, Nutrizione Clinica e Coach in medicina di stile di vita.

Laboratorio inclusivo di cucina naturale e dialogo con la nutrizionista

L’appuntamento di domani è articolato in due fasi. Alle 18, si terrà un laboratorio di cucina naturale tenuto dalla dottoressa Pasquadibisceglie e inclusivo delle tre categorie di persone che “Il Vivaio dell’Inclusione” punta a valorizzare: anziani, migranti e portatori di altre abilità. Saranno loro a eseguire le ricette, con la collaborazione di Monica Giannone, esperta di cucina naturale e di “ricette dal mondo”.

Verranno utilizzati ingredienti rigorosamente naturali e locali per guidare i partecipanti nella preparazione di piatti semplici e genuini.

Verranno preparate, in particolare, polpette di lenticchia biologica; cous cous di verdure locali; paratha, cioè il pane pachistano con impiego di farina Maiorca e accompagnato da purea di fave con cicorie selvatiche; focaccia di farro con le cicorie di Galatina; torta di pestanache (carote giallo-viola di Tiggiano).

Nel dialogo che seguirà, dal titolo “Diventare i protagonisti della propria salute”, alle 19,30, Annamaria Pasquadibisceglie approfondirà il tema della relazione fra salute, alimentazione e stile di vita.

 Il Vivaio dell’Inclusione

Il progetto, intitolato al sociologo e giornalista Luigi Russo recentemente scomparso, è risultato vincitore del bando regionale sostenuto con il “Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo Settore (art. 73 D.Lgs n. 117/2017)- Avviso 1-2018 PugliaCapitaleSociale 2.0”.  Casa delle Agriculture è capofila di una rete che vede come partner l’associazione di anziani Auser Ponte Andrano-Castiglione e la collaborazione de L’Adelfia, dei

due Sprar “Il Salento accoglie” del Gus ad Andrano, del Parco regionale Otranto-Leuca, del Gal Porta a Levante, dell’Unione dei Comuni Andrano-Diso-Spongano.

Attraverso attività agricole di recupero di cultivar locali e laboratori di panificazione e cucina etnobotanica, si punta al contrasto alle solitudini involontarie, specie nella popolazione anziana; al trasferire alle fasce deboli (in particolare migranti e disabili) competenze spendibili in campo lavorativo; alla promozione della salvaguardia delle aree ambientali e rurali.

Annamaria Pasquadibisceglie

La dottoressa Annamaria Pasquadibisceglie nasce professionalmente come Biologa molecolare, specializzata in Genetica Medica.

Dopo essere stata ricercatrice a San Giovanni Rotondo nel reparto di Genetica, vince una borsa di studio sulla diagnosi Genetica Preimpianto sugli embrioni (PGD) per evidenziare mutazioni per la Beta talassemia presso l’ospedale De Bellis di Castellana Grotte (Bari), dove mette a punto la diagnosi con tecnica di PCR. Ha lavorato per circa dieci anni nell’istituto come embriologa,  quindi si è occupata di fecondazione assistita.

Dopo una esperienza di tumore ai due seni, si avvicina al mondo dell’alimentazione, attuando su se stessa una grande terapia alimentare e di disintossicazione ottenendo un eccellente risultato, che l’ha portata a specializzarsi in Nutrizione Clinica a Roma.

E’ stata allieva di un oncologo francese, prof. Philippe Lagarde, diventando esperta di tecniche di disintossicazione da Chemio e Radioterapia.

E’ diventata Coach in Medicina di Stile di Vita presso la Sapienza di Roma con partecipazione ad un corso ad Harvard con il prof. Willet, grande scienziato che da più di 30 anni si occupa dell’influenza che la nutrizione esercita sulla salute.

Dal 2011 ad oggi esercita la libera professione come nutrizionista per la prevenzione e cura delle malattie.

Nel 2019, è diventata docente a contratto presso l’Università Unicusano di Roma nel master di nutrizione clinica – nutrizione in oncologia.

Infine, grazie all’incontro con il prof. Franco Berrino, dell’Istituto dei tumori di Milano, ha frequentato numerosi corsi di cucina antitumorale, acquisendo competenze e trasmettendo ai suoi pazienti anche i consigli pratici.

Cibo e tumori, cosa dice l’Airc

Continua a rimarcarlo anche l’Airc (la storica fondazione per la ricerca sul cancro): “Un numero crescente di studi sta dimostrando l’importanza di una sana alimentazione nella prevenzione”.
La presenza in alcuni cibi di alcune sostanze favorisce, infatti, lo sviluppo della malattia: è il caso di nitriti e nitrati usati per la conservazione dei salumi (facilitano la comparsa del tumore dello stomaco); di aflatossine liberate da muffe del mais, granaglie e legumi mal conservati (responsabili di una quota rilevante di tumori del fegato); di grassi e proteine animali, mentre gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, hanno un effetto protettivo.

Alcuni tumori, poi, sono più sensibili di altri agli effetti del cibo, come confermano alcuni studi tra cui l’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). Tra questi “ci sono ovviamente i tumori dell’apparato gastrointestinale, e in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto: si calcola che fino a tre quarti di questi tumori si potrebbero prevenire mangiando meglio a tavola – spiega Airc  – e importante è la scelta dei cibi anche per il tumore del fegato. L’azione locale di alcune sostanze (come ad esempio l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche) può favorire inoltre lo sviluppo di tumori della bocca, della gola, dell’esofago, della laringe. Gli studi più recenti hanno però messo in evidenza che l’azione del cibo sul rischio di cancro è molto più estesa: il tipo di alimentazione influisce infatti sullo stato di infiammazione che può predisporre a ogni forma di cancro e sull’equilibrio ormonale che può favorire od ostacolare lo sviluppo dei tumori della prostata nell’uomo e del seno, dell’ovaio e della superficie interna dell’utero, l’endometrio, nella donna”.

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Andrano

Un’Agriludoteca contro lo spopolamento dei nostri paesi

Castiglione d’Otranto: avvio del progetto in uno spazio ludico e inclusivo dedicato a Utopie, agricoltura e comunità. Festa di comunità con laboratori agricoli e di lettura per bambini e omaggio a Gianni Rodari

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Spopolamento significa anche e soprattutto rischio di perdita dei legami di solidarietà, caratteristica fondamentale delle comunità rurali. È per riallacciarli, consolidarli, evitare le solitudini, educare alla restanza che nasce il progetto “Verso l’Agriludoteca di Comunità”, che sarà inaugurato domani, domenica 29 dicembre, alle ore 17, presso la ex scuola elementare di Castiglione d’Otranto (Andrano): uno spazio ludico e pedagogico per i più piccoli; luogo di inclusione e valorizzazione delle differenze; strumento per salvaguardare saperi, pratiche e valori del mondo rurale vissuto in chiave nuova.

A voler concretizzare questa nuova sfida sono state l’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino e l’omonima cooperativa, con il sostegno del Csv Salento e la collaborazione di Coppula Tisa, L’Otto Onlus, Auser Ponte Andrano-Castiglione, L’Adelfia Lab, Comune di Andrano e Comune di Castro.

Il progetto sarà avviato con un pomeriggio di festa che prevede, alle 17, la presentazione pubblica dell’iniziativa e a seguire due laboratori per i più piccoli. Per i bambini dai 3 ai 5 anni, “Terra Libera Tutti” sarà curato dalle volontarie di Casa delle Agriculture. Per i bambini dai 6 ai 12 anni, “Le parole di Rodari”, laboratorio di lettura ad alta voce a cura di Michela Santoro (libreria Idrusa) ed Elisa Maggio (associazione culturale Narrazioni), proporrà un fantastico viaggio tra le pagine più belle di Le favole al telefono, I viaggi di Giovannino Perdigiorno e le meravigliose filastrocche. Un omaggio al grande maestro e poeta della fantasia, nell’imminenza dell’anno “rodariano”, visto che nel 2020 si festeggeranno i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari. Per i genitori e i nonni, invece, “Facciamo comunità”, con la condivisione del rito del tè e dei dolci fatti in casa.

Il progetto: verso l’agriludoteca di comunità dove non c’è più una scuola

A Castiglione d’Otranto, la mancanza della scuola primaria di primo e secondo grado, chiusa da anni a causa delle poche nascite, sta diventando un vero fattore disgregante: le famiglie iscrivono i propri figli in altri centri (Montesano,Andrano,Tricase) e questo affievolisce i legami di comunità in un paese che ne ha forte bisogno (è in via di spopolamento) ed è scoglio difficile da superare nell’inclusione dei bimbi che hanno altre abilità o sono a rischio sociale (genitori adolescenti e poco istruiti, padri disoccupati, figli di migranti, evasione scolastica, etc), tutte situazioni presenti sul territorio. Anche per questo, come segno di inversione di tendenza, il progetto troverà casa, per il momento, nella ex scuola elementare, per consentirle di tornare a svolgere le funzioni per le quali è nata.

“Più volte – fanno sapere da Casa delle Agriculture – le famiglie ci hanno manifestato il bisogno di garantire in maniera stabile l’animazione pedagogica e di socializzazione per i bambini, con il fine primario di includere piccoli affetti da disturbo dello spettro autistico o con altre abilità e a rischio sociale. Secondo obiettivo è quello di ricostruire una sorta di “gruppo scuola” tra le famiglie. Terzo obiettivo è puntellare l’educazione sui temi dell’ecosostenibilità ambientale e rispetto per gli altri”.

Per sviluppare progettualità inclusive e lungimiranti, Casa delle Agriculture intende promuovere il volontariato tra le famiglie, le associazioni partner e le realtà della rete già presente sul territorio animando un progetto che va nella direzione di una agriludoteca di comunità: un luogo di gioco, didattica ecologica, pratiche di educazione al rispetto dell’altro e dell’ambiente, spazio di inclusione per bambini dai 3 ai 12 anni.

La rete solidale intorno al progetto

La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie al sostegno del Csv Salento, poiché è risultato vincitore dell’ultimo bando per la Promozione e Formazione del Volontariato, e con un investimento fatto da Casa delle Agriculture attingendo a suoi fondi di bilancio.

Il Comune di Andrano ha messo a disposizione lo spazio; il Comune di Castro ha donato degli arredi dismessi della sua scuola dell’infanzia, recuperati dai volontari.

Come spiega il presidente del Csv Luigi Conte, “Verso l’Agriludoteca di comunitàrappresenta “un momento di forte aggregazione sociale per un territorio, come quello di Castiglione d’Otranto, dove il calo delle nascite ha determinato la chiusura della scuola primara e, quindi, uno depauperamento sociale importante che è giusto affrontare con consapevolezza e innovazione, che certo non mancano”.

L’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino ha intrapreso per questo una collaborazione con Coppula Tisa, organizzazione di volontariato di Tricase con una lunga storia nelle pratiche di tutela ambientale; con L’Otto Onlus, associazione per la promozione della salute mentale che a Muro Leccese porta avanti le proprie attività in questo campo anche a seguito di specifica convenzione con la Asl di Lecce; con l’Auser Ponte Andrano-Castiglione, associazione che riunisce gli anziani del posto che dedicheranno dei pomeriggi per favole, intrecci e impasti con i bambini; con L’Adelfia Lab, i laboratori urbani de L’Adelfia ad Andrano, che con la lunga esperienza degli psicomotricisti funzionali Rosario e Salvatore Surano agevolerà il percorso di inclusione; la cooperativa Casa delle Agriculture fornirà le competenze agricole necessarie.

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