Artrosi? Terapia infiltrativa o protesi nelle artrosi distrettuali

Presso la sala convegni dell’Albergo Palazzo, Terme di Santa Cesarea, si è tenuto il corso di aggiornamento rivolto al personale medico dal titolo “L’Artrosi oggi: Quali novità? Terapia Infiltrativa o Protesi nelle Artrosi distrettuali”, patrocinato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Lecce e da SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie.

Il convegno, che ha rilasciato 8 crediti ECM, ha approfondito con particolare attenzione la sperimentazione di nuovi modelli di cura ed assistenza, secondo le più aggiornate linee guida in formazione. La natura estremamente praticadel corso, lo ha reso altamente professionalizzante per oltre sessanta partecipanti, facenti parte di diverse categorie (Medici di Medicina Generale, Fisiatri, specialisti in Ortopedia e Traumatologia, Fisioterapisti).

Il convegno nazionale, coordinato dal responsabile scientifico Dott. Lucio Catamo e diretto dal Dott. Maurizio Fontana, si è articolato in tre sezioni. Le due sezioni didattiche hanno riunito presso le Terme di Santa Cesarea specialisti delle più importanti strutture sanitarie italiane, quali i chirurghi ortopedici Maurizio Fontana (Faenza) Lucio Catamo (Bologna) e Giuseppe Rollo (Lecce), la fisiatra Gianna Tondi (Lecce), il segretario provinciale SIMG Antonio Metrucci, il segretario regionale SIMG Emilia Romagna Donato Zocchi. La terza sezione ha approfondito la terapia infiltrativa, che rappresenta uno strumento estremamente importante tra le opzioni terapeutiche a disposizione dello specialista.Il corso si è proposto di fare acquisire ai partecipanti abilità tecniche e pratiche in tema di tecnica infiltrativa di spalla, gomito, mano, anca, ginocchio, piede, anche mediante prove pratiche.

Si è affrontato il tema di quali siano le terapie più sicure e i rimedi più efficaci per i pazienti artrosici. Se da un lato la sostituzione dell’articolazione con una protesi parziale o totale può essere la soluzione ad una limitazione funzionale grave e invalidante, la possibilità di trattare efficacemente la sintomatologia dolorosa mediante adeguate terapie farmacologiche e/o fisioterapiche, coadiuvate da infiltrazioni articolari, potrebbe permettere un minor ricorso alla chirurgia protesica, che vede l’Italia al primo posto in Europa, contribuendo a contenere i notevoli costi sopportati dal SSN.  

Le articolazioni sono difatti delle cerniere che con il tempo vanno incontro ad una fisiologica usura e, se utilizzate poco o male, possono alterarsi. Per cui talora bisogna sostituirle per permettere lo svolgimento delle azioni di vita quotidiana ed in alcuni casi anche una ripresa di attività fisiche e sportive.

Inoltre, sono state fornite indicazioni sui farmaci, utilizzati anche in interazione con altri trattamenti. Nella parte didattica del convegno in oggetto, le relazioni scientifiche, supportate dalla proiezione di diapositive, hanno analizzato la gestione del paziente artrosico, le tecniche di riabilitazione pre e post chirurgica, ritenute maggiormente idonee, e il trattamento chirurgico di anca, ginocchio, piede. 

Importante in questo convegno è stato il coinvolgimento dei medici di medicina generale, direttamente a contatto con una popolazione, quella italiana, che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse. Tra queste l’artrosi, fra le malattie croniche più frequenti nella popolazione e principale causa di disabilità dell’anziano. In Italia sono colpiti oltre 5.000.000 di cittadini con proiezioni che indicano una crescita esponenziale della malattia nei prossimi anni e della spesa socio-sanitaria. Di conseguenza saranno in crescita un numero già altissimo di protesi impiantate: l’Italia difatti si attesta tra i primi paesi in Europa con oltre 200 mila interventi l’anno. Si pone dunque in ambito medico la necessità di individuare ed approfondire nuovi rimedi terapeutici, farmacologici e chirurgici.

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