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Attualità

Un (grande) Cuore con le ali

Solidarietà. La scuola di volo salentina ha garantito un anno di carburante alla bimbulanza, donato un pulsossimetro all’Ospedale di Tricase e devoluto mille euro sempre al “Card. Panico” e altri mille al reparto oncologico pediatrico del “Fazzi”

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Nell’ambito del tradizionale scambio di auguri per le imminenti festività natalizie, il 61° Stormo ha finalizzato il progetto “Cuore con le Ali”, l’iniziativa messa in piedi con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare in beneficenza alle strutture sanitarie del territorio salentino. Innanzitutto è stata ricordata la sfida lanciata un anno fa, nella stessa sede, dal Colonnello Paolo Tarantino, Comandante del 61° Stormo, e dal Colonnello Filippo Trigilio, Direttore del 10° Reparto Manutenzione Velivoli, i due reparti dell’Aeronautica Militare con sede sull’aeroporto di Galatina: riuscire a raccogliere le somme sufficienti a finanziare il carburante necessario a far viaggiare per tutto l’anno la “Bimbulanza”, un’ambulanza pediatrica, con allestimenti interni ed esterni divertenti e colorati, utilizzata per il trasporto dei bambini, spesso per lunghi tragitti, nei luoghi di cura. L’obiettivo è stato raggiunto e superato lo scorso mese di ottobre, con grande soddisfazione per tutto il personale dell’aeroporto e per i responsabili dell’iniziativa, primo fra tutti, don Gianni Mattia, ideatore e responsabile dell’associazione onlus “Cuore e mani aperte verso chi soffre”, in cui rientra il progetto “Bimbulanza”, nonché parroco dell’ospedale “V. Fazzi” di Lecce. La generosità del personale militare e civile dell’aeroporto di Galatina è andata oltre: grazie alle somme raccolte, è stato infatti possibile donare all’ospedale “Cardinale G. Panico” di Tricase un “pulsossimetro”, uno strumento necessario a misurare, in modo non invasivo, l’ossigeno all’interno del sangue. Inoltre sono stati consegnati due assegni: uno alla stessa azienda ospedaliera di Tricase e un altro al reparto oncologico pediatrico dell’ospedale “V. Fazzi” di Lecce.

T-346A Master

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A consegnare la beneficenza il colonnello Tarantino e il colonnello Trigilio, che, dopo aver sottolineato i risultati operativi e addestrativi raggiunti nel corso dell’anno dai rispettivi Reparti, anche grazie ad un eccellente lavoro di squadra, non hanno potuto fare a meno di ringraziare il personale della base aerea che ogni anno dimostra altruismo, sensibilità e spirito di iniziativa con l’obiettivo di sostenere i settori istituzionalmente impegnati ad aiutare chi soffre.

La “Scuola di Volo” di Galatina provvede alla formazione e all’addestramento al volo su aviogetti: degli allievi piloti fino al conseguimento del “brevetto di pilota militare (Fase II e Fase III); dei piloti militari frequentatori di corsi Lead In to Fighter Training (Fase IV); dei piloti militari da qualificare Istruttori di Volo (CIV: Corso Istruttori Volo),

dell’Aeronautica Militare e degli allievi piloti delle altre Forze Armate e dei Paesi stranieri alleati/amici in tutte le fasi di volo. Attualmente il 61° Stormo ospita personale proveniente dall’Argentina, dall’Austria, dalla Francia, dalla Grecia, dal Kuwait, dall’Olanda, da Singapore e ,da qualche giorno, anche dalla Polonia.

Attualità

Cambia nome da Alessandro ad Alexandra. La Cassazione: giusto

Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

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Cassazione, sì a cambio nome, Alessandro diventa Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe. Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

Alessandro potrà cambiare nome in Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe.

Impossibile negare quel nome con la “x” all’uomo che ha cambiato sesso diventando donna a tutti gli effetti per lo Stato: è escluso che nella modifica all’atto di nascita dell’interessata debba avvenire una trasposizione meccanica dell’originario appellativo della richiedente, che peraltro non è sempre possibile.

Nulla vieta che possa sempre essere l’interessato, «soggetto chiaramente adulto», a indicare il nuovo nome prescelto dopo aver vinto la causa per la rettificazione del sesso. È quanto emerge dall’ordinanza 3877/20, pubblicata il 17 febbraio dalla prima sezione civile della Cassazione.     Accolto il ricorso dell’interessata: la Suprema corte decide nel merito ordinando all’ufficiale di Stato civile del Comune la correzione l’atto di nascita della richiedente, che dunque si chiamerà come ha sempre sognato.

Sbaglia la Corte d’appello di Torino a bocciare il nome con la “x” sul rilievo che si tratterebbe di un mero «desiderio voluttuario» della richiedente, mentre il nuovo segno distintivo da inserire nel registro dell’anagrafe sarebbe “Alessandra”, in quanto mera femminilizzazione dell’appellativo originario. Si tratta infatti di un’interpretazione che non trova supporto nella normativa in materia: le disposizioni non prevedono affatto un calco linguistico fra vecchio e nuovo nome.

Trova ingresso la censura che evidenzia come vi siano prenomi maschili non traducibili al femminile e viceversa, oltre ad altri che possono essere percepiti come dell’uno o dell’altro sesso a seconda del contesto linguistico in cui si pone l’interprete.

Il tutto mentre l’articolo 5 della legge 164/82 pone una corrispondenza assoluta fra il sesso anatomico e il nome, anteponendo l’interesse pubblico alla certezza nei rapporti giuridici a quello individuale alla coincidenza fra il sesso percepito e il nome indicato nei documenti di identità. È d’altronde primario il diritto all’identità sessuale sotteso alla rettificazione del sesso (che può avvenire senza l’intervento che modifica i caratteri anatomici primari).

E il nome, costituisce un diritto inviolabile della persona come immediato segno distintivo. Insomma: la scelta è libera se non viola altre disposizioni normative o diritti di terzi.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti

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Dash, il cane che “segue” il suo padroncino in punizione

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Il cane è il migliore amico dell’uomo…e dei bambini.

Sta facendo il giro del web la foto-notizia di Dash e Peyton, cane e padroncino ritratti in uno scatto singolare.

Singolare (e poco ortodosso) sicuramente per il contesto: un momento di punizione per il piccolo Peyton, mandato dai genitori testa al muro a riflettere per qualche minuto in silenzio su una bravata (cosiddetto timeout). Ma ancor più unico per la bellezza della presenza che affianca il bimbo “monello”.

Dash infatti, un cagnolone di oltre 50 chili, non lascia solo Peyton, il suo “cucciolo d’uomo”, anzi lo raggiunge e lo affianca.

Il costrutto che ne nasce è senza dubbio più umano che animale: il cane certamente non saprà perché il suo Peyton è lì, e cosa stia facendo (o espiando).

Ma il suo affetto per il suo giovane amico buca l’obiettivo e agli occhi (ed al cuore) di chi guarda, trasmette un messaggio forte e chiaro: il tuo amico a 4 zampe ti è sempre accanto. Soprattutto nei momenti più difficili.

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Matino a banda ultralarga

Firmata la convenzione per la realizzazione delle strutture. Il sindaco Toma: «I cittadini e le imprese potranno usufruire di servizi innovativi che contribuiscono allo sviluppo dell’economia locale»

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È stata firmata, in data 11 febbraio 2020, la convenzione per la realizzazione della infrastruttura a banda ultralarga tra il Comune di Matino e Infratel Italia Spa.

La società con azionista unico, soggetta alla direzione e coordinamento dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. di Roma curerà la costruzione, manutenzione e spostamento delle infrastrutture a banda ultralarga sulle strade di competenza comunale, nonché la tipologia e le modalità di esecuzione delle opere di realizzazione e manutenzione della infrastruttura stessa secondo quanto disposto con la suddetta convenzione.

Il Comune di Matino, da parte sua, si impegna a rilasciare i permessi di scavo, ad attivare tutte le necessarie procedure atte ad assicurare la spedita realizzazione delle opere previste nonché a fornire infrastrutture esistenti di proprietà comunale utilizzabili per la posa di fibra ottica.

«Siamo lieti che Matino sia una delle prime città pugliesi che si doterà di infrastrutture di rete moderne, che consentiranno ai cittadini e alle imprese di usufruire di servizi innovativi che contribuiscono allo sviluppo dell’economia locale», dichiara il sindaco di Matino, Giorgio Salvatore Toma, «senza accesso alla banda ultralarga un’azienda è limitata nel suo importante processo di sviluppo, di ricerca e innovazione, così come gli utenti privati perderebbero l’opportunità di una crescita culturale e comunicativa più efficace e più veloce».

L’arrivo della banda ultralarga a Matino si inserisce all’interno dell’iter amministrativo intrapreso a seguito dell’accordo di programma per lo sviluppo della banda ultralarga siglato il 19 dicembre 2017 tra il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Puglia.

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