Connect with us

Melpignano

Melpignano: trovato il cadavere del padre del parroco

A Melpignano, verso le 23, è stato rinvenuto il cadavere di Brizio Caretti, nato a Martano 72 anni fa, coniugato e pensionato. Il corpo è stato trovato in una cisterna all’interno

Pubblicato

il

A Melpignano, verso le 23, è stato rinvenuto il cadavere di Brizio Caretti, nato a Martano 72 anni fa, coniugato e pensionato. Il corpo è stato trovato in una cisterna all’interno di un terreno di sua proprietà ed era in evidente stato di decomposizione, dovuto molto probabilmente al fatto che lo stesso era immerso nell’acqua della cisterna da molti giorni. L’allarme è stato dato ieri sera stessa dal figlio, parroco del paese, il quale, vista l’assenza del padre da ormai molti giorni, si è recato nel terreno di proprietà del padre e dopo aver notato davanti al boccale della cisterna le scarpe del padre, ha chiamato i Carabinieri. Il figlio ha riferito che il padre si era allontanato, come era solito fare, il 16 agosto 2011. La salma è a disposizione dell’A.G. per l’autopsia che ne stabilirà le cause della morte. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Maglie ed i Carabinieri della Compagnia di Maglie.

Continua a Leggere

Cronaca

Autovelox Melpignano: rinotificata, per errore, una multa annullata

Lo Sportello dei Diritti denuncia: “Un errore che denota la scarsa attenzione al cittadino e l’univoco intento di far cassa”

Pubblicato

il

Fa sempre parlar di sé l’autovelox della ss16 installato nel territorio di Melpignano e di recente finito nel mirino degli automobilisti dopo una sentenza lo definiva non idoneo in quanto sprovvisto di omologazione.

Lo Sportello dei Diritti, oggi, ne parla per un episodio singolare: una notifica doppia ad un cittadino cui era già stata annullata una ingiunzione dal Giudice di Pace.

“Succede – scrive lo Sportello dei Diritti -: quando l’amministrazione è troppo impegnata a sanzionare, notifica due volte un’ordinanza di ingiunzione già annullata”.

“Questo denota – rincara il presidente Giovanni D’Agata – scarsa attenzione verso i cittadini. Sono fatti che accadono quando gli enti accertatori utilizzano gli strumenti di rilevazione delle violazioni al Codice della Strada a livello seriale, come quello capitato ad un cittadino che si era rivolto allo “Sportello dei Diritti” per ricorrere avverso un verbale per presunto eccesso di velocità elevato dal Comune di Melpignano. L’automobilista pensava che tutto si fosse risolto dopo che gli era stata recapitata un’ordinanza ingiunzione di rigetto del ricorso per la somma di 362 euro e che una volta impugnata innanzi al Giudice di Pace di Lecce, era stata annullata con una sentenza emessa il 9 dicembre scorso. Senonchè, proprio qualche giorno dopo, pensando di ricevere la bella sorpresa di una copia della decisione del magistrato onorario, si era visto con suo estremo sconcerto notificare, a cura dello stesso Comune di Melpignano per conto della Prefettura di Lecce, lo stesso ed identico provvedimento dell’autorità territoriale del governo che gli ingiungeva nuovamente il pagamento dello stesso importo. Un qui pro quo che è senz’altro dipeso dalla miriade di opposizioni ai verbali elevati dal Comune di Melpignano per il famigerato autovelox installato sulla s.s. 16. Ancora una volta, quindi, il cittadino sarà costretto a recarsi dal Prefetto confidando in una spontanea presa d’atto dell’evidente errore che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, denota la scarsa attenzione verso i cittadini delle amministrazioni impegnate ad elevare sanzioni a gogo utilizzando strumenti elettronici di rilevazione delle infrazioni in punti a dir poco “strategici” che più che dietro alla paventata necessità di maggiore e condivisibile sicurezza per la circolazione stradale, si rivelano nella loro incredibile capacità di portar soldi nelle casse degli enti interessati”.

Continua a Leggere

Attualità

Cassazione: alt all’utilizzo indiscriminato degli autovelox

Nuovi “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa” dopo altre recenti decisioni

Pubblicato

il

Cassazione: alt all’utilizzo indiscriminato degli autovelox. Annullati multa e taglio punti perché la dichiarazione di conformità del velox non è retroattiva.

La Suprema Corte torna a bacchettare l’indiscriminato utilizzo dell’autovelox sulla conformità sì, ma non retroattiva. Dopo la sentenza 113/15 della Corte costituzionale tutti gli apparecchi che misurano le velocità dei veicoli sulle strade devono essere sottoposti a verifica e taratura periodica, pena l’annullamento della multa. Ma la dichiarazione di conformità dello strumento elettronico non vale ad attestare la funzionalità rispetto a infrazioni effettuate in epoca precedente la sua redazione.

È quanto emerge dall’ordinanza 33164/19, pubblicata il 16 dicembre dalla seconda sezione civile della Cassazione. Accolto il ricorso proposto dalla società cui è stato notificato il verbale per l’infrazione ex articolo 142 comma nono Cds, dunque con sanzione pecuniaria e taglio dei punti sulla patente.

Sbaglia il Tribunale a ritenere legittimo il provvedimento adottato nei confronti del veicolo di proprietà della snc: manca infatti la prova della taratura e della conformità dell’autovelox utilizzato per rilevare l’infrazione.

Quando il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice risulta tenuto ad accertare se lo strumento è stato sottoposto ai controlli necessari dopo la pronuncia della Consulta e l’onere della prova deve ritenersi costituito a carico dell’amministrazione.

Ma nessun valore giuridico può avere la dichiarazione di conformità dello strumento rispetto alle infrazioni rilevate prima della sua emissione. Di recente la Suprema corte ha chiarito come l’obbligo di verifica non valga per strumenti elettronici come il photored che sono sì utilizzati per rilevare le infrazioni stradali, ma non misurano la velocità dei veicoli (cfr. Cassazione 31818/19). Parola al giudice del rinvio.

Nuovi “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa” dopo altre recenti decisioni segnalate dallo “Sportello dei Diritti”.

Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non basta premurarsi per fare multe a gogo se poi non si pensa effettivamente alla sicurezza stradale, alla certezza delle rilevazioni ed al rispetto del diritto di difesa dei presunti trasgressori.

Continua a Leggere

Cronaca

A proposito dell’autovelox di Melpignano

L’avv. Gianvito Rizzini: «Altri ricorsi siano stati accolti prima e dopo la sentenza emessa a settembre. Coloro che hanno già pagato la sanzione non hanno nessuna possibilità di vedersi restituiti i soldi».

Pubblicato

il

In merito all’annullamento di una sanzione amministrativa relativa alla presunta violazione del codice della strada accertata tramite “autovelox” dal Comune di Melpignano (clicca qui), abbiamo registrato l’intervennto con alcune aggiunte e precisazioni dell’avv. Gianvito Rizzini.

Secondo il legale di Tiggiano, la sentenza emessa dal Giudice di Pace di Lecce non in è  realtà la prima che va in questo senso.

Su ricorso di altri due automobilisti difesi proprio dall’avv. Rizzini, il Giudice di Pace di Lecce, nella persona della Dott.ssa Veneranda Cerfeda, ha infatti emesso una sentenza (n. 4507/2019) di accoglimento già il 18 settembre 2019.

«Il ricorso», spiega l’avvocato, «era principalmente motivato proprio dalla necessità che l’apparecchiatura di misurazione elettronica non fosse “omologata” ma solo “approvata».

Secondo Gianvito Rizzini, «il Ministero dei Trasporti, dunque, avrebbe confuso la portata e gli effetti giuridici dei due provvedimenti amministrativi in ragione del fatto che lo stesso Codice della Strada utilizza le relative denominazioni tal volta come sinonimi».

«All’epoca», spiega ancora il legale, «decidevo di non dare visibilità all’accaduto – contro il fisiologico orgoglio professionale di un giovane professionista – sperando che il Comune provvedesse a riparare la gestione dell’apparecchio evitando un’esposizione dell’ente pubblico ad una massiccia azione da giudiziaria da parte dei potenziali ricorrenti».

È ragionevole dedurre, infatti, che anche altri ricorsi siano stati accolti prima e dopo la sentenza emessa a settembre.

Per l’avv. Rizzini, però, è «doveroso precisare, anche in risposta ai numerosi commenti che si stanno succedendo al post della vostra pagina Facebook, che denotano un tanto facile, quanto irragionevole, sentimento di astio nei confronti degli enti pubblici e dello stesso Comune di Melpignano che le sentenze hanno effetto solo tra le parti in causa e che nulla impedisce ad un magistrato diverso, dello stesso Ufficio del Giudice di Pace, di dare un’interpretazione diversa da queste e dunque rigettare il ricorso sul medesimo punto».

E ancora: «Coloro che hanno già pagato la sanzione non hanno nessuna possibilità di vedersi restituiti quei soldi, in quanto il pagamento equivale ad accettazione della sanzione e riconoscimento della propria responsabilità. Tale “acquiescenza” preclude ogni pretesa civilistica di “ripetizione dell’indebito” nei confronti della Pubblica amministrazione».

Vale a dire nessuna azione spetta dal cittadino nei confronti dell’ente che ha emesso la sanzione se l’ha già pagata.

Questi punti riguardano oramai principi consolidati che sono stati elaborati dalla Suprema Corte di Cassazione (fra le altre, Sent. Cass. Civ., Sez. 2, n. 13727 del 8.06.2010).

Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus