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News & Salento

Terme di Santa Cesarea: prossima privatizzazione?

Nei giorni scorsi Filcams CGIL e Fisascat CISL hanno incontrato il Direttore Generale nella sede sociale di “Terme di Santa Cesarea Spa” per affrontare le questioni

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Nei giorni scorsi Filcams CGIL e Fisascat CISL hanno incontrato il Direttore Generale nella sede sociale di “Terme di Santa Cesarea Spa” per affrontare le questioni che riguardano il futuro della società e dei 120 lavoratori salentini interessati. Il Direttore ha comunicato alle Organizzazioni sindacali che è intenzione della proprietà avviare il processo di privatizzazione dismettendo le quote pubbliche. Le Organizzazioni sindacali criticano duramente questa scelta e l’atteggiamento di insensibilità del Presidente e dei componenti del Consiglio d’amministrazione, assenti a un incontro così importante: “Il CdA non avverte l’esigenza di confrontarsi con i lavoratori su tematiche che li riguardano da vicino”, dichiarano i sindacati.

E di insensibilità sono stati accusate anche le istituzioni, Regione Puglia e Comune di Santa Cesarea, assenti anche loro, soci delle “Terme” e decisi a mandare all’aria un progetto che tiene in piedi importanti equilibri occupazionali nel territorio senza confrontarsi con nessuno.

Di fronte a questi atteggiamenti, i Sindacati chiedono, “per il bene dell’azienda, che il Presidente e il CdA si dimettano consentendo agli organi preposti di nominare un amministratore unico con capacità professionali e manageriali all’altezza della situazione”.

A Regione e Comune di Santa Cesarea richiedono un incontro urgente “per essere partecipi dei processi in corso” e di cui i lavoratori sono tenuti totalmente allo scuro: “La componente lavorativa non è una variabile indipendente”, sottolineano i Sindacati, “ma un punto di riferimento dei risultati positivi ottenuti con sacrificio e dedizione in 25 anni di attività lavorativa anche precaria”.

Intanto la Filcams Cgil, insieme a Fisascat Cisl e ai rappresentanti sindacali d’azienda, proclamano lo stato di agitazione e allertano la cittadinanza perché “operazioni poco chiare possono pregiudicare il destino delle Terme, patrimonio di tutti”.

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Appuntamenti

COMMON: un progetto sui rifiuti marini nel Mediterraneo

Presentazione lunedì 2 marzo alle 10,30 nella sede di Tricase del CIHEAMBari. Rete di collaborazione fra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione di plastiche e microplastiche in mare

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In programma lunedì 2 marzo, ore 10,30, nella sede di Tricase del CIHEAM Bari, la presentazione alla stampa del Progetto COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea).

Obiettivo dell’incontro è evidenziare l’importante legame tra governance e ricerca scientifica per affrontare la problematica emergente dei rifiuti marini e, soprattutto, della plastica nei nostri mari.

Le ultime ricerche hanno evidenziato che, ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare, di cui il 7% nelle acque del Mediterraneo. In particolare, le quantità di macroplastiche rinvenute raggiungono una densità media che oscilla all’incirca tra i 2 e i 5 oggetti flottanti per km2, mentre quella delle microplastiche (particelle più piccole di 5 mm) è compresa tra 93 mila e le 204 mila microparticelle per km2 (dati Legambiente).

Il problema dei rifiuti in mare non provoca danni solo alla biodiversità e all’ecosistema, ma ha ripercussioni anche sulle attività produttive come pesca e turismo.

Il progetto COMMON, finanziato nell’ambito del programma ENI CBC MED con 2.2 milioni di Euro, punta a costruire una rete di collaborazione fra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione dei rifiuti marini. Il progetto vede coinvolti Legambiente, Università di Siena, Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie del Mare di Tunisi, CIHEAM Bari, l’ONG libanese Amwaj of the Environment, l’Università di Sousse e la riserva naturale di Tyre, in Libano. Obiettivo principale del progetto è la riduzione del marine litter, utilizzando i principi della Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) in 5 aree pilota, pianificando l’uso e il monitoraggio delle risorse e utilizzando un approccio partecipativo efficace, che coinvolga le parti interessate e le comunità locali, con l’ambizione di testare un modello potenzialmente trasferibile a tutto il Bacino mediterraneo.

I rifiuti, oltre ad essere pericolosi per gli organismi acquatici, non scompaiono; si frammentano trasformandosi in microplastiche che entrano e contaminano la catena alimentare.

L’incontro del 2 Marzo p.v. ha lo scopo di fare il punto della situazione, confrontarsi sulle proposte e sulle politiche da attuare e raccogliere elementi importanti per lo studio del fenomeno.

Al convegno prenderanno parte, tra gli altri: Maurizio Raeli, direttore del CIHEAM Bari; Stefano Piraino, dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento; Carlo Chiuri, sindaco di Tricase; Enrico Macrì, comandante della Capitaneria di Porto di Gallipoli; il sindaco di Andrano, Salvatore Musarò; il sindaco di Castro Alfonso Capraro; il sindaco di Diso, Antonella Carrozzo; Nicola Panico, presidente del Parco Costa Otranto–Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

A latere del meeting, una tartaruga della specie Caretta caretta sarà rilasciata nelle acque del porto di Tricase.

Fortuna,così è stata battezzata, era rimasta impigliata, a trenta metri di profondità, nelle reti dei pescatori che, dopo averla soccorsa, l’hanno trasferita al centro di recupero tartarughe di Calimera per i necessari controlli.

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Attualità

Coronavirus, le precauzioni della Diocesi di Ugento

Comunione solo in mano, niente segno della pace e via l’acqua dalle acquasantiere. Il Vicario generale, Mons. Beniamino Nuzzo: «Indicazioni ispirate esclusivamente alla prudenza».

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Corona virus la chiesa si adegua. Anche nella diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca da oggi sono in vigore delle norme precauzionali come ricevere l’Ostia per la Comunione tra le mani e non in bocca e evitare il segno della pace.

A comunicarlo il Vicario generale Mons. Beniamino Nuzzo: «La diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca si attiene responsabilmente le indicazioni precauzionali date dalle autorità civili e sanitarie della regione Puglia per la tutela della salute di tutti».

Mons. Beniamino Nuzzo

Il Vicario generale della Diocesi di Ugento dopo aver rivolto «un particolare invito alla preghiera per gli ammalati e le loro famiglie, per il personale sanitario per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza sanitaria», precisa: «Attualmente sono solo territorio non è indicata nessuna situazione di contagio, tuttavia, in maniera cautelativa, è opportuno osservare queste indicazioni di base».

Ecco nel dettaglio quali sono le indicazioni di base: «I fedeli ricevano la Santa Comunione esclusivamente sul palmo della mano, secondo le norme liturgiche vigenti; si eviti lo scambio di pace all’interno della santa messa; sia rimossa l’acqua benedetta presente nelle acquasantiere delle chiese. Per la celebrazione del sacramento della riconciliazione siano evitati i confessionali chiusi».

Queste indicazioni già inviate a tutti i parroci della Diocesi, come ribadisce Mons. Beniamino Nuzzo, «sono esclusivamente ispirate alla prudenza. Pertanto con estrema serenità e senza alcun allarmismo, sia data comunicazione vedere evitando di indurre qualunque tipo di preoccupazione eccessiva e immotivata».

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Attualità

Emiliano, disposizioni urgenti in materia di coronavirus

Invita tutti i cittadini che rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni…

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CORONAVIRUS, EMILIANO IMPARTISCE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PREVENZIONE PER RIDURRE I RISCHI DI CONTAGIO PER IL FLUSSO DI RIENTRO IN PUGLIA DA REGIONI CON FOCOLAI

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano comunica che allo stato non si registra alcun caso di Coronavirus in Puglia. Ci sono al momento cinque casi che presentano sintomi sovrapponibili a quelli del Coronavirus e sono tutti in corso di accertamento.

Disposizioni urgenti in materia di prevenzione “COVID-19”

Considerato che tutti gli individui che sono transitati e hanno sostato dal 1^ febbraio 2020 nei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini nella Regione Lombardia, di Vo’ nella Regione Veneto, come previsto dall’art. 1 del DPCM 23 febbraio 2020, HANNO L’OBBLIGO di “comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza fiduciaria con sorveglianza attiva”;

INVITA

tutti i cittadini che comunque rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, a comunicare la propria presenza nel territorio della Regione Puglia con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria.

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