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Covid e nuove povertà, un webinar a Casarano

Una categoria sociale dei “nuovi poveri”, intendendo tutte quelle persone che “per la prima volta hanno sperimentato condizioni di disagio e di deprivazione economica”

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Sabato 24 Aprile, ore 17.30, su Piattaforma Zoom Online, il Circolo Culturale “G. D’Annunzio“di Casarano vi invita al webinar: “Pandemia e nuove povertà. Il ruolo della Caritas”.


Una riflessione molto importante su una delle conseguenze più gravi che la Pandemia Covid 19 ha causato in quest’ultimo anno: la serissima crisi economica e sociale che ha colpito la gran parte dei settori produttivi e che ha determinato un inevitabile aumento della povertà e delle diseguaglianze socio- finanziarie nel mondo.


A tal proposito è preciso ed inequivocabile il Rapporto Caritas 2020 che parla infatti della categoria sociale dei “nuovi poveri”, intendendo con tale definizione tutte quelle persone che “per la prima volta hanno sperimentato condizioni di disagio e di deprivazione economica tali da dover chiedere aiuto”: oggi “quasi una persona su due”, ed evidenziando soprattutto le condizioni di grave difficoltà in cui sono precipitate anche e soprattutto le donne e i bambini.


Tale crisi ha investito inesorabilmente l’intero nostro Pianeta e richiede oggi, da parte dei Governi e delle Istituzioni sia pubbliche che private, delle risposte certe e determinate.


L’intera collettività mondiale, nello stato attuale in cui si trova, deve ricevere dei segnali positivi, delle rassicurazioni non solo dal punto di vista sanitario ma anche e soprattutto dal punto di vista economico, imprenditoriale e sociale.

Proposte di nuovi modelli riorganizzativi, che possano trasformare la visione negativa di questa crisi in un’ opportunità di ripresa, di crescita e di ripartenza.


L’incontro prevede i saluti della Presidente del Circolo Culturale “G. D’Annunzio” di Casarano, dott.ssa Maria Nuccio e del Sindaco di Casarano Ottavio De Nuzzo e gli interventi dell’economista, prof. Pasquale Stefanizzi sulla crisi economica Covid 19; dell’avv. Eufemia Ippolito, BPW International Executive Finance Officer sull’attuale situazione economica in Europa; della dott.ssa Fiammetta Perrone, Pedagogista – G.O. Tribunale dei minorenni di Lecce, sulla crisi che ha colpito le categorie sociali più deboli ; di don Giuseppe Venneri, Direttore Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli sull’importante ruolo della Caritas in tale contesto.


Introduce e modera l’avv. Giuseppe Nuccio, coordinatore del “Centro Ascolto Caritas” di Casarano.


Sarà possibile richiedere il link del collegamento alla Piattaforma Zoom alla seguente email: circoloculturaledannunzio2020@gmail.com o al messenger della pagina fb @circolo.culturale.gabrieledannunzio.casarano https://www.facebook.com/circolo.culturale.gabrieledannunzio.casarano

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Tutti sani e in forma con la dieta mediterranea pugliese

Sono passati dieci anni da quando la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO

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La Puglia è famosa per la sua natura incontaminata, i borghi ricchi di storia, le località turistiche, ma anche per la sua cucina. Ed è proprio qui, in questa regione, che è possibile assaporare il gusto di piatti preparati con ingredienti freschi e salutari, per ritrovare la forma fisica, ma anche per imparare cos’è la cultura del cibo e riscoprire una convivialità legata al mangiar bene. 


Il regime alimentare più famoso del mondo


Sono passati più di dieci anni da quando, nel 2010, la dieta mediterranea è stata nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Un importante riconoscimento dovuto sia all’eccellenza degli ingredienti, che a tutto ciò che ruota intorno ad una tradizione del cibo. La dieta mediterranea, infatti, oltre ad essere apprezzata dai palati più esigenti, è anche considerata universalmente come un mezzo per prendersi cura della propria salute e migliorare la qualità della vita.


La Puglia è una regione dove la varietà e la freschezza degli ingredienti permettono di “declinare” al meglio questo regime alimentare, che si basa su un consumo elevato e regolare di frutta e verdura (sono consigliate cinque porzioni al giorno), ma anche sull’apporto bilanciato dei nutrienti di pesce, legumi, carni, latticini e, dell’olio d’oliva, come base dei condimenti.


Oltre a questo, però, ciò che rende davvero diversa la dieta mediterranea è il contesto in cui viene adottata. I pasti devono essere cucinati e consumati in modo da esaltarne i valori e i sapori, senza fretta e possibilmente in un’atmosfera conviviale. Il cibo diventa quindi condivisione di una tradizione.


In questo modo, assaporando i piaceri della tavola con i giusti tempi, sarà anche più semplice ridurre le porzioni e ritrovare, gradualmente una forma fisica più sana e in armonia con il nostro essere. La maggior parte delle diete in cui l’obiettivo è solo quello di perdere peso, sono spesso destinate a fallire. Invece, imparare a gustare il buon cibo, nelle giuste quantità, è un’abitudine che può diventare la più preziosa alleata del nostro benessere.


Gli ingredienti principali della dieta mediterranea pugliese


Una dieta equilibrata è alla base di uno stile di vita salutare. Se si mangiano cibi preparati con ingredienti buoni e genuini, ci saranno ripercussioni positive non solo sulla forma fisica, ma anche sui livelli di attenzione, concentrazione e lucidità mentale, che tenderanno ad aumentare. Ciò non può che avere positivi effetti sia in ambito lavorativo che personale.


Gli ingredienti principali della tradizione culinaria pugliese hanno un tratto in comune, ovvero la freschezza. D’altronde, questa regione produce una grande quantità di prodotti eno-gastronomici, forte di aziende radicate nel territorio e di un clima e di una conformazione territoriale che favorisce raccolti abbondanti e diversificati. 

Tra le eccellenze pugliesi troviamo, naturalmente, una grande varietà di oli d’oliva, di cui la regione è una delle principali produttrici ed esportatrici e che comprende prodotti unici come l’olio DOP Terra d’Otranto, di recente al centro di un’intensa campagna per la tutela del suo rinomato marchio. Anche nella panificazione, la Puglia si è ritagliata un posto di primo piano grazie al famoso pane di Altamura. Per quanto riguarda la frutta e la verdura, anche qui non c’è che l’imbarazzo della scelta.


Tra i più noti prodotti della terra, troviamo la varietà di cetriolo denominato “carosello, uve pregiate, il melone, le fave di Zollino e le carote di Polignano. I mari pescosi e limpidi che lambiscono la lunga costa della regione, sia sul versante ionico che su quello adriatico, permettono di acquistare praticamente ovunque dell’ottimo pesce azzurro, gustosi polpi, orate, branzini e cernie, con cui preparare freschissime zuppe o sfiziosi fritti. 


Alcune ricette deliziose per non rinunciare alla buona tavola


Chi l’ha detto che mangiare sano equivale a nutrirsi di pietanze prive di sapore? Per sentirsi bene, non c’è alcun motivo di mortificare il palato. Quindi, una volta che abbiamo a disposizione la materia prima, non resta che metterci al lavoro per preparare piatti memorabili, ma che apporteranno i giusti nutrienti e non appesantiranno l’organismo. 


Cominciamo con un primo piatto, ovvero le classiche orecchiette con le cime di rapa. Si tratta di un piatto della tradizione pugliese celebre in tutto il mondo. Si prepara cuocendo le orecchiette insieme alle cime di rapa. Poi si scola la pasta e la verdura e si ripassa nel condimento ottenuto facendo rosolare l’aglio triturato e le acciughe in un tegame. Servire con parmigiano grattugiato e un po’ di pepe. 


Per i secondi, ecco il classico polpo alla pignatta, un altro piatto che affonda le sue radici nell’antica tradizione. Si cucina lentamente, mettendo a cuocere in un po’ d’olio extravergine gli ingredienti, ovvero un polpo, qualche pomodoro spezzettato, foglie di alloro, prezzemolo, aglio, cipolla e qualche grano di pepe. Un piatto buonissimo e anche abbastanza semplice da preparare. Bisognerà solo stare attenti ai tempi di cottura, per evitare che il polpo diventi troppo duro. 


Se volete preparare un dolce semplice, che può essere consumato anche in piccole porzioni, provate con le mandorle al cioccolato. È sufficiente tostare in forno le mandorle, precedentemente scottate in acqua bollente.


Poi, si scioglie il cioccolato fondente e vi si immergono le mandorle con cura, un po’ alla volta. Successivamente, si estraggono dalla cioccolata, posizionandole su un ripiano e lasciandole freddare: intorno alle mandorle si creerà un “involucro” croccante. Si possono conservare anche per diversi giorni (se riuscirete a non mangiarle tutte!), sono uno snack sano e, naturalmente, gustosissimo. 


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Covid, lockdown: parola agli imprenditori ‘sopravvissuti’

Ristori? Pochi e arrivati tardi, non sono bastati neanche per le bollette! Se continua così… Enormi sforzi per mantenere la barca a galla

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L’INDAGINE



  1. Oltre un anno di convivenza forzata con l’emergenza sanitaria causata dal Covid. A voi come è andata?

  2. Avete goduto dei cosiddetti ristori dello Stato? Se si sono stati soddisfacenti?

  3. In queste condizioni ci sono i presupposti per proseguire con la sua attività? E con che prospettive?


 


Paolo Musarò, direttore di Villa Zaira (Maglie)


1) Molto male. Abbiamo organizzato cerimonie solo da fine agosto  al 10 ottobre per quelle coppie più coraggiose che non hanno rinviato il loro matrimonio al 2021. Il coraggio ha premiato quelle coppie, perché nell’estate scorsa lo svolgimento del matrimonio non prevedeva l’obbligo di mascherine e distanziamenti. Quest’anno invece è tutto un punto interrogativo.


2) La parola «godere» in questo caso è veramente un eufemismo. Abbiamo ricevuto un’inezia che non è stata nemmeno lontanamente  ristorativa.


3) La filiera del Wedding è  da troppo tempo ferma senza nessun aiuto, proseguendo di questo passo c’è il rischio che molte attività non riaprano. Fortunatamente Villa Zaira è una realtà importante e solida, ma anche l’albero più grande, se scosso troppo, ne risente pesantemente. La nostra intenzione è  quella di riaprire in sicurezza, ma di riaprire. Ci rimboccheremo le maniche ancora di più e proveremo a vedere la luce in fondo al tunnel.


Anna Maria Martines, Maison, (San Donato di Lecce)


1) Decisamente male, ho avuto un calo almeno del 70% rispetto all’anno precedente.


2) Goduto è una parola grossa, i ristori non sono bastati neanche per pagare le bollette.


3) Dovesse continuare così assolutamente no, anche perché tutto ciò che è tasse, contributi, utenze, continuiamo a pagarlo regolarmente.


Enzo Gorgoni, Ottica Gorgoni (Maglie)


1) Ci siamo adeguati, come sicuramente tutte le attività, alle regole di restrizione e indicazioni igienico/sanitarie, cercando di offrire al meglio il nostro servizio considerato essenziale.


2) Per quanto riguarda i cosiddetti ristori, sono arrivati in parte e con ritardo.


3) Ovviamente ce la metteremo tutta per poter proseguire nella nostra professione che dura da ben trentotto anni, sperando che nel più breve tempo possibile e magari grazie ad un piano vaccinale valido, potremo vedere davvero la luce oltre il tunnel.


Laura Marra, Mondadori (Tricase)


1) In questo periodo di emergenza sanitaria la gente si è avvicinata moltissimo alla lettura, tanto da far aumentare le vendite di libri del +23% rispetto al 2019, nonostante del 2020 siano considerati solo 10 mesi e non 12. Si tenga anche conto che le librerie sono state tra le prime attività a riaprire durante il primo lockdown.

2) Gli aiuti sono arrivati tutti e in tempi brevissimi e di questo ne sono molto soddisfatta.


3) Le condizioni per proseguire non hanno bisogno di presupposti, ma di volontà. Le mie prospettive sono molto incoraggianti. Ho sempre avuto la voglia di fare di più, nonostante non ne abbia le possibilità, ma metto davanti a tutto i miei progetti. Il prossimo, che è già in atto, è quello di ingrandire la libreria, creando all’interno una sala lettura, per la presentazione di libri o piccoli eventi, e un reparto dedicato solo ed esclusivamente ai bambini.


Totò Piccini, Magazzini Totò Piccinni (Surano, Depressa e Tricase)


1) Come penso sia accaduto per tutte le altre aziende, ne abbiamo risentito anche noi. Abbiamo cercato di difenderci con tutte le nostre forze, anche ampliando i nostri canali di vendita.


2) Ristori? No, ad oggi non abbiamo ricevuto nulla.


3) Con enormi sforzi e tanto impegno cerco di mantenere la barca a galla, soprattutto perché abbiamo la responsabilità del presente e del futuro di circa 50 dipendenti. Ovviamente conservia- mo la speranza che tutto si risolva per il meglio e che presto possiamo ritrovare una parvenza di normalità che ci consenta anche di lavorare con qualche preoccupazione in meno


Antonia Mauro, Antares (Tricase)


1) Purtroppo in questo anno di emergenza sanitaria le cose sono andate male, siamo stati costretti a fare sconti fuori periodo per poter incassare almeno, ma non del tutto, l soldi per poter pagare i fornitori. Teniamo conto che comunque si usciva da 10 anni di crisi iniziata nel 2008, ci si aspettava una ripresa del mercato… invece col covid….


2) Per quanto riguarda i ristori dello Stato abbiamo goduto ben poco, solo i 600 e i mille euro, e abbiamo ottenuto il finanziamento a tasso agevolato dei 25mila euro che abbiamo richiesto per poter pagare i fornitori. Anche con Draghi non abbiamo potuto accedere al  bonus a fondo perduto e, come noi, parecchi commercianti di Tricase. La recente, nuova chiusura ha rappresentato un ulteriore danno per le imprese. Noi commercianti, che lavoriamo sul programmato, abbiamo inoltrato gli ordini per il prossimo inverno, con tanta paura e senza sapere domani cosa accadrà. Secondo il mio parere i ristori dovevano essere calibrati in proporzione al rischio di impresa e non a pioggia senza nessun criterio. Sono stati elargiti anche a chi non ha avuto danni da tutto ciò, vedi i negozi di alimentari o gli autonomi che hanno pochissimo investimento.


Un spreco di soldi anche i bonus monopattino o i buoni baby sitter per chi lavora in due (quindi con due stipendi): non si sta tenendo conto di chi in questo periodo ha chiuso la partita IVA e, a mio parere, non si è fatto nulla per incentivare la produzione, la vera locomotiva di uno Stato.


3) In questo condizioni io sto cercando con tutte le mie forze di proseguire la mia attività, visto anche la programmazione che sono costretta a fare. Spero di no ma, se continua così, penso che in molti saremmo costretti a chiudere.


Vito Cazzato di Sanitaria Fe.Vi. (Tricase)


1) A noi è andata malissimo per una concomitanza di eventi.


2) Non abbiamo assolutamente goduto dei ristori dello Stato..


3) In queste condizioni non ci sono i presupposti per proseguire l’attività. Nessun aiuto soprattutto per i dipendenti mentre tasse e contributi giorno 16 vanno sempre e comunque pagati! E se non le paghi sono pronte le cartelle esattoriali…


Sonia Maria Congedo della Santoro New Srl (Racale)


1) Nei periodi peggiori, causa di forza maggiore, i nostri operai sono stati in cassaintegrazione… cassa integrazione ridicola: al netto di tutto non era nemmeno il 50% degli stipendi.


2) È arrivato il ristoro dell’azienda. Per tutti i giorni di chiusura forzata, circa… mille euro!


3) Fortunatamente alla riapertura abbiamo lavorato normalmente con un calo tutto sommato sostenibile. Presumiamo di andare avanti normalmente sperando che il covid sia presto arginato con la campagna vaccinale. Non dovesse avvenire in tempi rapidi, però, la situazione si aggraverebbe.


Ed a voi com’è andata? Dite la vostra, scrivete a info@ilgallo.it


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L’appello dei circoli italiani all’estero: “Causa Covid rischiamo di chiudere”

Obiettivo è impedire che le strutture culturali-associative italiane in Svizzera, basate in larga misura sul volontariato, subiscano danni economici, con il rischio di non poterle più riaprire

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Appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro Luigi di Maio


Illustrissimi Presidente del Consiglio Mario Draghi  e Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio,


sono Ippazio Calabrese, consigliere del Comites di Zurigo, nella cui Circoscrizione consolare vivono e lavorano circa 224.000 italiani, iscritti regolarmente all’AIRE, con oltre 300 associazioni locali e circa 50 circoli ricreativi, mi rivolgo a Voi affinché i suddetti circoli non vengano dimenticati, ma sostenuti nell’interesse della numerosa comunità italiana. 


Raccolgo, e replico, il grido d’aiuto del mondo delle associazioni, nella speranza  di avere attenzione e, magari, un tavolo di confronto per cercare una soluzione, considerato che questi Centri non sono contemplati in nessuna circolare ministeriale riguardante i sussidi covid-19. 


I centri aggregativi all’estero, come ad esempio la Colonia Libera Italiana di Lucerna, che nel 2019  ha festeggiato il suo 75esimo anniversario, erano e sono da sempre un punto di riferimento e incontro dei nostri connazionali, collante con la nostra Italia, rappresentano il fulcro delle loro attività culturali, sociali  nonché  politiche.


 In questi luoghi si parla italiano, si mangia italiano, si organizzano manifestazioni con artisti italiani e gite in Italia, si ricevono le autorità italiane, parlamentari, Consoli, Ambasciatori, ecc..


Sono una finestra dell’Italia in Svizzera, dove si propone e si diffonde solo cultura e Made in Italy, in sostanza possiamo equipararli a delle vere miniere d’oro,  a costo zero !!! 


Fino agli inizi  del 2020 i Centri erano ben frequentati e dai ricavi si è potuto far fronte a tutte le incombenze finanziarie.  


Le restrizioni giuridiche, legate alla pandemia da Covid-19, hanno causato un enorme danno economico e continuano ad avere forti ripercussioni negative. 



Queste norme coercitive, che impongono il mancato esercizio del Centro, non ci permettono di incassare ma, dall’altro canto ci impongono a sostenere i diversi costi fissi: il fitto dei locali, il riscaldamento, la  luce, le pulizie, ecc., per non parlare dello smaltimento  di derrate alimentari, per svariate migliaia di franchi, a causa dei prodotti rimasti invenduti e scaduti.  


Ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 71/2011 sappiamo che i Consolati possono concedere sussidi ai cittadini che versano in stato di indigenza e, in via eccezionale, erogazioni in denaro con obbligo di restituzione nel caso vi sia uno stato di occasionale grave necessità , a cui non si riesce a far fronte. 


Si tratta di una nuova normativa speciale con la quale si attribuiscono ai Consolati risorse economiche aggiuntive per l’assistenza diretta ai connazionali.


Per questo,  stimati Presidente del Consiglio  e Ministro Luigi Di Maio, Vi chiediamo, ove fosse possibile, ampliare questa tipologia di sussidio, in maniera straordinaria, estendendolo  anche ai centri aggregativi, gestiti dalle Associazioni (ne cito alcuni della zona di Lucerna: Centro Pugliese/LU, Colonia Libera Italiana/Lucerna, Centro Abruzzese/LU, Colonia Libera Italiana/Horw, Centro Fuscaldese/LU, Centro Italiano/Ebikon, Colonia Libera Italiana/Hergiswil, ecc.). 


L’obiettivo di un tale sostegno finanziario, è impedire che le strutture culturali-associative italiane in Svizzera, basate in larga misura sul volontariato, subiscano danni economici, con il rischio di non poterle più riaprire. 


Vi  ringraziamo, anticipatamente, per l’attenzione e il sostegno che siamo certi riserverete alla presente richiesta a sostegno della collettività italiana all’estero.


Con la nostra più profonda stima,


Ippazio Calabrese (consigliere Com.It.Es, Zurigo)


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