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Appuntamenti

Il senatore Nencini a Lecce con il romanzo storico “Solo”

La presentazione dell’opera sulla vita di Giacomo Matteotti presso il centro culturale “Dunya” di Arci Lecce Solidarietà

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Un pezzo di storia italiana attraverso la vita di uno dei più grandi politici antifascisti del Novecento: Giacomo Matteotti. Il prossimo 14 gennaio, il senatore (nonché presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica) Riccardo Nencini, presenterà il suo romanzo storico “Solo” presso il centro di interazione culturale “Dunya” di Arci Lecce Solidarietà.





Un’opera che è la fotografia di una stagione drammatica, quella che vide Matteotti ergersi, molto spesso unico e solo, oppositore dell’ascesa del fascismo e di Mussolini, l’innominabile traditore del Partito Socialista unitario.





Non una biografia, ma un racconto storico romanzato che, attraverso la psicologia dei personaggi e gli eventi che li han visti coinvolti, ricostruisce le vicende politiche di quegli anni, regalando al lettore una prospettiva dall’interno.





Nencini ripercorre la vita di Matteotti partendo dalla sua terra madre, il Polesine, dapprima sedotta dall’eco della Rivoluzione russa e poi vituperata dalla violenza degli squadristi. Dall’infanzia alle prime esperienze politiche, dalle amicizie all’amore, dall’esilio in Sicilia alle sevizie patite durante la ferrea opposizione al fascismo. Con uno sguardo ravvicinato, fa rivivere colori, emozioni, pulsioni che si snodarono tra il primo conflitto mondiale ed il discorso alla Camera col quale Matteotti, oltre a confermare il suo spirito di più irriducibile oppositore del fascismo, si cucì addosso la triste etichetta di “volontario della morte”.  




L’appuntamento è per le ore 18 di venerdì 14 gennaio, presso il “Dunya” di via Pappacoda, 25, a Lecce.





Dialogano con l’autore Anna Caputo, presidente di Arci Lecce Solidarietà, e Mario Accoto, segretario provinciale PSI. Introduce e modera Lorenzo Zito, giornalista dell’ufficio stampa di Arci Lecce Solidarietà.





L’evento si terrà nel rispetto della vigente normativa anticovid. Per prendervi parte, sarà necessario indossare la mascherina di protezione delle vie respiratorie ed esibire il Super Green pass all’ingresso.


Appuntamenti

I Templari a Tricase: le foto

Camminata silenziosa per la fede e presenza alla Santa Messa

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Un suggestivo appuntamento ha interessato oggi il centro storico di Tricase.

I Templari della commanderia “ex Val Idro”, con sede in Andrano, han tenuto una camminata silenziosa per la fede.

Il percorso

Il percorso li ha condotti presso la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, dove alle ore 10 han seguito la santa messa. Partenza dalla stazione di Tricase, poi attraverso via Siena l’arrivo in piazza Cappuccini. Proseguendo su via Toma per passare da via Tempio sino a piazza Don Tonino Bello e poi piazza Pisanelli.

I Templari, di recente, avevano già “visitato” Lecce, lo scorso dicembre, e Leuca, la scorsa estate.

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Libera days: a Marittima le arance dai terreni confiscati alla mafia

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Tornano i libera Days: la parrocchia San Vitale martire e la bottega equo solidale di Marittima si preparano per la campagna di sensibilizzazione sulle arance biologiche, prodotte nelle terre confiscate alla mafia dal consorzio “Libera terra”.

L’appuntamento è per sabato 29 gennaio e domenica 30 gennaio, in via Conciliazione a Marittima negli orari che sono indicati nella locandina che segue.

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Appuntamenti

Gagliano del Capo ricorda Francesco Mele

Domani il primo anniversario della scomparsa di Mesciu Cicciu. Della sua ditta edile la paternità di molte opere pubbliche e private nel Capo di Leuca e in tutta la provincia. Era fratello del compianto don Luigi Mele, a lungo titolare della chiesa di San Nicola a Tricase Porto

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Domani ricorre il primo anniversario della morte dell maestro Francesco Mele, per tutti Mesciu Cicciu, molto conosciuto a Gagliano e nei paesi vicini.

Per l’occasione, verrà ricordato, alle 17,30 nella chiesa di San Rocco, con una messa presieduta da don Angelo Buccarello.

Franceso Mele nasce a Gagliano del Capo il 20 settembre 1927 da Francesca e Angelo Mele in una famiglia numerosa.

Costruttore di riferimento per la zona fu imprenditore di spicco nella Gagliano dei primi anni ’70.

Sin da piccolo seguì le orme del padre, frequentando i cantieri e, dopo aver lavorato per un po’ di tempo con il suo maestro, Nicola Ricciato di Salve, già a 18 anni era a capo di una piccola squadra di operai.

Dedizione e caparbietà lo hanno portato ad essere uno degli imprenditori più quotati del Capo di Leuca con la sua nutrita squadra di operai.

Molti giovani gaglianesi si rivolgevano a lui quando avevano bisogno di un lavoro anche a breve termine. Quasi in ogni famiglia gaglianese di quegli anni almeno un componente ha lavorato con Mesciu Cicciu prima di trovare un impiego definitivo.

Tante opere edilizie pubbliche e private del territorio salentino, dal Capo di Leuca sino a Lecce, portano la sua firma.

Solo per citarne alcune: le sedi municipali di Gagliano del Capo e Patù; la scuola elementare di Salignano; l’ospedale “Daniele Romasi” nel suo paese; il poliambulatorio di Poggiardo;  il campo sportivo sempre di Gagliano del Capo, il sagrato della Chiesa di San Nicola a Tricase Porto, di cui è stato per tanti anni titolare il compianto fratello don Luigi Mele; alcune bellissime ville a Santa Maria di Leuca e San Gregorio.

Personalità poliedrica e spirito libero, ha anche prestato il suo impegno nel sociale ricoprendo il ruolo di consigliere comunale e presidente della locale squadra di Calcio ed ha partecipato attivamente allo sviluppo socioeconomico della sua Gagliano, contribuendo anche alla realizzazione e crescita dell’ospedale del posto.

Parte integrante della società gaglianese a cavallo degli anni ’70, di lui si ricordano; genialità e capacita innovativa; il forte spirito imprenditoriale; l’amore per il lavoro e la “Ditta”, sue ragioni di vita.

La comunità lo ricorda anche per come sapeva aiutare gli altri. Il suo animo nobile, il suo sorriso, la sua ironia e il suo sentirsi sempre “giovane”, resteranno sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Il suo motto era:  «Tutto viene e tutto passa», a testimoniare la coscienza della fugacità della vita e la determinazione a viverla fino in fondo, a modo suo, lavorando.

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