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“La festa delle Lingue Longhe”, ultimo atto di Babele Off

Appuntamento a teatro sabato sera a Gallipoli

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Tutto pronto per il gran ballo finale. L’appuntamento con “Babelica – La Festa delle Lingue Longhe” è in programma sabato 20 maggio 2023 a partire dalle 20.30, ingresso 5 euro, nelle sale di Spazio.Zero di via Francesco Petrarca a Gallipoli.





La serata conclude la seconda edizione di Babele Off, rassegna artistica indipendente curata da Ottavia Perrone e Francesco Cortese per ZeroMeccanico Teatro.





Un meltin’ pot di linguaggi artistici e visioni grazie nel corso della festa metterà assieme danzatori, attori, poeti, pittori.





Una esperienza coinvolgente che azzera le distanze tra artisti e pubblico e crea una performance corale e irripetibile.









Accanto agli attori di di ZeroMeccanico Teatro, a incendiare la scena ci saranno Alessandra Gaeta con #SmallPoetryDance e Massimo Pasca e il suo Veleno sulla Slam.





«E se io fossi una poesia? Cosa sarei? Come sarei? Perché? Cosa immagino? E se io fossi una donna barbuta? A qualcuno importerebbe?». Partendo da questi interrogativi, Alessandra Gaeta ha iniziato una ricerca durante la pandemia. Un lavoro intimo approdato nel piccolo format di danze brevi che è #SmallPoetryDance. Piccole danze ispirate da poesie di grandi poeti.





Una performance che prende forma dalle parole dell’attivista britannica Harnaam Kaur, una social media personality, postpartum coach, life coach e motivationalspeaker.









Danzatrice, performer, autrice pugliese, Alessandra Gaeta è fondatrice del Collettivo artistico Factor Hill di Palo del Colle, in provincia di Bari. Direttrice artistica della rassegna di PerformingArts ‘A Maglie Larghe’ che ha come sede principale il Laboratorio Urbano di “Rigenera”. La sua formazione la vede completare la Scuola Paolo Grassi di Milano, vincere una borsa di studio per l’Adf negli Stati Uniti alla Duke University, ottenere la certificazione in Pedagogia del movimento a Roma. 





Ha danzato nella compagnia americana Archipelago Theater diretta da Ellen Hemphill. Danza come interprete per la compagnia Sonenalé nello spettacolo “Lasciti” nel 2021 e nelle produzioni “Veleno” e “Premesse a Kore” della compagnia Tarantarte.





Massimo Pasca porta sul palcoscenico di Babelica una performance dalla scrittura ritmata, poetica e visionaria, in perfetto stile Spoken Word.




Veleno sulla Slam è una performance affilata e tagliente, un’invettiva sullo stato dell’arte oggi, sull’essere e l’importanza delle parole, sui premi, le parole e l’atto creativo. È un urlo sulla storia che si ripete e in faccia alla slam poetry rotta e sotterrata. 





Pasca è pittore, illustratore, live painter tra i più attivi in Italia. Negli anni si è appropriato di uno stile in bilico tra pop art e fumetto, dal forte sapore surrealista, che lo ha portato ad esporre in Italia e all’estero realizzando numerose performance di pittura dal vivo durante i concerti di Negrita, per i quali ha realizzato le illustrazioni del cd ”Helldorado”, Marta sui Tubi, Le luci della centrale elettrica, Joy Cut, Esquelito, Andrea Mi, Finaz(Bandabardò).





Ha creato dal vivo al Macro di Roma, al Mandela Forum di Firenze, e suoi lavori sono stati ospitati da Piper Club, Circolo degli Artisti, il Mat, Link Bologna, iMuseo dell’Alto Tavoliere di San Severo. 





Illustra per riviste come Il Mucchio, Collettivo Mensa, TodoMagazine, Lungarno, e l’etichetta discografica Alfa Romero e la marca d’abbigliamento Merry Autumn.





Nel corso della serata, l’area espositiva sarà dedicata alle opere di Gabriele Milla, Chiara Criniti ed Emanuele Rosafio.





Per info e prenotazioni telefonare o inviare un messaggio wa al numero 3483819266 – inviare una mail a zeromeccanicoteatro@gmail.com





Babele Off 2023 ha aperto i battenti lo scorso 18 marzo.





Nel corso degli appuntamenti, artisti e pubblico si sono mescolati in appuntamenti, workshop e incontri che hanno messo assieme teatro, musica, poesia, arti visive e danza.





ZeroMeccanico Teatro opera sul territorio pugliese dal 2013 e utilizza l’arte scenica come mezzo trasversale ad altre discipline, in una sinergica contaminazione tra teatro, arte contemporanea e scrittura. Agisce sul territorio attraverso laboratori, produzioni teatrali, festival. Nell’estate 2021 progetta e cura “AGORART” rassegna esperienziale diffusa per le nuove generazioni, tra centro e periferia con il sostegno del Comune di Gallipoli. 





Nel 2021 realizza la prima edizione di “Babele Festival multidisciplinare d’emergenza”, da cui nasce il progetto “Babele, linguaggi contemporanei”, progetto artistico che abbatte le distanze tra artisti, pubblico e spazi urbani. 





Dal 2019 si occupa della direzione artistica del Gallipoli in Poesia Festival, format del Comune di Gallipoli. Realizza percorsi e progetti in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado. 






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Febbraio al MAITO di Maglie

Tra memoria industriale, gusto e comunità: un mese di eventi per raccontare l’identità del territorio. Visite guidate, laboratori per bambini, percorsi urbani, incontri letterari e degustazioni: il mese di febbraio al Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto si conferma come un laboratorio culturale diffuso. Nell’ambito del progetto Maglie Città del Gusto, il museo diventa crocevia di storie produttive, memoria del lavoro e partecipazione collettiva.

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Prosegue anche a febbraio il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto, progetto promosso dall’Infopoint del MAITO e realizzato dall’associazione 34° Fuso APS, con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020-2027 e il sostegno del Comune di Maglie.

Un calendario articolato di iniziative gratuite (con prenotazione obbligatoria) costruisce un racconto condiviso del territorio, dove archeologia industriale, cultura del cibo e memoria collettiva dialogano in modo continuo.

Visioni: dal sogno all’impresa

Il ciclo di visite guidate Visioni: dal sogno all’impresa accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi simbolo della produzione magliese.

Venerdì 13 febbraio il percorso conduce dal MAITO all’ex Conceria Lamarque, edificio ottocentesco sorto su fondamenta cinquecentesche e riscoperto alla fine degli anni Novanta.

Un esempio significativo di archeologia industriale, oggi recuperato come spazio museale e culturale.

Venerdì 27 febbraio, invece, il percorso collegherà il Cappellificio Portaluri al MAITO, con una conclusione conviviale affidata ai dolci della Pasticceria Policarita.

Incanti d’Inverno: il museo a misura di bambino

Sabato 14 febbraio il MAITO aprirà le porte ai più piccoli con Il pranzo del contadino, laboratorio culinario dedicato a bambine e bambini.

Curato da Countrymama e da Marta Sacco, l’incontro propone un’esperienza sensoriale tra profumi, racconti e mani in pasta, per avvicinare i più giovani al valore del cibo e della condivisione.

Il Paese Reale: immagini, parole e suoni della fabbrica

La rassegna Il Paese Reale, ideata da Osvaldo Piliego, indaga l’immaginario industriale attraverso linguaggi artistici diversi.

Dalla fotografia industriale alla letteratura del lavoro, fino alla ricerca sonora contemporanea, il progetto propone un viaggio tra memoria storica e contemporaneità.

Tra gli appuntamenti, l’incontro dedicato alla scrittura industriale con Dario Goffredo e la proiezione del film La vita agra di Carlo Lizzani.

Walking tour tra storia, sapori e memoria civile

Il calendario prevede anche percorsi urbani lenti, pensati per riscoprire Maglie attraverso il cammino.

Dal MAITO all’Emporio del Salento, fino al Frantoio Ipogeo di via Foggiari, ancora oggi funzionante.

Un secondo itinerario, Sulle tracce di Aldo Moro, collega il museo alla Casa Museo Aldo Moro, intrecciando memoria civile e patrimonio culturale.

Spazio alla festa: il Carnevale del MAITO

Martedì 17 febbraio il progetto esce dal museo per animare piazza Aldo Moro con Il Carnevale del MAITO tra bolle e giganti, a cura degli artisti di Cirknos.

Un momento di spettacolo e partecipazione collettiva inserito nella cornice della parata dei carri di Carnevale cittadina.

Museo vivo, tra passato industriale e futuro culturale

Il MAITO racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, quando tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento la città divenne l’Emporio del Salento Meridionale.

Ospitato nell’ex fabbrica dei fratelli Piccinno, il museo è oggi uno spazio di narrazione e partecipazione, dove la memoria del lavoro diventa strumento per leggere il presente e immaginare nuove forme di comunità.

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Sanremo canta (e suona) salentino

Da Welo con la sigla ufficiale al tricasino Steven The Prince a Casa Sanremo. sogni, musica e orgoglio, il Salento sale sul palco più famoso d’Italia e si prende la scena con ritmo e identità

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di Giuseppe Cerfeda

Il Festival di Sanremo non è soltanto la vetrina più importante della musica italiana.

È lo specchio di un Paese che cambia, che si racconta, che prova a dare voce ai suoi territori.

Anche quest’anno, dal 24 al 28 febbraio, ci sarà un pezzo di Salento che batterà forte sul palco dell’Ariston.

Ci sarà la storia di Welo, giovane artista leccese, che pur non essendo tra i Big in gara è destinato a diventare la voce simbolo del Festival con “Emigrato (Italiano)”, la sigla ufficiale di questa edizione.

Un po’ come accaduto lo scorso anno con “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte.

Un brano che parla di partenze, di radici, di sogni coltivati lontano da casa.

Un tema che nel Sud conosciamo bene.

STEVEN DETTA IL RITMO

Ci sarà anche Steven The Prince, talento di Tricase, che porterà la sua energia a Casa Sanremo The Club.

Quello di Steven, dj molto apprezzato, è un percorso costruito negli anni, tra produzioni importanti e collaborazioni di livello internazionale, che approda nella settimana più mediatica dell’anno.

Il prossimo Sanremo, dunque, non sarà solo passerella.

Sarà riconoscimento.

Sarà la dimostrazione che anche dalle periferie geografiche possono nascere storie centrali.

Che il talento non ha confini, se trova spazio e visione.

Giuseppe Cerfeda

E allora sì, quest’anno all’Ariston non ci sarà solo la musica.

Ci sarà il Salento che racconta sé stesso. Con orgoglio, con ritmo, con radici ben piantate e lo sguardo rivolto lontano.

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Steven The Prince

 

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Otranto, storia e identità delle Fiamme Gialle

Al Castello Aragonese la presentazione del libro su dogane e finanzieri. Un viaggio tra archivi, memoria e tradizione: la Guardia di Finanza racconta il suo legame storico con la città. Domani pomeriggio, nel cuore del centro storico di Otranto, la Guardia di Finanza presenterà il volume “Dogane, Doganieri e Fiamme Gialle di Otranto”, un’opera che ripercorre secoli di presenza e attività del Corpo nel territorio salentino. All’evento prenderanno parte autorità militari e civili di primo piano

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Un appuntamento culturale che unisce storia locale e memoria istituzionale, ospitato in uno dei luoghi simbolo della città adriatica.

Si terrà domani, martedì 11 febbraio, alle ore 17,30, presso il Castello Aragonese, la presentazione ufficiale del libro Dogane, Doganieri e Fiamme Gialle di Otranto, promosso dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza Lecce.

UN LIBRO TRA STORIA, ISTITUZIONI E TERRITORIO

Il volume è firmato dal Gerardo Severino, Colonnello (aus.) e già Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, insieme a Marco Di Lisio, in servizio presso la Compagnia di Otranto.

L’opera ricostruisce, attraverso documenti d’archivio e testimonianze storiche, il ruolo strategico delle dogane e dei finanzieri nella difesa economica e territoriale di Otranto, crocevia di scambi, controlli e relazioni internazionali fin dall’età moderna.

LE AUTORITÀ PRESENTI

Alla cerimonia interverrà il Guido Mario Geremia, Generale di Divisione e Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, insieme alle principali autorità civili e militari del territorio.

La loro presenza sottolinea l’importanza istituzionale dell’iniziativa e il valore del libro come strumento di conoscenza e divulgazione storica.

MEMORIA STORICA COME VALORE PUBBLICO

La presentazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della memoria del Corpo e del suo rapporto con le comunità locali, mettendo in luce il contributo silenzioso ma costante delle Fiamme Gialle nella tutela della legalità economica e dei confini dello Stato.

Un’occasione aperta alla cittadinanza per riscoprire un pezzo di storia spesso poco conosciuto, ma profondamente intrecciato con l’identità di Otranto e del Salento.

 

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