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Domenica del microchip gratuito per cani e gatti ad Uggiano la Chiesa

Dalle 9,30 alle 12,30, presso il Capannone dei SS.Medici, si potrà microchippare gratuitamente il proprio animale da compagnia

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Ancora una domenica dedicata ai nostri amici a 4 zampe.


Domenica 21 la giornata del microchip gratuito per cani e gatti farà tappa ad Uggiano la Chiesa dove, dalle 9:30 alle 12:30 presso il Capannone dei SS.Medici si potrà microchippare gratuitamente il proprio animale da compagnia (iniziativa rivolta anche ai non residenti).


La manifestazione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di volontariato Odv AdottaDog ets e Randagio Amico operanti da anni sul territorio salentino, è patrocinata dall’ASL veterinaria Lecce Sud.

Ricordiamo che il microchip, oltre ad essere un atto d’ amore, è un adempimento previsto dall’attuale L.R n2 del 7-2-2020.



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Endoday a Miggiano, una panchina gialla contro il silenzio

Endometriosi: venerdì 20 marzo, al Theatrum un incontro per informare, ascoltare e costruire una rete di sostegno

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C’è un dolore che spesso resta invisibile. Un dolore che si confonde, che viene minimizzato, che arriva tardi a una diagnosi.

È quello dell’endometriosi, patologia cronica che in Italia coinvolge milioni di donne e che ancora oggi fatica a essere riconosciuta tempestivamente.

Venerdì 20 marzo, alle ore 18, il Theatrum di via Roma a Miggiano aprirà le porte a un appuntamento che va oltre il semplice convegno: un momento di confronto autentico, di ascolto e di comunità.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Miggiano in collaborazione con l’associazione “La voce di una è la voce di tutte”, prenderà il via con un gesto simbolico ma potente: l’inaugurazione della Endopank®, la panchina gialla che richiama l’attenzione sulla lotta contro l’endometriosi.

UNA PANCHINA CHE… PARLA

La Endopank® non è solo un arredo urbano. È un segno visibile, collocato nel cuore della comunità, per ricordare che l’endometriosi esiste e che merita attenzione.

Il giallo, colore simbolo della battaglia contro questa malattia, diventa così un invito a fermarsi, a informarsi, a chiedere.

Per molte donne, infatti, il percorso verso la diagnosi è lungo e spesso segnato da incomprensioni.

Parlare apertamente di sintomi, percorsi terapeutici e qualità della vita significa rompere un silenzio che pesa.

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE

Dopo i saluti del sindaco Michele Sperti, l’incontro entrerà nel vivo con interventi qualificati che offriranno uno sguardo completo sulla patologia.

Interverranno: Imma Nestola, tutor dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte”; Giuseppe Marzo, specialista in Ostetricia e Ginecologia e direttore U.O.C. presso la Pia Fondazione “Card. G. Panico” di Tricase; Anna Chiara Coluccia, dirigente medico di Ginecologia e Ostetricia; Mariangela Mariano, fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico; Clara Del Popolo, biologa nutrizionista.

Un confronto che toccherà diagnosi precoce, terapie farmacologiche e chirurgiche, riabilitazione, alimentazione e supporto psicofisico.

Perché l’endometriosi non è solo una questione clinica: è una condizione che incide sulla quotidianità, sulle relazioni, sul lavoro, sui progetti di vita.

Modererà l’incontro la dott.ssa Roberta Longo.

LA FORZA DELLA TESTIMONIANZA

Tra gli interventi più attesi, la testimonianza diretta di Angela Coluccia, che racconterà la propria esperienza personale.

Le storie hanno un valore speciale: rendono concreto ciò che spesso resta nei numeri e nelle statistiche.

Ascoltare chi vive la malattia significa comprendere meglio le difficoltà quotidiane, ma anche la determinazione e la resilienza di tante donne che chiedono solo di essere ascoltate e curate con tempestività.

INFORMAZIONE PRIMO PASSO

L’incontro di Miggiano nasce con un obiettivo chiaro: favorire consapevolezza e creare una rete di sostegno concreta sul territorio.

Riconoscere i sintomi, sapere a chi rivolgersi, non sentirsi sole: sono passi fondamentali.

La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa.

Perché l’endometriosi non riguarda solo chi ne è colpita direttamente, ma l’intera comunità.

E ogni gesto di attenzione – anche una panchina gialla in una piazza – può diventare un segnale di cambiamento.

È una battaglia di civiltà: quella per una diagnosi più rapida, cure adeguate e rispetto per il dolore delle donne.

 

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Cuochi e Fantasia, sfida tra i futuri chef

Tradizione e creatività in cucina: studenti degli istituti alberghieri pugliesi protagonisti del concorso regionale dedicato a Salvatore Colì

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Valorizzare il talento delle nuove generazioni e promuovere la cultura gastronomica pugliese, un’occasione per mettere alla prova creatività, tecnica e passione culinaria dei giovani studenti pugliesi.

È questo lo spirito del Concorso Gastronomico Regionale Cuochi e Fantasia – Premio Salvatore Colì”, presentato nella sala conferenze stampa di Palazzo Adorno a Lecce.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Kalò Fai, in collaborazione con Eurofood e CAST Alimenti – Scuola di Cucina e dei Mestieri del Gusto di Brescia, con il patrocinio della Provincia di Lecce.

IN GARA GLI ISTITUTI ALBERGHIERI DELLA PUGLIA

Il concorso, giunto alla sua sesta edizione, coinvolge alcuni dei principali istituti alberghieri pugliesi con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze gastronomiche del territorio e stimolare la creatività degli studenti.

Partecipano alla competizione: Majorana di Bari; Presta-Columella di Lecce; Polo del Mediterraneo di Santa Cesarea Terme; Bottazzi di Casarano – sede coordinata di Ugento; Alberghiero di Otranto.

La gara si svolgerà mercoledì 18 marzo, dalle ore 9, presso l’Istituto Alberghiero Presta-Columella di Lecce, dove le brigate proporranno piatti ispirati alla tradizione gastronomica del territorio.

LA CUCINA COME FORMAZIONE E IDENTITÀ

Durante la presentazione, il capo di gabinetto della Provincia di Lecce, Roberto Merenda, ha portato il saluto del presidente Fabio Tarantino, sottolineando il valore formativo di iniziative come questa, capaci di sostenere la crescita dei giovani e la valorizzazione delle eccellenze locali.

Luigi Colì, presidente dell’Associazione Kalò Fai, ha spiegato che il progetto nasce all’interno della kermesse Cucina il Salento e che non è pensato come una semplice competizione, ma come un’occasione per dare spazio alla fantasia e alla passione degli studenti.

«Un momento di incontro e di crescita», ha aggiunto la vicepresidente dell’associazione Elena Ligori.

PREMI E OPPORTUNITÀ DI FORMAZIONE

Valuterà i piatti sarà una giuria di esperti, che terrà conto della creatività, della tecnica e del rispetto delle tradizioni gastronomiche pugliesi.

Tra i giurati anche lo chef Fabio Bandello, che ha evidenziato come il livello tecnico degli studenti sia cresciuto negli anni e quanto sia importante trasmettere l’amore per il territorio.

Il concorso mette in palio borse di studio di grande valore:

  • 1° premio: borsa di studio da 8.000 euro per ciascuno dei due studenti della brigata vincitrice per il corso “Bachelor Degree in Culinary Arts and Restaurant Management”
  • 2° premio: borsa di studio da 6.000 euro per studente per un corso di alta formazione in cucina o pasticceria
  • 3° premio: borsa di studio complessiva da 8.000 euro per la squadra (4.000 euro per ciascun componente).

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Tavole di San Giuseppe e Legalità a Minervino di Lecce

Dal 15 al 19 marzo il rito secolare apre le case dei devoti tra cibo simbolico, cultura e impegno civile. Un patrimonio immateriale del Salento che unisce devozione, gastronomia e comunità

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Minervino di Lecce, insieme alle frazioni di Cocumola e Specchia Gallone, rinnova uno dei riti più identitari del Salento: le Tavole di San Giuseppe, appuntamento che intreccia devozione popolare, solidarietà e cultura gastronomica.

La manifestazione, organizzata dal Comune di Minervino di Lecce e dall’associazione Mercatino del Gusto, rientra nel progetto “Borghi divini tra Santi, fiabe e megaliti” ed è sostenuta dall’Unione Europea attraverso il programma NextGeneration EU, dal PNRR, dalla Regione Puglia e dal Ministero della Cultura, con il patrocinio della Provincia di Lecce.

L’edizione 2026 è stata presentata a Lecce, a Palazzo Adorno, alla presenza delle istituzioni e degli organizzatori che hanno sottolineato il valore di una festa capace di custodire tradizione e al tempo stesso parlare al presente, soprattutto ai giovani.

UN RITO DI DEVOZIONE CHE DIVENTA GESTO DI COMUNITÀ

Le Tavole di San Giuseppe rappresentano un antico rito domestico che affonda le radici nella tradizione contadina del Salento. Le famiglie devote allestiscono le tavole come atto di ringraziamento o richiesta di grazia, utilizzando tovaglie ricamate, fiori e ceri accesi davanti all’immagine del Santo.

Elemento centrale della tradizione sono le 169 pietanze rituali, tredici per ciascuno dei tredici Santi simbolicamente presenti alla tavola. Piatti semplici della cucina rurale — legumi, verdure, pane, pasta tradizionale e dolci tipici — diventano segni di una memoria collettiva fatta di condivisione e accoglienza.

Un gesto che, storicamente, apriva le case ai poveri e ai pellegrini e che oggi continua a esprimere un forte valore sociale: parte del cibo preparato sarà infatti destinata alla Caritas e alle associazioni che assistono famiglie in difficoltà.

IL TEMA 2026: LA GIUSTIZIA DISCRETA DI SAN GIUSEPPE

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è la legalità, interpretata attraverso la figura di San Giuseppe: uomo giusto, lavoratore silenzioso e custode della famiglia.

Nel convegno del 17 marzo, dal titolo “Giuseppe: uomo giusto. Le Tavole tra rito, cibo e cultura della legalità”, studiosi, rappresentanti delle istituzioni e del mondo ecclesiale rifletteranno sul significato civico della tradizione. Tra gli interventi previsti quelli dell’arcivescovo di Otranto Monsignor Francesco Neri, del magistrato Antonio De Donno e di studiosi dell’Università del Salento.

GIOVANI E SCUOLE PROTAGONISTI DELLA FESTA

Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni. Le scuole del territorio saranno coinvolte nella “Tavola didattica della legalità”, momento educativo che mette al centro i valori della giustizia e del bene comune.

Prevista anche la “Tavola dei bambini”, composta da diciotto piccoli partecipanti, e il coinvolgimento del Consiglio comunale dei ragazzi, simbolicamente rappresentato nei Sette Santi della tavola.

IL PERCORSO GASTRONOMICO TRA LE VIE DEL PAESE

Uno degli appuntamenti più attesi sarà il percorso gastronomico itinerante del 18 marzo, che collegherà Minervino, Specchia Gallone e Cocumola in un unico itinerario tra tradizione e degustazione.

Tra i punti ristoro previsti: massa di San Giuseppe; vermicelli e pesce fritto; lampascioni; rape e ceci; pittule; pane, olio e finocchi; purceddhuzzi.

Sapori che sono quasi una geografia emotiva del Salento.

Le degustazioni saranno accompagnate da piccoli falò e da un clima di festa popolare che attraverserà vicoli, piazze e corti del paese.

LE CASE DEI DEVOTI SI APRONO ALLA COMUNITÀ

Il momento più suggestivo resta l’apertura delle Tavole dei devoti, visitabili la sera del 18 marzo e nella mattinata del 19 marzo. Le abitazioni private diventano luoghi di accoglienza, pellegrinaggio e racconto della tradizione.

La benedizione delle tavole segna l’inizio del rito, che culmina a mezzogiorno del giorno di San Giuseppe con la consumazione del pasto rituale.

TRA FEDE, CULTURA E TURISMO SOSTENIBILE

La festa si concluderà il 19 marzo con l’incontro “Le Tavole di San Giuseppe: tradizione e turismo sostenibile”, occasione di confronto sul valore culturale e turistico di questa pratica comunitaria, riconosciuta come patrimonio immateriale del territorio.

Le Tavole di San Giuseppe continuano così a rappresentare molto più di una celebrazione religiosa: un gesto collettivo che racconta identità, solidarietà e senso di appartenenza.

IL PROGRAMMA

Domenica 15 marzo: il rito della “Pannikia”

Le celebrazioni si aprono domenica 15 marzo alle ore 10 nella Chiesa di San Michele Arcangelo, in piazza Umberto I, con la Santa Messa alla presenza delle famiglie dei devoti che allestiranno le Tavole.

Al termine della funzione si svolgerà il rito bizantino della “Pannikia”, la tradizionale benedizione del pane, presieduta da Papas Nik Pace, parroco della Chiesa greca di Lecce.

Lunedì 16 marzo: la storia della tradizione

Alle ore 18 nella sala consiliare del Municipio, presentazione del libro “La Tavola di San Giuseppe: origine, descrizione, culto e devozione” di Mimmo Bevilacqua.

Dopo i saluti del sindaco Antonio Marte e di don Matteo Brunetta, dialogherà con l’autore Franco Merico, ricercatore di sociologia dell’Università del Salento. Interverrà anche Eugenio Imbriani, docente di antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari.

Martedì 17 marzo: il convegno sulla legalità

Sempre nella sala consiliare, alle 17.30, si terrà il convegno “Giuseppe: uomo giusto. Le Tavole tra rito, cibo e cultura della legalità”.

Tra i relatori:

  • Monsignor Francesco Neri, arcivescovo di Otranto

  • Elsa Di Meo, sul tema della civiltà del grano e del pane

  • Paolo Miggiano, sul rapporto tra legalità, sacro e profano

  • Matteo Foscarini, sul ruolo dei giovani nelle tradizioni

Interverrà anche Antonio De Donno, già procuratore capo della Repubblica di Brindisi. A moderare sarà la giornalista Leda Cesari.

Mercoledì 18 marzo: la tavola itinerante e le degustazioni

La giornata più attesa sarà mercoledì 18 marzo.

L’evento sarà ufficialmente inaugurato da Natalino Domenico Manno (Prefetto di Lecce) , alla presenza delel massime autorità.

Annunciata la presenza di Antonio Decaro (Presidente della Regione Puglia), Fabio Tarantino (Presidente della Provincia di Lecce) e Don Antonio Coluccia (il “prete anti-mafia” di Specchia Preite Fondatore dell’Opera Don Giustino a Roma e simbolo della lotta all’illegalità).

Alle 13, nell’ex asilo Scarciglia, il GustoLab dedicato alla cucina rituale delle Tavole di San Giuseppe, con degustazione di pane rituale, legumi e prodotti della tradizione.

Alle 16 prenderà il via il percorso gastronomico itinerante, con apertura della Tavola presso la scuola secondaria “G. Macchi” e l’avvio della Tavola didattica della legalità.

Il percorso attraverserà i tre centri abitati con punti ristoro dedicati alle specialità della tradizione, tra cui:

  • massa di San Giuseppe (Minervino e Specchia Gallone)

  • vermicelli e pesce fritto a Cocumola

  • lampascioni, rape e ceci nel rione San Pietro

  • pittule nel rione Padre Pio

  • pane, olio e finocchi

  • purceddhuzzi

Cuore della manifestazione sarà piazza Umberto I, con info point, tavola della Pro Loco e servizio navetta tra Minervino, Cocumola e Specchia Gallone.

Nel pomeriggio inizierà anche l’apertura delle Tavole dei devoti, benedette dai sacerdoti e visitabili dal pubblico.

Giovedì 19 marzo: la festa di San Giuseppe

Il giorno della ricorrenza religiosa sarà scandito da numerosi momenti liturgici.

A Minervino, nella parrocchia di San Michele Arcangelo, Santa Messa alle 8 e alle 10, mentre alle 17 si terrà la processione.

A Specchia Gallone, nella chiesa di San Biagio, la Messa sarà celebrata alle 11.30.

A Cocumola, nella parrocchia di San Nicola, alle 17.30 la Messa presieduta dall’arcivescovo Francesco Neri, seguita dalla processione e dalla benedizione delle Tavole.

Sempre il 19 marzo, alle 13 nell’ex asilo Scarciglia, appuntamento gastronomico dedicato ai cibi simbolici della tavola di San Giuseppe, con degustazione guidata di zuppe di legumi, pasta con erbe spontanee e dolci tradizionali reinterpretati.

Tradizione e turismo sostenibile

La giornata si concluderà alle 18.30 con l’incontro “Le Tavole di San Giuseppe: tradizione e turismo sostenibile”, organizzato dal Lions Club Maglie con dialoghi conviviali e musica dal vivo.

Un momento di riflessione su come questo rito antico continui a rappresentare un patrimonio culturale vivo e condiviso, capace di raccontare il territorio salentino anche alle nuove generazioni.

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