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Appuntamenti

Otranto accende un milione di luci

Dal 27 novembre al 9 gennaio Festival delle luminarie: l’arte dei maestri paratori per i mercatini di Natale

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Un milione di luci. Il Salento da domani s’accende con la prima edizione del Luminarie Otranto Festival, in programma nei Fossati del Castello Aragonese sino al 9 gennaio con una galleria di meravigliose costruzioni e sculture luminose realizzate dalla famiglia De Cagna.


L’azienda di Maglie, che con oltre ottant’anni di storia e tre generazioni di artigiani ha incantato Houston, Parigi, Seoul, Lisbona e altre grandi capitali del pianeta, presenta 57 diverse installazioni nel segno di una tradizione tipica del Meridione, diventata nel mondo un orgoglio tutto italiano.


Per oltre un mese sarà possibile rivivere il clima tipico delle feste patronali del Sud Italia ma dentro la classica atmosfera natalizia, resa ancora più calorosa dalla presenza di un accogliente mercatino dedicato all’enogastronomia e all’artigianato locale e da una ricca programmazione di spettacoli dal vivo, che domani verrà inaugurata dalle esibizioni dei Mustacchi Bros e della Popular Band di Paolo Giancola.


In nome dell’arte e della tradizione, i Fossati del Castello si mostreranno, pertanto, sotto una nuova luce con il festival promosso e organizzato dall’agenzia Idea Show in collaborazione con il Comune di Otranto.


La città anche durante la stagione autunnale e invernale si conferma accogliente, ospitando manifestazioni particolarmente seducenti, in grado di arricchire il patrimonio di attrattori culturali e turistici fuori stagione del territorio.


Attraverso affascinanti architetture iridescenti che uniscono tradizione, tecnologia, cultura e divertimento con un milione di luci led e microled, i maestri paratori De Cagna hanno realizzato degli itinerari unici per il Luminarie Otranto Festival, creando un viaggio multisensoriale dentro la memoria e le usanze di una cultura profondamente radicata in tutto il territorio pugliese.


Le magnifiche creazioni luminose saranno visitabili dalle 17,30, da venerdì a domenica, tra il 27 novembre e il 19 dicembre; dal 20 dicembre sino al 9 gennaio l’accesso sarà possibile tutti i giorni.


Con i mercatini natalizi sono in programma anche attività di animazione, concerti e teatro di strada.


Info 080.4301150 e www.luminarieotrantofestival.it.


Ingresso 7 euro inclusa prevendita su  www.vivaticket.it e parcheggio.






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Libera days: a Marittima le arance dai terreni confiscati alla mafia

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Tornano i libera Days: la parrocchia San Vitale martire e la bottega equo solidale di Marittima si preparano per la campagna di sensibilizzazione sulle arance biologiche, prodotte nelle terre confiscate alla mafia dal consorzio “Libera terra”.

L’appuntamento è per sabato 29 gennaio e domenica 30 gennaio, in via Conciliazione a Marittima negli orari che sono indicati nella locandina che segue.

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Appuntamenti

A Tricase una domenica con i Templari

Camminata silenziosa per la fede e presenza alla Santa Messa

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Un suggestivo appuntamento in programma per domani nel centro storico di Tricase.

I Templari della commanderia “ex Val Idro”, con sede in Andrano, terranno una camminata silenziosa per la fede.

Il percorso

Il percorso li condurrà presso la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, dove alle ore 10 seguiranno la santa messa. Partenza dalla stazione di Tricase, poi attraverso via Siena l’arrivo in piazza Cappuccini. Si prosegue su via Toma per passare proprio da via Templari, sino a piazza Don Tonino bello e poi piazza Pisanelli.

I Templari, di recente, hanno già “visitato” Lecce, lo scorso dicembre, e Leuca, la scorsa estate.

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Gagliano del Capo ricorda Francesco Mele

Domani il primo anniversario della scomparsa di Mesciu Cicciu. Della sua ditta edile la paternità di molte opere pubbliche e private nel Capo di Leuca e in tutta la provincia. Era fratello del compianto don Luigi Mele, a lungo titolare della chiesa di San Nicola a Tricase Porto

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Domani ricorre il primo anniversario della morte dell maestro Francesco Mele, per tutti Mesciu Cicciu, molto conosciuto a Gagliano e nei paesi vicini.

Per l’occasione, verrà ricordato, alle 17,30 nella chiesa di San Rocco, con una messa presieduta da don Angelo Buccarello.

Franceso Mele nasce a Gagliano del Capo il 20 settembre 1927 da Francesca e Angelo Mele in una famiglia numerosa.

Costruttore di riferimento per la zona fu imprenditore di spicco nella Gagliano dei primi anni ’70.

Sin da piccolo seguì le orme del padre, frequentando i cantieri e, dopo aver lavorato per un po’ di tempo con il suo maestro, Nicola Ricciato di Salve, già a 18 anni era a capo di una piccola squadra di operai.

Dedizione e caparbietà lo hanno portato ad essere uno degli imprenditori più quotati del Capo di Leuca con la sua nutrita squadra di operai.

Molti giovani gaglianesi si rivolgevano a lui quando avevano bisogno di un lavoro anche a breve termine. Quasi in ogni famiglia gaglianese di quegli anni almeno un componente ha lavorato con Mesciu Cicciu prima di trovare un impiego definitivo.

Tante opere edilizie pubbliche e private del territorio salentino, dal Capo di Leuca sino a Lecce, portano la sua firma.

Solo per citarne alcune: le sedi municipali di Gagliano del Capo e Patù; la scuola elementare di Salignano; l’ospedale “Daniele Romasi” nel suo paese; il poliambulatorio di Poggiardo;  il campo sportivo sempre di Gagliano del Capo, il sagrato della Chiesa di San Nicola a Tricase Porto, di cui è stato per tanti anni titolare il compianto fratello don Luigi Mele; alcune bellissime ville a Santa Maria di Leuca e San Gregorio.

Personalità poliedrica e spirito libero, ha anche prestato il suo impegno nel sociale ricoprendo il ruolo di consigliere comunale e presidente della locale squadra di Calcio ed ha partecipato attivamente allo sviluppo socioeconomico della sua Gagliano, contribuendo anche alla realizzazione e crescita dell’ospedale del posto.

Parte integrante della società gaglianese a cavallo degli anni ’70, di lui si ricordano; genialità e capacita innovativa; il forte spirito imprenditoriale; l’amore per il lavoro e la “Ditta”, sue ragioni di vita.

La comunità lo ricorda anche per come sapeva aiutare gli altri. Il suo animo nobile, il suo sorriso, la sua ironia e il suo sentirsi sempre “giovane”, resteranno sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

Il suo motto era:  «Tutto viene e tutto passa», a testimoniare la coscienza della fugacità della vita e la determinazione a viverla fino in fondo, a modo suo, lavorando.

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