Attualità
Come mettersi in proprio
Riprendono gli approfondimenti negli Ambiti territoriali sociali di Poggiardo e Martano: I seminari di “Lav.O.R.A.” sull’auto-impiego con associazioni di categoria e “storie d’impresa”. Domani a Poggiardo, giovedì a Melendugno. I seminari sono aperti a tutti e sono gratuiti
Come mettersi in proprio e creare un’impresa.
Il nuovo appuntamento di “Lav.O.R.A.”, acronimo di “Lavoro, Orientamento e Ricerca attiva”, il ciclo di seminari ideato da Arpal Puglia, punta a svelare i segreti dello sviluppo di un’idea imprenditoriale
Dopo i primi quattro incontri a febbraio e a marzo, dedicati alla ricerca attiva di lavoro e alla gestione di Cv e colloquio, riprendono gli approfondimenti negli Ambiti territoriali sociali di Poggiardo e Martano, dove da un anno è stato avviato in via sperimentale il progetto “Li.DiA.”, relativo all’accompagnamento al lavoro per donne fragili, poco scolarizzate, migranti o prese in carico dal Ser.d.
I seminari sono aperti a tutti e sono gratuiti.
Il primo seminario su “Come mettersi in proprio” è in programma domani, martedì 8 aprile, dalle ore 16 alle ore 18, presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo.
Il secondo giovedì 10 aprile, stesso orario, presso il Centro anziani in via Roma 28 a Melendugno.
Cliccando qui è possibile scaricare il programma completo
Obiettivo di questi due nuovi appuntamenti è fornire suggerimenti utili per iniziare a progettare la propria idea di impresa, a partire dai servizi offerti dai Centri per l’Impiego di Arpal Puglia – Ambito di Lecce, con i progetti speciali di autoimpiego e autoimprenditorialità come “Futuro proprio” e “Capitane d’impresa“.
Entrambe le giornate si apriranno con i saluti di Luigi Mazzei, dirigente U.O.Coordinamento Servizi per l’impiego Ambito di Lecce Arpal Puglia; dei sindaci di Poggiardo, Antonio Ciriolo, e Melendugno, Maurizio Cisternino; del presidente dell’Ambito di Martano, Fabio Tarantino; del direttore del Consorzio di Poggiardo, Rossano Corvaglia; delle referenti dei locali Centri per l’impiego di Poggiardo e di Martano.
A Poggiardo introdurrà l’incontro la Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, Antonella Pappadà.
Successivamente, gli operatori Arpal terranno le relazioni sui seguenti temi: “Imprenditori di se stessi: se decidessi di aprire una mia attività?” e “Futuro proprio: i Cpi per l’auto-impiego”.
Previsto anche un focus su finanziamenti regionali e nazionali.
A seguire ci saranno gli interventi di rappresentanti delle associazioni di categoria.
A Poggiardo saranno presenti Antonio Martella, direttore Confindustria Lecce, Emanuela Longo, direttora CIA Lecce, e Tatiana Adamuccio, C.a.t. Confcommercio Lecce.
A Melendugno, invece, ci saranno: Luigi Derniolo, presidente Confartigianato Lecce; Gianluca Imbriani, responsabile Startup Confesercenti Lecce; Paolo Vantaggiato, responsabile provinciale Epaca Coldiretti Lecce.
Uno spazio particolare, infine, sarà dedicato a “Storie d’impresa“, con la testimonianza di imprenditrici del territorio: a Poggiardo, Sara Greco di Jewelry e Sara Passaseo di Glowfood Home food vegan; a Melendugno, Emanuela De Donne di Manufatti Laboratorio di sartoria ed Eleonora Mariano di Agriturismo Costarella.
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Attualità
Casarano si sveglia solo col voto
Tra cantieri improvvisamente riaperti, piazze affollate e promesse da campagna elettorale, la città riscopre la politica. Ma il vero dubbio resta uno: durerà anche dopo le urne?
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di Antonio Memmi
Siamo convinti che le elezioni dovrebbero celebrarsi almeno una volta all’anno o magari due: una in primavera e una sotto Natale!
Così, per sicurezza, perché questo è il periodo in cui tutto sembra possibile: le strade si asfaltano, tutti sorridono e salutano e perfino gli operai dei cantieri “storici”, creature mitologiche e leggendarie, avvistate con la stessa frequenza dei panda albini, tornano improvvisamente tra noi.
CITTÀ INVASA DA SLOGAN E PASSERELLE
In queste settimane Casarano è diventata un gigantesco set politico a cielo aperto; liste presentate ovunque: nelle piazze nobili, nei vicoli stretti, nelle periferie dimenticate, davanti ai bar, accanto ai monumenti; cambiano gli sfondi, cambiano le sedie, cambiano le bandiere, ma le parole restano identiche, come quei tormentoni estivi che a luglio già non sopporti più.
“Sport”, “Inclusione”, “Giovani”, “Rilancio”, “Visione”, “Partecipazione”, programmi impeccabili naturalmente, talmente impeccabili che uno si domanda come mai Casarano non sia già diventata come Singapore; curiosamente invece, sull’ospedale tutti sembrano un po’ timidi, prudenti, quasi afoni, come gli studenti interrogati su un capitolo che hanno studiato poco.
LA POLITICA TORNATA A RIEMPIRE LE PIAZZE
Eppure, qualcosa di buono, stavolta, c’è davvero!
Perché, al netto della retorica da palco e delle promesse lucidate a nuovo, la politica locale ha ricominciato a smuovere animi e coscienze come non accadeva da anni.
Le piazze, infatti, sono tornate a riempirsi, la gente discute, partecipa, applaude e soprattutto si rivedono tanti giovani, che fino a ieri consideravano la politica locale più o meno coinvolgente come un convegno sulle guarnizioni dei rubinetti.
INCOMBE IL BALLOTTAGGIO
Forse dipende dal fatto che questa volta la partita appare davvero aperta o almeno abbastanza aperta da convincere tutti di avere una possibilità concreta perché, lasciando perdere i soliti sondaggi fatti al tavolino del bar (quelli dove il candidato favorito coincide sempre con il cognato di chi parla), è evidente che Ottavio De Nuzzo parta in vantaggio ed è un vantaggio tutt’altro che misterioso.
I sindaci uscenti, infatti, almeno sulla carta, partono sempre favoriti: conoscono la macchina amministrativa, occupano naturalmente la scena e soprattutto possono contare su liste piene di candidati che agli elettori ci sanno parlare sul serio, uno per uno, famiglia per famiglia e di voti ne portano tanti.
La matematica elettorale, però, racconta anche altro e cioè che vincere al primo turno potrebbe essere più complicato del previsto, perché i numeri, almeno quelli fatti a spanne, sembrano spingere decisamente verso il ballottaggio e lì la partita cambierebbe completamente perché sembra davvero poco probabile che gli altri candidati possano, al ballottaggio, chiedere al proprio elettorato di appoggiare il Sindaco uscente.
GLI EQUILIBRI CHE CAMBIANO
Da una parte infatti c’è Marco Nuzzo, volto ufficiale del PD e della Sinistra progressista tradizionale, quella che, accanto ai programmi amministrativi prova ancora a parlare di identità politica senza sembrare uscita da un cineforum del 1978 ma con la freschezza di un giovane “pulito”.
Dall’altra c’è Luigi Anastasia, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e da quella sinistra delusa che ha deciso di prendere le distanze dai dem e soprattutto dalle geometrie politiche disegnate a Bari.
Infine, ma non ultima, c’è Laura Parrotta, che probabilmente rappresenta la vera “anomalia” di questa campagna elettorale, la candidata che ha fatto perno sulla trasversalità: una figura sostenuta contemporaneamente dalla destra dissidente (quella che non ha gradito le decisioni dei palazzi provinciali che hanno deciso di schierarsi con De Nuzzo) e da pezzi di sinistra altrettanto scontenti delle scelte arrivate dal capoluogo.
EVENTO QUASI SOPRANNATURALE
Intanto però Casarano osserva, ascolta e soprattutto si gode il miracolo temporaneo della campagna elettorale: strade rifatte, telecamere finalmente installate al cimitero dopo anni di alibi burocratici sulla privacy e, soprattutto, quella scena quasi mistica ai Giardini William Ingrosso, dove ben dieci operai e manovali lavoravano contemporaneamente addirittura di sabato mattina (pensateci, dieci! E tutti insieme. Roba da accendere un cero alla ‘Mmaculata).
DOPO I MANIFESTI SERVIRÀ LA NORMALITÀ
La speranza di tutti è che, tra un comizio e un taglio del nastro, questa volta nascerà davvero qualcosa di duraturo.
Casarano non ha bisogno dell’ennesima campagna elettorale permanente, ma di una normalità straordinaria: strade sistemate anche senza voti da chiedere, piazze vive anche senza palchi e politica capace di ricordarsi dei cittadini pure quando i manifesti saranno stati strappati dal vento.
E chissà, forse il vero miracolo non saranno i dieci operai del sabato mattina, ma una città che finalmente ricomincia a credere in sé stessa.
*Immagine in alto generata con IA
Attualità
Il prof. Schettini a scuola a Tricase
Un confronto diretto con gli studenti per riflettere insieme sull’impatto del mondo digitale, tra emozioni, relazioni e uso consapevole dei social network
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Ieri pomeriggio, presso la scuola secondaria “D. Alighieri” di Tricase, gli studenti delle classi Prime, Seconde e Terze della scuola secondaria di I Grado “G. Pascoli” e hanno incontrato e dialogato con il prof. Vincenzo Schettini, docente, divulgatore scientifico e autore del volume “La vita che ci piace”, sul tema dell’uso consapevole dei social network e dei rischi legati alla dipendenza digitale.
L’appuntamento è nato dall’esigenza, sempre più urgente, di accompagnare i ragazzi in una riflessione autentica sul rapporto con la tecnologia.
Il prof. Schettini ha affrontato questi temi con un linguaggio vicino ai giovani, capace di unire rigore, ironia e profondità emotiva. Il suo approccio ha permesso agli studenti di riconoscersi, interrogarsi e sviluppare strumenti critici per abitare il mondo digitale con maggiore equilibrio.
Il volume, già approfondito dagli studenti durante le attività curricolari, è stato al centro dell’incontro, offrendo spunti preziosi per comprendere: come i social influenzano percezioni, emozioni e comportamenti quotidiani; quali meccanismi psicologici alimentano la dipendenza digitale; come costruire una presenza online più consapevole, autentica e rispettosa e come ritrovare tempo, attenzione e relazioni significative nella vita reale.
L’incontro si è concluso in un clima di grande partecipazione ed entusiasmo.
Attualità
5×1000 alle ACLI, una firma che sostiene persone e comunità
Dai progetti per il lavoro agli sportelli di ascolto, fino alle attività per giovani e anziani: scegliere le ACLI significa contribuire ogni giorno a costruire solidarietà, inclusione e opportunità concrete sui territori.
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Pubbliredazionale
Sostenere le ACLI con il 5×1000 significa scegliere di investire ogni giorno in una rete concreta di solidarietà, che da decenni accompagna persone, famiglie e comunità nei momenti di maggiore bisogno.
Le ACLI sono presenti in tutta Italia con circoli, servizi e progetti sociali che vanno oltre l’assistenza: promuovono lavoro dignitoso, inclusione, cittadinanza attiva e formazione.
Destinare il 5×1000 alle ACLI significa sostenere iniziative contro la povertà educativa, progetti di inserimento lavorativo, sportelli di ascolto per famiglie in difficoltà, attività per giovani e anziani, e percorsi di cittadinanza che aiutano a costruire una società più giusta e coesa.
Ogni firma diventa un gesto concreto: una mano tesa, un’opportunità di rinascita, una risposta a un bisogno reale. È un modo semplice ma potente per partecipare attivamente alla costruzione del bene comune, affidando una parte delle proprie imposte a chi ogni giorno lavora sul territorio con serietà e trasparenza.
Scegliere le ACLI per il 5×1000 significa credere che la solidarietà non sia uno slogan, ma una pratica quotidiana.
Un piccolo gesto che, insieme a tanti altri, può generare un grande cambiamento.
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