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Approfondimenti

Cosa si potrà fare il 3, 4 e 5 Aprile?

Si può fare il pic nic a Pasquetta o organizzare un pranzo all’aperto? 

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Cosa si potrà fare per Pasqua e pasquetta?


Coprifuoco?  Si, dalle 22 alle 5.


Andare in un’altra regione? Soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza con autocertificazione.


Fare una passeggiata? Si, ma nei pressi della propria abitazione.


Fare attività motoria? Si, soltanto individuale all’aperto.


Uscire fuori dal Comune per fare attività sportiva? 


Solo in bicicletta o di corsa, non si può andare con la vettura.


Si può uscire dal proprio Comune per andare a fare acquisti? 


Solo se nel proprio Comune non ci sono punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio «presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica».


Si può andare a trovare amici e parenti?


Soltanto una volta al giorno al massimo due persone con minori di 14 anni all’interno della propria regione.


Si può andare nelle seconde case? 


Si, ma solo il nucleo familiare dimostrando di averne titolo prima del 14 gennaio 2021 e purché la casa non sia abitata da altri. In Puglia è vietato andare nelle seconde case anche ai residenti. 


Le coppie che vivono in città diverse possono incontrarsi? 


Si, nel luogo in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.

Le persone separate o divorziate possono raggiungere i figli minori? 


Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono sempre consentiti. Bisogna scegliere il tragitto più breve.


I negozi sono aperti?


I negozi sono aperti solo sabato 3 aprile. Pasqua e pasquetta possono rimanere aperti solo farmacie, edicole, tabaccai. I parrucchieri restano chiusi per tutti i tre giorni.


Si può andare al bar o al ristorante? 


Sono chiusi per l’accesso al pubblico ma aperti per l’asporto con queste modalità: dalle 5 alle 18, senza restrizioni; dalle 18 alle 22, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina ma è consentita alle enoteche e alle vinerie.


Si può chiedere la consegna a domicilio? 


Si, senza limiti di orario.


Si può pranzare o cenare negli alberghi? 


È consentito senza limiti di orario ma solo per i clienti che vi alloggiano.


Si può organizzare il pranzo di Pasqua con amici o parenti? 


All’interno delle proprie abitazioni è raccomandato stare con i conviventi e comunque in caso di incontri è consigliato mantenere la mascherina e il distanziamento.


Si può fare il pic nic a Pasquetta o organizzare un pranzo all’aperto? 


No, perché in zona rossa è vietato uscire dalla propria abitazione se non per «comprovate esigenze».


Approfondimenti

Covid, lockdown: parola agli imprenditori ‘sopravvissuti’

Ristori? Pochi e arrivati tardi, non sono bastati neanche per le bollette! Se continua così… Enormi sforzi per mantenere la barca a galla

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L’INDAGINE



  1. Oltre un anno di convivenza forzata con l’emergenza sanitaria causata dal Covid. A voi come è andata?

  2. Avete goduto dei cosiddetti ristori dello Stato? Se si sono stati soddisfacenti?

  3. In queste condizioni ci sono i presupposti per proseguire con la sua attività? E con che prospettive?


 


Paolo Musarò, direttore di Villa Zaira (Maglie)


1) Molto male. Abbiamo organizzato cerimonie solo da fine agosto  al 10 ottobre per quelle coppie più coraggiose che non hanno rinviato il loro matrimonio al 2021. Il coraggio ha premiato quelle coppie, perché nell’estate scorsa lo svolgimento del matrimonio non prevedeva l’obbligo di mascherine e distanziamenti. Quest’anno invece è tutto un punto interrogativo.


2) La parola «godere» in questo caso è veramente un eufemismo. Abbiamo ricevuto un’inezia che non è stata nemmeno lontanamente  ristorativa.


3) La filiera del Wedding è  da troppo tempo ferma senza nessun aiuto, proseguendo di questo passo c’è il rischio che molte attività non riaprano. Fortunatamente Villa Zaira è una realtà importante e solida, ma anche l’albero più grande, se scosso troppo, ne risente pesantemente. La nostra intenzione è  quella di riaprire in sicurezza, ma di riaprire. Ci rimboccheremo le maniche ancora di più e proveremo a vedere la luce in fondo al tunnel.


Anna Maria Martines, Maison, (San Donato di Lecce)


1) Decisamente male, ho avuto un calo almeno del 70% rispetto all’anno precedente.


2) Goduto è una parola grossa, i ristori non sono bastati neanche per pagare le bollette.


3) Dovesse continuare così assolutamente no, anche perché tutto ciò che è tasse, contributi, utenze, continuiamo a pagarlo regolarmente.


Enzo Gorgoni, Ottica Gorgoni (Maglie)


1) Ci siamo adeguati, come sicuramente tutte le attività, alle regole di restrizione e indicazioni igienico/sanitarie, cercando di offrire al meglio il nostro servizio considerato essenziale.


2) Per quanto riguarda i cosiddetti ristori, sono arrivati in parte e con ritardo.


3) Ovviamente ce la metteremo tutta per poter proseguire nella nostra professione che dura da ben trentotto anni, sperando che nel più breve tempo possibile e magari grazie ad un piano vaccinale valido, potremo vedere davvero la luce oltre il tunnel.


Laura Marra, Mondadori (Tricase)


1) In questo periodo di emergenza sanitaria la gente si è avvicinata moltissimo alla lettura, tanto da far aumentare le vendite di libri del +23% rispetto al 2019, nonostante del 2020 siano considerati solo 10 mesi e non 12. Si tenga anche conto che le librerie sono state tra le prime attività a riaprire durante il primo lockdown.

2) Gli aiuti sono arrivati tutti e in tempi brevissimi e di questo ne sono molto soddisfatta.


3) Le condizioni per proseguire non hanno bisogno di presupposti, ma di volontà. Le mie prospettive sono molto incoraggianti. Ho sempre avuto la voglia di fare di più, nonostante non ne abbia le possibilità, ma metto davanti a tutto i miei progetti. Il prossimo, che è già in atto, è quello di ingrandire la libreria, creando all’interno una sala lettura, per la presentazione di libri o piccoli eventi, e un reparto dedicato solo ed esclusivamente ai bambini.


Totò Piccini, Magazzini Totò Piccinni (Surano, Depressa e Tricase)


1) Come penso sia accaduto per tutte le altre aziende, ne abbiamo risentito anche noi. Abbiamo cercato di difenderci con tutte le nostre forze, anche ampliando i nostri canali di vendita.


2) Ristori? No, ad oggi non abbiamo ricevuto nulla.


3) Con enormi sforzi e tanto impegno cerco di mantenere la barca a galla, soprattutto perché abbiamo la responsabilità del presente e del futuro di circa 50 dipendenti. Ovviamente conservia- mo la speranza che tutto si risolva per il meglio e che presto possiamo ritrovare una parvenza di normalità che ci consenta anche di lavorare con qualche preoccupazione in meno


Antonia Mauro, Antares (Tricase)


1) Purtroppo in questo anno di emergenza sanitaria le cose sono andate male, siamo stati costretti a fare sconti fuori periodo per poter incassare almeno, ma non del tutto, l soldi per poter pagare i fornitori. Teniamo conto che comunque si usciva da 10 anni di crisi iniziata nel 2008, ci si aspettava una ripresa del mercato… invece col covid….


2) Per quanto riguarda i ristori dello Stato abbiamo goduto ben poco, solo i 600 e i mille euro, e abbiamo ottenuto il finanziamento a tasso agevolato dei 25mila euro che abbiamo richiesto per poter pagare i fornitori. Anche con Draghi non abbiamo potuto accedere al  bonus a fondo perduto e, come noi, parecchi commercianti di Tricase. La recente, nuova chiusura ha rappresentato un ulteriore danno per le imprese. Noi commercianti, che lavoriamo sul programmato, abbiamo inoltrato gli ordini per il prossimo inverno, con tanta paura e senza sapere domani cosa accadrà. Secondo il mio parere i ristori dovevano essere calibrati in proporzione al rischio di impresa e non a pioggia senza nessun criterio. Sono stati elargiti anche a chi non ha avuto danni da tutto ciò, vedi i negozi di alimentari o gli autonomi che hanno pochissimo investimento.


Un spreco di soldi anche i bonus monopattino o i buoni baby sitter per chi lavora in due (quindi con due stipendi): non si sta tenendo conto di chi in questo periodo ha chiuso la partita IVA e, a mio parere, non si è fatto nulla per incentivare la produzione, la vera locomotiva di uno Stato.


3) In questo condizioni io sto cercando con tutte le mie forze di proseguire la mia attività, visto anche la programmazione che sono costretta a fare. Spero di no ma, se continua così, penso che in molti saremmo costretti a chiudere.


Vito Cazzato di Sanitaria Fe.Vi. (Tricase)


1) A noi è andata malissimo per una concomitanza di eventi.


2) Non abbiamo assolutamente goduto dei ristori dello Stato..


3) In queste condizioni non ci sono i presupposti per proseguire l’attività. Nessun aiuto soprattutto per i dipendenti mentre tasse e contributi giorno 16 vanno sempre e comunque pagati! E se non le paghi sono pronte le cartelle esattoriali…


Sonia Maria Congedo della Santoro New Srl (Racale)


1) Nei periodi peggiori, causa di forza maggiore, i nostri operai sono stati in cassaintegrazione… cassa integrazione ridicola: al netto di tutto non era nemmeno il 50% degli stipendi.


2) È arrivato il ristoro dell’azienda. Per tutti i giorni di chiusura forzata, circa… mille euro!


3) Fortunatamente alla riapertura abbiamo lavorato normalmente con un calo tutto sommato sostenibile. Presumiamo di andare avanti normalmente sperando che il covid sia presto arginato con la campagna vaccinale. Non dovesse avvenire in tempi rapidi, però, la situazione si aggraverebbe.


Ed a voi com’è andata? Dite la vostra, scrivete a info@ilgallo.it


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L’appello dei circoli italiani all’estero: “Causa Covid rischiamo di chiudere”

Obiettivo è impedire che le strutture culturali-associative italiane in Svizzera, basate in larga misura sul volontariato, subiscano danni economici, con il rischio di non poterle più riaprire

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Appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro Luigi di Maio


Illustrissimi Presidente del Consiglio Mario Draghi  e Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio,


sono Ippazio Calabrese, consigliere del Comites di Zurigo, nella cui Circoscrizione consolare vivono e lavorano circa 224.000 italiani, iscritti regolarmente all’AIRE, con oltre 300 associazioni locali e circa 50 circoli ricreativi, mi rivolgo a Voi affinché i suddetti circoli non vengano dimenticati, ma sostenuti nell’interesse della numerosa comunità italiana. 


Raccolgo, e replico, il grido d’aiuto del mondo delle associazioni, nella speranza  di avere attenzione e, magari, un tavolo di confronto per cercare una soluzione, considerato che questi Centri non sono contemplati in nessuna circolare ministeriale riguardante i sussidi covid-19. 


I centri aggregativi all’estero, come ad esempio la Colonia Libera Italiana di Lucerna, che nel 2019  ha festeggiato il suo 75esimo anniversario, erano e sono da sempre un punto di riferimento e incontro dei nostri connazionali, collante con la nostra Italia, rappresentano il fulcro delle loro attività culturali, sociali  nonché  politiche.


 In questi luoghi si parla italiano, si mangia italiano, si organizzano manifestazioni con artisti italiani e gite in Italia, si ricevono le autorità italiane, parlamentari, Consoli, Ambasciatori, ecc..


Sono una finestra dell’Italia in Svizzera, dove si propone e si diffonde solo cultura e Made in Italy, in sostanza possiamo equipararli a delle vere miniere d’oro,  a costo zero !!! 


Fino agli inizi  del 2020 i Centri erano ben frequentati e dai ricavi si è potuto far fronte a tutte le incombenze finanziarie.  


Le restrizioni giuridiche, legate alla pandemia da Covid-19, hanno causato un enorme danno economico e continuano ad avere forti ripercussioni negative. 



Queste norme coercitive, che impongono il mancato esercizio del Centro, non ci permettono di incassare ma, dall’altro canto ci impongono a sostenere i diversi costi fissi: il fitto dei locali, il riscaldamento, la  luce, le pulizie, ecc., per non parlare dello smaltimento  di derrate alimentari, per svariate migliaia di franchi, a causa dei prodotti rimasti invenduti e scaduti.  


Ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 71/2011 sappiamo che i Consolati possono concedere sussidi ai cittadini che versano in stato di indigenza e, in via eccezionale, erogazioni in denaro con obbligo di restituzione nel caso vi sia uno stato di occasionale grave necessità , a cui non si riesce a far fronte. 


Si tratta di una nuova normativa speciale con la quale si attribuiscono ai Consolati risorse economiche aggiuntive per l’assistenza diretta ai connazionali.


Per questo,  stimati Presidente del Consiglio  e Ministro Luigi Di Maio, Vi chiediamo, ove fosse possibile, ampliare questa tipologia di sussidio, in maniera straordinaria, estendendolo  anche ai centri aggregativi, gestiti dalle Associazioni (ne cito alcuni della zona di Lucerna: Centro Pugliese/LU, Colonia Libera Italiana/Lucerna, Centro Abruzzese/LU, Colonia Libera Italiana/Horw, Centro Fuscaldese/LU, Centro Italiano/Ebikon, Colonia Libera Italiana/Hergiswil, ecc.). 


L’obiettivo di un tale sostegno finanziario, è impedire che le strutture culturali-associative italiane in Svizzera, basate in larga misura sul volontariato, subiscano danni economici, con il rischio di non poterle più riaprire. 


Vi  ringraziamo, anticipatamente, per l’attenzione e il sostegno che siamo certi riserverete alla presente richiesta a sostegno della collettività italiana all’estero.


Con la nostra più profonda stima,


Ippazio Calabrese (consigliere Com.It.Es, Zurigo)


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Loredana Capone: “Una grande giornata”

Sono entrambe il frutto di un grande lavoro di squadra, che ha visto maggioranza e opposizione l’una al fianco dell’altra

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Riceviamo e pubblichiamo



Credetemi, oggi (20 aprile 2021), l’emozione non si tiene. Abbiamo approvato in Consiglio due mozioni importantissime: quella sulla povertà educativa e quella sul Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.



Sono entrambe il frutto di un grande lavoro di squadra, che ha visto maggioranza e opposizione l’una al fianco dell’altra. Già questo basterebbe per passarvi l’attenzione e la cura che ciascuna e ciascuno di noi ha voluto riservare a due temi che sono centrali sia nell’agenda del Governo regionale che in quella nazionale.




Consentitemi, però, di raccontarvi in poche parole il percorso che ha portato a quella sul Pnrr di cui personalmente mi sono occupata. Non è scontato, sapete? Non è scontato ritrovare negli altri la tua stessa energia, la tua stessa passione, la tua stessa determinazione. Beh io l’ho trovata. In questi mesi di tavoli zoom con le colleghe e i colleghi consiglieri, con le associazioni di categoria, Anci, Upi, gli studenti, non c’è stato un momento in cui non ci si sia confrontati per il solo e unico bene dei nostri cittadini.




Volevamo dare il nostro contributo, insieme, perché si tratta del futuro delle nostre generazioni e perché i cittadini eleggendoci ci hanno conferito potere e dovere: il potere di fare le cose e il dovere di andare fino in fondo.

Non si può pensare che la più grande opportunità economica che il nostro Paese potrà disporre, quella del PNRR, sia gestita da poche (pochissime) persone.



Nella mozione abbiamo elaborato interventi innovativi e concreti per ognuna delle sei missioni del PNRR (Sanità, Rivoluzione Verde e transizione ecologica, Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura,

Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Istruzione e ricerca, Inclusione e coesione) e chiediamo che possano essere tenuti in considerazione della Giunta e dal Governo, convinti che il presidente Emiliano non lesinerà impegno nel far valere i nostri diritti.




Siamo fiduciosi. Per il resto quella di oggi è una pagina bellissima di politica. La politica che sa e vuole ascoltare, che si mette nei panni dell’altra e dell’altro, che vuole cambiare le cose per migliorarle, per essere sempre a un passo dalla sua gente“.



Loredana Capone – Presidente Consiglio Regionale

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