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Attualità

Decreto Rilancio: “55 miliardi per aiuti a famiglie e imprese”

Tutte le misure contenute nelle 464 pagine del Decreto. Regolarizzazione dei migranti ed emersione del nero. Restano congelati i trasferimenti tra regioni. Autocertificazione bye bye. La conferenza stampa integrale del Presidente Conte

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Un decreto a dir poco corposo, sia per le 464 pagine che lo compongono, che, soprattutto, per i 55 miliardi di euro previsti per aiuti ad imprese e famiglie, oltre ai 4 miliardi di tasse tagliati.


È stato approvato dal Cdm il Decreto Rilancio, con i l quale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia la “premessa per concretizzare la ripresa” dell’Italia.


Accordo tra Governo e regioni per velocizzare il pagamento della cassa integrazione, direttamente dall’Inps.


Intesa sulla regolarizzazione dei migranti ed emersione del nero, con la ministra Teresa Bellanova che, commossa, ha annunciato la “svolta epocale”.


Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha invece messo in evidenza le nuove norme per velocizzare i prestiti alle imprese.


Previsti 190 milioni di incentivi al personale sanitario.


Ancora: un buono mobilità fino a 500 euro per le bici e la mobilità dolce e 331 milioni alla scuola anche per la didattica a distanza.


Il Presidente Conte ha ribadito anche che per ora “i trasferimenti tra le Regioni restano congelati” e che per le riaperture vi sarà un decreto legge e non un dpcm. Pare, invece, che ci libereremo definitivamente dell’autocertificazione, strumento che ha caratterizzato questa lunga fase di quarantena che tutti abbiamo vissuto.


Il Decreto Rilancio stanzia un totale di “155 miliardi per far ripartire l’economia italiana“, ora “massimo impegno per far arrivare subito le risorse e rilanciare insieme il Paese“. Sono le parole utilizzate in un tweet dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su twitter dopo il Consiglio dei ministri.





In diretta da Palazzo Chigi


Gepostet von Giuseppe Conte am Mittwoch, 13. Mai 2020



Attualità

Cinque deputati hanno chiesto il bonus da 600 euro all’Inps

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Cinque deputati hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili, poi elevato a 1000, previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva: la segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inpas ed è riportata oggi dal quotidiano La Repubblica.

Lo riporta l’Ansa che spiega che i cinque ‘furbetti di Montecitorio’, a norma di legge, essendo tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti co.co.co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano diritto di accedere all’indennità.

Inps non fa ovviamente i nomi dei cinque ma sui social c’è già chi chiede al presidente Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati. Intanto però trapelano i partiti di appartenenza: 3 della Lega, un pentastellato ed uno di Italia Viva.

“Oggi La Repubblica parla di 5 parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente”, scrive Luigi Di Maio su Fb.

“I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”, aggiunge specificando che “non in importa di quale forza politica” siano.

“Posso dire che è una vera vergogna?”. E’ il commento laconico, su Facebook, del segretario del Pd Nicola Zingaretti alla notizia dela richiesta all’Inps, da parte di cinque deputati, del bonus da 600 euro mensili previsto dal governo per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva.

“È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre. Lo affema il presidente della Camera Roberto Fico su facebook.

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Attualità

Super agosto per i treni: 36 Frecce in più per il Sud

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Potenziata con 36 Frecce aggiuntive per l’intero mese di agosto l’offerta ordinaria di Trenitalia per il Sud Italia. Un servizio per le principali mete turistiche e balneari di Puglia, Campania e Calabria.

Alle 12 corse già vendute nei giorni scorsi se ne aggiungono altre 24 in vendita da oggi 8 agosto.

Il dettaglio: si aggiunge il «Frecciarossa» che da Milano Centrale raggiunge Reggio Calabria nelle giornate del 15, 21, 22, 23, 27, 28, 29 agosto, con viaggio in direzione Nord nei giorni del 16, 22, 23, 24, 28, 29, 30 agosto. Questi gli orari:

Milano C.le (11.50) – Reggio Calabria (22.05);
Reggio Calabria (11.50) – Milano C.le (22.10).

In entrambe le direzioni i «Frecciarossa» fermano anche a Reggio Emilia AV, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Agropoli, Vallo della Lucania, Pisciotta-Palinuro, Sapri, Maratea, Scalea, Paola, Lamezia Terme, Vibo Pizzo, Rosarno e Villa San Giovanni.

Con la stessa modalità crescono le corse del «Frecciargento» in circolazione nel secondo fine settimana di agosto sulla rotta tra Roma e Lecce: sarà replicato nei giorni 10, 14, 16, 17 e 23 agosto in entrambe le direzioni. Questi gli orari:

Roma (9.35) – Lecce (15.05);
Lecce (17.55) – Roma (23.30).

I «Frecciargento», in entrambe le direzioni, fermano anche a Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Bari, Monopoli, Ostuni e Brindisi.

Il potenziamento dei collegamenti verso le maggiori mete vacanziere conferma la forte attenzione da parte del Gruppo FS Italiane a sostegno del turismo, volano dell’economia nazionale e pilastro fondamentale per la ripresa del Paese.

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La Puglia supera il valore d’allerta Rt: è ad 1,1

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La Puglia è tra le 11 Regioni d’Italia che hanno superato il valore d’allerta Rt per il Coronavirus, raggiungendo l’1,1.

Nel report settimanale di Iss e ministero della Salute si legge: «Negli ultimi 14 giorni si osservano stime dell’indice di trasmissione Rt superiori ad 1 in undici Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai, ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali».

L’indice Rt è, come dice la parola stessa, indicativo ma non così stringente. È infatti suscettibile a variazioni anche con un numero limitato di casi di contagio nelle regioni con pochi contagi totali.

Di contro è un campanello d’allarme che colloca la Puglia tra le Regioni a rischio. La media di una decina di contagi al giorno, con picchi anche di 20-23 casi, non tiene lontano il fantasma di un potenziale riacutizzarsi della curva.

“Al momento – si legge ancora nella nota – i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”

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