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Attualità

Delrio conferma: il Frecciarossa arriverà a Lecce

Il ministro risponde a Rocco Palese nel “Question time”: l’alta velocità arriverà in Salento

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Dopo mesi di attesa, arriva la conferma: la tratta Bari-Milano (e ritorno) del Frecciarossa, verrà prolungata fino a Lecce entro l’estate.


È il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio a renderlo noto nel rispondere all’interrogazione parlamentare di Rocco Palese, durante il “Question time” a Montecitorio.


Musica per le orecchie delle migliaia di salentini che, lo scorso ottobre, avevano firmato una petizione per portare l’alta velocità nel Tacco d’Italia. Un risultato importante anche in ottica turistica, anche se il ministro ha precisato che i risultati riscossi sin qui dalla tratta sino a Bari non sono poi così positivi. Si parla di un 35% di carico medio e di 68 passeggeri medi sul Frecciarossa da e per il capoluogo pugliese.

Delrio, inoltre, ci ha tenuto a ricordare che i treni attivati per la nuova tratta tra Lombardia e Puglia lo scorso autunno, non hanno goduto di alcun contributo pubblico. Si è trattato, così come sarà con Lecce capolinea, di una fase sperimentale in cui Governo e Regione si sono impegnati a studiare assieme il metodo per compensare eventuali perdite.


Attualità

Adottiamo un ulivo due anni dopo

In occasione del secondo compleanno annuncia l’importante collaborazione con Greeninfinity Foundation

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A due anni dalla nascita, l’iniziativa lanciata nell’ottobre del 2020 dal Comune di Caprarica di Lecce nel Salento e promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, viene sposata anche da Greeninfinity Foundation con sede in Austria.

Per celebrare il compleanno, proprio a Caprarica di Lecce, si è svolta una festa dedicata alla piantumazione di ulivi nel terreno messo a disposizione dal Comune.

Oltre al primo albero adottato tramite la fondazione Greeninfinity da Karin Ernsthofer in Austria, 13 studenti sardi del corso in Tourism Strategy and Management di CRIS, Cittadella Universitaria di Poggiardo hanno piantato il loro alberello, con tanto di etichetta riportante il loro nome che resterà per sempre legata alla pianta.

L’attenzione all’ambiente è da sempre uno dei principali obiettivi che la fondazione Greeninfinity con sede in Austria, attiva dal 2011, si dedica alla protezione dell’ambiente, all’attuazione di progetti climatici innovativi e alla promozione dell’uso delle energie rinnovabili.

Tra le finalità principali anche  quella di stabilire una consapevolezza ecologica, garantire la conservazione degli habitat naturali e aiutare le persone nelle regioni svantaggiate.

Dopo una serie di incontri nel mese di agosto con la Presidente Heidemarie Kipperer e la Project Manager Manuela Azim Zadeh, la collaborazione è diventata ufficiale ed è stata annunciata da un post sulla pagina facebook della Fondazione: «Siamo incredibilmente felici di annunciare l’inizio di una nuova collaborazione con l’iniziativa italiana Adottiamo un Ulivo! Il nostro nuovo progetto congiunto ci sta molto a cuore, in quanto riguarda la protezione degli uliveti nel sud Italia!».

Da quando è partito il progetto Adottiamo un ulivo ha impiantato 250 giovani alberi d’ulivo in un’area messa a disposizione dal Comune Caprarica.

Già dal mese di maggio è stato messo a disposizione un secondo sito viste le richieste che sono pervenute.

Nel momento in cui una persona viene a conoscenza dal dramma causato dalla Xylella nel Salento decide di sostenere il progetto adottando un albero.

Sulla pianta resterà per sempre il nome dell’adottante, che riceve un certificato di adozione, il numero del suo albero e delle bottiglie d’olio extravergine d’oliva.

«L’aspetto che più colpisce è l’emozione degli occhi di ogni adottante quando vede, tocca, parla con il suo albero», dichiara il prof. Roberto De Donno, ideatore del progetto ed esperto di Marketing territoriale, «ci sono state coppie di genitori che hanno deciso di mettere il nome del figlio. Futuri sposi hanno voluto celebrare la data del matrimonio sul loro albero e donare una bottiglia come bomboniera. Abbiamo avuto adozioni dedicate a persone che non ci sono più, in un ricordo tangibile attraverso la nuova pianta di ulivo».

Appena nato il progetto a ottobre del 2020, il Comune di Caprarica di Lecce, Città dell’olio, ha coinvolto nell’iniziativa all’Associazione Nazionale che ha subito sposato il progetto, presentandolo  nel maggio scorso a Trieste nel corso della manifestazione Olio Capitale, il più importante evento  sull’olio che si volge in Italia.

«La Xylella non riguarda solo il paesaggio del Salento e la sua agricoltura», afferma il sindaco di Caprarica Paolo Greco, «è un fenomeno di portata storica ed ambientale. Ricostruire il territorio significa fermare un epocale desertificazione del nostro territorio. Ogni contributo per questa finalità ha un grande valore».

Le adozioni provengono anche dall’estero, non solo da privati ma anche con alcune importanti aziende

che hanno deciso di regalare ai propri dipendenti e manager un albero d’ulivo. Sinora l’iniziativa è stata diffusa tramite il passaparola e mediante l’azione divulgativa del prof. Daniele Manni che è di fatto l’ambasciatore di Adottiamo un ulivo.

In occasione del compleanno è stato pubblicato anche il sito www.adottiamounulivo.it dove si potrà approfondire il progetto e decidere di adottare, dando un segno concreto alla riforestazione del Salento.

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Attualità

Autisti, fisioterapisti, cuochi: 389 posti di lavoro nel Leccese

Ventunesimo report settimanale delle offerte di lavoro elaborato dall’Ufficio coordinamento di Lecce di Arpal Puglia. Tante e variegate le offerte, numerose anche le opportunità all’estero

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Si cercano autisti di scuolabus e di minivan per trasporto passeggeri, ma anche farmacisti, fisioterapisti, infermieri o addetti alla cura di un canile. Tanti i segretari e i contabili da assumere, moltissime le figure ricercate nell’edilizia, nel tessile, nel commercio e in altri ambiti.

Ammontano a 389 i posti di lavoro disponibili, per i quali si raccolgono le candidature per il tramite dei dieci Centri per l’Impiego e dell’Ufficio collocamento mirato. A questi si aggiungono centinaia di possibilità di lavoro e formazione all’estero tramite la rete Eures: tante le opportunità in Germania, Malta, Bulgaria, Austria, Grecia, Portogallo nei settori della ristorazione, dell’assistenza ai clienti, del game.

Il 21esimo report settimanale elaborato dall’Ufficio coordinamento Servizi per l’Impiego di Lecce di Arpal Puglia conta 123 annunci e restituisce un quadro articolato per settori delle offerte quotidianamente pubblicate sul portale lavoroperte.regione.puglia.it, consultabili anche tramite l’App “Lavoro per te”. Sono sei i posti riservati ad appartenenti alle cosiddette “categorie protette” (orfani, etc.) e uno agli iscritti alle liste speciali per persone con disabilità.

In questa settimana, scade anche l’avviso pubblico per due posti di coadiutore (ex collaboratore scolastico) pressol’Accademia delle Belle Arti di Lecce.

Aumentano le figure ricercate nel settore della ristorazione e del turismo, dove si passa da 37 a 47 posizioni aperte; nel commercio, dove si va da 34 a 51; nel campo della riparazione veicoli e trasporti (da 23 a 30). Restano pressoché stabili le offerte nei call center (87), in ambito amministrativo (15), nell’edilizia (58), nell’editoria (2), nell’artigianato (2), nella sanità e servizi alla persona (13), nel settore bellezza e benessere (2), nel campo ambientale (5), nel tessile-abbigliamento-calzaturiero (41), nell’industria del legno (9), nel metalmeccanico (19), nel settore delle pulizie (2). Una contrazione, invece, si registra in agricoltura (da 24 a 5). Ai sensi dell’art. 1 L. 903/77, si precisa che la ricerca è sempre rivolta ad entrambi i sessi.

Ci si può candidare alle offerte in tre modi: tramite Spid, direttamente dal portale “Lavoro per te“; inviando via mail ai Centri per l’Impiego il modulo scaricabile dagli annunci sul sito; oppure direttamente nei Centri per l’Impiego, dove si può ricevere supporto nella compilazione dei moduli, servizi di orientamento e informazioni anche relative ad altre possibilità di impiego: gli sportelli sono aperti al pubblico tutti i giorni (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 11.30; il martedì anche dalle 15 alle 16.30 e il giovedì pomeriggio su appuntamento) presso le sedi dislocate a Lecce, Campi Salentina, Casarano, Galatina, Gallipoli, Maglie, Martano, Nardò, Poggiardo, Tricase e presso l’Ufficio collocamento mirato disabili, che ha sede a Lecce in viale Aldo Moro (info e contatti a pag. 37, www.arpal.regione.puglia.it).

Da qualche settimana, nei centri per l’impiego sono presenti anche annunci di lavoro tradotti in lingue straniere per agevolare, tramite le “bacheche inclusive”, la consultazione delle offerte da parte di persone straniere.

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Attualità

Simu leccesi: «Io, figlio di Berlinguer…»

«Sono nato comunista ma non come un comunista di oggi, che affetta interesse, convenienza e guadagno. Sono figlio di Berlinguer e mi spiego: amo essere pulito, schietto, onesto, trasparente e lavoratore. Spesso la gente non aveva da pagare e la frase più ricorrente era: Francu, poi ne vidimu! Ma quel “ne vidimu” era un impegno sacro, scolpito nella roccia: la gente era più seria, più rigorosa, rispettava gli impegni…». Franco Lupo, commerciante da 54 anni: «Era il 1967, iniziai con un piccolo banco di frutta e verdura, Taviano era un Comune piccolo ma commerciale, “picca pane e picca paternosci”…»

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Leggere nella storia di Franco Lupo, commerciante salentino, venditore, da 54 anni a questa parte, di frutta e verdura prima e bombole di gas poi, di Taviano, è come scrutare una pergamena, scovare nelle pieghe della lettura un Salento che non c’è più, ritrovare dignità e moralità perdute, di quando la nostra terra era più povera ma più genuina, più bella, più viva, palpitante, caratteristiche, secondo l’agio di Franco, che si sono perse nella rincorsa alla ricchezza costi che quel costi ed all’impasto contro natura che ha generato i salentini di oggi.

«Sono nato comunista», racconta alla fine della nostra chiacchierata quasi con un velo di commozione ricordando la sua giovinezza, «ma non come un comunista di oggi, che affetta interesse, convenienza e guadagno, sono figlio di Berlinguer, mi spiego: amo essere pulito, schietto, onesto, trasparente e lavoratore, questo intendo quando cito quello che mi ha insegnato Enrico. Era il 1967, iniziai la mia storia con un piccolo banco di frutta e verdura, Taviano era un comune piccolo ma commerciale, ‘picca pane e picca paternosci’, insomma. Ricordo che fu mio fratello a presentarmi, sempre in quell’anno la Bigas, un’azienda che commercializzava gas, Gpl, bombole ecc., e così iniziai a vendere quel prodotto fino ad arrivare al 1995. Da quell’anno, causa chiusura della vecchia azienda di Taranto, mi presentarono la Liquigas con la quale continuo a macinare Km e vendite».

Che ricordi hai di questa lunga avventura?

«Dopo 54 anni di onorato servizio, offerto sempre con mia moglie Francesca (scomparsa da otto anni), ricordo con piacere l’affetto della gente, la fidelizzazione dei clienti dopo tanti anni, pensa che in alcuni casi sono passate di mano tre generazioni in questo arco di tempo. Certo, la concorrenza, l’invidia, ci sono sempre state, ma grazie alla costanza ed alla voglia di lavorare abbiamo superato tanti problemi ed oggi siamo ancora qui. Nonostante alcuni periodi di difficoltà devo ringraziare chi mi ha sempre seguito e compreso, nonostante tutto!».

Come sono cambiati il Salento ed i salentini in questo mezzo secolo?

«Una cosa lasciamela dire: è cambiato il mondo, sono cambiati il Salento ed i salentini! Una volta c’erano più povertà, più difficoltà, le famiglie erano più numerose e fare commercio significava frequentemente dover fare di necessità virtù. Spesso la gente non aveva da pagare e la frase più ricorrente era: Francu, poi ne vidimu!, anche se quel ‘ne vidimu’ era un impegno sacro, scolpito nella roccia: la gente era più seria, più rigorosa, rispettava gli impegni presi e così anche quando ero io a chiedere li trovavo sempre pronti, così come facevo io alle loro richieste».

Qual era il rapporto con la gente?

«Più che clientelare lo definirei un rapporto familiare. Oggi è cambiato tutto, c’è poco da stare allegri, non c’è da fidarsi di nessuno. Comunque, nonostante il periodo balordo ed i prezzi ballerini, ringrazio Iddio, continuo a lavorare, per questo devo e voglio ringraziare i miei clienti che non sono solo i tavianesi ma anche la gente di Racale, Melissano, Ugento, Alliste, e le marine».

Ma non dovrebbe essere in pensione?

«Sono nato il 14 giugno 1945! Non mi vergogno di dichiarare la mia data di nascita e non ho imbarazzo ad affermare che svolgo ancora il mio lavoro con amore, passione e dedizione. Grazie a Dio, la salute mi accompagna e poi c’è un filo che mi lega ai miei clienti ed alla mia professione. Sì che dovrei essere in pensione e da più di dieci anni, ma finché sto bene e posso farlo continuerò ad attingere energia e vitalità da quello che meglio so fare: lavorare».

Luigi Zito

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