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Attualità

Domenica di elezioni: ecco come si vota

Le schede, le preferenze da esprimere, cosa fare in caso di errore ecc

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Ai 46.127.514 elettori in Italia che domenica 25 settembre si recheranno alle urne per l’elezione dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica saranno consegnate due schede: una rosa per la Camera, una gialla per il Senato. I seggi saranno aperti dalle ore 7 alle ore 23.





In Puglia





Sono 3.217.703 i pugliesi chiamati domani al voto per eleggere 40 parlamentari.





I deputati da eleggere nella regione sono 27 dei quali 10 nei collegi uninominali e 17 nei collegi plurinominali, mentre sono 13 i senatori (5 uninominali e 8 plurinominali).





Le sezioni aperte in tutte la regione sono 4.028. I seggi si insedieranno nel pomeriggio di oggi e le urne resteranno aperte dalle 7 alle 23.









Il voto





I modelli delle due schede sono identici. Le schede recano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno di ciascuna lista o i contrassegni delle liste in coalizione ad esso collegate. Accanto al contrassegno delle singole liste sono stampati i nominativi dei relativi candidati nel collegio plurinominale.








Il voto si esprime tracciando un segno nello spazio contenente il contrassegno della lista prescelta e, in tale caso, è espresso sia per lista che per il candidato uninominale a essa collegato. Se è tracciato un segno sul nome del candidato uninominale il voto è espresso anche per la lista a esso collegata e, nel caso di più liste collegate, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti nel collegio.





Non è previsto il voto disgiunto.





L’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.





Massima attenzione a non sovrapporre le schede una sull’altra al momento dell’espressione del voto, per evitare che il segno di voto tracciato su una scheda sia visibile anche su quella sottostante.





I militari delle Forze armate nonché gli appartenenti a corpi organizzati militarmente per il servizio dello Stato, alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, sono ammessi a votare nel comune in cui si trovano per causa di servizio.





I naviganti (marittimi e aviatori) fuori residenza per motivi di imbarco possono esercitare il voto nel comune in cui si trovano previa esibizione di: un certificato rilasciato dal comandante del porto o dal direttore dell’aeroporto; un certificato del sindaco del comune attestante l’avvenuta notifica telegrafica al sindaco del comune che ha rilasciato il certificato elettorale, della volontà espressa dall’elettore di votare nel comune in cui si trova per causa di imbarco.





Per l’elezione della Camera dei deputati, sono 147 i collegi uninominali del territorio nazionale (compreso il collegio della Valle d’Aosta) ai quali vengono assegnati 147 seggi maggioritari. 49 i collegi plurinominali nei quali vengono assegnati i restanti 245 seggi proporzionali.





Per l’elezione del Senato della Repubblica, sono 74 i collegi uninominali del territorio nazionale (compreso il collegio della Valle d’Aosta), ai quali vengono assegnati 74 seggi maggioritari. 26 i collegi plurinominali nei quali vengono assegnati i restanti 122 seggi proporzionali.





Alla chiusura dei seggi, si procederà prima all’accertamento del numero dei votanti per ciascuna consultazione e, subito dopo, allo scrutinio delle schede del Senato. A seguire, quello delle schede per l’elezione della Camera dei deputati.


Appuntamenti

Un messaggio di Pace dal Presepe Vivente di Tricase

Questo pomeriggio, dalle 18, nella Sala del Trono di Palazzo Gallone, nel corso della presentazione della XXXI e Dialoghi di Pace tra il presidente nazionale di Pax Christi Mons. Giovanni Ricchiuti, il presidente della “Fondazione Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni ed Emanuela Ariano, di Agesci – capo gruppo scout Tricase 1

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La pace prima che traguardo, è cammino. E, per giunta, cammino in salita”.

La citazione è di Don Tonino Bello, e non poteva essere diversamente visto che il tema scelto per la 41esima edizione del Presepe Vivente di Tricase, è la Pace.

E del simbolismo del cammino e del pellegrinare nel corso del tempo, è ricca la storia della Natività tricasina.

Già dal 1996, il Presepe Vivente di Tricase, ha abbracciato l’iniziativa della Luce della Pace, accogliendo la ritualità e la spiritualità della fiamma della pace ogni anno.

Il Natale 2022 a Tricase sarà, dunque, dedicato alla pace ed il Presepe Vivente, tra i più longevi d’Italia, si propone di avviare un dialogo profondo e un cammino con tutta la comunità.

All’apertura del Presepe Vivente di Tricase, (primo giorno proprio il 25 dicembre), si arriverà con altre due date importanti: questo pomeriggio, dalle ore 18, l’attesa cerimonia dell’annullo filatelico con Poste Italiane, momento di rilievo nazionale per i collezionisti e gli appassionati del settore.

L’evento, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà presso la Sala del Trono di Palazzo Gallone a Tricase.

Il clou dell’evento sarà il dialogo sulla pace tra il presidente nazionale di Pax Christi e Vescovo di Altamura Mons. Giovanni Ricchiuti, il presidente della “Fondazione Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni ed Emanuela Ariano, di Agesci, Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani- capo gruppo scout Tricase 1.

Il dialogo sarà moderato dal nostro Giuseppe Cerfeda.

Dialogo al quale chiunque potrà partecipare chiamando o scrivendo al numero 340 002 8166 o inviando le domande da porre agli ospiti sulla pagina facebook del Presepe Vivente di Tricase.

Altro appuntamento pre-apertura giovedì 22 dicembre alle ore 18: presso la chiesa di San Nicola a Tricase Porto, il Vescovo Mons. Vito Angiuli celebrerà la Santa Messa con la Luce della Pace.

Unico nel suo genere, con una struttura permanente, esistente 365 giorni l’anno sulla collinetta di Monte Orco, aprirà le porte ai visitatori il 25, 26, 28 e 30 dicembre 2022 ed 1, 3, 5 e 6 gennaio 2023 dalle 17 alle 20.

L’emozione che regala il Presepe Vivente di Tricase è unica e irripetibile. Varcare il portale che indica “Città di Betlemme” significa lasciarsi andare in una dimensione nuova, per portare a casa il ricordo di un incantesimo fatto di colori, suoni, profumi e sorrisi.

L’evento coniuga la tradizione della Natività agli antichi mestieri popolari e alle tradizioni culinarie e folkloristiche del Capo di Leuca, dando modo ai visitatori di conoscere da vicino il lavoro e i gesti delle antiche arti, in un percorso di circa 2 chilometri da vivere in un tempo lento, sospeso a mezz’aria tra luccicanti luminarie e scoppiettanti focolari.

Attraverso i mestieri e le rievocazioni di circa 200 persone tutte in costume che operano da artigiani, popolani, contadini si assiste ad una suggestiva rappresentazione della natività contestualizzata in Salento.

C’è chi ha dedicato il suo tempo per ben 39 edizioni (come Teresa, pastaia al Presepe dal 1978) e chi non è un semplice figurante, ma dona al Presepe il suo mestiere della vita (come Ettore, il fabbro).

È così che si intrecciano le storie delle persone, incontrando tra sentieri e suggestioni Lucia, la figurante più anziana del Presepe Vivente di Tricase.

È nel Presepe Vivente di Tricase che si potranno ammirare le straordinarie arti locali: quella del pelacane (conciatore di pelli, mestiere legato alla maestosa Quercia Vallonea di Tricase), del funaro (il costruttore delle funi di lavoro), del tessitore, dello scalpellino e del cartapestaio, del nachiro (colui che dirige il frantoio) e della massaia, solo per citarne alcuni. E mentre si fa amicizia con queste figure antiche si potranno degustare pittule e vino locale.

Si chiuderà come da tradizione con la suggestiva sfilata per le strade della città, il 6 Gennaio 2023 con partenza dalle ore 160 da Piazza Pisanelli.

In esclusiva per gli istituti scolastici che ne faranno richiesta, è prevista una apertura straordinaria mattutina, il 22 dicembre.

Info utili: Date di apertura 25, 26, 28 e 30 dicembre 2022 e il 1, 3, 5 e 6 gennaio 2023.

Accesso gratuito.

Mail to: info@presepeviventetricase.it

www.presepeviventetricase.it

Info line: 340 002 8166

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Una panchina rossa al Pronto Soccorso

Al DEA di Lecce. È una donazione dell’Associazione Cuore e mani aperte OdV: «Le donne capiranno che qui ci sono professionisti formati e sensibili in grado di aiutarle»

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Da oggi, sul lato sinistro dell’ingresso principale del Pronto Soccorso del DEA si trova una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

È stata, infatti, installata in mattinata una piccola panca su iniziativa di Don Gianni Mattia, cappellano del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce e presidente dell’Associazione “Cuore e mani aperte” OdV, che ha, grazie alle offerte dei propri sostenitori, acquistato, installato e donato il sedile ad ASL Lecce.

Un gesto simbolico, a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma particolarmente sentito. Erano presenti il Commissario straordinario di Asl Lecce, avvocato Stefano Rossi e il Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero leccese, dott. Carlo Sabino Leo, che hanno speso parole di plauso verso l’iniziativa dell’Ente del Terzo Settore, presieduto da Don Gianni.

«Una panchina rossa per ricordare la lotta contro la violenza sulle donne. Una panchina rossa per lasciare un simbolo di quanto la nostra società impregnata di una cultura patriarcale abbia fatto delle donne esseri di dominio», sono le parole con cui Don Gianni Mattia, ha presentato l’iniziativa. «Denunciare è difficile», ha proseguito, «anche quando i segni della violenza sono evidenti. Si impara a trovare scuse. C’è sempre uno spigolo sul quale si è sbattute, uno scalino che non si è visto. Si perde la dimensione del proprio essere, si smette di essere e respirare. La violenza è subdola, silenziosa e sa mascherarsi agli occhi di chi non vuole vedere. Sta a noi imparare a riconoscerne i segnali e non restare muti e ciechi dinanzi ad essi. Una panchina rossa come il sangue versato. Una panchina rossa come il cuore che batte nel petto delle donne che lottano per liberarsi dalla violenza, per liberare dalla violenza e dire no a tutti coloro che si voltano dall’altra parte. L’ospedale è uno dei primi luoghi dove la donna si reca ed è fondamentale avere professionisti in grado di riconoscerne i segni ed è fondamentale allo stesso tempo che chiunque passi di lì possa capire attraverso la panchina rossa che lì ci sono professionisti formati e sensibili in grado di aiutarle».

«La nostra associazione», ha concluso Don Gianni Mattia, «si occupa prevalentemente dei bambini affiancandoli nel loro percorso di guarigione e dell’umanizzazione degli spazi ospedalieri, ma non può essere sorda al pianto di tutte quelle donne che non hanno più voce».

L’Associazione Cuore e mani aperte OdV è stata fondata nel 2001 e da allora opera con spirito di carità cristiana in tutte le situazioni di bisogno, con particolare riferimento alle esigenze di natura socio-sanitaria. Negli ultimi anni ha sviluppato una significativa attenzione verso l’umanizzazione delle cure e degli spazi ospedalieri. In questo ambito si inseriscono numerose iniziative: dalla Bimbulanza allo Spazio Benessere, da una Casa di Accoglienza per i parenti dei degenti a diverse umanizzazioni pittoriche di risonanze magnetiche, tac e intere unità operative pediatriche.

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Covid: partono le multe per chi non si è vaccinato

Sono quasi due milioni i no vax, over 50, che dovrebbero ricevere la multa di 100 Euro perché non si sono vaccinati

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La prima tranche di raccomandate per gli over 50 che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale è in partenza, anche se Massimiliano Romeo, della Lega, cerca di rinviare le sanzioni al 30 giugno 2023: «Speriamo di portarla in porto entro la fine dell’anno».

Di cosa parliamo? Di quasi due milioni di persone no vax, over 50, che dovrebbero ricevere la multa di 100 Euro perché non vaccinati.

Infatti, i 180 giorni fissati per giustificare il mancato obbligo a farsi il vaccino, scadono oggi e valgono per quelli che, per motivi sanitari o perché nel frattempo avevano contratto il Coronavirus, non hanno inteso farlo.

La sanzione si applica agli ultracinquantenni che dall’8 gennaio fino al 15 giugno ’22 non si erano vaccinati, ma anche per i medici gli operatori sanitari, i lavoratori di strutture residenziali, socioassistenziali e sociosanitarie, quelli del personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, degli istituti penitenziari, delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori che, a far data 15 giugno 2022, non avevano iniziato il ciclo vaccinale primario, non avevano ancora effettuato la seconda dose o che non avevano ricevuto la dose booster entro i termini di validità del green pass.

Molti sperano ancora che le multe possano essere bloccate e stanno aspettando che si pronunci la Corte costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità dell’obbligo vaccinale introdotto nel 2021 come strumento per arginare la pandemia da Covid.

L’altra possibilità è legata al tentativo della Lega di congelare fino al 30 giugno 2023 le multe previste per gli over 50 non in regola con gli adempimenti vaccinali.

Il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo, e l’ex ministra Erika Stefani hanno presentato un emendamento al decreto legge anti rave party che prevede la proroga del pagamento delle sanzioni (100 euro) per i no vax al 30 giugno 2023.

Sulla possibilità che i tempi si allunghino, interviene Romeo: «No, il decreto rave scade il 30 dicembre, se passa non dovrebbero esserci problemi, per ora i cittadini stanno solo ricevendo l’avviso che sono sottoposti a infrazione e poi riceveranno la multa vera e propria». Ed alla domanda se passerà sospensione il leghista risponde: «Quando ho presentato la proposta ho avvertito un gesto di attenzione sia da parte del ministro della Salute che della presidente del Consiglio Meloni, ma da buon interista faccio mio il motto trapattoniano e non dico gatto finché non ce l’ ho nel sacco: non so se riusciamo a portarla in porto, abbiamo posto il tema e speriamo che vanga preso in considerazione da tutta la maggioranza».

Da giugno ’22 non c’è più l’obbligo vaccinale per gli over 50, personale della scuola e forze dell’ordine.

Dal primo novembre, in anticipo rispetto a quanto stabilito dal governo Draghi (31 dicembre), non vale nemmeno più per il personale sanitario, è nota la scelta del governo Meloni per riportare al lavoro circa 4 mila medici.

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