Si chiamerà Immuni l’app italiana per il tracciamento del contagio da Coronavirus sars-cov-2 e di covid-19: la scelta dovrebbe essere formalizzata a breve dopo il passaggio attraverso la task force di Vittorio Colao, che si riunisce domani, e la firma del contratto da parte del Commissario Domenico Arcuri.
Il sistema dovrebbe essere testato prima in alcune regioni pilota per poi essere estesa a tutta la Penisola.
Si tratta di un sistema di contact tracing italiano, che dovrebbe aiutare a gestire la cosiddetta fase.
Si procede quindi “alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons”, la quale si occuperà anche degli aggiornamenti necessari nel corso dei prossimi mesi, secondo l’ordinanza numero 10 della protezione civile.
La app Immuni, che non sarà obbligatoria, ma scaricabile solo in modo volontario. La prima funziomne di Immuni è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth.
Attraverso il Bluetooth è possibile rilevare la vicinanza tra due smartphone entro un metro e ripercorrere a ritroso tutti gli incontri di una persona risultata positiva al Covid-19, così da poter rintracciare e isolare i potenziali contagiati. Una volta scaricata, infatti, la app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi ( i famosi “lucchetti”) di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino.
La seconda funzione di Immuni, invece, è un diario clinico contenente tutte le informazioni più rilevanti del singolo utente (sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci) e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi e cambiamenti sullo stato di salute.
Per essere efficace, però, Immuni dovrà essere scaricata, “volontariamente” dal 60% degli italiani.







