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Attualità

Respect!

Arriva la mascherina ammonitrice. L’idea fai da te dei pubblicitari. Realizzabile a costo zero, toglie dall’imbarazzo di chiedere agli altri di indossarla quando necessario

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Da una recente indagine di Coldiretti/Ixè è emerso che più di un italiano su quattro (27%) rifiuta di indossare la mascherina o la indossa raramente.


A chi, infatti, non è mai capitato di trovarsi in una via affollata o in un locale pubblico e incrociare persone che non indossavano, o indossavano non correttamente, la mascherina?

Quanto volte avremmo voluto ammonire quella persona ma ci è mancato l’atto di dirlo, magari per non rischiare di litigare, ricevere una risposta scortese, perché la situazione non lo permetteva? O comunque perché “tanto dirlo a uno non serve, dovremmo ripeterlo in continuazione”.


Una soluzione a questa ‘inibizione’ arriva dai pubblicitari italiani capeggiati da Marco Piaggio, creativo del gruppo di comunicazione Purple & Noise PR, che propone la “Respect!”, una semplicissima mascherina con, stampata o – volendo realizzarla a costo zero – manoscritta, con un semplice pennarello, con la dicitura “Respect!”“Io rispetto te. Tu rispetta me”. O, dedicata ai parzialmente indisciplinati, con la scritta: “Indossala bene”“Copri il naso”.



“La pubblicità, non è un segreto, può concretamente modificare i comportamenti della gente. E ovviamente più questa è ‘martellante’ più è efficace –  spiega l’esperto di marketing creativo –  Immaginate di essere in una strada o in un luogo affollato e di non indossare propriamente o non portare proprio la mascherina e di incrociare una, due, tre, decine o centinaia di persone che, invece, la indossano con lo slogan Respect. Non vi sentireste a disagio al punto da, infine, correggere il comportamento in maniera più diligente?”


 


Attualità

Casarano: il sindaco De Nuzzo presenta la sua squadra

Ecco la nuova Giunta. A Laura Parrota il ruolo di vice e le deleghe a lavori pubblici, all’avvocatura, allo sport, promozione del territorio, innovazione tecnologica e pari opportunità. Gli altri assessori: Daniele Gatto, Rosi Scarangella, Alberto Vizzino ed Emanuele Legittimo

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Alla fine la Giunta è arrivata. È sembrato lunghissimo questo lasso di tempo intercorso fra le elezioni e la presentazione e la quasi contestuale prima riunione della squadra di governo di Casarano; un tempo apparso ancora più lungo perché cadenzato dalle periodiche accuse social da parte dell’opposizione che sottolineava appunto il passare del tempo sprecato in attesa di una quadratura bilanciata di chi dovesse affiancare il sindaco Ottavio De Nuzzo nella sua azione amministrativa.


In realtà fa tutto parte dei soliti giochi di ruolo che si innescano in questi casi: l’opposizione fa finta di non sapere che la Giunta può essere annunciata solo dopo la proclamazione degli eletti da parte dell’Ufficio Centrale (e questa comunicazione è arrivata solo 12 ore prima del comunicato stampa di presentazione); mentre nella maggioranza andavano in scena i tipici tira e molla per chi dovesse sedere ed in quali poltrone farlo.


Alla fine dunque, dopo tutti i lavori di rifinitura, il sindaco ha deciso di mantenere per sé alcune deleghe come le politiche finanziarie, la protezione civile, manutenzioni, urbanistica, cultura e turismo, traffico e mobilità.


Non è un mistero che uno dei nodi più difficili da districare era legato a Laura Parrotta: potenziale candidata sindaco prima delle elezioni che, soprattutto dopo i confortanti risultati elettorali sia di lista, sia personali, chiedeva almeno la nomina a vice sindaco oltre che uno scontato incarico da assessore. La nomina alla fine è arrivata e con essa anche le deleghe ai lavori pubblici, all’avvocatura, allo sport, promozione del territorio, innovazione tecnologica e pari opportunità.


Il suo diretto contendente alla carica di vice sindaco era Daniele Gatto e contendente lo era diventato sul campo in virtù dei tantissimi voti di preferenza ricevuti e, come prassi vorrebbe, sarebbe toccato proprio a lui sostituire il primo cittadino in sua assenza. Una brutta gatta da pelare per il sindaco che ha provato a venirne fuori con una proposta di turn over: dividere in due il periodo di consiliatura e, a metà del mandato, Parrotta e Gatto si sarebbero scambiati la poltrona. Daniele Gatto, però, è uomo che non ama ricevere diktat e soprattutto è dotato di uno spiccato senso politico e, capendo che impuntarsi sulle posizioni sarebbe stato sicuramente deleterio per gli equilibri della coalizione, ha preferito mantenere integra la propria dignità politica ed ha fatto un elegante e provvidenziale passo indietro. Niente carica di vice sindaco, dunque, ma le deleghe a servizi sociali, Ambito sociale di zona, politiche abitative, politiche del lavoro, politiche agricole, politiche comunitarie, tributi e cooperazione internazionale.

Prima esperienza assessorile per la pluri votata Rosi Scarangella che si occuperà di igiene, valorizzazione e salvaguardia ambientale, organizzazione amministrativa e del personale.


Ad Alberto Vizzino, già presidente del consiglio, invece, vanno: verde pubblico, decoro urbano, patrimonio, servizi cimiteriali, randagismo, politiche energetiche ed eventi artistici.


Chiude la squadra dei collaboratori diretti del primo cittadino, Emanuele Legittimo che, in virtù di un preciso accordo pre-elettorale, prende le deleghe a: attività produttive, pubblica istruzione, polizia locale, sicurezza del territorio, trasparenza e controllo dei contratti. Un’ultima considerazione merita Giampiero Marrella, proposto dalla maggioranza alla poltrona di presidente del consiglio e anche lui artefice di un passo indietro risolutore per gli equilibri della stessa maggioranza nei giorni più difficili, quelli in cui si cercava di far quadrare il cerchio. Ora è tutto pronto, comincia una consiliatura difficile in un periodo difficile; è un’amministrazione comunale composta da brave persone, con alcuni volti nuovi e tanta voglia di fare. E allora: fate in fretta e fate bene, Casarano ne ha bisogno.


Antonio Memmi


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Attualità

Tutte le scuole pugliesi chiuse da venerdì e fino al 24 novembre

Lezioni in presenza sospese. Lo ha annunciato il presidente della Regione Michele Emiliano su Sky: «Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole». Eccezione per le scuole dell’Infanzia

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Scuole pugliesi chiuse fino al 24 novembre: lo annuncia in diretta su Sky del governatore di Puglia Michele Emiliano.


In diretta durante un collegamento in tv sulla tv satellitare il presidente della regione ha ufficializzato la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado in Puglia. Il nuovo provvedimento sarà comunicato all’Ufficio Scolastico regionale e al Governo.


«Abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, quella di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi, restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria».


«Abbiamo verificato», ha aggiunto Michele Emiliano, «che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole».


«Oggi abbiamo toccato il picco massimo storico», ha detto ancora il governatore, «abbiamo quasi 800 nuovi contagiati».


Poi ha precisato: «Resterà possibile la didattica in presenza solo per chi deve frequentare i laboratori e per i ragazzi più fragili che hanno bisogno della così detta didattica speciale»,


Didattica a distanza, dunque, per tutte le scuole, dalle elementari in su. Resteranno invece aperte le scuole dell’infanzia «che non hanno obbligo di frequenza e nelle quali raccomandiamo tutte le famiglie di portare i loro figli solo se assolutamente necessario per i loro equilibri di vita».

EMILIANO E LOPALCO: DA VENERDI 30 OTTOBRE SOSPESA L’ATTIVITA’ DIDATTICA IN PRESENZA NELLE SCUOLE


“Da venerdì 30 ottobre 2020 è sospesa l’attività didattica in presenza nelle scuole pugliesi di ogni ordine e grado”: lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano annunciando un’ordinanza sulla scuola che sarà emanata in serata. “Le attività in presenza – spiega Emiliano – saranno possibili solo per i laboratori e per le esigenze di frequenza degli alunni con bisogni educativi speciali. La decisione è stata presa di fronte all’evidenza dei dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione. L’impegno encomiabile dei bambini, degli studenti e di tutto il personale scolastico non è stato un argine sufficiente a tenere il virus fuori dalle nostre scuole. Sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid. Tutto questo in un solo mese di apertura e nonostante in Puglia la scuola sia iniziata il 24 settembre, ben 17 giorni dopo altre regioni. I dati ci dicono che sono almeno 417 gli studenti risultati positivi e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico. Questa decisione tiene conto anche dell’appello dei pediatri pugliesi. Ci auguriamo che i dati epidemiologici consentano al più presto il ritorno alla didattica in presenza”.


La decisione è stata comunicata al Ministro della salute, al Ministero dell’Istruzione – Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, al Presidente dell’ANCI, al Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale


“Dai dati rilevati dai Dipartimenti di Prevenzione – spiega il prof. Pier Luigi Lopalco – emerge un notevole incremento dell’andamento dei contagi correlati a studenti e personale scolastico degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.


Ciascun evento di positività attiva una ingente carico di lavoro sul servizio sanitario. Essendo i soggetti inseriti in una classe. Uno studente positivo genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari. Se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi, questo numero si moltiplica ulteriormente. Tradotto significa: migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena. Ma significa anche migliaia di ore di lavoro per gli operatori dei dipartimenti di prevenzione, perché devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento, a cui si aggiunge l’enorme carico di lavoro dei laboratori per l’analisi dei tamponi. Inoltre gli studi dei pediatri nelle ultime settimane sono stati presi d’assalto dalle centinaia di genitori che avevano bisogno dei certificati per la riammissione a scuola”.


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Attualità

Covid: scuole chiuse per due giorni a Ruffano e Torrepaduli

Ordinanza del sindaco Antonio Cavallo dopo il primo tampone positivo a Ruffano

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«Cari cittadini, nel primo pomeriggio, mi è giunta dalla Prefettura di Lecce la notizia di un primo caso positivo a Ruffano».


Con queste parole che introducono il suo post su facebook,  alle 16,15, il sindaco Antonio Cavallo ha annunciato che ufficialmente Ruffano non è più un paese covid free.


«Mi sono subito accertato delle condizioni del nostro cittadino e mi sono messo in contatto con lui, il quale mi ha riferito di stare in buone condizioni di salute e di non aver avuto contatti con altra gente», ha aggiunto il primo cittadino che ha sottolineato come «essendo un operatore sanitario, gli è stato subito effettuato il tampone nella struttura in cui lavorava e messo immediatamente in quarantena insieme alla sua famiglia».


Il sindaco ha anche annunciato di aver emanato un’ordinanza di chiusura di tutte le scuole di Ruffano e Torrepaduli al fine di effettuare una sanificazione completa in via precauzionale, per giovedì 29 e venerdì 30 ottobre.

Pertanto, il ritorno a scuola è previsto per lunedì 2 novembre.


Infine l’invito a mantenere «la giusta compostezza e sempre le dovute precauzioni».


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