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Copertino

Agguato nella notte: ucciso carabiniere in pensione

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Un agguato nella notte, un morto e la fuga del responsabile. È quanto accaduto nella serata di lunedì a Copertino dove a perdere la vita è un carabiniere in pensione.





La vittima è stata raggiunta da ignoti in contrada Tarantino e freddata a colpi di arma da fuoco. Si tratta di Silvano Nestola, 46 anni, un maresciallo in forze, fino a poco tempo fa, al nucleo informativo del Comando provinciale di Lecce.




Dopo gli spari lo sconcerto e la corsa sul posto delle forze dell’ordine, raggiunte poi dal magistrato in turno. Al momento i contorni di quanto accaduto sono ancora indefiniti ed in fase di ricostruzione. Sarebbe partita la caccia ad un soggetto che si sarebbe allontanato dal luogo del delitto coperto da un cappuccio.





Seguono aggiornamenti.


Copertino

Rapinano bar con la Clio sottratta ad uomo in compagnia di prostituta

Ieri il colpo col quale si sono impossessati dell’auto, oggi il blitz in una stazione di servizio

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Mentre la cronaca d’oggi racconta della rapina in cui ieri è stata sottratta una Renault Clio ad un uomo appartatosi con una prostituta, ecco che la stessa auto spunta al centro di una nuova rapina.

Stavolta, chiaramente, la macchina non è oggetto del colpo bensì strumento dello stesso. Due malviventi, dopo mezzogiorno, hanno fatto irruzione in una stazione di servizio Q8 sulla strada tra Copertino e Sant’Isidoro. Lo hanno fatto a bordo proprio della Clio portata via ieri nel Leccese a quell’uomo che era in compagnia di una prostituta.

I malviventi, stavolta, han puntato il bar della stazione di servizio. Pistola alla mano come ieri, han minacciato la cassiera. Oggi, a differenza di ieri, hanno esploso dei colpi a salve per incutere timore e si sono allontanati bottino alla mano.

I carabinieri sono ora al lavoro, analizzando anche le immagini delle videocamere di sorveglianza della stazione di servizio. In fase di quantificazione il danno patito dall’attività rapinata.

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Copertino

Irrompe in casa della ex, la malmena e le porta via il telefono: arrestato

Rapina, lesioni personali dolose, atti persecutori, violazione di domicilio e maltrattamenti contro familiari o conviventi

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Fermo di indiziato di delitto a Copertino per un 26enne.

La misura, scattata ieri su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, è stata attuata nel pomeriggio dai militari dell’Arma locale, al termine di una attività investigativa.

Tutto nasce da una denuncia sporta da due donne in seguito ad una aggressione ad opera dell’ex compagno di una delle due.

I reati contestati all’uomo, alla fine, son risultati essere: rapina, lesioni personali dolose, atti persecutori, violazione di domicilio e maltrattamenti contro familiari o conviventi.

La notte precedente, il 26enne aveva sfondato la porta d’ingresso dell’abitazione della donna e, facendo irruzione in casa, l’aveva aggredita con calci e pugni mentre questa era in attesa dell’arrivo della sua amica.
Al termine dell’aggressione, il giovane le ha anche sottratto il telefono cellulare e si è dato alla fuga a bordo della sua autovettura.

L’amica della malcapitata, sopraggiunta sul posto, ha soccorso l’ex compagna del 26enne ed ha chiamato i carabinieri che si sono immediatamente messi sulle tracce dell’aggressore sino alle 8 circa di oggi. Intorno a quell’ora, l’uomo è stato rintracciato presso la propria abitazione. Con lui, anche il telefono cellulare della vittima, sottoposto a sequestro. Fermato, espletate le formalita’ di rito e’ stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliar

Per la malcapitata 8 giorni di prognosi per riprendersi dalle conseguenze fisiche patite. Lui, invece, è stato arrestato.

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Copertino

Irregolarità in cantiere: sanzioni e aziende sospese

I controlli per salute e sicurezza sugli ambienti di lavoro nonché al contrasto dello sfruttamento del lavoro,  hanno portato  all’identificazione di 32 aziende di cui 22 edili e 10 agricole tra Nardò, Copertino, Lecce e Torre Mozza (Ugento)

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I controlli serrati svolti nell’ ultima settimana dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce, dal Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Napoli e dagli ispettori del lavoro della Itl di Lecce, insieme ai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, finalizzati alla tutela della salute e sicurezza sugli ambienti di lavoro nonché al contrasto dello sfruttamento del lavoro,  hanno portato  all’identificazione di 32 aziende di cui 22 edili e 10 agricole.

A Nardò su 12 imprese edili scoperti sette lavoratori in nero; per due delle aziende è scattato il provvedimento della sospensione dell’attività imprenditoriale.

Ad Ugento, in località Torre Mozza, sono state ispezionate due imprese edili e riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza, ovvero mancanza di parapetti e consequenziale caduta nel vuoto dei lavoratori che si trovavano in quota.

A Lecce controllate otto imprese edili, una delle quali aveva occupato 4 lavoratori in nero; anche qui si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale.

Le ammende hanno riguardato le inosservanze sulla mancata sorveglianza sanitaria, mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, mancata formazione e informazione sui rischi presenti sul luogo di lavoro. Inoltre, sono state contestate violazioni a tre coordinatori per la sicurezza per omessa vigilanza sul cantiere.

Infine, tra Nardò e Copertino sono state controllate 10 aziende agricole e, anche qui, sono state riscontrate numerose violazioni in materia prevenzionistica “per non aver sottoposto alla prescritta sorveglianza sanitaria i lavoratori dipendenti”.

In totale sono stati controllati 132 lavoratori di cui 11 in nero e 48 irregolari. Comminate sanzioni amministrative per circa 50mila euro e 32 ammende per circa 160mila euro.

Nei giorni scorsi il NIL di Lecce aveva pizzicato un imprenditore che, per oltre 2 anni, aveva preteso dai propri dipendenti la restituzione di parte della retribuzione che gli versava con bonifico sul conto corrente. Due di loro hanno avuto la forza di denunciare e  così sono scattate le indagini concluse con il deferimento per il reato di estorsione.

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