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Alezio: parroco ritrovato senza vita in casa propria

Don Antonio Minerba, 53 anni, sarebbe morto a causa di un malore, forse un infarto che lo fatto cadere e sbattere la testa

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Alezio sotto shock per l’improvvisa prematura scomparsa del suo parroco.


Don Antonio Minerba, 53 anni, è stato ritrovato senza vita nella sua abitazione  in via Garibaldi.


La scoperta in tarda mattinata, mentre i genitori lo attendevano per pranzo ad Aradeo, suo paese d’origine.

Secondo quanto trapela sarebbe caduto e avrebbe sbattuto il capo in seguito ad un malore, presumibilmente un infarto.


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Alezio, dal 18 al 20 giugno le giornate europee dell’archeologia

Nel museo civico Messapico di Palazzo Tafuri e nella necropoli di Monte D’Elia

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In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, dal 18 al 20 giugno 2021 sono in programma visite alla Necropoli Messapica di Monte d’Elia e al Museo Civico Messapico di Palazzo Tafuri, organizzate dal Comune di Alezio (Lecce) d’intesa con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce e in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, cui è in capo la direzione scientifica delle attività di ricerca nella necropoli. Sarà inoltre presente l’associazione Archès.

Gli appuntamenti si apriranno venerdì 18 giugno, alle ore 18, nella sala conferenze del Museo Civico Messapico di Palazzo Tafuri, dove si terrà una conferenza di presentazione e l’apertura alle attività; presiederà i lavori il Sindaco Andrea Barone; parteciperà il direttore degli scavi Giovanni Mastronuzzi, professore di Archeologia classica all’Università del Salento. Al termine sarà possibile visitare, con una guida, il museo e l’area della necropoli.

Sabato 19 giugno, dalle ore 17 alle ore 19, presso la Necropoli di Monte d’Elia, in programma “A spasso nell’antichità”: il pubblico, organizzato in gruppi, verrà accompagnato da guide e potrà assistere a performance rievocative storiche che includeranno la ricostruzione di una fornace per la produzione di manufatti in ferro secondo le tecniche e tecnologie utilizzate dai Messapi, la simulazione di uno scontro armato tra opliti greci e messapi, l’illustrazione della tessitura antica, la scrittura dei Messapi, modi e forme di sepoltura presso gli antichi abitanti di Alezio con il racconto della città dei morti e il culto degli antenati.

Domenica 20 giugno in programma “Piccoli archeologi”: dalle ore 17 alle ore 19, presso il Museo Civico Messapico Palazzo Tafuri, si terranno laboratori di argilla per i più piccoli; si potrà imparare a costruire manufatti come vasi, piccole statuine e tavolette scrittorie, su cui incidere il nome in alfabeto messapico. I bambini saranno organizzati nel rispetto delle norme anti-Covid e guidati da esperti.

Informazioni e prenotazioni telefonando al numero 335 7670971, dalle ore 9 alle ore 12.
Le Giornate sono supportate e gestite dall’INRAP – Istituto nazionale di ricerca archeologica preventiva di Francia e organizzate per l’Italia dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei.
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Addio a Luigi Quida, l’artista della visualizzazione del silenzio

Scomparso il pittore salentino “post impressionista”: nato a Galatina nel 1936, era un uomo semplice, schivo, aveva scelto di vivere ad Alezio, lontano dai clamori, dalle luci della ribalta, dalle distrazioni, per stare più a contatto con se stesso, per non perdere l’ispirazione e proseguire il suo percorso improntato alla figurazione

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Il mondo dell’arte piange una grave perdita: il grande pittore salentino Luigi Quida si è spento lo scorso 18 maggio all’età di 85 anni. Amava definirsi l’artista della visualizzazione del silenzio“, era un uomo semplice, schivo, aveva scelto di vivere ad Alezio, lontano dai clamori, dalle luci della ribalta, dalle distrazioni, per stare più a contatto con se stesso, per non perdere l’ispirazione e proseguire il suo percorso improntato alla figurazione. Lontano dalle logiche del mercato, ma non dalla vita artistica italiana e internazionale.

Le sue opere sono state esposte nelle gallerie di New York e San Francisco, di Berlino e Oporto, Basilea e Odessa, Toronto, Monaco, Amsterdam, Colonia, Ginevra e tante altre città. Innumerevoli le sue mostre in tutto il mondo e i riconoscimenti ricevuti: da Cavaliere al merito della Repubblica Italiana ad Accademico d’Europa, dalla nomina ad Araldo gentilizio e Gran collare del Marzocco dell’Accademia Araldica Internazionale “Il Marzocco” di Firenze alla Laurea Honoris Causa in Arte all’Università Interamericana di Buenos Aires.

Nato a Galatina il 9 marzo 1936, è stato definito dalla critica pittore post impressionista, ma forse sarebbe più corretto considerarlo tardo-impressionista per l’influenza che subisce dalla pittura di Monet. Il suo nome è apparso in numerosi annuari e cataloghi di arte contemporanea.

È stato ideatore e coordinatore del Centro di promozione culturale “Settearte Mediterranea”, nei suoi oli su tela ritrae la transitorietà dell’attimo, gli aspetti più poetici della realtà, attraverso paesaggi, figure e fondali marini, trattati con pennellate decise e leggere e un raffinato contrappunto di grigi e verdi, marroni e gialli oro, che gorgheggiano delicatamente con il bianco luminoso dei vestiti delle signore, con i loro chiffons, ombrellini, cappellini, che rievocano le tramontate atmosfere da Belle Èpoque.

Il segno distintivo di gran parte delle sue opere è un originalissimo fascio di luce bianca, che quasi sempre irrompe sulla tela. Per ottenere il massimo dell’espressività egli accosta sulla tavolozza, con la più completa libertà fantastica, lampioni, marciapiedi, carrozze con o senza cavalli, case, balconi fioriti, muretti, caffé, facciate barocche di chiese e palazzi e tanti altri elementi architettonici ricercati.

Nei suoi dipinti la trama pittorica è messa in risalto grazie allo studio rigoroso delle ombre e la consapevolezza delle possibilità offerte dal colore di rendere il cangiante variare delle cose attraverso l’incidenza della luce.

Le innumerevoli minuscole figure, dalle forme appena abbozzate con la punta del pennello e mai accuratamente descritte, dai vestiti variamente colorati, rendono bene l’animazione dei luoghi che rimangono sempre indeterminati (Parigi, Venezia…?) reinventati attraverso la soggettività dell’artista e liberamente visualizzati sulla tela. Però, la sua attenzione non è mai rivolta alle facili vedute panoramiche delle città e degli ambienti rappresentati, ma solo ad alcuni aspetti, resi originali dalla competenza compositiva e dalla solida padronanza nell’uso espressivo del colore.

Il tutto collocato in intriganti atmosfere di sapore crepuscolare, spesso di grande effetto. Alcune sue opere si possono ammirare presso la Galleria Arca di Lecce.

Luigi ha un figlio, Raffaele Quida, anch’egli artista e non poteva essere diversamente. Classe 1968, la sua ricerca indaga la percezione dello spazio e l’interazione dell’individuo con esso, attraverso la variabile temporale.

Le sue opere si realizzano attraverso l’uso di vari media – disegni, sculture, installazioni, performance – e di materiali che attinge tanto da elementi naturali quanto da prodotti industriali.

La sua formazione artistica si completa, dopo gli studi classici, al Centro Sperimentale Man Ray di Cagliari nel 2003.

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Si presenta dai carabinieri per morte ciclista sulla 274: “Guidavo io, non mio padre”

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Il puzzle della tragedia della scorsa settimana sulla Gallipoli-Leuca si ricompone pezzo pezzo.

L’ultima novità riguarda il conducente della vettura che ha travolto ed ucciso il tipografo di Taviano, morto sul colpo dopo esser stato sbalzato dalla sua bici.

Al volante della Fiat Punto quel giorno non c’era il 64enne che, qualche ora dopo il misfatto, si è presentato in caserma per costituirsi. C’era invece suo figlio. M. V., 40enne di Alezio, sabato scorso si è recato dai carabinieri. “Ero io a guidare, non mio padre”. Queste, in breve, le sue dichiarazioni.

All’autorità giudiziaria ora stabilire chi realmente fosse in auto e quindi chi indagare per omicidio stradale e omissione di soccorso.

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