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Casarano

Anche nel Salento manifestazioni in piazza contro il DPCM

Cortei in strada a Lecce e Casarano per protestare contro le misure anticontagio adottate ieri dal Governo

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Non risparmia nessuna regione italiana il clima di protesta scattato dopo il nuovo DPCM, in vigore da oggi, per cercare di contenere l’aumento dei casi di Covid 19.


In tutta la Penisola, manifestazioni e cortei per contestare i decreti del Governo, ma anche quelli delle Regioni e dei sindaci.


In alcune città non sono mancati momenti di tensione e anche scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.


Manifestazione per ora pacifica a Lecce dove in tantissimi sono scesi in piazza e stanno manifestando la loro contrarietà (foto di Pino Giannone).


La tensione comunque si avverte ed in piazza sono già schierati, in tenuta antisommossa, polizia e carabinieri giunti a bordo delle loro camionette.


I manifestanti si sono piazzati in via XXV settembre (la strada della Prefettura) ed hanno bloccato il traffico. Al momento non si segnalano incidenti.


LA PROTESTA A CASARANO


Manifestazione anche a Casarano dove il corteo sta attraversando la città. Situazione qui piuttosto tranquilla con le forze dell’ordine che controllano a distanza. La protesta resta pacifica e tranne, quale coro proveniente dal cuore del corteo e alcuni fumogeni, non si segnalano particolari disordini.



Attualità

Da domenica diventeremo zona gialla? Il Covid in provincia oggi…

Sono stati registrati 30 decessi…

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Domenica 6 dicembre, sarà la data fatidica: la Puglia potrebbe diventare zona gialla. Tradotto significa la riapertura di bar, ristoranti ed esercizi pubblici dalle 5 alle 18, nessun bisogno di autocertificazione per gli spostamenti all’interno della Regione (con coprifuoco tra le 22 e le 5), anche se resterà in vigore la didattica a distanza per le scuole superiori e le università.


Questo solo se gli indici analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità (pubblicati ogni venerdì) sulla diffusione del virus e la tenuta del sistema sanitario locale miglioreranno e quindi si potranno allentate le limitazioni e i divieti.


Intanto oggi, lunedì 30 novembre, sono stati effettuati 4.151 test per l’infezione da Covid-19 e sono stati registrati 1.101 casi positivi: 515 in provincia di Bari, 69 in provincia di Brindisi, 87 nella provincia BAT, 198 in provincia di Foggia, 65 in provincia di Lecce, 162 in provincia di Taranto, 5 residenti fuori regione.


Sono stati registrati 30 decessi: 14 in provincia di Bari, 3 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Taranto.


Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 784.515 test.


14.065 sono i pazienti guariti.


38.772 sono i casi attualmente positivi.


Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 54.320, così suddivisi:


20.839 nella Provincia di Bari;

6.186 nella Provincia di Bat;


3.819 nella Provincia di Brindisi;


12.589 nella Provincia di Foggia;


4.119 nella Provincia di Lecce;


6.408 nella Provincia di Taranto;


359  attribuiti a residenti fuori regione;


1 provincia di residenza non nota.



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Approfondimenti

Covid, cosa fare se si rientra in Puglia?

Autosegnalazione e fino all’esito del test è necessario osservare l’isolamento fiduciario

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Covid. Modulo di autosegnalazione degli ingressi in Puglia


Per permettere alla task force regionale di esercitare le attività di sorveglianza epidemiologica, le persone che fanno ingresso in Puglia da Stati esteri devono:



Non deve compilare il modulo chi fa ingresso in Puglia per esigenze lavorative, per motivi di salute, per ragioni di assoluta urgenza, nonché per il transito e trasporto delle merci alla filiera produttiva da/per la Puglia.


Ordinanza n.245 del 2 giugno 2020 del Presidente della Regione Puglia

Le persone che rientrano dall’estero sono tenute all’osservanza delle misure nazionali previste dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre e dall’Ordinanza del Ministero della salute del 4 novembre 2020.


Chi rientra da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, oltre ad autosegnalarsi, deve effettuare un tampone entro 48 ore dall’ingresso.


Fino all’esito del test, è necessario osservare l’isolamento fiduciario.


I dettagli sono nella sezione Coronavirus – Sintomi, contratti stretti e positività e Coronavirus – Tamponi.


Per informazioni contattare il numero verde 800.713931, attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00.


Dall’estero: 0039.080.3373398


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Attualità

L’e-commerce cresce, senza sosta, per numero di imprese e di addetti

Dal lockdown ad oggi: +10,9 per cento. I trend nelle province pugliesi

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L’e-commerce cresce, senza sosta, anche in Puglia, per numero di imprese, localizzazioni ed addetti. È quanto emerge dall’ultimo studio condotto da Davide Stasi, responsabile dell’Osservatorio Economico Aforisma (school of management, associata Asfor).


Il lavoro di ricerca e di analisi prende in esame tutte le aziende del settore, iscritte nelle Camera di Commercio. «Il canale online – spiega Stasi – offre alle imprese, sia grandi che piccole, opportunità di business fino a qualche anno fa inimmaginabili e non è un caso che, tra le attività di vendita al dettaglio quelle in progressiva e costante crescita siano proprio le attività che commercializzano articoli e prodotti da acquistare sulla base di materiale pubblicitario disponibile in rete, cataloghi o informazioni presenti sui vari siti internet. La fornitura di servizi via internet è classificata con il codice Ateco 47.91.10 (“Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”)».


«A livello nazionale – evidenzia l’autore dello studio – la provincia di Roma si colloca al primo posto per numero di aziende attive nell’e-commerce, con 2.286 attività. Seguono Milano (2.074) e Napoli (2.019). Al settimo posto della graduatoria, si trova Bari (comprensiva della Bat, con 592 imprese), poi al 16esimo posto Lecce (367), al 26esimo Foggia (225), al 34esimo Taranto (197) e al 50esimo Brindisi (155). Per un totale regionale di 1.536 imprese (contro le 873 di cinque anni fa). Durante il lockdown e nei mesi successivi, in Puglia, hanno aperto 151 attività, pari al 10,9 per cento in più (erano 1.385 al 31 marzo scorso)».


In Puglia, le localizzazioni sono 1.847, dove sono impiegati 1.945 addetti, di cui 843 lavorano in provincia di Bari, 487 in quella di Lecce, 262 in quella di Foggia, 190 in quella di Taranto e 163 in quella di Brindisi.

In tutta Italia, si contano 25.115 imprese attive (erano 13.961 a fine 2015). L’incremento è di 11.154 unità, pari al 80 per cento. Le localizzazioni sono 30.248 contro le 16.594 di cinque anni fa. Gli addetti sono 34.189 addetti (a fronte dei 18.093 del 2015). La crescita di 16.096 addetti corrisponde all’89 per cento di addetti in più nell’ultimo quinquennio.


«Solitamente – aggiunge Stasi – le merci vengono ordinate per corrispondenza, per telefono o tramite modalità specifiche indicate sui diversi siti web. A seconda delle loro caratteristiche, i prodotti acquistati possono essere scaricati direttamente dalla rete internet o recapitati al cliente. Grazie al digitale cade ogni tipo di barriera geografica e temporale (anche le piccole realtà possono oggi espandere il proprio raggio d’azione a livello nazionale e addirittura internazionale) con ricadute ovviamente positive per il fatturato. Si affinano nuove tecnologie e percorsi di acquisto e vendita e l’e-commerce diventa un formidabile strumento di marketing e profilazione, ma anche il canale ideale per erogare informazioni su prodotti-servizi sempre più ricche e complete e rafforzare il rapporto azienda/consumatore. In base alla natura dei soggetti coinvolti è poi possibile distinguere diverse declinazioni del concetto di e-commerce: si parla di Business to business (B2b) quando la relazione è tra due imprese (una fornitrice e una acquirente) e di Business to consumer (B2c) quando la relazione è tra un’impresa fornitrice e un consumatore finale».


Per il responsabile dell’Osservatorio, «si contano almeno sei vantaggi per le aziende se diversificano con la propria attività, grazie all’e-commerce: il sito di vendita online è sempre aperto e si può acquistare in qualsiasi momento della giornata, senza limiti di giorni e di orario; si possono moltiplicare le possibilità di business, ampliare il bacino di utenza, anche all’estero; si può risparmiare perché i costi di un e-commerce sono più contenuti ed inferiori rispetto ad un negozio tradizionale; si possono pianificare più facilmente le azioni commerciali, comunicando in tempo reale le novità di prodotto, le prossime uscite, le promozioni in corso; si può acquisire una maggiore visibilità, in quanto può contribuire a definire e migliorare l’immagine aziendale; si possono implementare le nuove strategie commerciali, perché attraverso un canale di vendita online si possono monitorare meglio gli acquisti, grazie agli strumenti di web analytics per avere una visione completa dell’andamento delle vendite, ma non solo. Attraverso un sito e-commerce è possibile, infatti, monitorare i percorsi realizzati dagli utenti, i prodotti più visualizzati, le transazioni effettuate e acquisire preziose informazioni per profilare il target».


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