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Caro-benzina: protesta dei camionisti anche in Salento

Blocchi, sit-in e presidi. La protesta dei camionisti per il caro carburanti continua ed in Puglia conta anche un ferito.

Dalla Calabria alla Campania, passando anche per il Salento, quella di ieri è stata un’altra giornata di proteste da parte degli autotrasportatori.

La Molisana, azienda produttrice di pasta, a sua volta ha fatto sapere che la produzione “sarà sospesa da domani perché La Molisana affianca lo sciopero degli autotrasportatori”. L’ad ha in realtà spiegato al Corriere che i camionisti “non possono uscire dallo stabilimento perché verrebbero fermati dai loro colleghi che stanno bloccando strade e autostrade a partire dalla Puglia”, quindi il prodotto non potrebbe comunque arrivare nei supermercati.

Il timore è che le conseguenze che potrebbero scatenarsi a catena possano fermare, nelle prossime ore, il lavoro dei panificatori che, sulla base delle scorte a disposizione, nella provincia di Foggia mettono in conto già di poter essere costretti a interrompere la produzione entro sabato mattina.

In Salento la protesta è andata in scena sulla statale 613 Lecce-Brindisi: sei tir, con uno striscione che dava conto dell’iniziativa, hanno percorso a passo lento un tratto di 10 km creando rallentamenti al traffico, senza però grossi disagi alla circolazione.

Sempre in Puglia, nel Tarantino, diversi autotrasportatori hanno montato un presidio sulle statali 106 e 100, ricevendo la solidarietà di alcuni sindaci locali. Nel Barese, invece, i camionisti contro il caro-gasolio sono al secondo giorno di protesta sulla statale 96 e nella zona industriale di Altamura: “I costi sono così elevati – spiega il presidente di un consorzio – che viaggiare è diventato troppo oneroso, per questo abbiamo deciso di fermare i mezzi”.

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La protesta, è stato annunciato, porterà i ‘tir-lumaca’ venerdì alle porte di Bari. Stamattina un camionista che stava protestando sulla statale 16, nel Foggiano, è stato ferito al fianco da un automobilista con un’arma da taglio, in modo non grave. Secondo quanto riporta Il Fatto, l’aggressore, a bordo dell’auto, alla vista dei manifestanti non avrebbe rallentato ma anzi avrebbe fatto marcia indietro correndo il rischio di investirli. A quel punto sarebbe sceso dall’auto e con un coltello avrebbe ferito uno dei presenti.