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Casarano

Casarano e hinterland: 5 arresti

Nel corso di servizi coordinati di controllo del territorio finalizzati al contenimento della pandemia covid-19, al contrasto ai reati contro il patrimonio, detenzione produzione e traffico di sostanze stupefacenti, al controllo persone sottoposte a limitazioni della libertà ed alla circolazione stradale

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A Casarano, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato su ordine emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce, una donna riconosciuta colpevole del reato di abuso edilizio, commesso nel 2008 a Torre San Giovanni (Marina di Ugento), per cui dovrà scontare la pena detentiva di mesi 6 di arresto. Arrestata ora è presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare.


Sempre a Casarano, i carabinieri, su ordine emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce, hanno arrestato un persona riconosciuta colpevole di rissa, detenzione illegale di armi, ricettazione, rapina, furto, danneggiamento, lesioni personali, danneggiamento seguito da incendio, commessi tra il 2011 ed il 2012 a Casarano e paesi limitrofi. L’uomo dovrà scontare la pena definitiva residua di un anno, 5 mesi e 20 giorni di reclusione. L’arrestato ora è ai domiciliari.


Atti persecutori ai danni della ex moglie commessi dall’agosto all’ottobre 2020: per questo motivo è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare ad un uomo di Taviano, attualmente detenuto nel carcere di Lecce per altre cause.


A Racale, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato su ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce – Ufficio Esecuzioni Penali, un uomo riconosciuto colpevole di rapina aggravata in concorso commessa a Lecce nell’ottobre 17, per cui dovrà espiare la pena detentiva residua di 10 mesi e 18 giorni di reclusione. L’arrestato è ora ospite del carcere di Lecce.

Ancora a Racale, i carabinieri hanno arrestato un uomo di 50 anni che deteneva 372 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione (foto in alto). Il 50enne è ora al regime degli arresti domiciliari.


Inoltre i carabinieri di Casarano, nella giurisdizione di riferimento, hanno segnalato prefettura di Lecce quattro giovani per “uso non teurapeutico sostanze stupefacenti”, controllato oltre 654 mezzi e 832 persone.


Attualità

I Geometri donano cento tavolette grafiche agli studenti

Il dono del Collegio Geometri di Lecce agli iscritti al primo anno Dell’indirizzo Cat – Costruzione, Ambiente e Territorio. Il presidente Luigi Ratano: «Un gesto concreto per essere vicini alle famiglie in un periodo così difficile a causa dell’emergenza Coronavirus.  La professione del geometra è sempre più necessaria e offre opportunità lavorative importanti: invito i giovani a scegliere il percorso Cat»

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Il Collegio Geometri di Lecce dona cento tavolette grafiche agli studenti salentini delle scuole superiori iscritti al primo anno dell’indirizzo per geometri CAT (Costruzione, Ambiente e Territorio).


Si tratta di dispositivi elettronici che consentono di disegnare direttamente sul pc usando appositi pennini o aerografi (i quali possono trasformarsi virtualmente in pennelli, matite e tantissimi altri strumenti), naturalmente connessi a internet.


Il presidente del Collegio Luigi Ratano ha consegnato le prime tavolette grafiche questa mattina a Lecce, nella sede di piazza Palio dell’istituto tecnico “Galilei-Costa”, alla presenza del dirigente scolastico Addolorata Mazzotta e di una rappresentanza di studenti delle due classi prime ad indirizzo Cat, convocati a scuola per l’occasione (tutte le superiori sono infatti in Dad). Nella stessa mattinata, i dispositivi sono stati donati all’istituto “Cezzi De Castro” di Maglie, pronti per essere consegnati a ragazzi e ragazze iscritti al primo anno dell’indirizzo per geometri. Le donazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni: a ricevere le tavolette grafiche saranno, infatti, anche gli studenti Cat dell’Iis “Meucci” di Casarano e dell’Iiss “Vanoni” di Nardò.


«In un periodo difficile per molte famiglie salentine a causa dell’emergenza Coronavirus», sottolinea il presidente del Collegio provinciale dei geometri, Luigi Ratano, «abbiamo voluto essere vicini ai giovani iscritti al primo anno del corso Cat con un gesto concreto, donando loro un dispositivo utile, direi ormai indispensabile, per il percorso formativo che hanno intrapreso. Proprio in questi giorni», rimarca, «prosegue la nostra attività di orientamento scolastico assieme ai quattro istituti tecnici con indirizzo Cat della provincia di Lecce: l’auspicio è che sempre più giovani si avvicinino alla professione del geometra, della quale oggi c’è molto più bisogno che in passato. Ci sono opportunità lavorative e professionali importanti, non solo grazie a bonus e incentivi fiscali, perché il geometra ha ormai competenze innovative e multidisciplinari che lo rendono indispensabile in molti settori. C’è senz’altro bisogno, dunque, di nuovi tecnici che possano affrontare le sfide future con le giuste competenze. Per questo mi auguro», conclude il presidente Ratano,  «che le famiglie salentine e i ragazzi riflettano con attenzione sulle possibilità offerte dai corsi Cat e valutino i vantaggi di diventare geometra oggi».


Le iscrizioni alle scuole superiori per l’anno 2021-2022 vanno effettuate entro il 25 gennaio.


 


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Casarano

Accusa compagno di molestie sulle sue figlie: indagine a Casarano

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Una denuncia per dei fatti che, se appurati, sarebbero scabrosi. È quanto giunge in Procura da Casarano, e quanto trapelato in anteprima dalle colonne di Corriere Salentino.





Una donna ha denunciato delle presunte molestie sulle sue due figlie minori, nate da una storia predecente, puntando il dito contro il suo ex compagno.





Secondo quanto denunciato, l’uomo, un 50enne, si sarebbe approfittato di momenti di assenza della donna per abusare delle due ragazze nell’estate del 2018.




Le due minori, due gemelle, sono state ascoltate dal gip alla presenza di uno psicologo.





Mentre procede l’inchiesta, il 50enne respinge ogni accusa dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti. Gli inquirenti dovranno appurare se quanto riportato sia vero o se possa trattarsi di accuse dettate da strascichi di un rapporto finito.


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Attualità

Casarano non è l’ombelico del mondo!

Nessun declino… “reputazionale”! Come avvenuto con gli epiteti di città mafiosa ed omofoba anche quella di città razzista dopo il caso Habib è un’etichetta ingiusta ed immeritata

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Mi accingo con incoscienza serena a parlare di Casarano e soprattutto dei casaranesi.

Lo faccio da casaranese e di conseguenza da innamorato della propria città, come la maggior parte dei miei concittadini, e quindi anche come colui che non vorrebbe mai vederne il declino, in nessun campo, da quello economico a quello morale e non da ultimo quello reputazionale.

Chi ha superato i 40 anni sicuramente si ricorderà quando, da piccoli, ci si inorgogliva nel sentir nominare la propria città “alla televisione” (indipendentemente dalla natura del fatto che sarebbe potuto essere tanto di cronaca sportiva, quanto di cronaca nera) e sono sicuro che tantissimi conservano gelosamente, come una reliquia, la Schedina Totocalcio dove, per la prima volta, comparve Casarano nelle partite da pronosticare e di conseguenza fu conosciuto e “nominato” praticamente da tutta Italia. Questa fregola di esser visti e considerati, con il tempo, ha però indotto a pensare che fossimo il centro intorno al quale ruotasse tutto il resto, pensando di conseguenza che tutto ciò che accade in questa città è della stessa stregua, della stessa rilevanza e della stessa misura di ciò che sentiamo e vediamo in Tv o in rete.

È innegabile che (ormai un bel po’ di anni fa) una mafia minore a livello nazionale (ma non certo meno grave) avesse dei propri affiliati proprio a Casarano ma, guardando le ricostruzioni degli inquirenti, erano dei delfini, dei rappresentanti, dei potenziali eredi (forse neanche il cosiddetto “braccio destro”) di quelli che erano i boss.

Questo non giustifica certo la loro presenza o il loro operato, ma parliamo di ruoli al massimo di comprimari in quella storia che ha già avuto un epilogo e che è stato oltremodo per loro inglorioso fra boss arrestati, pentiti, sotto protezione o, per i più sfortunati, assassinati.

Eppure, a leggere alcuni articoli o a sentire l’opinione più o meno comune, sembra che Casarano sia ancora oggi la Corleone del Salento, dove regni la pura e dove le Forze dell’Ordine guardino inermi una Beirut dove anche gli amministratori sono succubi, se non addirittura complici; andando poi, ad ogni piè sospinto, ad attribuire responsabilità morali a tutti i cittadini ogni qualvolta la malavita (che sicuramente c’è e che cerca di controllare il mercato della droga, così come in ogni altro Comune d’Italia e forse del mondo) mette a segno qualche delitto.

Allo stesso modo Casarano divenne (fortunatamente per un breve periodo) il simbolo nazionale dell’omofobia allorché (complice un articolo sparato senza aver quantomeno cercato riscontri) fu negato l’affitto di un appartamento ad una coppia di ragazzi (poi si scoprì che il proprietario nemmeno lo sapeva che i ragazzi fossero innamorati e che il diniego era legato solo ad un reddito dimostrabile insufficiente).

Anche lì, però, i soliti ben pensanti, non mancarono nel richiamo ad una responsabilità morale di quanto accaduto nei confronti di tutti i cittadini.

Sino ad arrivare ai giorni nostri dove Casarano sta cercando “le profonde responsabilità morali” che lo hanno portato a scoprirsi a rischio razzismo.

Il tutto nasce da un fatto di cronaca: nei pressi di un supermarket, un ragazzo che abitualmente sosta all’ingresso, chiedendo l’elemosina, è stato malmenato da due o tre idioti (pare anche ubriachi). Bene, un semplice fatto di cronaca, è stato in grado di avviare una smisurata manfrina di dibattiti, esami di coscienza, inviti da parte della minoranza a “prendere posizione in merito all’accaduto”; il sindaco che ovviamente prende posizione nei confronti di un “inaccettabile episodio di discriminazione razziale” e poi tutta la congrega di coloro che si sono scandalizzati e sono preoccupati per la “deriva razzista verso cui si sta avviando la nostra città”.

Tutto questo come se davvero qualcuno (a parte qualche mentecatto ignorante che, statisticamente popola in ogni città) immaginasse un sindaco, un consigliere di minoranza o un qualsiasi altro cittadino che si incontra per strada, “in dubbio” di razzismo tanto da doversi precipitare a dire pubblicamente che da ciò “si prendono le distanze”.

Sottolineare inutilmente l’ovvio, rilasciare, contriti e preoccupati, dichiarazioni scontate, è sempre qualcosa di melenso e stucchevole e suscita la stessa sensazione che si ha nell’assaggiare i datteri contenuti in un fico secco immerso nel miele e ricoperto di zucchero caramellato: una dolcezza da voltastomaco.

A me piace invece guardare altri aspetti della mia città: guardare ad esempio il ragazzo diciottenne (anche se di origini matinesi) che in quella circostanza è prima intervenuto e poi ha chiamato la polizia; mi piace vedere che Habib, che staziona da anni, ogni giorno nei pressi di uno stesso supermarket, è ormai amico dei clienti abituali, distribuisce sorrisi a prescindere e da tutti è ricambiato, li aiuta a caricare la spesa in macchina e scambia quattro chiacchiere sulla propria famiglia; mi piace vedere chi, arrivato sulla nave della speranza dall’Albania, oggi è un imprenditore, un altro è commerciante, un altro ancora è uno stimato artigiano, tutti perfettamente integrati.

Ecco, questa è la Casarano che, chiunque abbia voglia di guardare riuscirebbe a vedere, quella delle associazioni volontarie e benefiche, la città che ha le strade con le buche, che deve essere migliorata in mille cose, dalla cultura agli spazi comuni, dal commercio alla viabilità; né più, né meno di tutte le altre città. Con buona pace di chi pensa che Casarano sia l’ombelico di un mondo in declino.

Antonio Memmi

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