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Copertino

Cocaina in casa e in auto: arrestata coppia

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A Copertino i militari della locale tenenza, a margine di un servizio antidroga, hanno arrestato in flagranza di reato M. L. R., 34enne del posto, incensurato, ed una sua coetaneo, nato a Galatina ma residente a Copertino.




Ad incastrarli unanperquisizione personale, veicolare e domiciliare, nella quale i carabinieri han trovato 42 grammi di cocaina in un comodino della camera da letto; 500 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’illecita attivita’ di spaccio; materiale vario per il confezionamento dello stupefacente; 5 dosi di cocaina del peso complessivo di 1,5 grammi, occultate all’interno della loro Alfa Romeo Giulietta.
La sostanza stupefacente, il materiale di confezionamento, l’autovettura e il denaro contante sono stati sottoposti a sequestro e custoditi presso gli uffici della polizia giudiziaria, in attesa rispettivamente delle analisi di laboratorio e del versamento su libretto fruttifero del fondo unico di giustizia.
I due giovani invece sono stati arrestati e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati tradotti presso la loro abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa della convalida del fermo da parte dell’autorità giudiziaria.


Copertino

Carabiniere freddato a Copertino: l’esito dell’autopsia

Colpito da proiettili di diverse dimensioni: 30 le ferite refertate

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Si è tenuta ieri l’autopsia sul corpo di Silvano Nestola, il carabiniere in quiescenza ucciso a fucilate la sera del 3 maggio scorso davanti casa della sorella a Copertino.





È stato sparato nel buio, da una distanza pari all’incirca ad una dozzina di metri, il 45enne. Non se l’aspettava. Al punto che, oltre ad accompagnarsi al figlio di 10 anni (che ha poi fatto rientrare nella villetta) non ha indietreggiato dopo aver udito il primo colpo, ma è avanzato per capire cosa stesse accadendo, probabilmente non nutrendo sospetti circa un possibile agguato nei suoi confronti.




Agguato che si stava invece consumando e che lo avrebbe strappato alla vita in pochi secondi. Quattro i colpi sparati dal suo omicida con pallini di diverse dimensioni. Una trentina le ferite refertate nell’esame autoptico tenuto dal medico legale Roberto Vaglio presso il “Vito Fazzi” di Lecce, tra fianco, torace e addome.





A sparare un fucile calibro 12. Da qui ha mosso i primi passi l’indagine che, ora, segue una pista dal movente passionale. Mentre gli inquirenti ricostruiscono il recente passato del carabiniere riformato nel 2020 per motivi di salute, sono stati infatti iscritti nel registro degli indagati in due. Si tratta dei genitori di una donna con cui Nestola aveva avuto una storia, troncata a fine estate scorsa. Le attenzioni della Procura si sono rivolte a madre e padre della ex compagna perché in possesso di un’arma che potrebbe essere compatibile con quella usata nell’agguato al 45enne.


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Copertino

Carabiniere ucciso a Copertino: si segue pista passionale

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Muove i primi passi l’indagine sull’omicidio del carabiniere di Copertino in congedo per motivi di salute, Silvano Nestola.





Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati. I loro nomi compaiono nell’avviso di notifica dell’autopsia, fissata per la mattinata di venerdi 14 maggio.





Si tratta dei genitori di una donna di San Donaci con cui la vittima avrebbe avuto una storia terminata a margine della scorsa estate. Sia Nestola che la donna venivano da una separazione ed avrebbero intrattenuto un rapporto che non si sarebbe concluso serenamente.




Per ora, l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori della donna in questione è un mero atto formale. I due sono gli stessi presso cui i carabinieri si erano recati nelle ore seguenti l’omicidio del 4 maggio scorso. Presso la loro abitazione, infatti, i militari avevano inteso appurare una eventuale coincidenza tra l’arma usata per il delitto, un fucile i cui spari han colpito 4 volte Nestola, e l’arma da loro detenuta.





Al momento infatti restano ancora tanti nodi da sciogliere. In primis il ritrovamento proprio dell’arma del delitto. Poi l’auto con cui il responsabile, o i responsabili, hanno raggiunto contrada Tarantino, dove Nestola è stato freddato dinanzi al figlioletto mentre lasciava la casa della sorella.


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Copertino

Carabiniere ucciso nella notte: la prima ricostruzione

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Aveva lavorato fino al settembre scorso il carabiniere freddato nella serata di ieri a Copertino, ma la sua uccisione non sarebbe collegata al suo impiego.





È questo uno dei primi sviluppi che starebbero prendendo le indagini avviate nella notte sull’omicidio di Silvano Nestola, maresciallo in quiescenza del nucleo informativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Lecce.





Aveva appena 46 anni. È stato attinto da colpi di arma da fuoco nella notte trascorsa, in contrada Tarantino.





La ricostruzione





Nei primi concitati minuti seguiti all’omicidio, è partita la caccia ad un uomo incappucciato. Ora emerge che il killer non sarebbe stato da solo. È quindi partita la ricerca anche di un eventuale complice.




La vittima è morta sul colpo. Sono 10 i colpi di fucile che lo hanno colpito mentre raggiungeva la sua vettura parcheggiata nei pressi di casa della sorella. Là dove ieri sera si era recato, in compagnia del figlio di 10 anni, per cena.





Gli spari





Dalle prime testimonianze raccolte, sarebbe emerso anche che Nestola avrebbe udito degli spari già uscendo dall’abitazione della sorella. Non sarebbe quindi stato colto del tutto alla sprovvista. Avrebbe, anzi, fatto indietreggiare e rientrare in casa suo figlio prima di avanzare per capire cosa stesse accadendo. Ignaro di andare incontro alla morte.





Ancora non chiaro il movente, anche se l’indagine propende per una scissione tra l’accaduto ed il precedente impiego del 46enne.


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