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Collepasso

Collepasso: scippa 83enne, fermata

L’immediato intervento e la lucidità dell’anziana nella descrizione della ladra ha consentito ai carabinieri di fermare la scippatrice e recuperare l’intera refurtiva

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Pensava fosse un gioco da ragazzi e che la anziana adocchiata fosse una vittima facile.

Aveva così strappato la borsa ad una donna di 83 anni, ma le è andata male perché pochi minuti dopo lo scippo, Emanuela Ledda, 34 anni, nata a Sassari e residente Pontecagnano Faiano (Sa, si è vista cingere i polsi dalle manette dei carabinieri.

La donna, in pieno pomeriggio aveva notato la sua vittima aggirarsi a Collepasso, in Piazza Caduti di Nassirya, all’interno dell’area destinata al mercato settimanale.

Le si è avvicinata e le ha scippato la borsa a tracollo contenente 40 euro in contanti, documenti ed effetti personali.

L’immediato intervento e la lucidità dell’anziana nella descrizione della ladra ha consentito ai carabinieri di fermare la scippatrice nella vicina via Umberto I e recuperare l’intera refurtiva poi restituita alla legittima proprietaria.

Per la Ledda, espletatele formalità di rito si sono aperte le porte del carcere di Lecce.

Alezio

Tamponi positivi anche ad Alezio, Collepasso e Racale

Come accaduto a MAtino anche da Alezio e Collepasso i sindaci invitano ad evitare la caccia al contagiato, ricordando che “chi risulta positivo al Covid-19 non ha colpe e il nome e cognome è riservato e coperto da privacy”

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Alezio, Collepasso e Racale: arriva ancora dai sindaci l’ufficialità dei casi positivi al covid 19.

ALEZIO

Ieri sera il sindaco di Alezio Andrea Barone aveva postato su facebook: “Cari concittadini, vi informo che anche nel nostro Comune si è verificato un caso positivo al Covid 19. Si tratta di un operatore sanitario già posto sotto sorveglianza dalle autorità competenti”.

Il sindaco ha poi manifestato la sua “completa vicinanza alla famiglia del soggetto coinvolto e vi esorto, ora più che mai , a rispettare le regole: restiamo a casa!”.

Barone ha poi infine esprimere “un sincero ringraziamento a tutti gli operatori sanitari che, con immenso coraggio e generoso impegno, lottano in prima linea per tutelare la salute di tutti noi.
A loro e a tutti i familiari va il mio riconoscente abbraccio
”.

RACALE

Da Racale, un po’ come aveva fatto il suo collega Johnny Toma da Matino all’ex sindaco Donato Metallo (da poco dimissionario per correre alle elezioni regionali) ha dovuto metaforicamente alzare la voce per interrompere la caccia all’uomo scatenatasi dopo l’ufficialità del tampone positivo.

Non chiedete chi è, non ha senso”, ha scritto sulla sua pagina facebook, “comprendo la paura ma le autorità hanno già fatto quello che c’era da fare e lo stanno continuando a fare per mettere tutti in sicurezza. A noi spetta solo rispettare il dolore e le regole che vengono imposte”.

A tal proposito ha poi aggiunto rivolgendosi direttamente a chi ha contratto il virus: “Un solo pensiero, con tutto il cuore. Che ti possano arrivare forza e carezze. Un abbraccio forte a tutti i familiari. Vi siamo tutti vicini. Preghiamo e speriamo con voi”.

COLLEPASSO

Infine a Collepasso da dove il sindaco Paolo Menozzi ha postato su facebook la notizia: “Cari concittadini, mi hanno comunicato la brutta notizia di un nostro concittadino che era in isolamento fiduciario insieme alla famiglia già da diversi giorni e che, sottoposto ad analisi, è risultato positivo al Tampone covid-19”.

Ho contattato personalmente la famiglia”, ha aggiunto, “stanno tutti bene è stanno eseguendo rigidamente il protocollo che ormai, purtroppo, tristemente noto in tutto il mondo. Ho espresso la nostra solidarietà e vicinanza a nome di tutta la comunità di Collepasso. Per quanto di mia competenza”, ha concluso il suo post, “assicurerò una attenta vigilanza sulla questione e rinnovo cari cittadini ve lo chiedo veramente da padre di famiglia con forza di non uscire di casa per nessuna ragione siamo cittadini responsabili”.

A distanza di un apio d’ore, però, il sindaco di Collepasso ha dovuto rimettere mano alla tastiera questa volta per richiamare i suoi concittadini: “Invito tutti a smetterla con commenti di “caccia al contagiato”. Chi risulta positivo al Covid-19 non ha colpe e il nome e cognome è riservato e coperto da privacy”, ha postato ancora, “comprendo la paura ma abbiate fiducia nelle autorità. Stiamo già operando tutto ciò che necessita. Restiamo uniti e insieme ce la faremo”.

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Attualità

La SPS di Collepasso dona 10mila mascherine agli ospedali salentini

Le titolari dell’azienda, le sorelle Sabrina e Pamela Seclì: “Non serve riconvertire stabilimenti, impostare catene produttive o cercare tessuti speciali. Non c’è tempo, l’emergenza è adesso”

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Dopo aver attivato i protocolli anti-contagio previsti nel DPCM del 11 marzo al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e predisposto tutte le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, la SPS Manifatture salentina leader nella progettazione e produzione di abbigliamento per i più importanti brand internazionali d’alta gamma, ha dedicato qualche ora della giornata odierna alla produzione di 10mila mascherine lavabili e riutilizzabili.

Le mascherine sono realizzate utilizzando tre strati diversi di tessuto: il primo strato, quello che poggia sul viso è in cotone 100%, il secondo strato, l’imbottitura ovattata è in poliestere e garantisce l’isolamento, il terzo e ultimo strato è una viscosa trapunta a rombo utile ad ancorare i tessuti. Alle prove di laboratorio il prodotto ha mostrato una buona resistenza al lavaggio a secco e ad umido, quindi facilmente igienizzabili.

Le mascherine, prodotte nel nuovo stabilimento di Collepasso, saranno distribuite gratuitamente a medici e infermieri degli ospedali di Lecce, Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli, Scorrano e Tricaseentro questo fine settimana.

“Non serve riconvertire stabilimenti, impostare catene produttive o cercare tessuti speciali”, dicono le titolari dell’azienda, le sorelle Sabrina e Pamela Seclì, “non c’è tempo, l’emergenza è adesso. Se tutte le aziende che producono abbigliamento dedicassero uno o due giorni alla produzione di mascherine, camici, copricapo, ecc., utilizzando le rimanenze dei tessuti presenti in magazzino, il problema non sarebbe certamente risolto ma almeno attenuato. In questo modo eviteremmo speculazioni e allo stesso tempo daremmo tutti una mano a chi lavora in prima linea. Cari colleghi diamoci da fare!”.

Al contempo, gli oltre cinquanta dipendenti della SPS stanno garantendo la continuità aziendale, con riduzione dell’orario di lavoro, nella speranza che questa emergenza finisca presto, in quanto, “il protrarsi di questa condizione causerà inevitabilmente gravi ripercussioni su tutto il comparto tessile abbigliamento in Puglia e nel resto d’Italia. Basti pensare che la maggior parte dell’abbigliamento di lusso dei grandi marchi francesi e italiani è Made in Italy e viene prodotto in Puglia, nel Salento”, concludono Sabrina e Pamela Seclì.

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Collepasso

Uccise il padre bruciandolo: non fu omicidio volontario

Orrore da Collepasso. Reo confesso: un agente immobiliare di 48 anni, al culmine di un litigio, hacosparso di alcol l’anziano genitore ed appiccato le fiamme

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Chiamò le forze dell’ordine dopo un litigio, comunicando che suo padre era morto.

Lo scorso mese di maggio a Collepasso, Vittorio Leo, 48 anni titolare di un’agenzia immobiliare fu fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il padre, Antonio Leo, 90 anni, trovato carbonizzato in casa.

Messo sotto torchio dagli inquirenti alla fine il 48enne confessò l’omicidio ma negli interrogatori a seguire sostenne la teoria dell’incidente.

Delle scorse ore la decisione del pm, a conclusione delle indagini, di derubricare l’accusa: non omicidio volontario ma omicidio preterintenzionale, aggravato dal vincolo familiare.

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