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Attualità

Covid, a Montesano niente messe al cimitero

Il sindaco: “A𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐨, 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟏 𝐞 𝟐 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐨. 𝐋𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥❜𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.

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Peggiora la situazione pandemica a Montesano Salentino.


Così, dopo la chiusura della scuola media, il sindaco Giuseppe Maglie di concerto con il parroco ha deciso di annullare le celebrazioni di oggi e domani, giorno dedicato alla commemorazione ai defunti, presso il cimitero.


Le stesse celebrazioni si terranno presso l’oratorio.

Di seguito la nota del sindaco Giuseppe Maglie postata su Facebook.


𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎


Cari concittadini, con profondo rammarico vi comunico che il numero delle persone contagiate nel nostro comune continua a salire.


Purtroppo, a questo, si è aggiunta la disposizione della Asl che dispone l’isolamento fiduciario con sorveglianza sanitaria dei docenti e di tutti i ragazzi della nostra scuola media per i motivi che ben conoscete. Tutta l’Amministrazione Comunale esprime profonda vicinanza a coloro i quali stanno affrontando in prima persona questi momenti cosi difficili.

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐨, 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟏 𝐞 𝟐 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞𝐫𝐨. 𝐋𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥❜𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.

Inutile negare che è un momento di grande difficoltà per la nostra comunità, ragion per cui vi invito, ancora una volta, a limitare al massimo gli spostamenti e le riunioni interfamiliari. Occorre mantenere il distanziamento fisico e sociale, utilizzare la mascherina e non creare assembramenti.

Non c’è DPCM che tenga se manca il rispetto delle regole comportamentali da parte di noi cittadini.

Attenersi scrupolosamente alle regole costituisce un dovere morale e civico.

Faccio appello, pertanto, al buon senso di ognuno di noi per la salvaguardia della salute individuale e pubblica, soprattutto ponendo grande attenzione alla protezione dei più anziani e di coloro i quali soffrono già di altre patologie.

Il nostro sistema sanitario, purtroppo, comincia a vacillare. Stringiamo i denti e affrontiamo insieme, con impegno e lucidità, questa battaglia.


Il sindaco Giuseppe Maglie


Attualità

Fermo pesca ricci di mare, finalmente le sanzioni

Multa di 2mila a 12mila euro, a meno che il fatto non costituisca reato. Oltre alla multa, per i pescatori subacquei professionali è prevista la revoca immediata dell’autorizzazione alla pesca subacquea professionale, che non potrà riottenere per i successivi tre anni. È prevista inoltre l’esclusione dal progetto di monitoraggio e di recupero ambientale ed eventuale risoluzione anticipata e recesso del contratto stipulato con l’Agenzia Agris. La soddisfazione di Paolo Pagliaro

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«Dopo sette mesi dall’entrata in vigore della mia legge per il fermo pesca triennale dei ricci nei mari pugliesi, la giunta regionale ha approvato le sanzioni per i trasgressori». In queste parole tutta la soddisfazione del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente del Movimento Regione Salento.

Dal 5 maggio la legge è stata in vigore, con tutte le sue prescrizioni.

Ora saranno applicate le sanzioni previste: una multa di 2mila a 12mila euro, a meno che il fatto non costituisca reato. Oltre alla multa, per i pescatori subacquei professionali è prevista la revoca immediata dell’autorizzazione alla pesca subacquea professionale, che non potrà riottenere per i successivi tre anni.

È prevista inoltre l’esclusione dal progetto di monitoraggio e di recupero ambientale ed eventuale risoluzione anticipata e recesso del contratto stipulato con l’Agenzia Agris.

In caso di prelievo involontario di esemplari di riccio di mare da parte di qualunque soggetto, la cui natura accidentale deve essere debitamente giustificata e comprovata, gli esemplari devono essere immediatamente rigettati in mare nel luogo in cui sono stati pescati.

«Questo quadro sanzionatorio, che doveva essere pronto entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge e che ho più volte sollecitato», aggiunge Pagliaro, «ha finalmente superato le pastoie della burocrazia, anche grazie al pungolo dell’assessore all’agricoltura e alla pesca Donato Pentassuglia. Per supplire a questa mancanza, avevo proposto un emendamento per dare un quadro di riferimento alle Capitanerie di Porto che sono tenute ad erogare le sanzioni nei confronti dei trasgressori, attenendosi a quelle previste durante il periodo di fermo pesca biologico».

Le sanzioni approvate dalla giunta danno finalmente una bussola e ribadiscono la gravità del prelievo di ricci di mare durante tutto il periodo di fermo triennale votato dal Consiglio regionale.

Resta impellente la necessità di cercare di salvare una specie ormai in estinzione, da cui dipende l’equilibrio dell’ecosistema marino.

«La legge che vieta il prelievo, la raccolta, la detenzione, il trasporto, lo sbarco e la commercializzazione dei ricci di mare e dei relativi prodotti derivati freschi», continua Paolo Pagliaro, «è stata figlia di un lavoro lungo e complesso di concertazione con pescatori e ristoratori, mondo scientifico e ambientalisti. Siamo tutti chiamati a rispettarla e a farla rispettare».

E chi trasgredisce, sappia che va incontro a sanzioni severe.

Paolo Pagliaro, infine promette: «Il mio impegno per dare completa esecuzione a questa legge, sottoscritta da 49 consiglieri regionali, non si ferma qui. Il 3 aprile scorso ho presentato una mozione per impegnare la giunta regionale a stanziare le risorse necessarie a ristorare i nostri pescatori con licenza durante lo stop triennale, attraverso un avviso pubblico. L’impianto originario della legge prevedeva anche risorse per il monitoraggio dei fondali per misurare gli effetti del fermo, e fondi per la comunicazione e sensibilizzazione su questo provvedimento a tutela del nostro mare. E continuerò a premere affinché anche queste misure vengano finanziate e applicate».

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Sanità: il regional executive officer Puglia di Cerca Healtcare Italia torna a casa

È una storia di emigrazione “contromano”, una scelta di amore verso la propria terra d’adozione quella di Massimo Bene…

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Massimo Bene, 59 anni, ritorna nel “suo” Salento per guidare i 31 laboratori e centri prelievi della Puglia

È una storia di emigrazione “contromano”, una scelta di amore verso la propria terra d’adozione quella di Massimo Bene, 59 anni, che dopo una lunga carriera a Milano nei più importanti gruppi lombardi della sanità, torna nella “sua” terra col ruolo di Regional Executive Officer Puglia di Cerba HealthCare Italia. E, al contempo, è la storia di un gruppo, Cerba, che punta sulla governance territoriale e offre ai manager opportunità di alto livello in territori da cui troppo spesso i talenti sono costretti ad andarsene se vogliono fare carriera.

«Sono nato in questa bellissima terra quasi per caso -racconta Massimo Bene-, perché i miei genitori avevano una casa a Santa Maria di Leuca, ma i geni del Salento mi sono entrati dentro anche grazie alla mia infanzia e poi alla giovinezza quando venivo qui diversi mesi all’anno per trascorrere le lunghe vacanze scolastiche. Poi inizia il mio percorso professionale, che mi porta lontano dal Salento: cresco nei più importanti gruppi milanesi della sanità italiana, rafforzo le mie competenze e arrivo ad assumere ruoli direzionali. Nel 2022 vengo chiamato da Cerba HealthCare Italia e scopro che il gruppo crede nella governance territoriale: mi propongono di tornare nella “mia” terra, col ruolo di amministratore delegato della Puglia».

Oggi Massimo Bene, 59 anni, è a capo di uno staff di 170 persone (tra personale di segreteria, tecnici di laboratorio, biologi, infermieri), a cui si aggiungono alcune decine di medici liberi professionisti con svariate specializzazioni che collaborano con il gruppo Cerba, che nella regione Puglia conta 31 sedi tra poliambulatori e centri prelievi. «E la nostra organizzazione territoriale è costantemente in crescita, perché molte storiche strutture pugliesi scelgono di continuare la propria storia all’interno del nostro Gruppo», aggiunge Bene.

In effetti, è del novembre 2023 l’acquisizione da parte di Cerba HealthCare Italia del laboratorio dei dottori Di Pierro e Morelli a Squinzano, punto di riferimento del Salento nel settore delle analisi chimiche e cliniche fondato negli anni Novanta e tipico esempio di imprenditorialità italiana ed eccellenza di servizio. Come lo è sempre stato il centro medico Pignatelli di Lecce, anch’esso confluito ormai da un paio d’anni nel gruppo Cerba HealthCare Italia.

«Qualità dei servizi, attenzione ai dettagli, macchinari sempre all’avanguardia e digitalizzazione come pilastro di innovazione, che significa centralità del paziente, il quale può contare su una tempestiva e corretta presa in carico e un’alta qualità degli esami e delle prestazioni erogate. Sono questi i valori di Cerba HealthCare, che ha i propri punti di forza sul territorio nelle analisi cliniche di laboratorio, la diagnostica per immagini, la medicina dello sport e la medicina del lavoro», conclude Bene.

Cerba HealthCare Italia è parte di un gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche presente in 47 nazioni, Cerba HealthCare Italia è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e service lab. Nel nostro Paese conta oltre 2.000 addetti, più di 400 tra centri medici e di prelievo, 34 laboratori. Ogni anno esegue più di 25 milioni di esami e offre i suoi servizi a oltre 6 milioni di pazienti. www.cerbahealthcare.it   

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Pescata spigola da 7,5 chili

Straordinaria presa durante una serata tra amici dalla riva della spiaggia di Frigole. Vanni Durante il fortunato pescatore

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Una spigola (o branzino) di circa sette chili e mezzo, portata fin dentro il retino durante una battuta di pesca a spinning: è lo straordinario risultato di una serata tra amici dalla riva della spiaggia di Frigole, località balneare leccese.

Il protagonista è Vanni Durante che ha tenuto tra le mani la canna da pesca e si sorprende quando comprende la portata del pesce agganciato: “Mai vista una spigola così grossa è enorme” ripete più volte.

E, poco dopo: “È il pesce della vita“.

A riprendere la scena è un amico, che condivide con Vanni lo stupore per l’esito della battuta di pesca.

La tecnica spinning, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è una tipologia di pesca sportiva che si effettua con canna, mulinello ed esche artificiali.

Si tratta di una pesca piuttosto semplice in sé ma allo stesso tempo difficile per quanto riguarda la tecnica che consiste nell’attirare e poi catturare i pesci predatori attraverso il particolare movimento in acqua fatto dall’esca che è esclusivamente artificiale, effettuando molteplici lanci a debita distanza da dove ci si posiziona e recuperandola subito dopo.

Per guardare il video clicca qui

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