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Casarano

Covid, meno test meno casi

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.385.103  test, sono 202.584 i pazienti guariti.

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Lunedì 17 maggio 2021 sono stati registrati 4.330 test per Covid e sono stati registrati 145 casi positivi: 23 in provincia di Bari, 23 in provincia di Brindisi, 11 nella provincia BAT, 33 in provincia di Foggia, 52 in provincia di Lecce, 3 in provincia di Taranto.


Sono stati registrati 21 decessi: 3 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi, 6 in provincia BAT, 8 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Taranto.


Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.385.103  test, sono 202.584 sono i pazienti guariti; 37.627 sono i casi attualmente positivi.


Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 246.494 così suddivisi:


93.474 nella Provincia di Bari;


24.593 nella Provincia di Bat;


18.756 nella Provincia di Brindisi;

44.227 nella Provincia di Foggia;


25.701 nella Provincia di Lecce;


38.579 nella Provincia di Taranto;


787 attribuiti a residenti fuori regione;


377 provincia di residenza non nota.


Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 17.5.2021 è disponibile al link: http://rpu.gl/dvmBM


Casarano

Spaccio e evasione: l’esito dei controlli nella zona di Casarano

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Controlli a tappeto dei carabinieri della Compagnia di Casarano. Posti di blocco che, nella settimana scorsa, han visto eseguire verifiche su 629 mezzi ed 810 persone.

Tante le conseguenze dell’operato dei militari. A partire da 5 segnalazioni di altrettanti giovani alla Prefettura per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti.

A Taviano

A Taviano i carabinieri hanno deferito in stato di libertà due uomini. La prima denuncia è scattata dopo una perquisizione domiciliare in cui è stata trovata marijuana per un quantitativo di 40 grammi.

La seconda, invece, a carico di un uomo che, alla guida in stato di alterazione psicofisica, ha rifiutato di sottoporsi ai test sull’assunzione di sostanze stupefacenti.

A Ruffano

A Ruffano è finito nei guai un uomo già ai domiciliari. I carabinieri della locale stazione lo hanno beccato fuori dall’abitazione eletta quale luogo di detenzione domiciliare. La sua condotta, ascrivibile al reato di evasione, è stata segnalata all’autorità giudiziaria.

A Parabita

Marijuana e bilancino di precisione in casa per un uomo di Parabita denunciato, anche lui, alla Procura della Repubblica. I carabinieri hanno effettuato presso la sua dimora una perquisizione domiciliare, seguita a quella personale. Custodiva 8,10 grammi di sostanza che, abbinata al bilancino di precisione, ha fatto accendere il campanello della possibile attività di spaccio di stupefacenti.

A Casarano

Ben più corposa la quantità di droga in possesso di un altro soggetto fermato durante un controllo stradale dal nucleo operativo radiomobile di Casarano. Sequestrati 633 grammi di marijuana e 2 di cocaina. Assieme alla consistente somma di denaro cash: ben 4mila e 400 euro. Denuncia all’autorità giudiziaria anche per quest’ultimo.

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Attualità

Ospedale di Casarano: «Voi togliete, noi aggiungiamo»

A combattere ogni giorno per evitare un destino che pare ormai scritto, i sanitari che, con la propria generosità e professionalità, cercano di sopperire agli handicap che la politica crea artificiosamente loro: al “Ferrari” ci si può ancora sentire umani, come ci si sente a casa di quei vicini che da piccoli ti ospitano in attesa che tornino mamma e papà per riportarti a casa…

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Sbaglia chi pensa che un ospedale debba solo rispondere a requisiti di efficienza e di efficacia, che abbia solo il compito di far guarire i propri pazienti così come la catena di montaggio realizza perfettamente un paio di scarpe. Logicamente è normale che il compito prioritario sia quello di guarire gli ammalati ma il come farlo sta assumendo sempre più una valenza altrettanto importante, se non addirittura equipollente.

L’ospedale di Casarano è stato e continua ad essere martoriato nel suo organico e nella sua struttura; è notizia degli ultimi giorni ad esempio lo spostamento pressoché immediato di ben dieci unità lavorative del reparto trasfusionale che, da un giorno all’altro è rimasto quindi con solo due operatori a fare il lavoro anche degli altri (con tutti i disservizi che ne conseguono).

Di questi episodi se ne potrebbero contare a decine, a conferma del fatto che il nosocomio casaranese è stato puntato da tempo e, di giorno in giorno, proprio con questi atteggiamenti e con queste decisioni, se ne continua a minare l’efficienza, avviandolo inesorabilmente ad una fine ingloriosa.

A combattere ogni giorno per evitare questo destino che sembra ormai scritto, più che i cittadini (che forse dovrebbero fare di più in questa direzione), sono proprio gli operatori sanitari dall’interno che, con la propria generosità e professionalità, cercano di sopperire agli handicap che la politica crea artificiosamente loro.

Proprio questo atteggiamento fa di quello di Casarano un Ospedale nonostante tutto moderno, dove i pazienti vengono chiamati per nome e non per il numero del loro letto, dove una parola di conforto, un sorriso ed un occhiolino curano quanto un antidolorifico.

Qualche tempo fa l’assessore regionale Pier Luigi Lopalco ebbe a dire parole di elogio e (le solite) rassicurazioni sul futuro della struttura e lo fece in occasione dell’entrata in funzione della più moderna colonna laparoscopica di tutta l’ASL (ottenuta più per la caparbietà perseverante della Dottoressa Romano, primaria del reparto di chirurgia, che per oculata pianificazione manageriale dell’azienda) ma la rilocalizzazione del personale di qualche giorno fa sembra proprio smentirlo.

C’è di bello, però, che il personale tutto non si arrende e continua ad andare avanti nonostante tutto, a sorriderti se sei in trepidante attesa della fine di un intervento, a mandarti un messaggio per tranquillizzare la tua ansia, a chiamarti per nome perché magari sei un anziano, ti conosce e ti accompagna pure a bussare alla porta giusta.

Ecco, forse non sarà l’ospedale più bello ed efficiente e forse i politici a Bari lo stanno lanciando in discesa senza freni, ma nell’ospedale di Casarano ci si può ancora sentire umani, come ci si sente a casa di quei vicini che da piccoli ti ospitano in attesa che tornino mamma e papà per riportarti a casa.

Antonio Memmi

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Casarano

Un casaranese Campione d’Italia

Pallamano: la storia di Jacopo Lupo che, con la Pallamano Conversano, ha vinto scudetto Coppa Italia e Supercoppa di Lega

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Il riscatto di una Città spesso passa anche attraverso lo sport e grazie a quei protagonisti che le imprese sportive le compiono.

Lo sport in questione è la pallamano, una disciplina sportiva che tantissime soddisfazioni ha già dato a Casarano solo qualche anno fa (ricordiamo i 3 scudetti, le 2 coppe Italia ed altrettante supercoppe italiane) e che torna, dopo anni di digiuno, a far parlare di sé con la possibilità di tornare ad utilizzare il termine Scudetto o campione d’Italia.

Tutto ciò accade grazie a Jacopo Lupo, un casaranese DOC che, quando la Italgest Casarano mieteva un successo dopo l’altro, era poco più che un ragazzino ma che, proprio in quel periodo e grazie a quell’aria di avventura sportiva e di successi respirata, decide di coltivare questa sua passione sino a giungere al massimo risultato nazionale: vincere appunto lo Scudetto insieme alla Pallamano Conversano, ma anche la Coppa Italia così come la Supercoppa di Lega.

Comincia la sua avventura sportiva già ad 11 anni seguendo le orme del fratello e comincia proprio nel settore giovanile di quella Italgest che, di colpo e per alcuni anni dorati, fu in grado di imporsi sulla scena nazionale di questo sport.

È un altro casaranese come Tonino Parrotto a vedere in lui delle potenzialità e, insieme ad un altro veterano come Alessandro Orme, decidono di dare a Jacopo la possibilità di esperienze giovanili a livello nazionale. E siccome il talento non lo puoi nascondere ed un occhio attento è in grado di percepirlo immediatamente, subito dopo il campus di Misano (che annualmente raccoglie tutti i giovani talenti nazionali) viene proposta a Jacopo, appena 16enne, l’esperienza di una squadra importante come Noci (con tutte le perplessità però dei genitori che, comunque, hanno sempre incoraggiato i sogni del proprio figliolo).

Di Noci e dell’accoglienza della sua gente, Jacopo conserva un ricordo nitido e bellissimo ma il destino sportivo aveva già deciso che sarebbe stata un’altra città del barese ad intrecciare il proprio destino; e quando si parla di handball non si può che parlare di Conversano.

È infatti qui, in questa Società storica e blasonata (la più titolata in Italia dopo Trieste) che Lupo, pur arrivando in anni di congiuntura sfavorevole per la squadra che lottava per non retrocedere e personali per via di un brutto infortunio, capisce che potrà crescere sportivamente e che i risultati, prima o poi, sarebbero arrivati.

La fortuna in certi ambiti può aiutare ma da sola certamente non basta e quindi è l’impegno personale (fatto di pazienza, di lunghe ore di palestra per recuperare l’infortunio ed ore di allenamento con il team) ed una squadra affiatata e fortissima, che portano quindi il Conversano ed il Casaranese Jacopo Lupo sul tetto d’Italia, a festeggiare i tre più importanti trofei che una squadra può vincere in un anno.

Lui è ancora giovanissimo, altri traguardi ed altri successi sicuramente lo attendono e noi certamente saremo qui a fare il tifo per lui.

Antonio Memmi

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