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Cronaca

Ecocentro di Tricase chiuso: la gente scarica i rifiuti in strada

Passaggio di consegne tra ditte gestrici ed ammodernamento. Poi la riapertura

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Un ammasso di rifiuti “parcheggiati” dinanzi all’ecocentro comunale: non uno scenario nuovo per Tricase, anche se non si ripeteva da tempo.





Nelle scorse ore ignoti han ben pensato di scaricare di tutto dinanzi al cancello, nella zona industriale tricasina, dopo aver capito che l’ecocentro è chiuso.





La chiusura è determinata dal fatto che l’incarico annuale alla ditta sin qui gestrice è scaduto e il commissario prefettizio, Guido Aprea, non avrebbe concesso il rinnovo. A pesare infatti sarebbe la difformità tra la ditta incaricata della gestione del centro di smaltimento e la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti a domicilio nell’abitato di Tricase.




Il nodo verrà sciolto in queste ore, proprio a favore di quest’ultima azienda che si occuperà quindi di entrambe le mansioni.





Nel frattempo all’interno dell’ecocentro sono in corso dei lavori di adeguamento dell’impianto.





Secondo indiscrezioni il punto di raccolta dovrebbe riaprire entro pochi giorni, comunque dopo Ferragosto. Nel frattempo, sarebbe il caso che noi cittadini non ci mettessimo del nostro trasformandolo in una discarica a cielo aperto.


Campi Salentina

Autocarro contro Ape: un morto

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Lunedì nero per il Salento. Un incidente sulla strada statale 7ter è costato la vita ad una persona.





In mattinata, sulla via che collega Campi Salentina a Guagnano, un uomo è morto mentre alla guida del suo Apecar.








La vittima è stata travolta da un autocarro che sopraggiungeva. Lo schianto è stato fatale. La fiancata dell’Apecar è andata distrutta e non ha potuto proteggere a sufficienza la vittima dal violento impatto.





I carabinieri, sul posto assieme al 118, hanno effettuato i rilievi del caso ed hanno operato alla ricostruzione della dinamica dell’incidente, sulla quale non trapelano ancora informazioni.


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Cronaca

Sacra Corona Unita: sequestri per 400mila euro

La Polizia di Stato sequestra i beni di due appartenenti alla Sacra Corona Unita, colpiti a febbraio dall’operazione “Final Blow”

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Il 26 febbraio scorso è stata portata a termine dalla Squadra Mobile l’operazione Final Blow, con l’esecuzione dell’ ordinanza di misura cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce nei confronti di 72 persone appartenenti alla criminalità organizzata salentina, indagate a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione e gestione del gioco d’azzardo.

Nel corso delle indagini era già emerso l’interesse di alcuni sodali a reinvestire i proventi delle attività illecite sia nell’acquisto di beni mobili e immobili che nell’immettere denaro illegalmente accumulato per la creazione o ‘implementazione di attività commerciali o imprenditoriali.

In tale ottica e seguendo le direttive impartite, la sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine, anche su impulso della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, ha avviato una serie di accertamenti finalizzati all’ablazione del patrimonio, fonte dell’attività illecita e lucro genetica, condotta da alcuni soggetti colpiti dall’operazione di polizia, denominata Final Blow.

Tale azione è stata altresì condotta per prevenire un inquinamento dell’economia legale, anche a seguito del particolare periodo di lockdown, durante il quale alcune attività commerciali e imprenditoriali sono andate in sofferenza, per impedire che capitali illeciti andassero a finire proprio in quelle aziende “sofferenti” ed impedirne il fallimento o addirittura il “passaggio” in mani diverse

Le ultime disposizioni normative, per rendere ancora più incisivo il potere di proposta del Questore, prevedono la possibilità di proposta congiunta con il Procuratore della Repubblica da inoltrare alla competente Sezione del Tribunale.

Al termine di meticolosi accertamenti, condotti dalla citata Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali è stata quindi presentata nota congiunta del Questore della provincia di Lecce e del Procuratore della Repubblica con la quale è stato richiesto il sequestro di alcuni beni accumulati illegalmente a carico di due soggetti indiziati di appartenere alla sacra corona unita.

Il Tribunale di Lecce Prima e Seconda Sezione Penale hanno emesso quindi i provvedimenti di sequestro per “congelare” i beni prima della definitiva confisca.

Nei giorni scorsi la Divisione Anticrimine – Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali ha così eseguito il decreto di sequestro dei beni, ai sensi delle vigenti disposizioni del codice Antimafia, a carico di due soggetti già colpiti dall’operazione di polizia sopra indicata per cui è stata fondatamente teorizzata una significativa sproporzione fra il reddito prodotto ed i beni acquistati nell’ultimo periodo.

In particolare a Salvatore Bruno di Merine, particolarmente attivo nelle marine di Melendugno nella gestione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, attualmente detenuto sono stati sequestrati beni per un valore approssimativo di circa 300 mila euro, consistenti in due autovetture Mercedes, una Fiat 500 L, un gommone di 9 metri, completo di due motori fuoribordo Honda da 250 cavalli, fondi giacenti sul conto corrente per decine di migliaia di euro, due appartamenti, nonché le quote di una società impegnata nel settore turistico di affitto alloggi.

Sempre nell’ambito della medesima operazione è stato colpito da provvedimento anche Nicolas De Dominicis, di Vernole, detenuto in regime di arresti domiciliari a cui sono stati sequestrati beni per un valore complessivo ci circa centomila euro  ovvero una casa, un’ attività commerciale per la vendita al dettaglio di abbigliamento di Vernole ed una vettura Peugeot 208, nonché alcuni conti correnti con saldi attivi.

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Cronaca

Fiamme a Pescoluse nella notte: carbonizzato un lido

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Nel cuore della notte appena trascorsa un incendio ha carbonizzato quasi interamente un lido sul litorale di Salve.





Erano le 2 circa quando è partita una chiamata al 115. Il rogo in riva al mare aveva già completamente avvolto la struttura del lido Seychelles del Salento, nella marina di Pescoluse.





I vigili del fuoco del Distaccamento di Tricase hanno domato le fiamme il cui impeto, con tutta probabilità, è stato ingigantito dal forte vento che nelle scorse ore ha spazzato il Salento.




Il lavoro dei pompieri ha riportato l’area in sicurezza ma i danni al lido sono considerevoli.





L’arrivo dell’alba ha agevolato la ricerca delle cause dell’accaduto, anche se al momento non è ancora dato sapere se si sia trattato di dolo o incidente.






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