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Cronaca

Eroina, marijuana e hashish in casa: arrestato

Nei guai 34enne in seguito a perquisizione domiciliare dei carabinieri nella sua abitazione di Monteroni

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Maxi sequestro di droga effettuato dai carabinieri della Compagnia di Lecce nella serata di ieri, 10 luglio.

Con una mirata perquisizione domiciliare, gli uomini dell’Arma hanno tratto in arresto per flagranza di reato Antonio Quarta, di 34enne di Monteroni.

Era in possesso di oltre 2kg e mezzo di eroina, di 750 grammi circa di marijuana suddivisa in dosi, di 10 grammi di hashish e quasi 6kg di sostanza in polvere utilizzata per tagliare lo stupefacente. Sequestrate anche 2 presse meccaniche per la preparazione panetti della stessa sostanza e vario materiale per confezionamento.

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Copertino

Schianto in moto contro rotatoria: aveva bevuto ed assunto droghe

Fratture e trauma cranico: grave 37enne. La moto: non revisionata e senza polizza

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È ricoverato al Vito Fazzi in condizioni critiche il 37enne che nella notte è stato protagonista di un incidente sulla strada che collega Copertino a Sant’Isidoro.

A bordo di una Yamaha risultata non assicurata e non revisionata, l’uomo, di Copertino, è finito a tutta velocità contro l’aiuola di una rotatoria. Era passata l’una e mezza quando le sirene del 118 lo hanno raggiunto per trasportarlo d’urgenza in ospedale.

Dai controlli è emerso anche che il 37enne era sotto effetto di stupefacenti ed aveva un tasso alcolemico sopra la soglia consentita per mettersi alla guida. Al momento è sotto osservazione: ha subito fratture varie ed un trauma cranico.

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Cronaca

Getta a terra l’erba ma la polizia lo vede: arrestato per spaccio

Controllo domiciliare dopo la perquisizione personale: 10 grammi addosso ed altri 100 in casa

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Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del commissariato di Gallipoli, impegnati nei servizi di controllo del territorio e di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato un uomo.

Si tratta di D.E., 40enne, accusato di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nello specifico, l’uomo è stato notato in una via periferica di Gallipoli mentre, al passaggio della volante, gettava a terra qualcosa.
Insospettiti, i poliziotti hanno effettuato subito un controllo più approfondito ed hanno rinvenuto addosso al fermato un involucro con circa 10 grammi di marijuana.

Il controllo si è esteso anche presso l’abitazione di Tuglie, dove sono stati trovati altri 100 grammi della stessa sostanza stupefacente e tutto il necessario per il confezionamento, tra cui un bilancino di precisione.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari.

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Cronaca

Tricase, inveì contro vigili che avevano multato il figlio: condannato

Pagamento delle spese processuali e niente sospensione della pena per uomo del posto con precedenti: 4 mesi per episodio verificatosi in piazza Pisanelli nell’estate 2017

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Il giudice onorario ha chiuso con una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale l’iter processuale avviato nel marzo 2018 a carico del tricasino A. Z. per un episodio verificatosi in piazza Pisanelli, a Tricase, nell’estate di 3 anni fa.

L’uomo è stato ritenuto colpevole per il comportamento tenuto all’indirizzo di due marescialli della polizia locale dopo che questi avevano verbalizzato due veicoli di suo figlio fermi in divieto di sosta.

I fatti

Era la sera del 3 agosto 2017. I due vigili avevano appena sanzionato per divieto di sosta due mezzi la cui proprietà, pochi istanti dopo la stesura dei verbali, era stata rivendicata da un giovane del luogo. Ma mentre il ragazzo si avvicinava ai due agenti per avvisarli che avrebbe immediatamente rimosso i veicoli, veniva bloccato a distanza dalle parole di A. Z., suo padre, che iniziava a inveire verbalmente contro i due vigili.

Dalle testimonianze rese dinanzi al giudice dagli stessi pubblici ufficiali, A. Z. avrebbe urlato, in presenza di più persone (come si può immaginare potessero essercene in pieno centro, in una sera di agosto), le seguenti espressioni ingiuriose in dialetto: “Ci volene quisti? Ci t’hannu chiestu, i documenti? Nu li da’ nenzi, lassa! Cu buttati lu sangu, bastardi, cu****, pezzi de merda, iti bloccatu lu vagnone, ieu ve cciu tutti e doi, staci ve divertiti”.

Accecato dall’ira, A.Z. si sarebbe poi mosso in direzione dei due vigili. Nonostante lo sforzo di un suo conoscente di trattenerlo e dissuaderlo dal suo intento, avrebbe provato a raggiungerli per colpirli. Il pugno sferrato all’indirizzo di uno di loro si sarebbe però infranto contro uno specchietto di una delle vetture in sosta, in quanto prontamente scansato dal destinatario.

Lo stesso A.Z., come si evince dal racconto di entrambi i marescialli, nel tentativo di avvicinamento avrebbe accusato un malore o un mancamento, accasciandosi più volte al suolo e più volte rialzandosi. Al punto da spingere gli stessi vigili a richiedere l’intervento del 118.

La sentenza

Il giudice onorario, Alida Accogli, ha ritenuto “faziose, evasive” e “platealmente protese a tutelare la figura dell’imputato” le testimonianze del figlio dello stesso A. Z. e di altri 3 presenti al momento dei fatti e chiamati a testimoniare in tribunale.

Attendibili invece sono state considerate le versioni dei fatti dei due vigili. Non solo perché pressoché coincidenti tra loro, ma anche in considerazione del fatto che i due non si sono costituiti parte civile. Elemento che ha avvalorato la convinzione del giudice di una azione “priva di acredine” nei confronti dell’imputato.

L’atto di “reiterare propalazioni oggettivamente denigratorie, dal chiaro contenuto volgare, minaccioso ed offensivo all’indirizzo dei pubblici ufficiali con l’evidente scopo d’impedire il compimento del loro ufficio di polizia locale” è costato ad A.Z. una condanna a 4 mesi di reclusione, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Dati i precedenti dell’imputato (per violazione di norme in tema di gioco e scommesse clandestine, in tema di pesca marittima, in materia di frode nell’esercizio del commercio; per rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale; in tema di violazione delle norme igieniche nella produzione e vendita di sostanze alimentari) il giudice non ha concesso le attenuanti generiche ed il beneficio della sospensione della pena.

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