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Cronaca

“Gentili passeggeri, siamo Campioni d’Europa!”: visibilio in volo

L’Italia vince Euro2020: è festa grande a bordo di volo Ryanair

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È diventato virale il video che qui vi riproponiamo. La gioia esplosa ad alta quota in cabina, a bordo di un volo Ryanair, tra i passeggeri italiani che hanno appresso dalla crew della vittoria degli Azzurri contro l’Inghilterra nella finale degli Europei di calcio.





Cronaca

Dalle misure alternative al carcere

In carcere dopo violazioni delle misure alternative. Un uomo arrestato a Surbo per una condanna legata a droga e armi, un giovane a Nardò per l’aggressione a un capotreno e una donna a Veglie per un furto aggravato commesso nel 2022. Tutti sono stati trasferiti nel carcere di Lecce

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Nelle ultime ore i Carabinieri hanno eseguito tre distinti provvedimenti dell’Autorità giudiziaria nei comuni di Surbo, Nardò e Veglie.

Gli arresti riguardano persone che avevano beneficiato di misure alternative alla detenzione ma che avrebbero violato le prescrizioni imposte. Le verifiche dei militari hanno portato alla revoca dei benefici e al ripristino della detenzione.

ARRESTO A SURBO PER DROGA E ARMI

Il primo intervento è avvenuto nel pomeriggio di martedì a Surbo, dove i Carabinieri della locale stazione hanno rintracciato e arrestato un uomo del posto, classe 1985.

L’uomo era sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, ma nei suoi confronti l’Autorità giudiziaria di Lecce ha emesso un ordine di carcerazione per una pena residua di un anno, dieci mesi e quattro giorni.

La condanna deriva da una vicenda del 2020: durante una perquisizione domiciliare erano stati trovati oltre un chilogrammo di marijuana, piante di cannabis e una pistola detenuta illegalmente.

AGGREDÌ CAPOTRENO

Poche ore dopo, a Nardò, i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento di sospensione dell’affidamento in prova con contestuale carcerazione nei confronti di un giovane del posto, classe 1996.

Il provvedimento, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Lecce, è scattato dopo violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura alternativa.

La condanna – pari a quattro mesi e diciotto giorni di reclusione – è collegata a un episodio avvenuto anni fa presso la stazione ferroviaria di Nardò, quando un gruppo di giovani aggredì un capotreno che aveva contestato loro la mancanza del biglietto. L’uomo era stato denunciato per lesioni personali, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

DONNA IN CARCERE PER FURTO AGGRAVATO

Il terzo provvedimento è stato eseguito nella notte a Veglie, dove i Carabinieri hanno arrestato una donna del posto, classe 1975.

La Procura della Repubblica di Lecce ha disposto la revoca della sospensione dell’ordine di carcerazione, con il ripristino della misura detentiva.

La donna dovrà scontare due anni di reclusione per un furto aggravato commesso nel 2022: si era impossessata di un portafogli all’interno di un’abitazione privata e aveva successivamente utilizzato le carte di pagamento contenute al suo interno per effettuare acquisti.

TUTTI TRASFERITI NEL CARCERE DI LECCE

Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati condotti presso la Casa circondariale di Lecce.

L’attività rientra nei controlli periodici effettuati dall’Arma dei Carabinieri per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte ai soggetti che beneficiano di misure alternative alla detenzione e garantire l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

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Cronaca

Multa da 10mila euro al gazebo per disabili

Associazione di volontariato che aiuta i disabili a fare il bagno a Torre Squillace sanzionata dal Comune di Nardò. I legali parlano di provvedimento ingiusto e annunciano richiesta di annullamento

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Un gazebo montato sulla spiaggia per proteggere dal sole persone disabili e attrezzature per la balneazione assistita è diventato il centro di una vicenda amministrativa che rischia di trasformarsi in contenzioso.

L’APS Torre Squillace, realtà attiva da anni nella tutela ambientale e nell’inclusione sociale, è stata sanzionata con una multa da 10mila euro nel territorio del Comune di Nardò.

I legali dell’associazione annunciano ora una richiesta di annullamento in autotutela del provvedimento.

LA MULTA

Un gazebo montato sulla spiaggia per facilitare l’accesso al mare alle persone con disabilità è costato una sanzione salata all’Associazione di Promozione Sociale Torre Squillace.

Secondo quanto riportato nella denuncia presentata dai legali, «un nostro assistito, l’Associazione di Promozione Sociale Torre Squillace, un ente senza fini di lucro, è stato multato per 10.000 euro per la installazione di un gazebo in località Torre Squillace, Comune di Nardò, atto ad agevolare la balneazione delle persone disabili».

Il gazebo serviva a proteggere dal sole sia i volontari sia gli utenti disabili durante le operazioni di accesso al mare.

IL SERVIZIO PER LA BALNEAZIONE ASSISTITA

L’associazione negli anni ha attrezzato la spiaggia per consentire alle persone con difficoltà motorie di fare il bagno in sicurezza.

Nel documento si ricorda infatti che «tali sedie erano state acquistate dalla associazione grazie ad un finanziamento regionale con il quale è stato possibile, anche, attrezzare la spiaggia con camminamenti idonei per le persone con difficoltà motorie».

I volontari utilizzano sedie speciali – come i modelli JOB e Tuareg – che permettono l’ingresso in acqua anche a chi non può camminare autonomamente.

LE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE

L’APS Torre Squillace è attiva da anni sul territorio con numerose iniziative ambientali e sociali.

Tra le attività ricordate nella denuncia figurano la pulizia della spiaggia e delle passerelle, la custodia degli ausili per la balneazione durante tutto l’anno, attività di educazione ambientale e campagne contro l’abbandono dei rifiuti, oltre a giornate ecologiche per la pulizia della costa e dei fondali.

Accanto all’impegno ambientale, l’associazione organizza anche eventi sociali e culturali: dal concerto annuale in memoria di Lucio Battisti a iniziative per bambini e ragazzi, fino ad attività di benessere come lo yoga al tramonto.

I RAPPORTI CON IL COMUNE

Secondo quanto riportato nella denuncia, in passato il Comune di Nardò avrebbe mostrato apprezzamento per l’attività dell’associazione, arrivando anche a inviare una lettera di supporto.

La stessa associazione sostiene di aver ritenuto possibile installare il gazebo proprio sulla base di quel clima di collaborazione istituzionale.

Nel documento si legge infatti che «proprio in forza di tale lettera, l’associazione riteneva possibile, al fine di assicurare la discesa in mare, installare un piccolo gazebo per la protezione dal sole dei bagnanti meno fortunati e delle attrezzature affidatele».

L’IPOTESI DELLA “RIPICCA

La vicenda potrebbe ora avere anche un risvolto giudiziario.

Secondo quanto sostenuto nella denuncia, il provvedimento amministrativo arriverebbe pochi giorni dopo l’avvio di una causa civile legata all’annullamento di una manifestazione musicale dedicata a Lucio Battisti.

Nella nota dello studio legale si ipotizza, infatti, che «questa inversione di rotta della amministrazione comunale pare però avere molto a che fare con il giudizio civile instaurato pochi giorni prima del verbale», parlando di «una sorta di ripicca per il risarcimento chiesto».

LA RICHIESTA DI ANNULLAMENTO

La questione potrebbe ora essere riesaminata dallo stesso Comune.

Il legale dell’associazione, l’avvocato Maurizio Pinca, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà presentata una richiesta di annullamento in autotutela del provvedimento sanzionatorio, confidando «nella ragionevolezza e buona fede della amministrazione comunale».

La vicenda, intanto, accende il dibattito locale: da una parte le norme sull’occupazione delle aree demaniali, dall’altra il valore sociale di un servizio che consente alle persone con disabilità di vivere il mare senza barriere.

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Corsano

Si litiga al Boschetto della Baronessa

Polemica sui lavori in corso a Corsano. Gli attivisti del M5S denunciano possibili criticità ambientali e chiedono verifiche regionali. Il sindaco Francesco Caracciolo replica: «Iter amministrativo trasparente, abbattuti solo alberi secchi»

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A Corsano si accende il confronto politico e ambientale sugli interventi nel boschetto comunale della Baronessa.

Da una parte la denuncia degli attivisti del Movimento 5 Stelle, che invocano la sospensione cautelativa dei lavori e verifiche tecniche.

Dall’altra la risposta del sindaco Francesco Caracciolo, che parla di interventi necessari e di un progetto già validato dagli enti competenti.

Quella del boschetto comunale della Baronessa, area verde considerata da molti cittadini uno dei principali polmoni naturali del paese.

LA DENUNCIA DEL M5S

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Corsano hanno diffuso una nota pubblica chiedendo lo stop immediato ai lavori e una verifica sulla legittimità degli atti amministrativi, sollevando dubbi sugli effetti ambientali delle opere previste.

Secondo quanto sostengono, l’area presenterebbe «evidenti caratteristiche di valore ambientale, paesaggistico e naturalistico» e gli interventi programmati richiederebbero approfondimenti tecnici prima di essere eseguiti.

Nel comunicato gli attivisti pentastellati mettono in guardia dai possibili impatti sull’ecosistema locale e chiedono maggiore trasparenza.

«Qualsiasi intervento che comporti abbattimento o alterazione significativa della copertura arborea», affermano, «deve essere preceduto da verifiche puntuali in materia di eventuale assoggettabilità a VIA o VINCA, di compatibilità paesaggistica e di rispetto della normativa nazionale e regionale sulla tutela della fauna selvatica».

Secondo il Movimento 5 Stelle, il boschetto svolgerebbe funzioni ambientali importanti: dalla tutela della biodiversità alla regolazione microclimatica, fino alla prevenzione di fenomeni erosivi.

«STOP AI LAVORI!»

Per questo motivo gli attivisti chiedono all’amministrazione comunale «la sospensione cautelativa immediata degli interventi programmati» e l’avvio di verifiche da parte della Regione Puglia e di ARPA per valutazioni ambientali indipendenti.

Tra le richieste avanzate anche la pubblicazione integrale degli atti tecnici e l’apertura di un confronto pubblico con cittadini e associazioni.

«Il patrimonio ambientale appartiene alla collettività e alle future generazioni», concludono gli attivisti, «agire senza un’adeguata istruttoria tecnica e senza la massima trasparenza non è compatibile con i principi di buona amministrazione».

LA REPLICA DEL SINDACO

Il sindaco di Corsano Francesco Caracciolo

Di segno opposto la posizione del sindaco di Corsano, Francesco Caracciolo, che difende con decisione l’intervento e respinge le accuse.

«I lavori in corso ormai da mesi presso il boschetto della Baronessa, grazie a un finanziamento di circa un milione di euro, non solo sono legittimi dal punto di vista tecnico-amministrativo, ma sono anche necessari per la messa in sicurezza e la riqualificazione del polmone verde corsanese», afferma il primo cittadino.

Caracciolo precisa, inoltre, che non sono previsti tagli indiscriminati di alberi: «Gli interventi consistono nell’abbattimento esclusivamente di alberi secchi e ammalorati. Le piante sono state individuate da una specifica perizia agronomica agli atti, che fornisce un quadro dettagliato di ogni azione prevista».

Secondo il sindaco, l’intero progetto, denominato “Baronessa Nature”, ha già superato le verifiche degli uffici regionali e ministeriali che hanno concesso il finanziamento per la riqualificazione dell’area.

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

L’amministrazione comunale sottolinea che «l’intervento non riguarda solo la gestione del patrimonio arboreo, ma anche la valorizzazione dell’area verde».

Il progetto prevede: illuminazione pubblica a LED, impianto di videosorveglianza e realizzazione di un chiosco ristoro ecocompatibile.

Interventi che, secondo il Comune, renderanno il boschetto più sicuro e fruibile per cittadini e famiglie.

«Questo progetto, atteso da tempo», il sindaco Caracciolo, «è stato uno dei punti centrali del programma elettorale e i lavori proseguiranno nel rispetto del cronoprogramma per restituire alla comunità un’area riqualificata e accogliente».

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