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Cronaca

Grandinata improvvisa: imbiancati alcuni paesi

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Il maltempo previsto per il weekend ha dato già una anteprima nella mattinata di oggi.





Dopo le prime ore soleggiate della giornata, delle nuvole passeggere hanno coperto i cieli salentini a macchia di leopardo.





Infelice sorpresa per i comuni interessati che, dopo le prime gocce d’acqua, sin son visti rovinare addosso grossi cubetti di grandine.





La precipitazione ha colpito in maniera particolarmente violenta l’area di Poggiardo per pochi minuti e la zona di Ruffano per un tempo più prolungato, attorno all’ora di pranzo.





Nelle foto di Alessandro Agostini, pubblicate dalla Protezione Civile, le immagini delle campagne attorno a Ruffano imbiancate dopo la precipitazione.




Per sabato e domenica previsti altri temporali. La speranza è che quantomeno non cada altra grandine.














Attualità

Covid, quella variante chiamata mafia

Appello della Fondazione De Grisantis di Ugento e di altre Fondazioni antiusura del Sud Italia rivolto “ai responsabili della cosa pubblica e a quanti hanno il potere di manovrare l’economia, quella piccola e quella grande”

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Le Fondazioni antiusura del sud unite in un appello alle Istituzioni: “Fate presto, perché la variante che temiamo sono le mafie”.

Un appello chiaro che non lascia spazio a fraintendimenti, nessuno potrà fare spallucce e poi dire che non sapeva…

L’appello è firmato, oltre che dalla Fondazione antiusura De Grisantis di Ugento, da: Fondazione nazionale antiusura Interesse Uomo – Potenza, Fondazione antiusura Paulus – Pozzuoli (NA), Fondazione antiusura Nashak – Teggiano (SA); Fondazione antiusura S.Matteo apostolo – Cassano allo Jonio (CS), Fondazione antiusura Exodus 94 – Castellammare di Stabia (NA), Associazione antiusura don Puglisi – Portici (NA).

Siamo Fondazioni e Associazioni da anni impegnate in un quotidiano lavoro di contrasto all’usura”, si legge nell’appello, un lavoro anche e “soprattutto di prevenzione per evitare che chiunque è impossibilitato ad accedere al credito ordinario si rivolga poi alle persone sbagliate”.

Circa 650 interventi di aiuto per un ammontare complessivo di quasi 8,5 milioni di euro.

Famiglie nel 58% dei casi, ma anche piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e commercianti.

Gente che non riusciva più a sostenere il costo della vita (nel 43% dei casi), costretta ad affrontare spese sanitarie troppo elevate (15%) o che all’improvviso si è trovata senza un lavoro (27%) o anche drammaticamente ostaggio della dipendenza da gioco (9%).

TERRITORI A RISCHIO

Svolgiamo il nostro lavoro prevalentemente in Calabria, Basilicata, Campania e Puglia”, si legge ancora, “cioè in quelle regioni del sud Italia indicate oggi da tutti gli istituti di analisi e dagli esperti come i territori più a rischio ed anche quelli maggiormente strangolati da una piovra come l’usura che da queste parti è sempre più un affare di mafia”.

Ed infatti dal 2016 ad oggi nel 17% dei casi le Fondazioni su citate si sono trovate ad affrontare storie di usura: “Una volta su dieci siamo riusciti ad accompagnare le vittime alla denuncia (10,23%); non solo operatori economici e imprenditori, soprattutto tante famiglie (84% delle vittime) ormai allo stremo dopo tanti anni di vessazioni. Abbiamo provato a non lasciarli soli: in sette Tribunali, infatti, ci siamo costituiti parte civile in dodici grandi processi nei quali alla sbarra c’erano clan mafiosi poi tutti condannati“.

I firmatari dell’appello chiariscono che “non rappresentiamo tutte le realtà associative del movimento antiusura ma di certo rappresentiamo il dolore e la fatica di quelle tante persone che soprattutto in questo difficile periodo di pandemia stanno raschiando il fondo del barile per evitare quell’abbraccio mortale, e tanti altri che invece a quella piovra si sono dovuti necessariamente rivolgere”.

GRIDO DI DOLORE

Nel 2020, l’anno della pandemia, le Fondazioni sono intervenute economicamente in 140 situazioni per una prestazione di garanzia complessiva di circa un milione e 800mila euro e “ancora una volta sia in aiuto a famiglie, che in soccorso a commercianti e operatori economici. Almeno cinquanta sono state invece le persone che ci hanno confidato di essere in mano agli strozzini, e nella metà dei casi ci hanno chiesto di essere accompagnate alla denuncia”.

Quello delle Fondazioni antiusura è un grido di dolore: “Non entriamo volutamente nel dettaglio di richieste specifiche che pure potremmo fare in quantità considerevole, non ci soffermiamo in quelle tante proposte operative di cui spesso discutiamo nelle nostre riunioni per migliorare le leggi vigenti o anche per immaginare nuovi strumenti contro l’usura; anche in questo caso avremmo tante sollecitazioni da avanzare”.

Quello che le Fondazioni antiusura hanno voluto fare e “solo e semplicemente di lanciare un grido di dolore e di allarme: fate presto, ma soprattutto fate”.

“SUBITO E REALMENTE IN CIRCOLAZIONE L’ECONOMIA A SOSTEGNO PROMESSA”

L’appello è rivolto “ai responsabili della cosa pubblica e a quanti hanno il potere di manovrare l’economia, quella piccola e quella grande. Lo diciamo con il rispetto che si deve a chi rappresenta le Istituzioni ma anche con la franchezza e la forza di chi sente forte la responsabilità di parlare perché si porta negli occhi troppe storie di fatica quotidiana dei tanti senza voce che ormai allo stremo per la perdurante crisi economica e sociale o si rassegnano o si gettano fra le braccia sbagliate o tramutano quel dolore in rabbia”.

Fate presto”, insistono, “si metta subito e realmente in circolazione l’economia a sostegno promessa a tanti operatori economici in difficoltà, perché ormai da tempo si sono esaurite le loro ultime risorse e gli avvoltoi si aggirano sempre più intorno alle carcasse

Fate presto. Si, “perché la rabbia monta dinanzi ad una liquidità ormai inesistente e ad una pressione fiscale, soprattutto da parte dagli enti locali, che è tornata a togliere il fiato”.

“LE BANCHE CI VOLTANO LE SPALLE”

Le Fondazioni antiusura chiedono infine alla politica di “tornare ad esercitare il proprio primato e anche il proprio ruolo istituzionale di vigilanza nei confronti di quelle Banche che paradossalmente proprio in questo tempo di emergenza stanno rescindendo le Convenzioni con le Fondazioni, sancite tra l’altro dalla legge, ritenendo sempre più rischiosi i loro interventi, e delle tante Banche che ci risultano essere sempre più latitanti dagli impegni assunti negli anni in cui sottoscrivevano Protocolli di intesa con le Istituzioni e le Associazioni pensando che la lotta all’usura potesse esaurirsi semplicemente con dell’inchiostro su un foglio”.

Fate presto, dunque, ma soprattutto fate, “perché nei nostri territori la variante del covid esisteva già prima della pandemia e si chiama mafia, e della sua letalità l’economia del sud ne conosce le conseguenze da tempo immemorabile”.

Giuseppe Cerfeda

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Attualità

Contagi, curva di nuovo in rialzo

1.895 i casi positivi annunciati dall’odierno bollettino epidemiologico della Regione. Di questi 209 riguardano la sola provincia di Lecce, confermando la tendenza in aumento

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Torna a salire la curva dei contagi in Puglia: sono 1.895 i casi positivi annunciati dall’odierno bollettino epidemiologico della Regione. Di questi 209 riguardano la sola provincia di Lecce, confermando la tendenza in aumento.

Tornando al dato regionale, il tasso di positività odierno (registrati 12.472 test per l’infezione da Covid-19) è del 15,19%

Registrati purtroppo altri 35 decessidi Pugliesi con covid, 4 di essi erano del Leccese.

IL RIEPILOGO

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.129.376 test; 170.041 sono i pazienti guariti; 49.422 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid registrati in Puglia è di 225.031, di cui 22.038 nella Provincia di Lecce.

IL BOLLETTINO DEL 22 APRILE 2021

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Cronaca

Ruffano: pantere? No, grazie

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Altro che pantere: nessun equivoco, la foto che arriva da Ruffano è nitida e fa sorridere.





Dei maiali oggi sono usciti dal loro recinto per…una passeggiata tra le vie del paese. Le foto scattate dai passanti son diventate immediatamente virali.









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