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Il sindaco di Melendugno dopo i due casi positivi sulla nave: “Fermate il cantiere TAP”

Marco Potì:”Il cantiere va subito fermato. È un imperativo morale e legale a cui deve assolvere il nostro prefetto. Non possiamo correre il rischio di diventare una nuova Bergamo”.

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Dopo la notizia che due uomini che, a bordo della nave Protea impegnata nelle operazioni di preparazione la gasdotto Tap, sono risultati positivi al coronavirus, il sindaco Marco Potì ha chiesto al prefetto di sospendere “al più presto” i lavori.

La “Protea”, ora in rada a Brindisi in attesa di disposizioni, è impegnata nelle operazioni di monitoraggio ambientale e reimpianto delle biocostruzioni all’exit point a mare del microtunnel Tap.

Ieri è stato reso il secondo caso di positività: si tratta di un uomo, fatto sbarcare dalle autorità sanitarie ed ora ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi.

In precedenza era toccato ad un biologo marino risultato positivo il 28 marzo a Roma, la sua città dove era tornato nei suoi gironi liberi.

Il sindaco di Melendugno non ha dubbi: “Si deve fermare urgentemente l’attività del cantiere Tap a San Foca e a Melendugno e del cantiere Snam che va da Lecce a Brindisi”.

Il primo cittadino spiega anche perché: “Continue testimonianze riferiscono della commistione tra le persone delle ditte locali e quelle provenienti da fuori regione. In questo modo non vengono rispettate le prescrizioni per evitare il diffondersi del contagio”.

Il sindaco Potì ha informato della vicenda il prefetto Maria Teresa Cucinotta: “La Tap deve smettere i lavori e andare via, il cantiere va subito fermato. È un imperativo morale e legale a cui deve assolvere il nostro prefetto. Non possiamo correre il rischio di diventare una nuova Bergamo”.

 

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Tricase: “Dell’Abate rinuncia alla cassazione? Da oggi è compatibile con la carica di consigliere…”

Nota dei consiglieri di maggioranza: “Se ha rinunciato al ricorso è perché doveva farlo, se voleva rimanere in consiglio”

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Sulla presunta “incompatibilità” con il ruolo di consigliere comunale di Fernando Dell’Abate e dopo l’odierna rinuncia al terzo grado di giudizio, una nota dei consiglieri di maggioranza consiliare aggiunge ulteriore pepe a tutta la vicenda.

In queste ultime ore”, si legge nella nota, “leggiamo da più parti comunicati stampa e post sui social relativi alle nostre proliferanti malelingue a proposito delle criticità sorte sulla posizione del Consigliere Comunale Fernando Dell’Abate in seno al Consiglio, stante la pubblicazione della sentenza d’appello numero 73 del 21/01/2020, nella quale egli viene annoverato tra i soccombenti”.

Egli afferma”, si entra nei dettagli, “che la nota n.6303 protocollata oltre tre anni fa, prima della candidatura a Sindaco, lo esime dal “fumus” di incompatibilità per il fatto di aver ceduto il credito “pro soluto”. A questo punto, non si comprende una sentenza checondanna alle spese un appellante che non c’è. Oltre alle nostre malelingue”, ironizzano i consiglieri, “c’è anche accanimento giudiziario?”.

I firmatari della nota poi si chiedono: “Che necessità c’era di protocollare in Comune, insieme al beneficiario del credito, la rinuncia al ricorso in Cassazione, dal momento che non era tenuto a farlo, perché fuori dalle liti? Forse perché il credito sarebbe derivato dalla vittoria di Dell’Abate come attore nel ricorso? D’altronde, basta leggere la sentenza per trovare, a metà della stessa, una frase alquanto chiarificatrice, che fuga qualunque dubbio e che lascia presagire cosa sarebbe potuto succedere se solo fosse stato eletto sindaco insieme alla sua compagine…

È inutile calciare la palla nel nostro campo”, insistono dai banchi della maggioranza, “se il consigliere Fernando Dell’Abate ha rinunciato al ricorso è perché doveva farlo, se voleva rimanere in consiglio per i giorni a venire. Pertanto, i più sentiti auguri al nostro Collega per il suo nuovo (reale) insediamento!”.

Ovviamente”, si legge in fondo alla nota, “i documenti relativi alla vicenda sono “a disposizione” di tutti, perché pubblici e protocollati in Comune”.

La polemica, dunque, continua ad infuriare a Palazzo Gallone e c’è da scommetterci che ne passerà di tempo prima che si possa scrivere la parola fine. Sembra superato il punto di non ritorno e sperare in una pace o almeno in una tregua dei diretti interessati oggi smbra davvero impossibile.

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Tricase: Dell’Abate rinuncia alla Cassazione

Dichiarazione di acquiescenza inviata via pec dal suo legale al Comune. Il consigliere di opposizione: “Un nuovo tassello, non dovuto ma voluto dal sottoscritto”

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Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda delle presunta incompatibilità di Fernando Dell’Abate nel ruolo di consigliere comunale.

Ho atteso la riapertura degli uffici comunali, stamane, per approfondire le “presunte criticità” della mia posizione insinuate dagli ambienti della maggioranza, visto il proliferare delle loro malelingue”, ha scritto in una nota il consigliere di opposizione, che ha sottolineato come nell’occasione, “Nessuno mi ha saputo dire nulla! Proprio per questo, dopo la nota n.6303 protocollata oltre tre anni fa presso il Comune di Tricase, un nuovo tassello, non dovuto ma voluto dal sottoscritto, si è aggiunto questa mattina quando, di concerto con il mio legale, ho provveduto a far notificare l’atto che chiude definitivamente, sebbene lo fosse già, la vicenda”.

Il consigliere di opposizione si riferisce alla dichiarazione di acquiescenza, protocollata oggi e con cui il suo legale, l’avv. Antonio Bolognese ha informato, via pec (atto giudiziario ex articolo 329 cpc), il Comune ed il legale dell’Ente, avv. Michele Macrì, atto giudiziario ex articolo 329 cpc, che sia Fernando Dell’Abate che colui a cui aveva ceduto il credito dichiarano di “dare acquiescenza alla detta sentenza rinunciando ad interporre gravame verso la medesima”.

Alla cessione del credito pro soluto di tre anni fa”, ha spiegato ancora Dell’Abate, “ho aggiunto oggi l’acquiescenza al ricorso per Cassazione, sebbene io non avessi neppure titolo ad impugnare la sentenza”.

Infine Dell’Abate getta il guanto di sfida: “Dopo tre anni, dunque, ora anche l’ultimo disperato tentativo di distogliere l’attenzione è tolto: sindaco, il mio invito rimane sempre lo stesso! A casa per il bene di Tricase e dei Tricasini!”.

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Covid, pochi contagi anche oggi in Puglia

E ancora zero decessi in provincia

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Come ieri in Puglia si registrano 4 nuovi casi di Covid 18, e 998 tamponi effetuati.

I quattro casi rilevati sono così suddivisi: 3 nella Provincia di Bari; 0 nella Provincia di Bat; 0 nella Provincia di Brindisi; 1 nella Provincia di Foggia; 0 nella Provincia di Lecce; 0 nella Provincia di Taranto;

Sono stati registrati 2 decessi: 1 in provincia di Bari, 1 in provincia di Foggia.

In totale sono stati effettuati in tutto 119.650 test; i pazienti guariti sono 2.837, mentre 1.155 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.498 così divisi: 1.486 nella Provincia di Bari; 380 nella Provincia di Bat; 651 nella Provincia di Brindisi; 1.156 nella Provincia di Foggia; 515 nella Provincia di Lecce; 281 nella Provincia di Taranto; 29 attribuiti a residenti fuori regione.

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