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Corsano

Inaugurata a Corsano la Casetta della Lettura

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Prosegue l’attività di promozione delle lettura realizzata dall’associazione IDEE A SUD EST, impegnata da oltre 10 anni in iniziative artistiche e culturali.
Stamattina è stata inaugurata la Casetta della Lettura, un punto di scambio di libri che può essere utilizzato da chiunque voglia prendere un volume liberamente lasciato all’interno o da chi intenda, invece, lasciarlo al prossimo lettore ignoto.





La casetta è stata ubicata nella centrale Piazza San Giuseppe, è accessibile a tutti ed è facilmente fruibile anche dai bambini, i quali sono stati i primi protagonisti dell’inaugurazione grazie al coinvolgimento ed all’impegno dei docenti e del dirigente dell’Istituto Comprensivo “Biagio Antonazzo”.





“Idea che coltivavamo da tempo”





“Finalmente siamo riusciti a concretizzare questa idea che coltivavamo da tempo, ma che non abbiamo potuto realizzare prima in ragione delle restrizioni dettate dall’emergenza pandemica – ha dichiarato nel corso dell’inaugurazione l’Avv. Carlo Ciardo, Presidente dell’associazione –. L’inaugurazione della Casetta della Lettura è un ulteriore tassello del più ampio quadro di iniziative culturali che l’associazione realizza da oltre 10 anni grazie anche all’intensa collaborazione con il corpo docente ed al dirigente dell’Istituto Comprensivo di Corsano, che sono interlocutori attenti e disponibili. Speriamo questo sia l’abbrivio per altri momenti di incontro e di crescita collettiva”.





“Uno stimolo alla condivisione”





L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Corsano, ha visto la partecipazione della consigliera con delega all’associazionismo Enza De Francesco, la quale ha dichiarato che: “La creazione di questo piccolo punto di riferimento culturale è anche uno stimolo all’incontro ed alla condivisione. Per questo motivo l’iniziativa lodevolmente realizzata dall’associazione IDEE A SUD EST è stata pienamente abbracciata dall’Amministrazione Comunale in un’ottica di collaborazione con le realtà associative del territorio e di crescita dell’intera comunità”.





“Proficua interlocuzione”





All’inaugurazione ha partecipato anche il Parroco di Corsano, Don William Del Vecchio, che all’inizio della cerimonia ha benedetto la casetta ed ha sottolineato l’importanza sostanziale e simbolica di questo piccolo luogo.
L’appuntamento ha visto la partecipazione del dirigente dell’Istituto Comprensivo, Prof. Fernando Simone: “Nonostante le difficoltà che ancora la pandemia impone, siamo riusciti a dare concretezza a questa idea. L’istituzione scolastica, anche in questa occasione, ha rinnovato la proficua interlocuzione con l’associazione IDEE A SUD EST in un’ottica di crescita collettiva. Il seme piantato oggi con l’inaugurazione della Casetta delle Lettura ci deve poter crescere rigoglioso perché affonda le proprie radici nei valori della lettura, del confronto e dello scambio”.
La Casetta della Lettura da oggi è un punto di riferimento per lo scambio culturale a disposizione dei corsanesi di ogni età.





























Corsano

Corsano: assolto autista scuolabus accusato di violenza sessuale

La Corte d’appello di Lecce: «Il fatto non sussiste». L’avv. difensore Fabrizio Licchetta: «Cosimo Palumbo condannato dalla pubblica opinione quando ancora era indagato per aver ricevuto una denuncia penale, questo sigillo popolare venne confermato dal Giudice di primo grado. La pubblica opinione non sa o finge di non sapere che vi sono tre gradi di giudizio prima di poter ritenere definitiva una condanna o accertata la verità intorno ad una condotta laddove la stessa si sia davvero verificata»

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Cosimo Palumbo di Corsano, conducente del pulmino dei bambini della scuola materna di Corsano, condannato in primo grado per violenza sessuale è stato assolto dalla Corte d’appello di Lecce, sezione unica penale perché il fatto non sussiste.

I fatti risalgono al 2016: un lungo calvario per l’autista, fino alla liberazione con l’assoluzione arrivata lo scorso 17 novembre.

Sulla vicenda dopo l’assoluzione è voluto intervenire il legale difensore di Palumbo, l’avv. Fabrizio Licchetta che ha voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

«Le notizie volano», esordisce l’avv. Fabrizio Licchetta, «l’informazione oggigiorno è legata all’immediatezza della fruizione da parte degli utenti; spesso le notizie diventano virali perché si diffondono ad una velocità impressionante poiché vengono condivise dalla platea dei lettori. Così la condanna di un dipendente pubblico a due anni per violenza sessuale nell’ambito della prestazione di un servizio pubblico in un piccolo centro del Salento appare l’occasione propizia perché possa estendersi in ogni dove. Trincerarsi dietro le iniziali del condannato e prima ancora indagato non serve a nulla, dato l’evidente sillogismo: conducente di pulmino, dipendente comunale, ecc.».

Per l’avv. Licchetta «le iniziali servono solo ad avere la conferma che sia proprio lui il soggetto da isolare, da bandire, la persona che al di là di ogni principio di innocenza, deve essere per forza indicato come l’autore della violenza sessuale».

«Condannato dalla pubblica opinione quando ancora era indagato», insiste, «per aver ricevuto una denuncia penale, questo sigillo popolare venne confermato dal Giudice di primo grado, ovvero dal Tribunale penale di Lecce che con una sentenza esemplare che oltre alla condanna a due anni, lo dichiarava interdetto in perpetuo dagli uffici attinenti alla tutela, alla curatela ed alla amministrazione di sostegno, nonché interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena principale inflitta, disponendone la sospensione dal mestiere di conducente di pullman o autobus per la durata di un anno».

«Quanto rumore ha fatto questa notizia!», aggiunge l’avvocato corsanese, «l’esposizione al pubblico ludibrio, in realtà, appare una doppia condanna poiché da un lato il soggetto è gravato da una condanna davvero pesante e dall’altro questa sua costrizione psicologica è ulteriormente appesantita dal discredito sociale dal quale viene ammantato per effetto della pubblicità della condanna».

«La pubblica opinione», tira le somme l’avv. Licchetta, «non sa o finge di non sapere che vi sono tre gradi di giudizio prima di poter ritenere definitiva una condanna o accertata la verità intorno ad una condotta laddove la stessa si sia davvero verificata. L’importante è che la notizia sia fragorosa e che il colpevole possa essere individuato e distrutto socialmente. Le assoluzioni nel grado di appello, quella piena perché il fatto non sussiste, vengono spesso ignorate o alle stesse vengono riservate poche righe marginali. Le assoluzioni non fanno rumore?  Probabilmente no. Questa volta», conclude, vorremmo sperare che i mass media possano riparare “al danno” provocato dalla diffusione delle notizie (benedetta sia l’informazione) facendo lo stesso rumore».

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Attualità

Corsano intitola una strada al prof. Licchetta

Nel centenario dalla nascita. Cerimonia di intitolazione domenica 14 novembre. Il prof. sarà ricordato dai senatori Giorgio De Giuseppe e Rosario Giorgio Costa e dall’on. Biagio Marzo. Prevista la presenza della presidente del Consiglio Regionale Loredana Capone e del presidente della Provincia Stefano Minerva

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Il 14 novembre 2021 ricorrerà il centenario della nascita del Prof. Pietro Licchetta, figura importante del Salento.

L’amministrazione Comunale di Corsano, presieduta da Biagio Raona, ha deciso di ricordare questa figura con un consiglio comunale monotematico che si terrà alle ore 10 di domenica 14 novembre, nell’aula consigliare già intitolata al Prof. Pietro Licchetta, nel corso del quale il Consiglio ufficializzerà l’intitolazione di una strada cittadina all’illustre concittadino.

Nel pomeriggio, alle ore 17, nello stesso luogo la figura sarà ricordata dai senatori Giorgio De Giuseppe e Rosario Giorgio Costa e dall’on. Biagio Marzo.

Alla manifestazione hanno dato adesione anche il presidente del Consiglio Regionale Loredana Capone ed il presidente della Provincia Stefano Minerva.

Nell’atrio del Palazzo Comunale sarà allestita una mostra fotografica e documentale.

Pietro Licchetta, già sindaco di Corsano dal 1951 al 1956, divenne consigliere provinciale alla fine del suo mandato da Sindaco e percorse tutte le tappe rivestendo la carica di assessore provinciale nella giunta retta dall’avv. Vergine e di vice presidente della Provincia nell’amministrazione retta da Egidio Grasso dal 1970 al 1975 sino a divenire presidente della Provincia nel 1975 fino al 1980.

Militò sempre nella Democrazia cristiana nella cui ideologia si riconosceva soprattutto per lo spirito di servizio, per altruismo e per senso della giustizia.

Ebbe rapporti di amicizia fraterna con gli uomini del tempo, l’on.Giacinto Urso,  il senatore Francesco Ferrari, l’on.Codaci Pisanelli, con Ciccio Rausa, con il senatore Giorgio  De Giuseppe e i tanti costruttori di futuro del passato.

Ricoprì negli anni anche la presidenza diocesana dell’azione cattolica, la presidenza dell’Ospedale Psichiatrico interprovinciale Salentino, diede impulso alla Università di Lecce, ricoprendo la funzione di consigliere in rappresentanza della Provincia di Lecce insieme a Donato Moro nel Consorzio Interprovinciale Universitario salentino.

Nel corso della sua vita non dimenticò mai le sue origini che lo portarono a meglio interpretare i bisogni della gente più umile ed a guardare con lungimiranza alle prospettive che il futuro poneva in un periodo di grandi trasformazioni.

Fu proprio il Prof. Licchetta  a completare quale assessore provinciale ai lavori pubblici, tutte le strade che dai piccoli centro cittadini conducono alle marine, bonificando le aree paludose diffuse sulla costa jonica.

Contribuì a dare vigore  e a porre le basi per  opere impensabili come l’ospedale oncologico di Lecce che fu individuato proprio dove oggi sorge; alla presidenza Licchetta sono legate la ristrutturazione dell’abbazia di Cerrate, l’inaugurazione del Conservatorio Musicale, il varo dell’Orchestra  e le stagioni concertistiche e liriche,  il Ponte del Ciolo, il completamento del museo Sigismondo Castromediano, all’interno del quale ospitò il Presidente della Repubblica Sandro Pertini in visita ufficiale.

Ricevette il console americano Gardner, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ed ottenne titoli ed onorificenze dei quali non ha mai voluto vantarsi.

Sotto il profilo professionale egli fu docente e preside della Scuola Media di Alessano negli anni ’50, poi preside dell’Istituto Magistrale di Casarano, dell’Istituto Magistrale di Tricase ed infine del Liceo Scientifico “Stampacchia” di Tricase.

Frequentò il Liceo Classico “Colonna” di Galatina dove dopo la laurea in Lettere classiche, conseguita presso l’Università di Napoli, ebbe il primo incarico per l’insegnamento,

Latinista, grecista e dantista, non volle mai rinunciare alla Scuola, lasciando un’impronta profonda in tutti i suoi allievi che ancora lo ricordano per l’alto spessore culturale.

Morì a soli 67 anni nel novembre 1988.

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Appuntamenti

“Inferno in Paradiso”, in memoria di Luigi Russo

 A due anni dalla sua scomparsa dell’ex presidente di CSV Volontariato nel Salento, il docufilm di Tiziana Caminada. Presentazione giovedì 18 novembre  presso il Cinema Paradiso di Tricase

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Inferno in Paradiso”, il docufilm di Tiziana Caminada in memoria di Luigi Russo, verrà presentato giovedì 18 novembrealle 19,30, presso il Cinema Paradiso di Tricase, in via Roberto Caputo, 15.

L’evento gratuito (necessario Green Pass) è organizzato da Mondoradio Tuttifrutti, in collaborazione con il CSV Brindisi Lecce – Volontariato nel Salento, in occasione del secondo anniversario della scomparsa di Luigi Russo, giornalista e sociologo salentino, impegnato per anni nella lotta a favore dell’ambiente. All’interno del film sono presenti alcune immagini del noto giornalista, chiamato a testimoniare sul contrasto tra bellezza e inquinamento in Salento e in Puglia. Prima della proiezione, amici e collaboratori di Luigi Russo, lo ricorderanno nelle sue tante battaglie.

Il DOCUFILM

«No, non é ancora un film sull’inquinamento. È un film che dà voce a chi paga con la propria vita e la propria salute le conseguenze dell’inquinamento. Tutto è iniziato con un libro pubblicato in Svizzera: «Salento: destinazione cancro».

Si dice che nel tacco dello stivale, in Italia, nella terra degli ulivi centenari e della dieta mediterranea, sia diventato un inferno: l’aria, la terra e l’acqua del Salento sarebbero avvelenate. Anche gli ulivi muoiono a migliaia: un avvertimento per gli umani? I tumori sono aumentati del 40% in 20 anni. I bambini muoiono per leucemia e tumore al cervello (+ 54%). Idrocarburi, diossina e glifosato sono tutti lì. Il conforto e il profitto del Nord Europa hanno trasformato questo Sud in un gigantesco bidone della spazzatura al punto che i suoi abitanti ne stanno morendo.

Con Giovanni, l’autore italo-svizzero del libro, siamo andati da nord a sud, come i rifiuti, per vedere l’entità del danno umano e ambientale. Ma soprattutto per incontrare e ascoltare coloro che vivono in questo inferno e vedere come pensano di uscirne.

C’è un esercito sempre più grande di attivisti che lottano per farsi sentire.

Il documentario parte dalla Svizzera con un grido del cuore e ci ritorna grazie alla sua nuova idea di avidità energetica, ancora un attacco a questa terra salentina e al pianeta: la Trans Adria Pipeline.

Ma la resistenza si organizza e partono cause alla CEDU di Strasburgo contro lo Stato Italiano, ma non solo… si prepara anche una causa civile contro lo Stato per le sue inadempienze per il Clima».

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