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Cronaca

Incendio per mano di operatore protezione civile: “Ha offeso tutti i volontari”

Il presidente del coordinamento provinciale di Protezione Civile Bisanti: “Gesto vile. Non per ritorno economico: il contributo della Regione è fisso”

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Il Presidente del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato e dei Gruppi Comunali di Protezione Civile della Provincia di Lecce, Salvatore Bisanti, prende la parola sulla vicenda che ha portato ieri all’arresto di un operatore della Protezione Civile di Palmariggi per incendio boschivo doloso.





“A nome del Consiglio Direttivo e di tutti i Volontari, – esordisce – appresa la notizia dell’operazione svolta dai carabinieri forestali del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Lecce e della Stazione dei Carabinieri Forestali di Otranto sotto il coordinamento e la direzione della Procura di Lecce, stigmatizzo fortemente l’episodio e mi dissocio, nella maniera più categorica, dall’atto compiuto”.





“I Volontari”, continua , “sono i primi a sentirsi offesi da simili, vili gesti, che vanno senz’altro puniti a norma delle leggi vigenti”.




Poi una precisazione, in risposta a quanti hanno sostenuto che il gesto fosse finalizzato ad un ritorno economico: “Ogni associazione o gruppo comunale di protezione civile, convenzionato con Regione Puglia per il supporto alla lotta degli incendi boschivi, riceve un contributo annuale di 5mila euro, che prescinde dal numero degli interventi di spegnimento effettuati durante la “campagna AIB” e che tale contributo – per essere concesso all’organizzazione – deve essere preventivamente rendicontato con le spese effettivamente sostenute”.





“Il prestigio e la dignità di un faticoso lavoro quotidiano di costruzione del nostro operato di volontariato, – conclude – non possono essere intaccati da questo atto vergognoso e ingiustificato che penalizza la parte sana del volontariato della Protezione Civile”.


Attualità

Quando l’idiozia corre su due ruote

Nei fine settimana le litoranee salentine diventano terra di nessuno con alcuni motociclisti che impazzano a velocità folle laddove il limite è di 50km/h. Non certo tutti i motociclisti ma pochi idioti che mettono a rischio l’incolumità propria e altrui, screditando l’intera categoria dei centauri

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Siamo freschi reduci dal weekend e ancora una volta abbiamo avuto conferma di come, nel fine settimana, le litoranee salentine, dall’Adriatico allo Ionio, diventino terreno di conquista per un certo numero di motociclisti che, indisturbati, attraversano quei tratti (dove il limite, non a caso, è di 50 km/h), lanciati a velocità folle, mettendo così a rischio la propria e, soprattutto, l’altrui incolumità.

Chiarisco subito a beneficio di chi mi lancerà i suoi strali, soprattutto sui social: anche gli automobilisti sono spesso avventati e causano incidenti ma, atteniamoci ai fatti: non mi pare capiti sovente che “gruppi” di automobilisti transitino a velocità folle lungo la litoranea nei fine settimana.

Piuttosto spesso e volentieri veniamo, invece, sfiorati da razzi su due ruote, incuranti di chi possa transitare a piedi, in bici e in auto su quella strada. O anche in moto.

Perché, sia chiaro, non sono sotto accusa i motociclisti in quanto tali ma solo quei pochi deficienti che se ne infischiano delle regole e degli altri, discreditando tutta la categoria dei centauri.

Non vorremmo proprio dover versare altre lacrime per nuove tragedie.

Se non si interviene, ahinoi, sarà solo una questione di tempo.

Tacere per non inimicarsi qualcuno sarebbe quasi criminale quanto sfrecciare come idioti lungo la litoranea sulla propria moto.

Ci rivolgiamo a Provincia, Comuni, Forze dell’Ordine: fate qualcosa: controlli, autovelox, rallentatori… quel che volete, ma fate qualcosa.

La situazione non è più sostenibile.

Ci rivolgiamo anche ai “portatori sani” di moto, quelli che ancora hanno voglia di godersi una passeggiata all’aria aperta, con lo splendido panorama che regalano le nostre coste: incazzatevi, diteglielo anche voi a quegli idioti di smetterla.

Tutti insieme facciamo qualcosa, prima che sia troppo tardi.

Giuseppe Cerfeda

*foto di repertorio
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Casarano

Lecce e Casarano, delirio allo stadio

Prima, durante e dopo le partite Lecce-Bologna e Casarano-Barletta si sono verificati numerosi scontri e disordini causati da ultras indisciplinati

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In occasione della partita di Seria A Lecce-Bologna di ieri scorso, una quarantina di tifosi bolognesi, qualificati nella categoria “a rischio”, si sono recati in mattinata presso la stazione ferroviaria di Lecce.

In via preventiva erano stato predisposti un servizio di vigilanza ed un pullman cittadino della S.G.M, messo a disposizione per il accompagnare i tifosi rossoblu allo stadio, dove sono stati accolti da un gruppo di circa 60 ultras leccesi con lanci di pietre, fumogeni ed oggetti contundenti.

Il pronto intervento del personale di Polizia ha evitato che le intemperanze si potessero protrarre con ulteriori conseguenze.

Durante lo scontro un agente è stato ferito, con lesioni giudicate guaribili in 7 giorni; a seguito del lancio di alcune pietre sono stati danneggiati anche il pullman e due mezzi del Reparto Mobile della Polizia di Stato.

Due tifosi leccesi sono stati fermati e condotti in Questura: il primo è stato denunciato a piede libero per aver colpito diversi tifosi avversari con una cintura, dopo essersi coperto il viso per non essere riconosciuto; il secondo, anch’esso con viso coperto, è stato tratto in arresto e, su disposizione del P.M. di turno, sottoposto ai domiciliari, per possesso e lancio di oggetti contundenti, oltre a resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, nonché danneggiamento di mezzi di istituto.

Per entrambi, dopo una celere e tempestiva istruttoria, condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Lecce, si è provveduto all’emissione del daspo d’urgenza, rispettivamente per la durata di 3 e 2 anni.

Nella stessa giornata, anche in occasione dell’incontro di calcio Casarano-Barletta, si sono verificati degli scontri.

La tifoseria ospite (circa 120 individui) è giunta allo stadio di Casarano dove il personale di Polizia, in via precauzionale, ha effettuato un’attività di pre-filtraggio, durante la quale però, un  gruppo di barlettani spintoni e confusione,  è riuscito ad entrare nell’impianto sportivo, senza subire il controllo.

Nel contempo, un tifoso in fase di identificazione, ha lasciato cadere dalle tasche una torcia bengala, un fumogeno, due grossi petardi prontamente sequestrati.

Poco dopo, sempre gli ultras ospiti, hanno dato il via al lancio di petardi, sia all’interno del settore che del campo da gioco, uno dei quali ha colpito e ferito ad un piede di un poliziotto in servizio, con prognosi ancora da definire.

Quindi numerosi i disagi che hanno portato all’ispezione del pullman dei tifosi del Barletta, dove sono stati rinvenuti 6 petardi, 11 fumogeni, una mazza in legno e una catena di ferro.

A fine della partita, un gruppo della tifoseria organizzata del Casarano ha cercato lo scontro con gli ospiti, lanciando pietre, bottiglie di vetro ed altro materiale, mentre un altro gruppo si è posizionato fuori dallo stadio in attesa.

Altri due agenti sno rimasti feriti, uno con prognosi di 10 giorni ed uno con prognosi ancora da definire.

Gli scontri hanno reso necessario l’intervento di ulteriore personale della Polizia per riportare la calma, portando all’arresto di due tifosi del Casarano.

Al momento, si sta procedendo alla valutazione dell’emissione di daspo nei confronti dei due ed è al vaglio la posizione di altri tifosi del Casarano coinvolti negli scontri.

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Cronaca

Auto ribaltata sulla Maglie-Lecce: conducente in rianimazione

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Grave incidente questa mattina prima dell’alba sulla statale Maglie-Lecce.

Alle ore 05.20 circa, allo svincolo per Sternatia sulla carreggiata direzione nord della SS16, si è verificato un sinistro che ha visto protagonista una Mercedes Classe B.

All’interno del veicolo, ribaltatosi, il solo conducente, M.S., nato nel 1998.

Immediate sono state le azioni di soccorso messe in atto dai vigili del fuoco, i quali hanno prontamente estratto il conducente dall’abitacolo, successivamente affidato alle cure del personale del 118.

In ambulanza, il ragazzo è stato trasportato in codice rosso presso l’Ospedale Vito Fazzi di Lecce: è in Rianimazione, avrebbe patito, tra le altre cose, gravi ferite alla milza.

Le operazioni di soccorso hanno richiesto l’intervento tempestivo e coordinato delle autorità competenti per garantire la sicurezza e il pronto intervento necessario. I vigili del fuoco hanno inoltre lavorato per mettere in sicurezza l’autovettura coinvolta nell’incidente.

Al momento, le circostanze esatte che hanno portato all’incidente sono oggetto di indagine da parte delle autorità competenti, le quali stanno procedendo con gli accertamenti del caso.

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